L'ultimo sogno che ho realizzato
di
Chris Rondinelli
genere
trans
Ho realizzato tempo fa uno dei miei ultimi sogni, e vorrei condividerlo con voi. Dovete sapere che anni fa, mi avevano offerto un lavoro come accompagnatrice, lavoro che ovviamente rifiutai per mille ragioni che non sto qui a spiegare, ma che sono facilmente intuibili. Non sono donna, ma ho un aspetto molto femminile e non passo inosservato agli occhi soprattutto di uomini maturi e facoltosi.
Ho sempre detestato le etichette perché non rappresentano ciò che una persona è realmente, al di là dei gusti sessuali definirmi gay, bisex, fluido, non binario ecc non mi identifica. Quindi non mi sono mai dato una classificazione in scala per fare parte della comunità LBGTQ+. Come dicevo, il mio aspetto che sul web potrebbe apparire fake, del resto chi è troppo perfetto agli occhi della massa è sempre fatto con la IA, oppure ritoccato con il famoso Photoshop, ma vi assicuro che il sottoscritto non ha bisogno di ritocco fotografico, ne di apparire chi non sia.
Chi mi ha incontrato sa benissimo che non sono un prodotto di una IA, e il fatto che sia stato più volte contattato da varie agenzie di Milano molto importanti, ben dimostra la mia autenticità. Prima della sua chiusura, fui pure contattato da agenti dell'agenzia 'Diva Futura' che i più attenti ricorderanno sicuramente come l'agenzia porno gestita da Riccardo Schicchi, colui che lanciò Moana Pozzi e Ilona Staller negli anni ottanta.
Ho sempre rifiutato questo tipo di offerte di lavoro perché mai ritenute degne del mio tempo e della mia attenzione. Inoltre non ho mai voluto rovinare la mia reputazione avendo una vita sociale ben radicata. Come si dice, la fortuna bussa una volta sola, e se non le apri hai perso un'occasione importante che non ritorna. A me le occasioni invece a dispetto del detto, sono sempre tornate, e puntualmente rispedite al mittente.
Quella volta chissà perché, ho voluto accettare una di quelle offerte, realizzando così un ultimo sogno rimasto nel cassetto troppo a lungo. E di sogni modestamente ne ho realizzati parecchi. Avevo delle foto su una chat che ormai ha chiuso da poco tempo chiamata 'Digiland' sul portale Libero, un giorno chattando come al solito tra le stanze dedicate agli utenti, entro in contatto con questa persona, che dice di essere un imprenditore abbastanza conosciuto.
Un imprenditore che passa il suo tempo in una chat con tutti gli impegni che dovrebbe avere lo trovai subito ridicolo. In chat si sa, ognuno si spaccia per chiunque pur di fare colpo sugli altri. Le chat ormai sono diventate una vetrina per mettersi in mostra e non un posto per passare il tempo. Accertato che l'uomo in questione, fosse davvero chi diceva di essere, mi fece subito una proposta secca. Mi disse che se quello in foto ero davvero io, voleva assumermi come accompagnatrice.
Avrei dovuto mettere dei vestiti da donna eleganti che mi avrebbe fornito lui stesso, truccarmi, e accompagnarlo a delle cene o pranzi d'affari. Non capivo perché proprio io, perché non cercava una Escort o una vera donna? del resto pur avendo un aspetto totalmente femminile, non avevo mai indossato abiti femminili prima d'ora. L'uomo insistette mettendo sul piatto anche una cifra non indifferente che mi fece riflettere un'attimo. Mi servivano soldi e subito, il lavoro che avevo al momento non mi garantiva uno stipendio alto, e avevo dei conti arretrati da chiudere in tempi brevi.
Valutando i pro e contro, accettai l'offerta dell'uomo che si premurò di darmi informazioni più dettagliate a telefono, ma prima voleva una dimostrazione che fossi io il soggetto delle foto caricate sul profilo della chat. Ovviamente la cifra che metteva era alta, e voleva garanzie. Decidemmo così di incontrarci e parlare dei dettagli direttamente di persona. Concordammo di vederci in un bar di zona, e puntualmente mi presentai all'appuntamento.
Aspettai anche più a lungo del dovuto, ma dell'uomo nessuna traccia. Stavo per alzarmi e tornare a casa, mi dissi tra me che forse era stato uno dei soliti scherzi di qualche troll del web per verificare se avessi davvero fatto quell'incontro. Ma prima che potessi pagare le tre birre ordinate e uscire dal locale, l'uomo scusandosi per il ritardo si presentò davvero. Era un uomo vestito elegante sulla sessantina d'anni, viso ben rasato, fisico ancora in buona forma, una leggera abbronzatura, e un classico accento milanese alla Berlusconi. Un tipo originale non c'è che dire.
