La spiaggia Mort
di
Chris Rondinelli
genere
trans
Chi frequenta o frequentava le spiagge nudisti avrà sentito nominare il famoso MORT in veneto dove fino a prima della pandemia si riusciva in certe occasioni a scopare senza problemi. Non ne so molto oggi, ma sembra abbiano messo telecamere e sorveglianti che controllano il posto e di conseguenza infrequentabile.
Al tempo ero in vacanza da mia madre che viveva a Jesolo Lido, quando potevo andavo a trovarla dato durante l'arco dell'anno non avevamo possibilità di vederci molto se non sentirci al telefono. Mamma conoscendo ormai le mie abitudini, - ogni volta andavo a trovarla venivo accompagnata da un'uomo diverso e finivo per combinarne una delle mie - questa volta pensò bene di evitare la solita storia non facendosi trovare al mio arrivo.
Decise di trasferirsi da dei parenti finché non fossi tornata a Milano lasciandomi casa libera. Avessi voluto scopare con uno dei miei soliti uomini, avrei avuto almeno il suo monolocale libero senza di lei. Delusa da quel comportamento, accettai la situazione e mi trasferii nel suo appartamento fino alla fine del mio soggiorno solitario in veneto. Era scoppiata l'estate e le spiagge a Jesolo non mancano per divertirsi. Avevo però sentito nominare una spiaggia particolare, e fremevo per farci una visita pur non sapendo con chi andarci e dove fosse. Stavolta non mi ero presentata con nessun uomo, ero in un periodo di stasi, e dopo aver avuto un inverno pieno di amanti, preferii un'estate in solitudine.
Ero li da appena un giorno, quando il destino mi fece conoscere un ragazzo di nome Daniel. Daniel era nato in Italia, ma da genitori inglesi, era il classico ragazzo sui vent'anni ben messo, biondino, bel fisico, magro e alto, un viso simpatico, era Gay, e facemmo subito amicizia. Daniel abitava ad un isolato da dove viveva mia madre. Pensavo che il mio aspetto femminile lo avesse tenuto alla larga, fosse stato etero credo mi avrebbe tampinata per scoparmi o perlomeno avrebbe cercato di abbordarmi, mentre Daniel cercava più un'amicizia.
Chiacchierando una mattina gli chiesi se conoscesse la famosa spiaggia di cui avevo tanto sentito parlare, confidandogli che ero venuta a trovare mia madre proprio perché la spiaggia era dalle sue parti. Daniel mi rivelò di sapere a quale spiaggia mi riferissi, e che ci era gia stato parecchie volte, ma che da un po di tempo non la frequentava più. Gli chiesi se poteva almeno accompagnarmi, lo pregai così tanto che il ragazzo si convinse. Mi confidò che il suo ragazzo era molto geloso, e se lo avesse scoperto frequentare nuovamente quella spiaggia e in mia compagnia, sarebbero nati dei grossi problemi. Assicurai Daniel che mi avrebbe fatto solo da autista, e che in spiaggia ci sarei andata da sola. Poteva venirmi a riprendere verso sera in un punto che decidemmo in seguito se la cosa non lo infastidiva. Ero così eccitata all'idea di frequentare un posto che non conoscevo completamente libera e sola, avevo sentito tante storie su quel posto, e Daniel mi confermò che se il posto non era cambiato, ne avrei viste delle belle.
Dopo un viaggio che a me parve interminabile, ma che all'incirca dovette durare una ventina di chilometri al massimo, arrivammo alla spiaggia. All'apparenza era una spiaggia come tutte le altre, non vedevo ombrelloni ne gente, e chiesi a Daniel se il posto fosse quello giusto. Il ragazzo mi confermò fosse quello. Concordammo che ci saremmo rivisti verso pomeriggio tardo, e se avessi avuto bisogno di lui potevo raggiungerlo telefonicamente dandomi il suo numero di cellulare che segnai da qualche parte. Lo ringraziai con un bacio a stampo sulle labbra augurandomi buon divertimento. Mi avviai verso la stradina che portava in spiaggia, mentre guardavo voltata indietro la macchina di Daniel fare retromarcia, e sparire dalla mia vista.
