Una strana occasione
di
Chris Rondinelli
genere
gay
Se c'è qualcosa di cui mi accorgo dopo molti anni passati a fare godere gli uomini, è quando qualcuno ti cerca avendo paura di ciò che accadrà. Purtroppo molti uomini hanno bisogno di una motivazione per spingersi oltre la semplice curiosità, ed è ciò che è successo al mio vicino di casa proprio in questi giorni d'estate 2026, con il ventilatore che va giorno e notte.
Sono passato dalla città di Milano, al paesetto di provincia di Varese da poco più che un anno. Sempre per colpa dei soldi e degli aumenti che per chi vive solo e ha una minima di sostentamento economico, lo costringono a cercare altrove una casa con zero spese e una vita con profilo più basso.
Purtroppo sono finiti i tempi in cui il mio cellulare squillava ogni giorno per ricevere un'offerta di lavoro nel mondo della moda o come modello androgino per brevi servizi fotografici. Perché ho fatto pure quello per campare in tempi non lontani. Adesso per sbancare il lunario con la bellezza che mi è rimasta e finché durerà, perché gli anni passano per tutti, cerco di fare ciò che riesco.
Vivo in una casa di corte su tre piani. Ho due famiglie in corte insieme a me, una extracomunitaria con un uomo una donna e un figlio piccolo, e poi ho quest'uomo di circa sessant'anni che vive con la moglie, una donna purtroppo mezza rinco dall'età avanzata, che spesso vedo fuori casa credo dai figli, o dai parenti. Il marito che ancora lavora, invece lo vedo spesso a casa da solo.
Verso le cinque del pomeriggio, attraversa la cancellata della corte con la sua auto, che posteggia davanti la sua porta di casa, pur avendo un garage proprio lì vicino, e mi saluta gentilmente ogni volta che mi affaccio alla finestra. Credo di aver suscitato curiosità in quest'uomo, perché il mio aspetto femminile e i miei lunghissimi capelli biondi, devono sicuramente avergli procurato delle fantasie. Come ho detto all'inizio, molti uomini non ammettono nemmeno davanti all'evidenza dei fatti certe emozioni.
Un sabato mattina che la famiglia extracomunitaria era fuori forse in vacanza, mentre l'uomo con la moglie via era solo a casa dal lavoro, successe l'imprevisto che da tempo aspettavo. Avevo un materasso gonfiabile in garage che avevo acquistato prima di traslocare nel caso mi servisse un letto su cui dormire. La casa in cui stavo era sprovvista di mobilia, così andai a gonfiarlo in garage per poi portarlo nel mio terrazzino e prendere il sole in bikini.
Non potendo spostarmi per mancanza di soldi, almeno il sole potevo ancora permettermelo a casa mia. Incurante di eventuali curiosi che mi avrebbero notato, uscii in bikini scalzo, facendo quei pochi passi che mi separavano dalla mia porta d'entrata di casa, al garage nella corte stessa. Con le chiavi aprii la porta ed entrai a stendere e gonfiare il materasso matrimoniale che era ripiegato in un angolo. Con la pompa a piedi il lavoro era lungo, e passai almeno una ventina di minuti a gonfiarlo a dovere.
Evidentemente incuriosito da ciò che stavo facendo, il vicino era uscito a spiarmi da dietro il muro del garage con la porta sollevata. Quando finalmente il materasso fu pronto e bello gonfio, mi accorsi dell'uomo che mi guardava come se avesse visto un fantasma. Lo salutai come al solito, senza fare caso al fatto che fossi in bikini, e sistemai il materasso all'interno del garage. Non avendo l'automobile, potevo anche metterlo in lungo e in largo in tutta la sua ampiezza.
L'uomo avanzò dentro il garage ancora un po' imbarazzato dal mio abbigliamento, e chiese con un filo di voce: Scusa ma che ci fai con quel materasso? - Sorrisi all'uomo e risposi a tono: volevo metterlo in terrazza per prendere il sole. - Ah ok, adesso capisco perché del bikini addosso - ribatté l'uomo. Chiesi se mi stesse bene e come mi trovasse, lui rispose che mi stava d'incanto, avvicinandosi ulteriormente ad un passo da me. - Ma non immaginavo di questa tua passione - mi disse.
Non hai un uomo? - ha aggiunto, - No sono single al momento. Avere storie serie è sempre troppo complicato - ho risposto. - Capisco, un vero peccato sprecare la tua bellezza - ha ribattuto lui allungando una mano per accarezzarmi i lunghi capelli. Presto passò ad accarezzarmi le spalle poi la schiena, e la sua mano arrivò ad infilarsi dentro agli slip del costume palpandomi le natiche.