Mi fece subito un sacco di complimenti notando pure com'ero meglio di persona piuttosto che in foto, dove disse, la mia immagine sembrava finta e creata con la IA. Eppure per scattare i selfie uso sempre delle fotocamere digitali non dei cellulari. Non capivo come potevo risultare fatto con la IA. L'uomo come già spiegato per telefono, mi ribadì i dettagli del lavoro che avevo accettato di svolgere, oltre la somma che mi avrebbe versato in modalità assegno o bonifico, li dipendeva dalla mia scelta mi disse.
Al vestiario avrebbe pensato lui, e mi avrebbe fatto recapitare tutto a casa con un corriere. L'importante era che tenessi un atteggiamento e un aspetto più femminile possibile. A lui serviva una vera donna in tutto, non importava se non avevo le tette o la figa, l'importante era l'aspetto estetico. Gli garantii che per quella cifra, avrei pure potuto farmi crescere un paio di tette, ma l'uomo rise dicendo che non era necessario.
Avevo solo una settimana di tempo per prepararmi, perché il primo viaggio d'affari lo avrebbe fatto mi disse proprio la settimana dopo quell'incontro tra noi, e voleva avere già a disposizione la sua accompagnatrice. Dunque passai una settimana di totale femminilizzazione, arrivarono i vestiti qualche giorno dopo, erano tutti abiti firmati e costosi di una certa eleganza. Roba che potevano permettersi solo vip o donne di un certo rango sociale. Intimo completo di calze a rete e collant di vari colori, perizomi, corpetti, reggiseni, reggicalze, vestiti scollati a paillettes, roba che avrebbe fatto impallidire pure la Rodriguez o la Ferragni.
Provai tutto il vestiario con i vari abbinamenti di intimo, e cambiai diverse pettinature per adattarli ai vestiti. Avendo lunghissimi capelli biondi lisci, potevo adattare la mia pettinatura allo stile dell'abbigliamento da indossare. Mentre mi guardavo allo specchio di casa, immaginai l'effetto che avrei fatto tra tanti uomini che mi avrebbero guardata e desiderata. Mi eccitai e sbrodolai masturbandomi sul letto con addosso l'intimo per non sporcare i vestiti. Per me era una novità, non avevo mai fatto un lavoro simile in vita mia, ma era talmente eccitante che il gioco valeva la candela.
Ero sicura, perché ormai pensavo totalmente al femminile, che in quelle cene e pranzi non mi sarei limitata a fare presenza. So benissimo cosa succede agli incontri d'affari di un certo tipo, ed ero sicura che avrei dovuto soddisfare più di un uomo, cosa che mi faceva letteralmente impazzire. Arrivò il fatidico giorno del mio debutto come accompagnatrice, ero nervosissima. Il primo appuntamento d'affari l'uomo che chiamerò per privacy Massimo, lo ebbe in Svizzera a Lugano, dove ci recammo con la sua auto con tanto di autista, non ricordo che macchina fosse, ma sembrava una limousine, era un salottino con vari confort all'interno, io seduta accanto all'uomo dietro, e l'autista vestito impeccabile davanti.
Non vi descrivo l'intera mattinata perché sarebbe lunga e sebbene molto emozionante avere gli occhi di tutti puntati addosso, non ci furono eventi da segnalare, quindi evitiamo. Arriverei subito invece al pranzo, dove mangiammo un un costoso ristorante credo fosse da Cracco o roba simile, io che più del McDonald's o Burger King non frequento, essere da Cracco con i prezzi che ha onestamente... Terminato il pranzo costoso, e sbrigate le formalità di affari tra i due uomini, io ero ormai entrata nel mio personaggio. Credo pure di aver fatto un'ottima impressione all'uomo con cui trattava il mio principale, ormai lo chiamavo così. Non mi sbagliavo sul fatto che ci sarebbe stato un dopo - pranzo, perché il mio principale mi diede delle chiavi di una camera d'albergo, dicendo di aspettare in stanza il suo collega d'affari, e di fare tutto ciò che l'uomo mi avrebbe chiesto di fare, senza fare commenti, e senza fare domande di nessun genere. Ci sarebbe stato un extra molto cospicuo se avessi soddisfatto l'uomo mi disse.
Non ho battuto ciglio, ho preso le chiavi annuendo semplicemente, chiamai l'ascensore dalla hall dell'albergo, e salii in camera. Aspettai qualche minuto che si presentasse l'uomo che dovevo soddisfare, e mi preparai a ricevere il mio primo e sicuramente non unico extra compenso per quel lavoro in più che stavo facendo. Ero diventata una puttana di lusso in meno di poche ore, e la cosa mi eccitava parecchio. Mentre mi spogliavo e mi mettevo nel letto matrimoniale della camera, pensavo a quante vere donne avrebbero voluto essere al posto mio, e mi sentivo davvero fortunata.
