Lo zio Gianni
di
Chris Rondinelli
genere
incesti
Ho perso mio padre all'età di sedici anni e con mia madre che son cresciuto e ho imparato a crescere come femmina sotto la sua guida. Non ho avuto problemi a confidare a mia madre la mia condizione sessuale, pur essendo una donna non più giovanissima e di sani principi, mia madre e sempre stata in grado di assecondarmi e aiutarmi nel mio percorso di feminilizzazione. Essendo l'unico figlio che aveva cercava di darmi l'educazione più giusta possibile, pur cercando di assecondare le mie passioni e i miei desideri.
Una madre così non ce l'hanno in molti ve lo assicuro, e io ne ho tratto tutti i benefici possibili e immaginabili da questa situazione familiare. Con mia madre potevo parlare liberamente di grossi cazzi duri, di uomini nudi e di rapporti senza problemi di pudore o vergogna. Eravamo abituate a parlare come madre e figlia sedute sul divanetto del nostro salottino, e a volte se i discorsi diventavano tanto spinti tiravo fuori il cazzo dal mio perizomino e mi segavo fino a sborrare difianco a lei senza problemi.
Mamma ormai si era diciamo abituata a certe situazioni, e cercava di prenderla sempre con ironia e spirito finché le girava bene facendo anche battute se era in giornata buona. In uno di quei discorsi mi aveva accennato ad un mio zio calabrese di nome Gianni, avevo parenti dalla calabria mai conosciuti, dato mio padre che era di origini calabresi aveva interrotto i rapporti familiari da sempre con quelli del suo paese. Fu quella volta che sentii per la prima volta parlare dello zio Gianni, un'uomo che al tempo aveva sui cinquantacinque anni ben portati, e mamma me ne parlò come un vero maiale.
La cosa mi interesso' parecchio . Avere uno zio maiale mi eccitava oltremodo al punto da chiedere a mia madre ogni particolare sullo zio. Stando a quanto mi disse mamma, lo zio era un vero porco e aveva spesso tradito sua moglie anche con uomini disse mamma. In sostanza era uno da tenere a distanza secondo lei, mentre io già ne ero innamorata senza averlo mai visto. Mamma mi disse subito di non farmi strane idee in testa. Nemmeno qualche giorno dopo quella chiacchierata con mia madre, ricevemmo una telefonata proprio dalla calabria da mio zio, il quale dopo essersi presentato, ci annunciava il suo arrivo a Milano motivi di lavoro e che avrebbe avuto piacere di passare da noi a trovarci e conoscerci. Ora, non ho idea come uno zio che nemmeno sapevo di avere, che non ci aveva mai visti, avesse trovato il nostro contatto telefonico, ma poco importava.
Quando mamma mi diede la notizia, non stavo piu nella pelle, ero eccitata come una verginella al suo primo incontro. Mia madre cercò in ogni modo di frenare la mia euforia, ma ero ormai al settimo cielo. Già immaginavo il cazzo di zio tra le mie labbra carnose, e sbrodolai a ripetizione come una troia. Zio aveva chiesto ospitalità perché non voleva pernottare in albergo, e sapendo di avere dei parenti a Milano ne aveva approfittato da vero scroccone. Più conoscevo le sue abitudini più mi piaceva quell'uomo porco e furbo.
Per l'arrivo a casa nostra dello zio, mi ero regalata un completino nero intimo femminile con calze a rete autoreggenti e reggicalze annesse, un bel perizomino ricamato in pizzo, e un corpetto o guaina intero nero con bottone sotto l'inguine che si infilava a tubo fin sotto le ascelle. Indossati un paio di zoccoli di legno a zeppa alta, mani e piedi con unghie dipinte di smalto rosso acceso, e un tocco di profumo, mi presentai a mia madre che ovviamente mi rimproverò. Secondo lei ero troppo zoccola per un maiale come lo zio, dovevo mettermi qualcosa di più castigato mi disse. Non le chiedi ascolto e restai con il mio completo intimo.
Alla vista di quell'uomo dai capelli corti brizzolati, la carnagione olivastra tipica dell'uomo del sud, e della sola sua presenza, i miei buoni propositi di fare la brava bambina, andarono a farsi benedire all'istante, diventando una puttanella in pochi istanti. Era più bello di quello che immaginavo. Un uomo della sua età tenuto così bene, sfido io che poteva permettersi di tradire la moglie con chiunque mi son detta, mentre zio abbracciava e baciava mia madre. E quando venne il mio turno, non volevo più staccarmi dalle due braccia.