Il ghiaccio era rotto finalmente, senza bisogno di dire altro, mi avvicinai al suo viso rosso per il gran caldo, gli buttai le braccia attorno al collo e lo baciai sulla bocca con trasporto. Lui mi attirò a se con le braccia attorno alla mia vita e ricambiò il bacio con passione. Chissà da quanto tempo non scopava pover'uomo, l'ho capito subito che aveva bisogno di fare l'amore. Con la moglie di quell'età e conciata com'era, non poteva certo pensare di fare qualcosa con lei. Senza staccarmi dalla sua bocca, gli sbottonai la camicia a maniche corte, gli slacciai cintura e pantaloni, e lasciai che mi spingesse sul materasso appena gonfiato dietro di noi.
L'uomo aveva voglia di me e me lo ha fatto capire al volo, una volta completamente nudo, senza nemmeno prendere la precauzione di chiudere la porta del garage, - alla fine era anche più bello ed eccitante - si mise in ginocchio al centro del materasso, mi prese per un braccio tirandomi sopra di lui per un bel sessantanove. Gli presi in mano il cazzo grosso e bello duro, e lo portai alla bocca, mentre lui sdraiato di schiena faceva altrettanto con il mio che aveva estratto dagli slip del bikini. Lo succhiai di gusto e squirtai dal culetto mentre mi davo da fare con il suo bel cazzo, cercando continuamente di scostarmi i lunghissimi capelli dal viso.
La porta del garage era aperta, e a pochi metri dal cancello principale, poteva vederci chiunque fosse entrato in corte per qualunque cosa o motivo, ma era proprio questa la cosa che più ci eccitava. L'uomo che tante volte mi aveva desiderato in silenzio solo con dei saluti sporadici, mi stava succhiando il cazzo mentre io sopra di lui facevo altrettanto squirtando come una vaccona dal culetto. Passammo subito alla fase successiva, mi girai verso di lui, gli presi le mani stringendole alle mie, e allargando le gambe, mi sistemai sul suo cazzo duro, sedendomici sopra. Non avevo bisogno di lubrificante, il liquido squirtato poco prima fece da tramite, affondai il suo cazzo tutto fino alle palle dentro al mio culetto fradicio e iniziai a saltellare su e giù tenendo sempre strette le sue mani alle mie.
Al primo affondo ho fatto un sospiro di piacere lungo, e ad occhi chiusi ho iniziato la mia cavalcata su di lui. Lo sentivo gemere dal piacere sotto di me, mi stringeva le mani così forte che quasi mi faceva male. Ne avevamo proprio bisogno entrambi, in quel paesello di collina non c'era molto da fare, e soprattutto non c'erano molti uomini disponibili come li avevo avuti in città. Quindi quel rapporto valeva mille volte di più di una semplice scopata in un garage su un materasso gonfiabile nel caldo sole del pomeriggio.
Abbiamo cambiato posizione dopo un po', lui si mise dietro di me, sollevandomi una gamba e infilandomi il suo bel cazzo ancora più dentro di prima, adesso ci baciavamo mentre voltavo la testa verso di lui. Il sole fuori dal garage batteva forte, e anche dentro si sudava da paura nonostante l'ombra offerta dai muri. Ormai avevo i capelli appiccicati tra schiena e viso, il bikini era stato tolto per comodità, eravamo nudi entrambi, sudati, e si godeva come maiali.
Non credevo che avesse una resistenza così lunga, mi sono detto tra me, pensavo sarebbe venuto molto prima, e invece, a mezz'ora dall'inizio era ancora lì a sfondarmi le chiappe come un toro di vent'anni. Miracolosamente in tutto quel lasso di tempo non passò molta gente. Sentivamo si qualche auto transitare nel vialone o qualcuno salutarsi e chiacchierare in strada, ma dentro la nostra corte nessuno aveva accesso.
Sapere che eravamo così vicini alla strada ci faceva impazzire di piacere, arrivati al momento più bello, quando l'uomo stava per sborrare, abbiamo sentito il rumore del cancello aprirsi, e una persona che risaliva in macchina per entrare in corte. Ci siamo fermati un istante, dalla porta leggermente abbassata, vedemmo passare davanti un'auto nera, sicuramente la macchina degli altri vicini, della famiglia extracomunitaria. Forse erano già rientrati ci dicemmo a voce bassa.