Ora ero sola, eccitata come una Troietta, affrettai il passo arrivando sul bordo della spiaggia. Buttando l'occhio potei finalmente ammirare lo spettacolo che speravo di vedere e non fui affatto delusa. Sparsi qua e la un po sdraiati sui vari asciugamani, o che camminavano mano nella mano, potei ammirare uomini e ragazzi completamente nudi e disinvolti farsi i fattacci loro, anche se nessuno a prima vista stava scopando. C'erano ragazzi in coppia che si baciavano abbracciati sotto il sole, altri in acqua, altri ancora che camminavano sul bagnasciuga ascoltando musica con lo stereo boombox anni 80.
In sostanza una spiaggia normale in apparenza a differenza che nessuno indossava un costume. Non avevo notato donne, quindi dedussi fosse una spiaggia libera per coppie Gay. Prima di entrare mi denudai anch'io, con i miei lunghissimi capelli ad avvolgermi e null'altro addosso. Misi tutto nello zainetto che avevo in spalla, inforcai i miei occhiali da sole a specchio, e varcai la soglia dell'entrata in spiaggia scavalcando un basso muretto. Il sole picchiava forte e dava abbastanza fastidio, la sabbia bruciava sotto i miei piedi scalzi mi trovai a saltellare qui e li prima di arrivare ad un punto meno focoso. Fui subito notata da un gruppetto di ragazzi che giocavano a pallone. Erano ragazzi piu o meno della mia stessa età completamente nudi, con il cazzo moscio e dei berretti in testa. Mi salutarono e cercarono subito di attaccare bottone. A me i ragazzi non sono mai interessati a livello sessuale, ma dal loro approccio risultarono subito divertenti e simpatici. Facemmo subito amicizia scambiando poche battute. I ragazzi, ne contai almeno otto, mi invitarono al loro asciugamano offrendomi una birra fresca sedendoci sulla sabbia, parlammo del piu e del meno. Frequentavano le scuole di Oderzo, e venivano li a passare le vacanze per divertirsi un po insieme.
Inevitabilmente si finì a parlare di sesso, e mi confidarono che quel posto era pieno di occasioni per scopare e divertirsi, a vederlo risposi non mi sembrava, anzi, tutto pareva fuorché un posto per far sesso. Ovviamente mi dissero i ragazzi, c'erano degli orari in cui si poteva osare di più, dopo il tramonto ad esempio, nel tardo pomeriggio, oppure la mattina presto erano orari perfetti. Dopo quelle confidenze rimasi assai delusa, io nel pomeriggio dovevo rincasare, e temetti che la mia escursione tanto attesa si rivelasse una bolla di sapone.
Quindi c'erano orari e modi da rispettare, ma il divertimento mi dissero era assicurato. La mia Troiaggine però mi disse che non avrei potuto aspettare fino a sera, quindi se volevo divertirmi come avevano detto i ragazzi, dovevo fare di testa mia e alla svelta, in barba al regolamento e magari rischiando pure qualcosa. Per il momento decisi di restare tranquilla, prendendo un po di sole e godendomi la compagnia di quei bravi ragazzotti e nel frattempo, avrei pensato a qualcosa per cercare di farmi sfondare da qualcuno lì attorno dato la scelta non mancava. Mi guardai attorno, sembravano tutti accoppiati e non trovai nemmeno un'uomo libero su cui poter puntare. Pensai che la cosa fosse piu difficile del previsto. Le sfide mi sono sempre piaciute, e non mi sarei certo tirata indietro, avevo le ore contate ne ero consapevole, ma dato sarei rimasta da mia madre almeno qualche giorno contavo di convincere il buon Daniel, ad accompagnarmi eventualmente anche nei giorni seguenti se fosse andata male la prima.
Il tempo passava veloce, e dopo tre ore in spiaggia ancora non avevo combinato nulla. Iniziai a credere che il pomeriggio fosse ormai perso e che fosse meglio rilassarsi, godersi la giornata e poi rincasare all'ora definita con Daniel. Si dice sempre che se cerchi qualcuno o qualcosa non lo troverai mai, mentre se non lo cerchi il destino te lo porta davanti. Non so per quante persone questo detto possa essere veritiero, per me lo e stato piu di una volta sicuramente. Smesso di cercare ad ogni costo alla fine l'occasione arrivò. Fui avvicinata da una coppia di signori di una certa età sui cinquant'anni circa, che da un po di tempo mi tenevano d'occhio da un asciugamano poco distante da quello dei ragazzi con cui mi trovavo. Stanchi di fissarmi e suppongo di scambiarsi pareri su di me, i due uomini si fecero finalmente avanti scusandosi per il disturbo.