L'uomo che avevo difronte era un bel tipo, sulla sessantina come il mio principale, un bel cazzo duro e un fisico passabile nonostante un po' di pancetta e troppo dopobarba che mi dava la nausea. Gli presi in mano il cazzo e me lo portai alle labbra rosse di rossetto, facendolo sparire nella mia gola. Inizio a succhiare avidamente mentre lui gode come un maiale, prendendo in mano il mio e segandomi piano piano. Mi sento una vera donna, scosto i lunghi capelli dal viso e lo faccio quasi venire subito, sento già delle calde gocce in bocca, che presto si trasformano in un getto caldo che ingoio tutto fino all'ultima goccia alzando lo sguardo e fissandolo negli occhi.
Era dolce, molto dolce il suo sperma. Segno di un uomo che mangia molti zuccheri, come del resto avevo visto a tavola, dove si era fatto portare una razione doppia di tiramisù. Tolsi il suo cazzo ancora duro dalla mia bocca, per assecondare i suoi desideri. Mi fece mettere a pecora, posizione che personalmente detestato, ma che accettai senza problemi, lui si mise sulla mia schiena, infilandosi dentro al mio culetto già bello lubrificato, entrando fino alle palle pelose, iniziando a fare avanti e indietro velocemente, mi stava cavalcando come la cavalla che ero.
Ad ogni stantuffata che l'uomo mi dava, ho benedetto il giorno un cui ho capito che mi piaceva il cazzo. Non mi sono mai vergognata di ammetterlo che amo gli uomini e mi piace il cazzo, essendo pure una femmina mancata, era nel mio destino. E si sa che al proprio destino non si sfugge. Ero li in una camera d'albergo a cinque stelle, sul letto con tanto di lenzuola di raso, a farmi rompere il culetto da un uomo di cui nemmeno conoscevo il nome, ma che alla fine, mi avrebbe lasciata soddisfatta e con una bella mancia. Mia madre non sarebbe stata fiera di me mi dissi, ma lei purtroppo non c'era più, e io non mi vergognavo affatto di godermi quel cazzo che mi stava sfondando tutta.
Con mia profonda delusione l'uomo non dirò molto, dopo qualche altra pompata nel culo mi scaricò dentro un litro di sperma caldo che accolsi rilassando i muscoli delle natiche e godendomi quella lunga ingravidata. Ne fece davvero tanta però, devo ammetterlo. Rimasi supina sul letto con ancora il suo sperma colante dal buchetto, i capelli schiacciatibsul viso e sulla schiena. Mentre l'uomo si ricompose dopo essersi lavato accuratamente nel bagno della camera, e oltre ai doverosi complimenti per la bellissima scopata, ero molto meglio io di tante donne che gli avevano portato disse, lasciandomi sul comodino del letto una somma in contanti di 500€. Per nemmeno mezz'ora di scopata avevo guadagnato la paga che era pari alla mia nell'attuale lavoro che facevo un un mese. Ed era solo la "mancia extra", il compenso intero doveva ancora arrivare dal mio Boss che mi aveva assunta.
Boss che fu molto soddisfatto del mio lavoro come prima mattinata, ma mi disse che potevo fare meglio di così, avevo del potenziale per diventare una vera puttana per gente facoltosa. Onestamente non sapevo se era quello il lavoro che avevo un mente di fare per il mio futuro gli dissi. Però la situazione mi piaceva molto, e mi ritrovai a riflettere su ciò che l'uomo mi aveva appena accennato. Amavo gli uomini e mi piaceva il cazzo, non potevo scegliere un lavoro migliore pensai.
Ero sola, nessuno a cui rendere conto di ciò che facevo, avrei guadagnato un sacco di soldi, e avrei avuto uomini tutti i giorni con cui scopare oltre a conoscere gente importante che mi avrebbe sempre fatto comodo. L'unica cosa che mi preoccupava, era che potessi innamorarmi di un cliente. Io mi conosco bene, ho già avuto relazioni con uomini sbagliati di cui mi ero innamorata dopo solo una scopata. Purtroppo sono fatto così, se trovo un uomo che mi prende il cuore oltre che il culo, perdo la testa.
Ci avrei pensato su risposi alla fine, al momento mi interessava finire la settimana per cui mi ero impegnata, dopodiché avrei valutato se continuare o meno.
La settimana passò rapidamente, e avevo intascato molte mance extra, oltre ad essermi fatta rompere il culetto ed essere stata ingravidata da diversi uomini facoltosi. Stavo davvero pensando di continuare quel lavoro che oltre a rendere molto a livello economico, mi stava dando piaceri unici ogni giorno in città diverse d'Italia, perché all'estero non potevo andare non avendo il passaporto e la carta d'identità non valida per l'espatrio.
Il mio principale era diventato quasi un padre, mi aveva regalato un cellulare personalizzato con cui chiamarmi per sapere sempre come stavo dopo ogni rapporto, e sapse qualcuno si fosse comportato male. Era davvero premuroso non c'è che dire. Avevamo preso una bella confidenza. Il problema che tenevo però accadde l'uomo giorno di lavoro, eravamo a Genova per un meeting, e io ho accompagnato come al solito il mio principale.