Zio Gianni arrivò da noi nel primo pomeriggio, e subito non potei non saltargli addosso abbracciarlo e stampargli un bacio sulla bocca. Mamma dovette staccarmi a forza da lui, o lo avrei prosciugato. Zio si rinfresco' in bagno, una volta piu rilassato, si distese sul divanetto accanto a me. Mi appiccicai addosso a lui senza lasciarlo respirare un'attimo. Mamma cercò in ogni modo di tenere a bada la mia troiaggine, ma visti i continui fallimenti, alla fine rinunciò lasciandomi fare a modo mio.
Zio dopo i doverosi complimenti ad entrambe, - una mamma e una figlia davvero bellissime disse- ci spiegò il motivo della sua presenza. Era ormai in pensione, ma doveva sbrigare delle faccende ereditiere e il suo contatto era qui a Milano. Si sarebbe trattenuto al massimo una settimana, anche se io speravo restasse più a lungo possibile. Nel mentre l'uomo parlava, io che avevo gli ormoni a mille, non stavo ferma un secondo cercando di farmi palpare accarezzare e baciare ad ogni occasione. Zio non sembrava affatto infastidito dall'atteggiamento della sua nipotina, anzi, mi ricambiava scherzando e facendo battute allusive che a mia madre non piacquero affatto. In un momento in cui fece una battuta su di me, mi estrasse il mio cazzo dal perizoma tenendoselo in pugno, dicendo che a momenti lo avevo piu grosso del suo, non resistetti e gli sbrodolai sulla mano.
Mamma si scuso' prontamente rimproverandomi, ma zio si fece una risata e disse che la colpa era sua non mia. Mi fece alzare in piedi, mi diede una pacca sulle natiche nude, e mi fece fare una giravolta su me stessa, dichiarando a mia madre che aveva fatto un bellissimo lavoro nel mettermi al mondo. Ero meglio di una vera donna. Mamma in evidente imbarazzo fece orecchie da mercante, mentre io non vedevo l'ora di poter mettere tra le mie morbide chiappe il suo cazzo che ancora non avevo avuto occasione di ammirare.
Arrivò sera, e finalmente si andò a dormire. Ma per me non c'era sonno, sapendo che in salottino lo zio mi aspettava ne ero sicura, magari era nudo visto il caldo del periodo. Non riuscivo a pensare ad altro e non chiusi occhio ovviamente. Mia madre con cui dividevo il lettone matrimoniale, mi tenne al guinzaglio perché non disturbassi lo zio, era stanco dal viaggio e probabilmente si era già addormentato. Mi fece desistere da fargli visita, ma la mia testolina da troia, continuava a pensare al suo bel corpo nudo e al suo cazzo.
Aspettai che mamma prendesse sonno, e sgattaiolai in salotto a vedere se zio dormisse sul serio. Nel caso lo avrei lasciato dormire, ma se fosse stato sveglio, non volevo perdermi un minuto di piu per stare con lui. Una settimana sarebbe passata in fretta, e probabilmente non lo avrei rivisto tanto presto, o forse non lo avrei rivisto affatto. Motivo per cui ero decisa a lasciargli un'ottimo ricordo di me. La saletta era nel buio assoluto, le tapparelle erano abbassate, e filtrava solo una fioca luce dei lampioni della corte, pensai stesse davvero dormendo ma ho voluto accertarne del tutto prima di battere in ritirata e tornare a dormire.
La porta del salotto era socchiusa, e la aprii con cautela entrando senza far rumore. I miei occhi non videro nulla se non l'oscurità, socchiusi la porta, e fu allora che la sua voce sussurrante mi disse era sveglio e mi aspettasse. "Ti aspettavo troietta" mi disse zio in un flebile sussurro. Mi avvicinai al divano letto dove come immaginavo, trovai zio nudo e con il cazzo già bello duro. Si stava masturbando pensandomi il maiale.
Non potevo vederlo bene al buio, ma mi bastava averlo nudo, misi la mia manina sulla sua, e lo aiutai a segarsi, mentre le nostre labbra si toccarono in un lungo e caldo bacio. Mi staccai solo per sospirare, gli confidai che mi ero innamorata di lui e che lo avevo immaginato tanto, mamma me ne aveva parlato. Zio rise e disse che mia madre la sapeva lunga, ma non chiari' su cosa. Sembrava che i due sapessero qualcosa che io non sapevo, e questo mi incuriosiva parecchio.
Tornai a baciarlo aggrappandomi al suo collo, mentre lui mi trascinò sul divano letto. Mi lasciai travolgere dalla passione, scostai i lunghissimi capelli da un lato del viso, gli presi in pugno il cazzo che sembrò di marmo e me lo portai alle labbra serrandolo nella mia bocca e iniziando a succhiarlo con passione e tanto amore. Zio mi accarezzava la testa gemendo di piacere mentre la sua nipotina faceva il suo dovere di troia. Eravamo li solo da pochi minuti quando all'improvviso la porta del salottino si spalancò e la luce venne accesa. Era mia madre.