Ci siamo chiesti se fosse il caso di smettere proprio in quell'istante, stavamo entrambi per venire, e fermarsi adesso sarebbe stato un coito interrotto. Una cosa bruttissima in un rapporto interrompere il momento più bello. Guardai l'uomo che con la testa mi fece cenno di proseguire, la porta era per metà abbassata, non avessimo fatto rumore nessuno ci avrebbe notati dentro al garage. La situazione era da adrenalina pura, e continuammo per riprendere il momento finale del rapporto.
Da quello che capimmo della famiglia c'era solo il marito, forse tornato per prendere qualcosa in casa, chi lo sapeva. Continuammo il nostro rapporto e il mio culetto ormai bello pieno e slabbrato aspettava soltanto lo spruzzo finale dell'uomo che però tardava ad arrivare. Forse quell'intrusione improvvisa lo aveva deconcentrato, sta di fatto che non riusciva a venire. Dei passi che si avviavano verso la nostra direzione, poi una voce che parlava un italiano stentato disse: Chi c'è? Avere bisogno di aiuto? Porta è aperta... - non rispondemmo continuando a scopare e io ero ormai una fontana a forza di squirtare dal culetto, il materasso ormai era una macchia fatta dai miei squirt. La porta del garage venne finalmente spalancata e tirata tutta in alto, trovandoci davanti l'uomo che ci guardava esterrefatto e sorpreso. - Scusate... non, non sapevo c'era qualcuno - ha balbettato l'uomo che dev'essere stato un rumeno, visto era bianco e non di colore.
Non abbiamo fatto una piega, a quel punto che potevamo fare o dire? abbiamo abbozzato un sorriso e abbiamo continuato senza fare ulteriori commenti. - c'era poco da dire in quel momento, una volta finito, avremmo spiegato tutto e chiesto all'uomo di non rivelare a nessuno ciò che aveva visto. Ma fu il rumeno, se lo era, a toglierci dall'imbarazzo chiedendo esplicitamente se poteva partecipare. Lo invitammo sul materasso ormai zuppo di sudore e macchiato dai miei squirt. Il rumeno mi mise il suo cazzo in bocca appena in tempo per farmi una bevuta calda del suo sperma che mandai giù fino all'ultima goccia, mentre l'altro in culo mi ingravidò completamente riempiendomi a spruzzi caldi. Finalmente terminata la scopata, chiedemmo al nuovo arrivato di tenere la bocca chiusa su ciò che aveva appena visto. Il rumeno acconsentì soltanto se poteva unirsi a noi la prossima volta, o scoparmi lui da solo che era ancora meglio. Acconsentimmo, e quel pomeriggio trovai non uno, ma ben due uomini con cui scopare per tutta l'estate. E siamo appena all'inizio.
chrisbabyface@libero.it
Sono passato dalla città di Milano, al paesetto di provincia di Varese da poco più che un anno. Sempre per colpa dei soldi e degli aumenti che per chi vive solo e ha una minima di sostentamento economico, lo costringono a cercare altrove una casa con zero spese e una vita con profilo più basso.
Purtroppo sono finiti i tempi in cui il mio cellulare squillava ogni giorno per ricevere un'offerta di lavoro nel mondo della moda o come modello androgino per brevi servizi fotografici. Perché ho fatto pure quello per campare in tempi non lontani. Adesso per sbancare il lunario con la bellezza che mi è rimasta e finché durerà, perché gli anni passano per tutti, cerco di fare ciò che riesco.
Vivo in una casa di corte su tre piani. Ho due famiglie in corte insieme a me, una extracomunitaria con un uomo una donna e un figlio piccolo, e poi ho quest'uomo di circa sessant'anni che vive con la moglie, una donna purtroppo mezza rinco dall'età avanzata, che spesso vedo fuori casa credo dai figli, o dai parenti. Il marito che ancora lavora, invece lo vedo spesso a casa da solo.
Verso le cinque del pomeriggio, attraversa la cancellata della corte con la sua auto, che posteggia davanti la sua porta di casa, pur avendo un garage proprio lì vicino, e mi saluta gentilmente ogni volta che mi affaccio alla finestra. Credo di aver suscitato curiosità in quest'uomo, perché il mio aspetto femminile e i miei lunghissimi capelli biondi, devono sicuramente avergli procurato delle fantasie. Come ho detto all'inizio, molti uomini non ammettono nemmeno davanti all'evidenza dei fatti certe emozioni.
Un sabato mattina che la famiglia extracomunitaria era fuori forse in vacanza, mentre l'uomo con la moglie via era solo a casa dal lavoro, successe l'imprevisto che da tempo aspettavo. Avevo un materasso gonfiabile in garage che avevo acquistato prima di traslocare nel caso mi servisse un letto su cui dormire. La casa in cui stavo era sprovvista di mobilia, così andai a gonfiarlo in garage per poi portarlo nel mio terrazzino e prendere il sole in bikini.