C'erano diversi uomini con cui avrei dovuto finire a scopare prima di chiudere la giornata. E tra questi uomini c'era pure lui, Gianni (nome di fantasia) quello che purtroppo mi fece perdere la testa tanto da farmi innamorare al primo colpo di cazzo dentro di me. Avevamo iniziato bene, anzi benissimo. Lui era un uomo diverso dagli altri frequentati durante la settimana, e diverso perfino da quelli con cui scopai prima di lui.
Era bello brizzolato, aveva quel fascino dell'uomo maturo che io ho sempre amato, e aveva un bel cazzo lungo e duro con cui mi stava facendo impazzire seduta sulle sue ginocchia saltellando su e giù. No, Gianni era diverso da tutti, e lo avevo capito subito appena mi diede il primo bacio. Restammo incollati e abbracciati a lungo su quel letto.
Mi chiese che posizione preferivo, cosa che nessuno un precedenza aveva mai fatto. Tutti nonostante i complimenti e le mance, mi avevano trattata da puttana quale ero, Gianni no, lui mi stava trattando da persona da donna non da un oggetto da sfondare riempire e poi dire "e stato meraviglioso.. grazie ciao". Con lui non era un lavoro, con lui era vera passione che ben presto si sarebbe trasformata in amore con la A maiuscola.
Fu mentre gli saltellavo sulle gambe, con il suo cazzo che entrava e usciva dal mio culetto slabbrato che il mio cuore iniziò a battere più veloce in petto come se volesse uscire. Iniziai a provare sensazioni che conoscevo fin troppo bene. E alla fine, mi trovai a versare lacrime senza motivo, che scendevano dalle mie guance senza freni. Eravamo faccia a faccia, e l'uomo vedendo la mia reazione smise di scoparmi, tenendo di avermi fatto male in qualche modo. Lo rassicurai dicendo che stavo benissimo,ero in paradiso.
Il problema dissi, era che mi ero innamorata di lui. L'uomo senza togliere il suo cazzo duro dentro di me mi abbracciò forte, dicendo che anche lui stava provando lo stesso sentimento. Vi giuro che è stato il momento più bello di tutta quella settimana. Non mi fregava niente dei soldi in quel momento, non mi fregava più niente di nessuno, volevo solo fare l'amore con l'uomo che avevo scoperto di amare, e lo facemmo.
Da quell'istante, non fummo più cliente e la sua puttana, mi sentivo un po' come Julia Roberts in Pretty Woman, avevo trovato il mio Richard Gere. Non credo di riuscire a spiegarvi la situazione in cui mi trovai, perché a parole non si può davvero spiegare. Mi fece alzare delicatamente dal suo cazzo che uscì dal mio culetto con un leggero risucchio, passando dalla sedia al letto.
Mi misi sdraiata su un fianco con lui dietro di me a tenermi sollevata una gamba con la calza a rete nera, e mi penetrò nuovamente con dolcezza. Le lacrime sono sgorgate nuovamente dai miei occhi mentre voltavo la testa scostando i lunghissimi capelli biondi per baciarlo mentre spingeva dentro di me tutto se stesso. Con un braccio piegato mi reggevo, con l'altra mano libera, lo aiutavo a spingere più dentro possibile ad ogni affondo. Volevo mi entrasse dentro l'anima.
Ho goduto come mi è successo poche volte nella vita, ho goduto da innamorata persa. Mentre sentivo la sua lingua dentro la mia bocca, e il suo respiro affannoso. Che momento meraviglioso, non potete nemmeno immaginare cosa ho provato. Farsi scopare è bellissimo, ma fare l'amore con chi ami, non ha prezzo. Gianni mi sfondò a dovere, e poi dicono che gli uomini di una certa età non riescono ad avere resistenza...
Mi ingravidò completamente, e a differenza degli altri uomini, questa volta, sarà stata suggestione o sarà che ero innamorata dell'uomo con cui lo stavo facendo, ma giuro su Dio, che mi sentivo davvero ingravidata. So che non è clinicamente e fisiologicamente possibile, ma era come se fossi davvero incinta, mi sentivo piena, gonfia e in uno stato di benessere mai provato. Restammo a lungo in quella posizione anche dopo che il suo cazzo si era ormai afflosciato.