Iniziammo a parlare e fare amicizia in fretta. I ragazzi del gruppetto erano tornati a giocare a pallone in riva al mare, notai subito il cazzo in erezione che avevano entrambi gli uomini, e non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso. I due se ne accorsero subito, e maliziosamente mi chiesero se mi piacesse il cazzo. Un po imbarazzata e arrossendo risposi positivamente, ovviamente se ero lì non poteva essere altrimenti. Fu li che iniziò tutto, uno dei due mi accarezzò le coscie e i lunghi capelli, poi prese in mano il mio di cazzo che nel frattempo si era indurito pari al loro e iniziò a masturbarmi senza problemi in bella vista di tutti. Mi misi appoggiata con i gomiti sulla sabbia che ormai col passare delle ore si era intiepidita abbastanza, buttai la testa indietro, e allargai le gambe per agevolargli la masturbazione. Nessuno sembrava far caso a quello che stavamo facendo. Mi fecero venire in poco tempo, sborrai di gusto a gambe aperte sotto il sole in posizione semi sdraiata e con la testa all'indietro.
Rimasi sorpresa da come nessuno si fosse interessato a quella situazione, ma sopratutto dell'indifferenza totale di un fatto simile fatto sotto gli occhi di tutti. Evidentemente i pettegolezzi che avevo sentito su quella spiaggia erano veri e non semplici leggende. Sorrisi all'uomo che mi aveva appena masturbata e cercai subito di ricambiare il favore. Ma i due mi fermarono all'istante dicendo che era meglio non sprecare la cosa a quel modo. Replicai che avevo sentito non si poteva fare se non in orari serali, ma i due uomini sorrisero tra loro come per farsi beffe di ciò che avevo apena detto. - Dici che non si può fare eh? fece uno - l'altro chiese se stessi insieme ai ragazzi che giocavano a pallone in riva al mare, risposi che mi avevano solo ospitata, che ero sola e non stavo con nessuno. I due uomini ribatterono che era un vero peccato lasciar sola una bella signorina come me in una spiaggia così affollata. Poi finalmente si decisero, uno di loro si mise davanti a me, l'altro tra le mie gambe ancora aperte e appoggiata con i gomiti sulla sabbia. Quello tra le mie gambe mi prese per le caviglie in ginocchio, si avvicinò puntando il suo grosso cazzo tra le mie natiche.
Il suo amico si mise davanti al lato opposto, dove tenevo la testa inclinata e il viso verso l'alto. Si alzò in piedi e mi diede in bocca il suo cazzo duro che accolsi fino in gola e iniziai a succhiare avidamente. Fui penetrata dall'altro che avevo tra le gambe, che mi prese subito facendomi sobbalzare e sospirare all'istante. Con il suo cazzo in culo e quello dell'amico in bocca, sotto lo sguardo di tutti alla luce del sole. Passai qualche minuto a gemere li sull'asciugamano dei ragazzi, presa da quei due uomini insieme. Finito di tirare calci al pallone, i ragazzi tornando al loro posto si accorsero finalmente della scenetta sui loro asciugamani. Divertiti dalla situazione si fermarono a godersi lo spettacolo seduti a poca distanza da noi. Ben presto si fece una bella cerchia di pubblico ad ammirarmi mentre venivo scopata dai due signori senza vergogna ne tanti pudori.
Notai che anche gli otto ragazzi dell'asciugamano, si stavano masturbando a vicenda. Avevo dato il via forse a una cosa che senza di me nessuno avrebbe mai osato iniziare. I due uomini si diedero il cambio, qualcuno iniziava a prendere coraggio e mettermi le mani addosso palpandomi e toccandomi. Immaginai mia madre, avesse saputo cosa stavo facendo, le sarebbe preso un colpo sicuramente. Non potevo chiamarla questa volta, la furbetta era andata dai parenti. Potevo solo ringraziare Daniel che mi aveva portata laggiù, mentre godevo senza ritegno sotto lo sguardo di tutti. C'era un ragazzo che mi si era avvicinato tenendomi la mano, e continuava ad accarezzarmi i lunghi capelli mentre venivo sfondata a sangue dal cazzo dei due uomini. Cercai di guardare chi avessi attorno notando parecchia gente ovviamente tutti maschi. Godevo come una vaccona mugolando ansimando e sospirando di piacere. Il cazzo dell'uomo mi trivellava il culo senza sosta, e difficilmente mi trattenni. Sborrai non so quante volte una dietro l'altra.