Non potendo spostarmi per mancanza di soldi, almeno il sole potevo ancora permettermelo a casa mia. Incurante di eventuali curiosi che mi avrebbero notato, uscii in bikini scalzo, facendo quei pochi passi che mi separavano dalla mia porta d'entrata di casa, al garage nella corte stessa. Con le chiavi aprii la porta ed entrai a stendere e gonfiare il materasso matrimoniale che era ripiegato in un angolo. Con la pompa a piedi il lavoro era lungo, e passai almeno una ventina di minuti a gonfiarlo a dovere.
Evidentemente incuriosito da ciò che stavo facendo, il vicino era uscito a spiarmi da dietro il muro del garage con la porta sollevata. Quando finalmente il materasso fu pronto e bello gonfio, mi accorsi dell'uomo che mi guardava come se avesse visto un fantasma. Lo salutai come al solito, senza fare caso al fatto che fossi in bikini, e sistemai il materasso all'interno del garage. Non avendo l'automobile, potevo anche metterlo in lungo e in largo in tutta la sua ampiezza.
L'uomo avanzò dentro il garage ancora un po' imbarazzato dal mio abbigliamento, e chiese con un filo di voce: Scusa ma che ci fai con quel materasso? - Sorrisi all'uomo e risposi a tono: volevo metterlo in terrazza per prendere il sole. - Ah ok, adesso capisco perché del bikini addosso - ribatté l'uomo. Chiesi se mi stesse bene e come mi trovasse, lui rispose che mi stava d'incanto, avvicinandosi ulteriormente ad un passo da me. - Ma non immaginavo di questa tua passione - mi disse.
Non hai un uomo? - ha aggiunto, - No sono single al momento. Avere storie serie è sempre troppo complicato - ho risposto. - Capisco, un vero peccato sprecare la tua bellezza - ha ribattuto lui allungando una mano per accarezzarmi i lunghi capelli. Presto passò ad accarezzarmi le spalle poi la schiena, e la sua mano arrivò ad infilarsi dentro agli slip del costume palpandomi le natiche.
Il ghiaccio era rotto finalmente, senza bisogno di dire altro, mi avvicinai al suo viso rosso per il gran caldo, gli buttai le braccia attorno al collo e lo baciai sulla bocca con trasporto. Lui mi attirò a se con le braccia attorno alla mia vita e ricambiò il bacio con passione. Chissà da quanto tempo non scopava pover'uomo, l'ho capito subito che aveva bisogno di fare l'amore. Con la moglie di quell'età e conciata com'era, non poteva certo pensare di fare qualcosa con lei. Senza staccarmi dalla sua bocca, gli sbottonai la camicia a maniche corte, gli slacciai cintura e pantaloni, e lasciai che mi spingesse sul materasso appena gonfiato dietro di noi.
L'uomo aveva voglia di me e me lo ha fatto capire al volo, una volta completamente nudo, senza nemmeno prendere la precauzione di chiudere la porta del garage, - alla fine era anche più bello ed eccitante - si mise in ginocchio al centro del materasso, mi prese per un braccio tirandomi sopra di lui per un bel sessantanove. Gli presi in mano il cazzo grosso e bello duro, e lo portai alla bocca, mentre lui sdraiato di schiena faceva altrettanto con il mio che aveva estratto dagli slip del bikini. Lo succhiai di gusto e squirtai dal culetto mentre mi davo da fare con il suo bel cazzo, cercando continuamente di scostarmi i lunghissimi capelli dal viso.
La porta del garage era aperta, e a pochi metri dal cancello principale, poteva vederci chiunque fosse entrato in corte per qualunque cosa o motivo, ma era proprio questa la cosa che più ci eccitava. L'uomo che tante volte mi aveva desiderato in silenzio solo con dei saluti sporadici, mi stava succhiando il cazzo mentre io sopra di lui facevo altrettanto squirtando come una vaccona dal culetto. Passammo subito alla fase successiva, mi girai verso di lui, gli presi le mani stringendole alle mie, e allargando le gambe, mi sistemai sul suo cazzo duro, sedendomici sopra. Non avevo bisogno di lubrificante, il liquido squirtato poco prima fece da tramite, affondai il suo cazzo tutto fino alle palle dentro al mio culetto fradicio e iniziai a saltellare su e giù tenendo sempre strette le sue mani alle mie.
