La Scommessa

di
genere
gay

C'è chi per una semplice scommessa ha perso soldi, famiglia, casa e lavoro. Sguendo l'esempio di molta gente, non ho mai scommesso su nulla, ne per finta, con amici o conoscenti, ne dal vero puntando su corse partite o altro. L'unica scommessa che feci in vita mia, e di cui ancora oggi a distanza di molti anni non mi pento affatto, e quella che feci con un uomo di circa sessant'anni.



Un'estate di molti anni fa, non avevo lavoro, ero appena uscita dalle scuole dell'obbligo e vivevo nell'appartamento di famiglia a Milano. Mio padre era deceduto qualche anno prima, e mia madre si era trasferita con i parenti lasciandomi come da mio desiderio l'appartamento di famiglia in città. Purtroppo chi ha la fortuna di nascere cosme me con lineamenti femminili viene spesso bersagliato da gente omofoba e razzista, che invece di vedere il sano, vedono sempre il marcio in ogni situazione. Sono gli stessi personaggi che prima ti insultano in pubblico in compagnia di altra gente loro simili, ma che poi nel privato, ti cercano magari per un pompino o una scopata veloce, per poi tornare a ripudiarti subito dopo. Uno di questi personaggi lo avevo mio malgrado nel palazzo dove abitavo. Era un uomo di sessant'anni circa, vedovo e con un caratteraccio da far paura solo ad incrociarlo.



Questo signore, di cui eviterò di fare anche il nome, prendeva ogni situazione per litigare o fare discussioni inutili, tanto che nel mio palazzo era evitato come la peste da tutti i condomini. Nonostante ci fosse chi lo giudicava un po matto, e consigliava si facesse curare da un buon medico, altri ritenevano questo suo modo di fare solo un'auto difesa, era un'uomo solo, senza amicizie ne compagnie. Perfino i parenti lo avevano lasciato a se stesso, e tutto ciò aveva reso il suo carattere davvero irascibile.



Ogni volta se potevo, cercavo di evitarlo ma visto viveva nel mio stesso palazzo anche se due pieni sopra di me, era inevitabile lo incrociassi prima o poi. Le rare volte che lo incocciavo, l'uomo mi insultava gratuitamente con frasi poco carine - Allora, quanti cazzi hai preso ieri sera frocetta? oppure insinuando al mio aspetto si lasciava andare ad - Oh ecco mister donna degnarsi di scendere le scale come ogni essere mortale... In cerca di cazzi pure oggi biondina? Evitavo sempre di rispondere alle sue provocazioni, ben sapendo che se iniziavo una discussione con quel soggetto, non l'avrei avuta vinta facilmente, meglio ignorarlo come faceva la maggioranza della gente.



Quella mattina però dopo l'ennesimo sfottò non ce la feci e sbottai rispondednogli a muso duro dicendogli quel che si meritava. Vista la mia reazione improvvisa, l'uomo si fece più astuto, oltre che scaltro. Non credevo avessi il coraggio di rispondere, allora quella bocca da pompinara la usi anche per parlare, disse lo stronzo. Discutemmo per circa una decina di minuti sulle scale del condominio, mentre io tenevo un tono assai tranquillo, l'uomo sbraitava come un matto, finché immaginai, qualcuno avrebbe chiamato i carabinieri.



Dato volevo porre fine a quel teatrino di povertà assoluta, tagliai corto e lo salutai in malo modo, ma fu l'uomo a propormi una scommessa che mi bloccò e mi fece riflettere. Ascolta disse, se hai le palle sotto quei leggins che porti, ti propongo una scommessa, se vinci tu, ti porterò rispetto e non ti offendo mai piu, ma se vinco io, preparati ad essere umiliato come non lo sei mai stato in vita tua. Chiesi a quel punto che tipo di scommessa volesse propormi, e quello vedendo iniziavano ad esserci troppi curiosi uscire dalle porte di casa, mi fece cenno di seguirlo.



Salimmo le scale con i borbottii degli inquilini che erano usciti per il chiasso prodotto dal suo vocione strepitante, ma non ce ne curammo e salimmo davanti la sua porta di casa. Li l'uomo a voce piu contenuta, si espresse.. Ecco i fatti, domattina ti fai trovare in portineria con addosso solo un costume intero da spiaggia ovviamente da donna, non pretendo che sia un bikini, va bene anche un comunissimo costume intero. Null'altro devi indossare, solo un costume da donna. Ti porterò così in un posticino che conosco. Il resto te lo dirò in macchina domani se non te la fai sotto dalla vergogna. Accetti?