Nessuno sembrava vergognarsi degli altri, incredibile ma vero. Uno dei due uomini fece una pausa liberando la mia bocca dal suo bel cazzo duro, avevo male al collo e cercai di tirare su la testa cambiando posizione, i gomiti iniziavano a indolenzirsi. Mi lasciarono cambiare posizione e mi misero sdraiata su un fianco con la gamba sollevata, scopandomi nuovamente. Il culetto iniziava a dolermi non poco, ma era più il piacere di sentirmi aperta da quelle grosse cappelle gonfie che il dolore che mi pervadeva ad ogni spinta.
Prima che l'amico di chi mi scopava tornasse ad infilarmi il suo cazzo in gola, qualcun'altro ne approfittò facendosi avanti e dandomi il cazzo al posto di quello precedente. I maschi intorno iniziavano a prendere iniziative, e i due uomini che mi avevano aperto bocca e culo all'inizio a quel punto lasciarono spazio ad altri. A turno e in varie posizioni sulla sabbia tiepida dal sole del pomeriggio, mi hanno sfondata tutti senza distinzioni. Non opposi resistenza e cercai di godermi quel meraviglioso momento piu che potevo. Anche qualcuno dei ragazzi dell'asciugamano ne approfittò ad infilarmi il cazzo in culo e in bocca. Feci davvero il pieno quel pomeriggio, e il mio desiderio era stato finalmente esaudito.
Persi la nozione del tempo a soddisfare tutti quei maschi. Ricordo che a pomeriggio fatto ero ancora impegnata a far sborrare cazzi dentro e addosso a me. Ero abbastanza sudicia tra sabbia e sperma i miei splendidi capelli erano ormai un impasto appiccicoso. Si stava facendo tardi, e temetti di perdere l'appuntamento con l'amico Daniel. Dall'altra parte non ne avevo ancora abbastanza, e volevo restare tra le mani di chi ancora abusava di me. Cercai piu volte di alzarmi, ma fui sempre respinta a terra da chi voleva anche lui avere l'onore di infilarmelo dentro.
Il sole era già tramontato quando finalmente mi lasciarono andare in acqua a darmi una lavata e sistemata per essere più presentabile. Mi trascinavo lentamente con dolori ovunque e il culo che mi bruciava come se mi avessero messo del peperoncino. Era già passato l'orario con cui dovevo trovarmi con Daniel, lo cercai al cellulare che risultò sempre occupato o non raggiungibile. Mi chiesi con apprensione che fine avesse fatto il mio accompagnatore e se avessi dovuto tornare a casa a piedi. Cercai con le poche forze rimaste di rivestirmi, con i dolori muscolari che avevo, anche infilarsi un paio di shorts era un'impresa.
Non so come sono riuscita ad arrivare fuori al posto concordato che era già scuro, mi guardai intorno ma di Daniel e della sua auto non c'era proprio traccia. Riprovai a chiamarlo ma il numero era sempre irraggiungibile. Ero nel panico totale perché mi trovavo in un posto che non conoscevo in orario tardo e dolorante in ogni parte del corpo. Stavo cercando una soluzione per poter rincasare senza ulteriori danni, quando all'improvviso i fari abbaglianti di un'auto mi hanno illuminata con due colpi di clacson. Era l'auto di Daniel. Ho tirato un sospiro e mi sono avvicinata alla macchina salendo, il ragazzo fece subito una battuta: Vedo che ti sei divertita dall'aspetto che hai. Rise. Lo avrei preso a calci in quell'istante. Gli chiesi dove fosse finito, per telefono non si faceva trovare, mi rispose che il suo telefono non aveva mai squillato. Mi aveva aspettata a lungo, non vedendomi arrivare pensò che avessi trovato un passaggio con qualcun'altro.