Fu una decisione davvero difficile da prendere, ma alla fine, una puttana, perché quello ero, che si innamora dei suoi clienti non va bene per niente. Le Escort, le accompagnatrici, chiamatele come vi pare, non possono innamorarsi sul lavoro. Ringraziai infinitamente il mio principale, che mi diede la cifra pattuita per quella settimana di lavoro più le mance che avevo preso in precedenza, e mi disse testuali parole: Chris.. e davvero un peccato che non vuoi continuare. Ma comprendo le tue motivazioni. Mi lasciò il cellulare dicendomi che se per qualsiasi ragione avessi cambiato idea, potevo cercarlo con quel telefono speciale. Lui sarebbe stato contento di rivedermi. Lo ringraziai nuovamente tenendo il cellulare, ma ben sapendo che non lo avrei mai più rivisto. E così è stato.
chrisbayface@libero.it
Ho sempre detestato le etichette perché non rappresentano ciò che una persona è realmente, al di là dei gusti sessuali definirmi gay, bisex, fluido, non binario ecc non mi identifica. Quindi non mi sono mai dato una classificazione in scala per fare parte della comunità LBGTQ+. Come dicevo, il mio aspetto che sul web potrebbe apparire fake, del resto chi è troppo perfetto agli occhi della massa è sempre fatto con la IA, oppure ritoccato con il famoso Photoshop, ma vi assicuro che il sottoscritto non ha bisogno di ritocco fotografico, ne di apparire chi non sia.
Chi mi ha incontrato sa benissimo che non sono un prodotto di una IA, e il fatto che sia stato più volte contattato da varie agenzie di Milano molto importanti, ben dimostra la mia autenticità. Prima della sua chiusura, fui pure contattato da agenti dell'agenzia 'Diva Futura' che i più attenti ricorderanno sicuramente come l'agenzia porno gestita da Riccardo Schicchi, colui che lanciò Moana Pozzi e Ilona Staller negli anni ottanta.
Ho sempre rifiutato questo tipo di offerte di lavoro perché mai ritenute degne del mio tempo e della mia attenzione. Inoltre non ho mai voluto rovinare la mia reputazione avendo una vita sociale ben radicata. Come si dice, la fortuna bussa una volta sola, e se non le apri hai perso un'occasione importante che non ritorna. A me le occasioni invece a dispetto del detto, sono sempre tornate, e puntualmente rispedite al mittente.
Quella volta chissà perché, ho voluto accettare una di quelle offerte, realizzando così un ultimo sogno rimasto nel cassetto troppo a lungo. E di sogni modestamente ne ho realizzati parecchi. Avevo delle foto su una chat che ormai ha chiuso da poco tempo chiamata 'Digiland' sul portale Libero, un giorno chattando come al solito tra le stanze dedicate agli utenti, entro in contatto con questa persona, che dice di essere un imprenditore abbastanza conosciuto.
Un imprenditore che passa il suo tempo in una chat con tutti gli impegni che dovrebbe avere lo trovai subito ridicolo. In chat si sa, ognuno si spaccia per chiunque pur di fare colpo sugli altri. Le chat ormai sono diventate una vetrina per mettersi in mostra e non un posto per passare il tempo. Accertato che l'uomo in questione, fosse davvero chi diceva di essere, mi fece subito una proposta secca. Mi disse che se quello in foto ero davvero io, voleva assumermi come accompagnatrice.
Avrei dovuto mettere dei vestiti da donna eleganti che mi avrebbe fornito lui stesso, truccarmi, e accompagnarlo a delle cene o pranzi d'affari. Non capivo perché proprio io, perché non cercava una Escort o una vera donna? del resto pur avendo un aspetto totalmente femminile, non avevo mai indossato abiti femminili prima d'ora. L'uomo insistette mettendo sul piatto anche una cifra non indifferente che mi fece riflettere un'attimo. Mi servivano soldi e subito, il lavoro che avevo al momento non mi garantiva uno stipendio alto, e avevo dei conti arretrati da chiudere in tempi brevi.
Valutando i pro e contro, accettai l'offerta dell'uomo che si premurò di darmi informazioni più dettagliate a telefono, ma prima voleva una dimostrazione che fossi io il soggetto delle foto caricate sul profilo della chat. Ovviamente la cifra che metteva era alta, e voleva garanzie. Decidemmo così di incontrarci e parlare dei dettagli direttamente di persona. Concordammo di vederci in un bar di zona, e puntualmente mi presentai all'appuntamento.
Aspettai anche più a lungo del dovuto, ma dell'uomo nessuna traccia. Stavo per alzarmi e tornare a casa, mi dissi tra me che forse era stato uno dei soliti scherzi di qualche troll del web per verificare se avessi davvero fatto quell'incontro. Ma prima che potessi pagare le tre birre ordinate e uscire dal locale, l'uomo scusandosi per il ritardo si presentò davvero. Era un uomo vestito elegante sulla sessantina d'anni, viso ben rasato, fisico ancora in buona forma, una leggera abbronzatura, e un classico accento milanese alla Berlusconi. Un tipo originale non c'è che dire.
Mi fece subito un sacco di complimenti notando pure com'ero meglio di persona piuttosto che in foto, dove disse, la mia immagine sembrava finta e creata con la IA. Eppure per scattare i selfie uso sempre delle fotocamere digitali non dei cellulari. Non capivo come potevo risultare fatto con la IA. L'uomo come già spiegato per telefono, mi ribadì i dettagli del lavoro che avevo accettato di svolgere, oltre la somma che mi avrebbe versato in modalità assegno o bonifico, li dipendeva dalla mia scelta mi disse.