Al primo affondo ho fatto un sospiro di piacere lungo, e ad occhi chiusi ho iniziato la mia cavalcata su di lui. Lo sentivo gemere dal piacere sotto di me, mi stringeva le mani così forte che quasi mi faceva male. Ne avevamo proprio bisogno entrambi, in quel paesello di collina non c'era molto da fare, e soprattutto non c'erano molti uomini disponibili come li avevo avuti in città. Quindi quel rapporto valeva mille volte di più di una semplice scopata in un garage su un materasso gonfiabile nel caldo sole del pomeriggio.
Abbiamo cambiato posizione dopo un po', lui si mise dietro di me, sollevandomi una gamba e infilandomi il suo bel cazzo ancora più dentro di prima, adesso ci baciavamo mentre voltavo la testa verso di lui. Il sole fuori dal garage batteva forte, e anche dentro si sudava da paura nonostante l'ombra offerta dai muri. Ormai avevo i capelli appiccicati tra schiena e viso, il bikini era stato tolto per comodità, eravamo nudi entrambi, sudati, e si godeva come maiali.
Non credevo che avesse una resistenza così lunga, mi sono detto tra me, pensavo sarebbe venuto molto prima, e invece, a mezz'ora dall'inizio era ancora lì a sfondarmi le chiappe come un toro di vent'anni. Miracolosamente in tutto quel lasso di tempo non passò molta gente. Sentivamo si qualche auto transitare nel vialone o qualcuno salutarsi e chiacchierare in strada, ma dentro la nostra corte nessuno aveva accesso.
Sapere che eravamo così vicini alla strada ci faceva impazzire di piacere, arrivati al momento più bello, quando l'uomo stava per sborrare, abbiamo sentito il rumore del cancello aprirsi, e una persona che risaliva in macchina per entrare in corte. Ci siamo fermati un istante, dalla porta leggermente abbassata, vedemmo passare davanti un'auto nera, sicuramente la macchina degli altri vicini, della famiglia extracomunitaria. Forse erano già rientrati ci dicemmo a voce bassa.
Ci siamo chiesti se fosse il caso di smettere proprio in quell'istante, stavamo entrambi per venire, e fermarsi adesso sarebbe stato un coito interrotto. Una cosa bruttissima in un rapporto interrompere il momento più bello. Guardai l'uomo che con la testa mi fece cenno di proseguire, la porta era per metà abbassata, non avessimo fatto rumore nessuno ci avrebbe notati dentro al garage. La situazione era da adrenalina pura, e continuammo per riprendere il momento finale del rapporto.
Da quello che capimmo della famiglia c'era solo il marito, forse tornato per prendere qualcosa in casa, chi lo sapeva. Continuammo il nostro rapporto e il mio culetto ormai bello pieno e slabbrato aspettava soltanto lo spruzzo finale dell'uomo che però tardava ad arrivare. Forse quell'intrusione improvvisa lo aveva deconcentrato, sta di fatto che non riusciva a venire. Dei passi che si avviavano verso la nostra direzione, poi una voce che parlava un italiano stentato disse: Chi c'è? Avere bisogno di aiuto? Porta è aperta... - non rispondemmo continuando a scopare e io ero ormai una fontana a forza di squirtare dal culetto, il materasso ormai era una macchia fatta dai miei squirt. La porta del garage venne finalmente spalancata e tirata tutta in alto, trovandoci davanti l'uomo che ci guardava esterrefatto e sorpreso. - Scusate... non, non sapevo c'era qualcuno - ha balbettato l'uomo che dev'essere stato un rumeno, visto era bianco e non di colore.
Non abbiamo fatto una piega, a quel punto che potevamo fare o dire? abbiamo abbozzato un sorriso e abbiamo continuato senza fare ulteriori commenti. - c'era poco da dire in quel momento, una volta finito, avremmo spiegato tutto e chiesto all'uomo di non rivelare a nessuno ciò che aveva visto. Ma fu il rumeno, se lo era, a toglierci dall'imbarazzo chiedendo esplicitamente se poteva partecipare. Lo invitammo sul materasso ormai zuppo di sudore e macchiato dai miei squirt. Il rumeno mi mise il suo cazzo in bocca appena in tempo per farmi una bevuta calda del suo sperma che mandai giù fino all'ultima goccia, mentre l'altro in culo mi ingravidò completamente riempiendomi a spruzzi caldi. Finalmente terminata la scopata, chiedemmo al nuovo arrivato di tenere la bocca chiusa su ciò che aveva appena visto. Il rumeno acconsentì soltanto se poteva unirsi a noi la prossima volta, o scoparmi lui da solo che era ancora meglio. Acconsentimmo, e quel pomeriggio trovai non uno, ma ben due uomini con cui scopare per tutta l'estate. E siamo appena all'inizio.
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