Dissi che lo avevo chiamato molte volte per avvisarlo che avrei tardato ma il numero era sempre risultato irraggiungibile. Mi fece vedere nuovamente il numero, e notammo che per la fretta di trascriverlo, avevo sbagliato due cifre finali. Ecco risolto il mistero. Sollevata dalla situazione, ho iniziato a raccontare al mio accompagnatore ciò che era successo in sua assenza nel pomeriggio mentre mi riaccompagnava a casa.
chrisbabyface@libero.it
Al tempo ero in vacanza da mia madre che viveva a Jesolo Lido, quando potevo andavo a trovarla dato durante l'arco dell'anno non avevamo possibilità di vederci molto se non sentirci al telefono. Mamma conoscendo ormai le mie abitudini, - ogni volta andavo a trovarla venivo accompagnata da un'uomo diverso e finivo per combinarne una delle mie - questa volta pensò bene di evitare la solita storia non facendosi trovare al mio arrivo.
Decise di trasferirsi da dei parenti finché non fossi tornata a Milano lasciandomi casa libera. Avessi voluto scopare con uno dei miei soliti uomini, avrei avuto almeno il suo monolocale libero senza di lei. Delusa da quel comportamento, accettai la situazione e mi trasferii nel suo appartamento fino alla fine del mio soggiorno solitario in veneto. Era scoppiata l'estate e le spiagge a Jesolo non mancano per divertirsi. Avevo però sentito nominare una spiaggia particolare, e fremevo per farci una visita pur non sapendo con chi andarci e dove fosse. Stavolta non mi ero presentata con nessun uomo, ero in un periodo di stasi, e dopo aver avuto un inverno pieno di amanti, preferii un'estate in solitudine.
Ero li da appena un giorno, quando il destino mi fece conoscere un ragazzo di nome Daniel. Daniel era nato in Italia, ma da genitori inglesi, era il classico ragazzo sui vent'anni ben messo, biondino, bel fisico, magro e alto, un viso simpatico, era Gay, e facemmo subito amicizia. Daniel abitava ad un isolato da dove viveva mia madre. Pensavo che il mio aspetto femminile lo avesse tenuto alla larga, fosse stato etero credo mi avrebbe tampinata per scoparmi o perlomeno avrebbe cercato di abbordarmi, mentre Daniel cercava più un'amicizia.
Chiacchierando una mattina gli chiesi se conoscesse la famosa spiaggia di cui avevo tanto sentito parlare, confidandogli che ero venuta a trovare mia madre proprio perché la spiaggia era dalle sue parti. Daniel mi rivelò di sapere a quale spiaggia mi riferissi, e che ci era gia stato parecchie volte, ma che da un po di tempo non la frequentava più. Gli chiesi se poteva almeno accompagnarmi, lo pregai così tanto che il ragazzo si convinse. Mi confidò che il suo ragazzo era molto geloso, e se lo avesse scoperto frequentare nuovamente quella spiaggia e in mia compagnia, sarebbero nati dei grossi problemi. Assicurai Daniel che mi avrebbe fatto solo da autista, e che in spiaggia ci sarei andata da sola. Poteva venirmi a riprendere verso sera in un punto che decidemmo in seguito se la cosa non lo infastidiva. Ero così eccitata all'idea di frequentare un posto che non conoscevo completamente libera e sola, avevo sentito tante storie su quel posto, e Daniel mi confermò che se il posto non era cambiato, ne avrei viste delle belle.
Dopo un viaggio che a me parve interminabile, ma che all'incirca dovette durare una ventina di chilometri al massimo, arrivammo alla spiaggia. All'apparenza era una spiaggia come tutte le altre, non vedevo ombrelloni ne gente, e chiesi a Daniel se il posto fosse quello giusto. Il ragazzo mi confermò fosse quello. Concordammo che ci saremmo rivisti verso pomeriggio tardo, e se avessi avuto bisogno di lui potevo raggiungerlo telefonicamente dandomi il suo numero di cellulare che segnai da qualche parte. Lo ringraziai con un bacio a stampo sulle labbra augurandomi buon divertimento. Mi avviai verso la stradina che portava in spiaggia, mentre guardavo voltata indietro la macchina di Daniel fare retromarcia, e sparire dalla mia vista.
Ora ero sola, eccitata come una Troietta, affrettai il passo arrivando sul bordo della spiaggia. Buttando l'occhio potei finalmente ammirare lo spettacolo che speravo di vedere e non fui affatto delusa. Sparsi qua e la un po sdraiati sui vari asciugamani, o che camminavano mano nella mano, potei ammirare uomini e ragazzi completamente nudi e disinvolti farsi i fattacci loro, anche se nessuno a prima vista stava scopando. C'erano ragazzi in coppia che si baciavano abbracciati sotto il sole, altri in acqua, altri ancora che camminavano sul bagnasciuga ascoltando musica con lo stereo boombox anni 80.