- Ero sicura - disse mamma guardandomi con una faccia assonnata ma non incazzata, ebbe pure lo spirito di fare una battuta che al momento mi sfugge dalla memoria del tempo, ma che sicuramente fece ridere. A quel punto anche mia madre si mise seduta nel divano letto, mentre io senza problemi continuai a succhiare e spompinare lo zio davanti allo sguardo di lei. - L'hai educata bene - fece lo zio, al quale mamma replicò prontamente - Ah no guarda e tutta farina del suo sacco, io non le ho insegnato a fare certe porcate.
A quel punto con l'aiuto della luce della lampada, vedere bene zio nudo e il cazzo che tenevo in bocca. Era proprio come me lo immaginavo, un fisico robusto con un accenno di pancetta, pelle glabra sudaticcia e olivastra, e il cazzo che tenevo tra la mano e in bocca era lungo lucido e venoso, con una cappella a fungo turgida. Volevo fare l'amore, ma mamma disse che era tardi e che zio doveva riposare, l'indomani con calma avrei potuto fare tutte le porcate che volevo quando sarebbe tornato dall'appuntamento.
Ma io non ne volevo sapere di lasciarlo, e anche zio si disse favorevole alla situazione - Andiamo lasciale fare l'amore Maria io sto benissimo non sono stanco - Mamma borbottò qualcosa che non capimmo, e come al solito dovette accettare la situazione senza controbattere ulteriormente. Lei si poteva sedere lì ad assistere se voleva, o se preferivano poteva tornarsene a letto le dicemmo senza tanti giri di parole. Mamma che si stava per alzare e tornarsene a dormire, improvvisamente cambiò idea. - No disse, resto qui. - Si sedette su una sedia del tavolo comodamente, senza i suoi occhialoni in vestaglia trasparente e con i capelli arruffati, oltre che gli occhi mezzi chiusi dal sonno.
Restai abbastanza sorpresa come del resto mio zio dalla sua decisione. Ma come, prima mi dice che mio zio è un porco un maiale da cui si doveva tenere le dovute distanze, e poi resta a guardarlo mentre si scopa sua nipote? Giuro che mia madre non l'ho mai capita. Chiesi a zio di prendermi subito, non ce la facevo piu e zio mi accontentò all'istante. Si mise sdraiato sul divano letto di schiena, con le gambe giunte e il cazzo bello dritto tirandomi per un braccio su di lui. Guardai mia madre che era più assonnata che attenta alla situazione. Mi misi a cavalcioni con le gambe piegate, cercando di allargare il culetto per appoggiarlo sulla grossa e turgida cappella del cazzo dello zio, mi appoggiai lentamente sulle sue gambe, cercando di far scivolare la sua grossa cappella tra le mie natiche aperte, ma non ci riuscii, i lunghissimi capelli sul viso mi toglievano la visuale, e a quel punto guardai mia madre. Mamma non si mosse, forse era mezza addormentata vista l'ora tarda, Zio la richiamò... -; Maria - Mamma si desto' all'improvviso dal suo torpore, brontolando che non la lasciavamo nemmeno dormire. Si avvicinò a me scostandomi i capelli dal viso e mi aiutò a tenere le natiche aperte con le sue manine delicate.
Mamma era una brontolona in certe occasioni, ma poi sapeva come farsi perdonare. Con il suo aiuto il cazzo di zio finalmente scivolò dentro al mio culetto affondando fino alle palle e facendomi sospirare ad occhi chiusi. Riaperti gli occhi, guardai mamma e la ringraziai con un bacio sulla guancia, mamma brontolò che le toccava sempre fare certe cose mi diede della porca, e aggiunse - Datevi da fare così ce ne torniamo tutti a dormire. - Iniziai seguendo il consiglio di mia madre, a darmi da fare sul serio saltellando su e giu dal cazzo dello zio che con le sue manone calde sui miei fianchi stretti mi aiutava.
Anche mamma ora piu desta assisteva alla scena con aria soddisfatta. Ci scambiavamo occhiate d'intesa che era una meraviglia, posso dire di tutto su mia madre, che era ossessiva, iper protettiva, che era a volte irritante, che a giorni non la sopportavo proprio, ma infondo era un'amore di donna. Pochi possono vantarsi di aver avuto una madre come la mia. Sospiravo mentre zio gemeva come un maiale mentre mi sfondava il culo con il suo bel cazzo venoso, lo sentivo fino alle palle non ce la feci e gli sbrodolai in petto, mamma vide e si alzò di scatto dalla sedia con un fazzolettino di carta a pulire il petto di zio dalla mia sperma senza batter ciglio o dire una sola parola. Tornò al suo posto. Zio evidentemente già stanco dal caldo e dal viaggio non ce la fece più e sborrando a spruzzi caldi mi lavo' il culo di sperma ingravidandomi tutta. Mamma stavolta ebbe da dire sul dover lavare le lenzuola. Venni anch'io una seconda volta tenendo strette le mani a zio, e dichiarando davanti a mia madre il mio amore per quel porco maiale.