Al vestiario avrebbe pensato lui, e mi avrebbe fatto recapitare tutto a casa con un corriere. L'importante era che tenessi un atteggiamento e un aspetto più femminile possibile. A lui serviva una vera donna in tutto, non importava se non avevo le tette o la figa, l'importante era l'aspetto estetico. Gli garantii che per quella cifra, avrei pure potuto farmi crescere un paio di tette, ma l'uomo rise dicendo che non era necessario.
Avevo solo una settimana di tempo per prepararmi, perché il primo viaggio d'affari lo avrebbe fatto mi disse proprio la settimana dopo quell'incontro tra noi, e voleva avere già a disposizione la sua accompagnatrice. Dunque passai una settimana di totale femminilizzazione, arrivarono i vestiti qualche giorno dopo, erano tutti abiti firmati e costosi di una certa eleganza. Roba che potevano permettersi solo vip o donne di un certo rango sociale. Intimo completo di calze a rete e collant di vari colori, perizomi, corpetti, reggiseni, reggicalze, vestiti scollati a paillettes, roba che avrebbe fatto impallidire pure la Rodriguez o la Ferragni.
Provai tutto il vestiario con i vari abbinamenti di intimo, e cambiai diverse pettinature per adattarli ai vestiti. Avendo lunghissimi capelli biondi lisci, potevo adattare la mia pettinatura allo stile dell'abbigliamento da indossare. Mentre mi guardavo allo specchio di casa, immaginai l'effetto che avrei fatto tra tanti uomini che mi avrebbero guardata e desiderata. Mi eccitai e sbrodolai masturbandomi sul letto con addosso l'intimo per non sporcare i vestiti. Per me era una novità, non avevo mai fatto un lavoro simile in vita mia, ma era talmente eccitante che il gioco valeva la candela.
Ero sicura, perché ormai pensavo totalmente al femminile, che in quelle cene e pranzi non mi sarei limitata a fare presenza. So benissimo cosa succede agli incontri d'affari di un certo tipo, ed ero sicura che avrei dovuto soddisfare più di un uomo, cosa che mi faceva letteralmente impazzire. Arrivò il fatidico giorno del mio debutto come accompagnatrice, ero nervosissima. Il primo appuntamento d'affari l'uomo che chiamerò per privacy Massimo, lo ebbe in Svizzera a Lugano, dove ci recammo con la sua auto con tanto di autista, non ricordo che macchina fosse, ma sembrava una limousine, era un salottino con vari confort all'interno, io seduta accanto all'uomo dietro, e l'autista vestito impeccabile davanti.
Non vi descrivo l'intera mattinata perché sarebbe lunga e sebbene molto emozionante avere gli occhi di tutti puntati addosso, non ci furono eventi da segnalare, quindi evitiamo. Arriverei subito invece al pranzo, dove mangiammo un un costoso ristorante credo fosse da Cracco o roba simile, io che più del McDonald's o Burger King non frequento, essere da Cracco con i prezzi che ha onestamente... Terminato il pranzo costoso, e sbrigate le formalità di affari tra i due uomini, io ero ormai entrata nel mio personaggio. Credo pure di aver fatto un'ottima impressione all'uomo con cui trattava il mio principale, ormai lo chiamavo così. Non mi sbagliavo sul fatto che ci sarebbe stato un dopo - pranzo, perché il mio principale mi diede delle chiavi di una camera d'albergo, dicendo di aspettare in stanza il suo collega d'affari, e di fare tutto ciò che l'uomo mi avrebbe chiesto di fare, senza fare commenti, e senza fare domande di nessun genere. Ci sarebbe stato un extra molto cospicuo se avessi soddisfatto l'uomo mi disse.
Non ho battuto ciglio, ho preso le chiavi annuendo semplicemente, chiamai l'ascensore dalla hall dell'albergo, e salii in camera. Aspettai qualche minuto che si presentasse l'uomo che dovevo soddisfare, e mi preparai a ricevere il mio primo e sicuramente non unico extra compenso per quel lavoro in più che stavo facendo. Ero diventata una puttana di lusso in meno di poche ore, e la cosa mi eccitava parecchio. Mentre mi spogliavo e mi mettevo nel letto matrimoniale della camera, pensavo a quante vere donne avrebbero voluto essere al posto mio, e mi sentivo davvero fortunata.
L'uomo che avevo difronte era un bel tipo, sulla sessantina come il mio principale, un bel cazzo duro e un fisico passabile nonostante un po' di pancetta e troppo dopobarba che mi dava la nausea. Gli presi in mano il cazzo e me lo portai alle labbra rosse di rossetto, facendolo sparire nella mia gola. Inizio a succhiare avidamente mentre lui gode come un maiale, prendendo in mano il mio e segandomi piano piano. Mi sento una vera donna, scosto i lunghi capelli dal viso e lo faccio quasi venire subito, sento già delle calde gocce in bocca, che presto si trasformano in un getto caldo che ingoio tutto fino all'ultima goccia alzando lo sguardo e fissandolo negli occhi.