In sostanza una spiaggia normale in apparenza a differenza che nessuno indossava un costume. Non avevo notato donne, quindi dedussi fosse una spiaggia libera per coppie Gay. Prima di entrare mi denudai anch'io, con i miei lunghissimi capelli ad avvolgermi e null'altro addosso. Misi tutto nello zainetto che avevo in spalla, inforcai i miei occhiali da sole a specchio, e varcai la soglia dell'entrata in spiaggia scavalcando un basso muretto. Il sole picchiava forte e dava abbastanza fastidio, la sabbia bruciava sotto i miei piedi scalzi mi trovai a saltellare qui e li prima di arrivare ad un punto meno focoso. Fui subito notata da un gruppetto di ragazzi che giocavano a pallone. Erano ragazzi piu o meno della mia stessa età completamente nudi, con il cazzo moscio e dei berretti in testa. Mi salutarono e cercarono subito di attaccare bottone. A me i ragazzi non sono mai interessati a livello sessuale, ma dal loro approccio risultarono subito divertenti e simpatici. Facemmo subito amicizia scambiando poche battute. I ragazzi, ne contai almeno otto, mi invitarono al loro asciugamano offrendomi una birra fresca sedendoci sulla sabbia, parlammo del piu e del meno. Frequentavano le scuole di Oderzo, e venivano li a passare le vacanze per divertirsi un po insieme.
Inevitabilmente si finì a parlare di sesso, e mi confidarono che quel posto era pieno di occasioni per scopare e divertirsi, a vederlo risposi non mi sembrava, anzi, tutto pareva fuorché un posto per far sesso. Ovviamente mi dissero i ragazzi, c'erano degli orari in cui si poteva osare di più, dopo il tramonto ad esempio, nel tardo pomeriggio, oppure la mattina presto erano orari perfetti. Dopo quelle confidenze rimasi assai delusa, io nel pomeriggio dovevo rincasare, e temetti che la mia escursione tanto attesa si rivelasse una bolla di sapone.
Quindi c'erano orari e modi da rispettare, ma il divertimento mi dissero era assicurato. La mia Troiaggine però mi disse che non avrei potuto aspettare fino a sera, quindi se volevo divertirmi come avevano detto i ragazzi, dovevo fare di testa mia e alla svelta, in barba al regolamento e magari rischiando pure qualcosa. Per il momento decisi di restare tranquilla, prendendo un po di sole e godendomi la compagnia di quei bravi ragazzotti e nel frattempo, avrei pensato a qualcosa per cercare di farmi sfondare da qualcuno lì attorno dato la scelta non mancava. Mi guardai attorno, sembravano tutti accoppiati e non trovai nemmeno un'uomo libero su cui poter puntare. Pensai che la cosa fosse piu difficile del previsto. Le sfide mi sono sempre piaciute, e non mi sarei certo tirata indietro, avevo le ore contate ne ero consapevole, ma dato sarei rimasta da mia madre almeno qualche giorno contavo di convincere il buon Daniel, ad accompagnarmi eventualmente anche nei giorni seguenti se fosse andata male la prima.
Il tempo passava veloce, e dopo tre ore in spiaggia ancora non avevo combinato nulla. Iniziai a credere che il pomeriggio fosse ormai perso e che fosse meglio rilassarsi, godersi la giornata e poi rincasare all'ora definita con Daniel. Si dice sempre che se cerchi qualcuno o qualcosa non lo troverai mai, mentre se non lo cerchi il destino te lo porta davanti. Non so per quante persone questo detto possa essere veritiero, per me lo e stato piu di una volta sicuramente. Smesso di cercare ad ogni costo alla fine l'occasione arrivò. Fui avvicinata da una coppia di signori di una certa età sui cinquant'anni circa, che da un po di tempo mi tenevano d'occhio da un asciugamano poco distante da quello dei ragazzi con cui mi trovavo. Stanchi di fissarmi e suppongo di scambiarsi pareri su di me, i due uomini si fecero finalmente avanti scusandosi per il disturbo.