Finalmente quella notte, tutti dormimmo sodo fino all'alba. Fu zio a svegliarsi per primo e prepararsi per andare al suo appuntamento di lavoro, io dormivo ancora, mentre anche mamma si era destata. Fecero una veloce colazione in salotto. Tra il dormiveglia li ho sentiti chiacchierare. Mamma parlava a bassa voce, e certe frasi mi sfuggirono, ma la voce di zio era chiarissima e forte.
- Fammela trovare pronta che la sfondo tutta, hai tirato su una troia - furono le parole chiare e forti di zio, mi sfuggi' la risposta di mia madre a cui zio poi rispose - Ne riparliamo dopo.. si sta facendo tardi, hai capito? fammela trovare pronta - Detto questo la porta di casa si aprii e si richiuse. Mi chiedevo di cosa stessero parlando, ovviamente di me ma su che argomento non ho proprio idea. A quel punto mi alzai e andai dritta da mia madre in salotto, lei mi accolse con un sorriso chiedendomi se avevo finalmente dormito bene, le risposi divinamente.
Chiesi se zio fosse uscito, mamma mi rispose che era uscito da pochi minuti, e che si era raccomandato di farmi trovare pronta per lui ridemmo. Sentivo che c'era qualcosa che mamma voleva dirmi ma non osava, e io non le chiesi nulla per rispetto. Avesse voluto me ne avrebbe parlato lei. Facemmo colazione, poi mi chiusi in bagno per prepararmi per lo zio una volta che fosse rientrato. Uscita dal bagno mamma mi disse che zio avrebbe apprezzato moltissimo, le confessai che mi ero innamorata di lui, anche se sapevo che era già sposato e che a breve sarebbe tornato a casa sua.
Mamma cercò di consolarmi dicendo che mi sarebbe passata, di uomini ne cambiavo cento al giorno, lo avrei dimenticato in fretta. Le diedi un bacio sulla guancia, e tornai a parlarle dello zio, e di quanto quella notte avessi goduto con il suo bel cazzo dentro. Mamma mi guardò sorridente e rispose - Lo so, vi ho visti c'ero anch'io... - ridemmo. Zio mi era entrato dentro e mi aveva preso il cuore, era un'uomo perfetto per me, quando avevo fatto l'amore con lui ero venuta subito da tanto ero eccitata, e mamma confermò.
Passammo quasi tuttta la mattina a parlare dello zio, mamma fu da ammirare per la pazienza che ebbe quella volta, la tiravo scema del tutto ma lei era sempre pronta a sorriderci sopra e ironizzare sulla faccenda. Ad un tratto le dissi avrei voluto essere una vera femmina per farmi ingravidare da lui, mamma scherzosamente rispose che zio aveva proprio detto prima di uscire che mi avrebbe ingravidata a dovere. Mi sentivo femmina dalla punta dei capelli fino alla punta delle unghie dei piedi, e non lo nascondevo a mia madre che ne sembrava consapevole. Vedere il proprio figlio felice credo sia la gioia di ogni genitore, e se sentirmi così mi faceva star bene, mia madre aveva accettato la situazione coraggiosamente.
Zio finalmente tornò verso l'ora di pranzo, ma non ebbe tempo di mangiare perché appena varcata la porta di casa, il suo unico pensiero fui io. Fu mia madre a spingermi verso di lui. Lo aiutai a denudarsi in pochi istanti, e a prendermi tra le sue forti braccia. Senza nemmeno andare in camera da letto zio mi prese a forza, mi sollevò facendomi sedere sul tavolo del salotto, mi allargò le gambe, e sollevandosi con il bacino, con il suo bel cazzo duro, mi penetrò in una posizione nemmeno troppo facile, tutto sotto lo sguardo di mia madre.
Iniziò a pomparmi e farmi gemere dal piacere, a gambe aperte sul tavolo del salotto nudi entrambi, aggrappata al suo collo mentre ci baciavamo. Mamma come sempre era lì, li a guardare la troia di sua figlia scopata a forza dallo zio e scommetto che nonostante non lo abbia mai confessato, si era eccitata pure lei davanti a quel maiale di parente venuto dalla Calabria. Fui scopata in ogni modo e posizione, la settimana stava quasi terminando, ma avrei lasciato un ricordo indelebile a mio zio una volta tornato al paese.
chrisbabyface@libero.it
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