Era dolce, molto dolce il suo sperma. Segno di un uomo che mangia molti zuccheri, come del resto avevo visto a tavola, dove si era fatto portare una razione doppia di tiramisù. Tolsi il suo cazzo ancora duro dalla mia bocca, per assecondare i suoi desideri. Mi fece mettere a pecora, posizione che personalmente detestato, ma che accettai senza problemi, lui si mise sulla mia schiena, infilandosi dentro al mio culetto già bello lubrificato, entrando fino alle palle pelose, iniziando a fare avanti e indietro velocemente, mi stava cavalcando come la cavalla che ero.
Ad ogni stantuffata che l'uomo mi dava, ho benedetto il giorno un cui ho capito che mi piaceva il cazzo. Non mi sono mai vergognata di ammetterlo che amo gli uomini e mi piace il cazzo, essendo pure una femmina mancata, era nel mio destino. E si sa che al proprio destino non si sfugge. Ero li in una camera d'albergo a cinque stelle, sul letto con tanto di lenzuola di raso, a farmi rompere il culetto da un uomo di cui nemmeno conoscevo il nome, ma che alla fine, mi avrebbe lasciata soddisfatta e con una bella mancia. Mia madre non sarebbe stata fiera di me mi dissi, ma lei purtroppo non c'era più, e io non mi vergognavo affatto di godermi quel cazzo che mi stava sfondando tutta.
Con mia profonda delusione l'uomo non dirò molto, dopo qualche altra pompata nel culo mi scaricò dentro un litro di sperma caldo che accolsi rilassando i muscoli delle natiche e godendomi quella lunga ingravidata. Ne fece davvero tanta però, devo ammetterlo. Rimasi supina sul letto con ancora il suo sperma colante dal buchetto, i capelli schiacciatibsul viso e sulla schiena. Mentre l'uomo si ricompose dopo essersi lavato accuratamente nel bagno della camera, e oltre ai doverosi complimenti per la bellissima scopata, ero molto meglio io di tante donne che gli avevano portato disse, lasciandomi sul comodino del letto una somma in contanti di 500€. Per nemmeno mezz'ora di scopata avevo guadagnato la paga che era pari alla mia nell'attuale lavoro che facevo un un mese. Ed era solo la "mancia extra", il compenso intero doveva ancora arrivare dal mio Boss che mi aveva assunta.
Boss che fu molto soddisfatto del mio lavoro come prima mattinata, ma mi disse che potevo fare meglio di così, avevo del potenziale per diventare una vera puttana per gente facoltosa. Onestamente non sapevo se era quello il lavoro che avevo un mente di fare per il mio futuro gli dissi. Però la situazione mi piaceva molto, e mi ritrovai a riflettere su ciò che l'uomo mi aveva appena accennato. Amavo gli uomini e mi piaceva il cazzo, non potevo scegliere un lavoro migliore pensai.
Ero sola, nessuno a cui rendere conto di ciò che facevo, avrei guadagnato un sacco di soldi, e avrei avuto uomini tutti i giorni con cui scopare oltre a conoscere gente importante che mi avrebbe sempre fatto comodo. L'unica cosa che mi preoccupava, era che potessi innamorarmi di un cliente. Io mi conosco bene, ho già avuto relazioni con uomini sbagliati di cui mi ero innamorata dopo solo una scopata. Purtroppo sono fatto così, se trovo un uomo che mi prende il cuore oltre che il culo, perdo la testa.
Ci avrei pensato su risposi alla fine, al momento mi interessava finire la settimana per cui mi ero impegnata, dopodiché avrei valutato se continuare o meno.
La settimana passò rapidamente, e avevo intascato molte mance extra, oltre ad essermi fatta rompere il culetto ed essere stata ingravidata da diversi uomini facoltosi. Stavo davvero pensando di continuare quel lavoro che oltre a rendere molto a livello economico, mi stava dando piaceri unici ogni giorno in città diverse d'Italia, perché all'estero non potevo andare non avendo il passaporto e la carta d'identità non valida per l'espatrio.
Il mio principale era diventato quasi un padre, mi aveva regalato un cellulare personalizzato con cui chiamarmi per sapere sempre come stavo dopo ogni rapporto, e sapse qualcuno si fosse comportato male. Era davvero premuroso non c'è che dire. Avevamo preso una bella confidenza. Il problema che tenevo però accadde l'uomo giorno di lavoro, eravamo a Genova per un meeting, e io ho accompagnato come al solito il mio principale.