Iniziammo a parlare e fare amicizia in fretta. I ragazzi del gruppetto erano tornati a giocare a pallone in riva al mare, notai subito il cazzo in erezione che avevano entrambi gli uomini, e non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso. I due se ne accorsero subito, e maliziosamente mi chiesero se mi piacesse il cazzo. Un po imbarazzata e arrossendo risposi positivamente, ovviamente se ero lì non poteva essere altrimenti. Fu li che iniziò tutto, uno dei due mi accarezzò le coscie e i lunghi capelli, poi prese in mano il mio di cazzo che nel frattempo si era indurito pari al loro e iniziò a masturbarmi senza problemi in bella vista di tutti. Mi misi appoggiata con i gomiti sulla sabbia che ormai col passare delle ore si era intiepidita abbastanza, buttai la testa indietro, e allargai le gambe per agevolargli la masturbazione. Nessuno sembrava far caso a quello che stavamo facendo. Mi fecero venire in poco tempo, sborrai di gusto a gambe aperte sotto il sole in posizione semi sdraiata e con la testa all'indietro.
Rimasi sorpresa da come nessuno si fosse interessato a quella situazione, ma sopratutto dell'indifferenza totale di un fatto simile fatto sotto gli occhi di tutti. Evidentemente i pettegolezzi che avevo sentito su quella spiaggia erano veri e non semplici leggende. Sorrisi all'uomo che mi aveva appena masturbata e cercai subito di ricambiare il favore. Ma i due mi fermarono all'istante dicendo che era meglio non sprecare la cosa a quel modo. Replicai che avevo sentito non si poteva fare se non in orari serali, ma i due uomini sorrisero tra loro come per farsi beffe di ciò che avevo apena detto. - Dici che non si può fare eh? fece uno - l'altro chiese se stessi insieme ai ragazzi che giocavano a pallone in riva al mare, risposi che mi avevano solo ospitata, che ero sola e non stavo con nessuno. I due uomini ribatterono che era un vero peccato lasciar sola una bella signorina come me in una spiaggia così affollata. Poi finalmente si decisero, uno di loro si mise davanti a me, l'altro tra le mie gambe ancora aperte e appoggiata con i gomiti sulla sabbia. Quello tra le mie gambe mi prese per le caviglie in ginocchio, si avvicinò puntando il suo grosso cazzo tra le mie natiche.
Il suo amico si mise davanti al lato opposto, dove tenevo la testa inclinata e il viso verso l'alto. Si alzò in piedi e mi diede in bocca il suo cazzo duro che accolsi fino in gola e iniziai a succhiare avidamente. Fui penetrata dall'altro che avevo tra le gambe, che mi prese subito facendomi sobbalzare e sospirare all'istante. Con il suo cazzo in culo e quello dell'amico in bocca, sotto lo sguardo di tutti alla luce del sole. Passai qualche minuto a gemere li sull'asciugamano dei ragazzi, presa da quei due uomini insieme. Finito di tirare calci al pallone, i ragazzi tornando al loro posto si accorsero finalmente della scenetta sui loro asciugamani. Divertiti dalla situazione si fermarono a godersi lo spettacolo seduti a poca distanza da noi. Ben presto si fece una bella cerchia di pubblico ad ammirarmi mentre venivo scopata dai due signori senza vergogna ne tanti pudori.
Notai che anche gli otto ragazzi dell'asciugamano, si stavano masturbando a vicenda. Avevo dato il via forse a una cosa che senza di me nessuno avrebbe mai osato iniziare. I due uomini si diedero il cambio, qualcuno iniziava a prendere coraggio e mettermi le mani addosso palpandomi e toccandomi. Immaginai mia madre, avesse saputo cosa stavo facendo, le sarebbe preso un colpo sicuramente. Non potevo chiamarla questa volta, la furbetta era andata dai parenti. Potevo solo ringraziare Daniel che mi aveva portata laggiù, mentre godevo senza ritegno sotto lo sguardo di tutti. C'era un ragazzo che mi si era avvicinato tenendomi la mano, e continuava ad accarezzarmi i lunghi capelli mentre venivo sfondata a sangue dal cazzo dei due uomini. Cercai di guardare chi avessi attorno notando parecchia gente ovviamente tutti maschi. Godevo come una vaccona mugolando ansimando e sospirando di piacere. Il cazzo dell'uomo mi trivellava il culo senza sosta, e difficilmente mi trattenni. Sborrai non so quante volte una dietro l'altra.
Nessuno sembrava vergognarsi degli altri, incredibile ma vero. Uno dei due uomini fece una pausa liberando la mia bocca dal suo bel cazzo duro, avevo male al collo e cercai di tirare su la testa cambiando posizione, i gomiti iniziavano a indolenzirsi. Mi lasciarono cambiare posizione e mi misero sdraiata su un fianco con la gamba sollevata, scopandomi nuovamente. Il culetto iniziava a dolermi non poco, ma era più il piacere di sentirmi aperta da quelle grosse cappelle gonfie che il dolore che mi pervadeva ad ogni spinta.
Prima che l'amico di chi mi scopava tornasse ad infilarmi il suo cazzo in gola, qualcun'altro ne approfittò facendosi avanti e dandomi il cazzo al posto di quello precedente. I maschi intorno iniziavano a prendere iniziative, e i due uomini che mi avevano aperto bocca e culo all'inizio a quel punto lasciarono spazio ad altri. A turno e in varie posizioni sulla sabbia tiepida dal sole del pomeriggio, mi hanno sfondata tutti senza distinzioni. Non opposi resistenza e cercai di godermi quel meraviglioso momento piu che potevo. Anche qualcuno dei ragazzi dell'asciugamano ne approfittò ad infilarmi il cazzo in culo e in bocca. Feci davvero il pieno quel pomeriggio, e il mio desiderio era stato finalmente esaudito.
Persi la nozione del tempo a soddisfare tutti quei maschi. Ricordo che a pomeriggio fatto ero ancora impegnata a far sborrare cazzi dentro e addosso a me. Ero abbastanza sudicia tra sabbia e sperma i miei splendidi capelli erano ormai un impasto appiccicoso. Si stava facendo tardi, e temetti di perdere l'appuntamento con l'amico Daniel. Dall'altra parte non ne avevo ancora abbastanza, e volevo restare tra le mani di chi ancora abusava di me. Cercai piu volte di alzarmi, ma fui sempre respinta a terra da chi voleva anche lui avere l'onore di infilarmelo dentro.
Il sole era già tramontato quando finalmente mi lasciarono andare in acqua a darmi una lavata e sistemata per essere più presentabile. Mi trascinavo lentamente con dolori ovunque e il culo che mi bruciava come se mi avessero messo del peperoncino. Era già passato l'orario con cui dovevo trovarmi con Daniel, lo cercai al cellulare che risultò sempre occupato o non raggiungibile. Mi chiesi con apprensione che fine avesse fatto il mio accompagnatore e se avessi dovuto tornare a casa a piedi. Cercai con le poche forze rimaste di rivestirmi, con i dolori muscolari che avevo, anche infilarsi un paio di shorts era un'impresa.
Non so come sono riuscita ad arrivare fuori al posto concordato che era già scuro, mi guardai intorno ma di Daniel e della sua auto non c'era proprio traccia. Riprovai a chiamarlo ma il numero era sempre irraggiungibile. Ero nel panico totale perché mi trovavo in un posto che non conoscevo in orario tardo e dolorante in ogni parte del corpo. Stavo cercando una soluzione per poter rincasare senza ulteriori danni, quando all'improvviso i fari abbaglianti di un'auto mi hanno illuminata con due colpi di clacson. Era l'auto di Daniel. Ho tirato un sospiro e mi sono avvicinata alla macchina salendo, il ragazzo fece subito una battuta: Vedo che ti sei divertita dall'aspetto che hai. Rise. Lo avrei preso a calci in quell'istante. Gli chiesi dove fosse finito, per telefono non si faceva trovare, mi rispose che il suo telefono non aveva mai squillato. Mi aveva aspettata a lungo, non vedendomi arrivare pensò che avessi trovato un passaggio con qualcun'altro.
Dissi che lo avevo chiamato molte volte per avvisarlo che avrei tardato ma il numero era sempre risultato irraggiungibile. Mi fece vedere nuovamente il numero, e notammo che per la fretta di trascriverlo, avevo sbagliato due cifre finali. Ecco risolto il mistero. Sollevata dalla situazione, ho iniziato a raccontare al mio accompagnatore ciò che era successo in sua assenza nel pomeriggio mentre mi riaccompagnava a casa.
chrisbabyface@libero.it
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