C'erano diversi uomini con cui avrei dovuto finire a scopare prima di chiudere la giornata. E tra questi uomini c'era pure lui, Gianni (nome di fantasia) quello che purtroppo mi fece perdere la testa tanto da farmi innamorare al primo colpo di cazzo dentro di me. Avevamo iniziato bene, anzi benissimo. Lui era un uomo diverso dagli altri frequentati durante la settimana, e diverso perfino da quelli con cui scopai prima di lui.
Era bello brizzolato, aveva quel fascino dell'uomo maturo che io ho sempre amato, e aveva un bel cazzo lungo e duro con cui mi stava facendo impazzire seduta sulle sue ginocchia saltellando su e giù. No, Gianni era diverso da tutti, e lo avevo capito subito appena mi diede il primo bacio. Restammo incollati e abbracciati a lungo su quel letto.
Mi chiese che posizione preferivo, cosa che nessuno un precedenza aveva mai fatto. Tutti nonostante i complimenti e le mance, mi avevano trattata da puttana quale ero, Gianni no, lui mi stava trattando da persona da donna non da un oggetto da sfondare riempire e poi dire "e stato meraviglioso.. grazie ciao". Con lui non era un lavoro, con lui era vera passione che ben presto si sarebbe trasformata in amore con la A maiuscola.
Fu mentre gli saltellavo sulle gambe, con il suo cazzo che entrava e usciva dal mio culetto slabbrato che il mio cuore iniziò a battere più veloce in petto come se volesse uscire. Iniziai a provare sensazioni che conoscevo fin troppo bene. E alla fine, mi trovai a versare lacrime senza motivo, che scendevano dalle mie guance senza freni. Eravamo faccia a faccia, e l'uomo vedendo la mia reazione smise di scoparmi, tenendo di avermi fatto male in qualche modo. Lo rassicurai dicendo che stavo benissimo,ero in paradiso.
Il problema dissi, era che mi ero innamorata di lui. L'uomo senza togliere il suo cazzo duro dentro di me mi abbracciò forte, dicendo che anche lui stava provando lo stesso sentimento. Vi giuro che è stato il momento più bello di tutta quella settimana. Non mi fregava niente dei soldi in quel momento, non mi fregava più niente di nessuno, volevo solo fare l'amore con l'uomo che avevo scoperto di amare, e lo facemmo.
Da quell'istante, non fummo più cliente e la sua puttana, mi sentivo un po' come Julia Roberts in Pretty Woman, avevo trovato il mio Richard Gere. Non credo di riuscire a spiegarvi la situazione in cui mi trovai, perché a parole non si può davvero spiegare. Mi fece alzare delicatamente dal suo cazzo che uscì dal mio culetto con un leggero risucchio, passando dalla sedia al letto.
Mi misi sdraiata su un fianco con lui dietro di me a tenermi sollevata una gamba con la calza a rete nera, e mi penetrò nuovamente con dolcezza. Le lacrime sono sgorgate nuovamente dai miei occhi mentre voltavo la testa scostando i lunghissimi capelli biondi per baciarlo mentre spingeva dentro di me tutto se stesso. Con un braccio piegato mi reggevo, con l'altra mano libera, lo aiutavo a spingere più dentro possibile ad ogni affondo. Volevo mi entrasse dentro l'anima.
Ho goduto come mi è successo poche volte nella vita, ho goduto da innamorata persa. Mentre sentivo la sua lingua dentro la mia bocca, e il suo respiro affannoso. Che momento meraviglioso, non potete nemmeno immaginare cosa ho provato. Farsi scopare è bellissimo, ma fare l'amore con chi ami, non ha prezzo. Gianni mi sfondò a dovere, e poi dicono che gli uomini di una certa età non riescono ad avere resistenza...
Mi ingravidò completamente, e a differenza degli altri uomini, questa volta, sarà stata suggestione o sarà che ero innamorata dell'uomo con cui lo stavo facendo, ma giuro su Dio, che mi sentivo davvero ingravidata. So che non è clinicamente e fisiologicamente possibile, ma era come se fossi davvero incinta, mi sentivo piena, gonfia e in uno stato di benessere mai provato. Restammo a lungo in quella posizione anche dopo che il suo cazzo si era ormai afflosciato.
Fu una decisione davvero difficile da prendere, ma alla fine, una puttana, perché quello ero, che si innamora dei suoi clienti non va bene per niente. Le Escort, le accompagnatrici, chiamatele come vi pare, non possono innamorarsi sul lavoro. Ringraziai infinitamente il mio principale, che mi diede la cifra pattuita per quella settimana di lavoro più le mance che avevo preso in precedenza, e mi disse testuali parole: Chris.. e davvero un peccato che non vuoi continuare. Ma comprendo le tue motivazioni. Mi lasciò il cellulare dicendomi che se per qualsiasi ragione avessi cambiato idea, potevo cercarlo con quel telefono speciale. Lui sarebbe stato contento di rivedermi. Lo ringraziai nuovamente tenendo il cellulare, ma ben sapendo che non lo avrei mai più rivisto. E così è stato.
chrisbayface@libero.it
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