Valutai subito la sua proposta, uscire a quel modo magari davanti a gente poteva sputtanare la mia reputazione, in quel quartiere e in quel palazzo ci ero nato, ma volevo dargli una bella lezione, così senza pensarci troppo accettai la scommessa. A domattina dissi, girandogli le spalle, mentre lui borbottando chiuse la porta di casa sbattendomela dietro. Mentre scendevo le scale per dirigermi al mio appartamento, mi chiesi chi me lo aveva fatto fare, in più dovevo all'istante procurarmi un costume da donna che ovviamente in casa non avevo. La prima cosa da fare era procurarsene uno, Quel giorno, c'era il mercato del quartiere, e potevo aprofittarne per recuperare un costume alla bancarella dell'intimo femminile. Ritirarmi a quel punto, equivaleva a dargliela vinta, e io non son mai stata tipo che si tira indietro vigliaccamente. Acquistai il costume con un po di imbarazzo dal chiosco del mercato, e la mattina dopo ero già pronta.



Avevo voluto srtafare come il mio solito, oltre al bikini indossato, mi ero leggermente truccata e avevo messo smalto a unghie di mani e piedi, con un paio di occhiali da sole sul naso, i lunghissimi capelli biondi sciolti e ai piedi un paio di zoccoli di legno. Ero in tipica tenuta da spiaggia pronta per la sfida. Scesi le scale alle otto in punto come da accordi, l'uomo era già li che aspettava. Si era convinto di non vedermi arrivare, e invece alla mia apparizione, dovette ammettere che avevo fegato, e in più mi fece per la prima volta da che lo conoscevo un complimento che non mi sfuggi'. Davvero notevole devo ammetterlo. Allora sei pronta signorina?



Mi apri' gentilmente con ironia la porta d'uscita del palazzo, ammetto che me la stavo facendo sotto dalla vergogna, ma fortunatamente un po per l'orario, un po per il fatto che molti erano già in vacanza, riuscimmo ad arrivare alla sua auto parcheggiata a pochi metri dal palazzo soltanto facendo girare e borbottare dei ragazzi di colore che ovviamente mi presero di mira, pensando fossi una transessuale. L'uomo salendo in auto se la rise di gusto e disse, e questo non e che l'inizio, vedrai dopo.



Salii in auto chiudendo la portiera senza fiatare, ma ero nera di rabbia per quel suo comportamento. Avviò il motore e lasciando i ragazzi che ancora mi fischiavano ci avviammo sul posto che conosceva, io con addosso solo il costume da donna mentre lui era vestito con pantaloni e maglietta a mezze maniche. Ogni tanto vedevo buttava l'occhio sul mio cazzo sotto il costume sorridendo, io invece ero metà tra l'incazzata e vergognosa. Il bastardo fece un giro abbastanza lungo, e con la scusa che doveva far benzina, si fermo' pure ad un distributore della zona facendomi vedere dal benzinaio e abbassando pure il finestrino dalla mia parte richiamandolo da li, invece che dal suo.



Stava tentando in ogni modo di farmi vergognare a tal punto che avrei chiesto di perdere la scommessa e tornarmene a casa coperta, e invece non gli diedi questa soddisfazione. Continuai a fare il suo sporco gioco. Dopo il pieno all'auto, non ci furono altre fermate e ne fui sollevata. Arrivammo sul posto dopo una bella mezzoretta di viaggio in tangenziale. Non avevo idea di che posto fosse ne dove volesse portarmi, ma non volevo dargliela vinta, e lo seguii quando mi chiese di scendere dall'auto. Lo seguii a piedi per un sentiero fatto di erbacce e alberi, dove una stradina non battuta, portava ad uno slargo che individuai come un lago o comunque un posto simile ad un lago.



Davanti a noi si aprì una distesa d'acqua e spiaggia a tratti anche con imbarcazioni attraccate a dei moli di fortuna o altre barche in movimento da lontano. Poteva sembrare il lago di Como, dato ci ero già stata, ma non credo lo fosse. Il tratto di strada percorso era stato troppo breve per esere arrivati a Como così in fretta. L'uomo mi fece cenno di seguirlo con la mano, e lo seguii ancora una volta schifata dal suo comportamento. Ci fermammo su una scalinata che portava ad un tratto di spiaggetta sottostante, dove c'era ovviamente della gente, per lo più uomini o ragazzi. L'uomo mi disse che la scommessa sarebbe stata li sotto, dovevo scendere in spiaggetta tra quelli, esibendomi come fossi una vera femmina. Dovevo passare avanti e indietro un paio di volte e poi tornare su da lui. Questo era tutto. Mi puzzava la faccenda, li non mi conosceva nessuno, avrei fatto tutto senza problemi, non capivo perché portarmi in quel posto ad umiliarmi, e invece non nel nostro quartiere dove tutti mi conoscevano.



Non feci domande, dissi solamente Ok, e iniziai a scendere le scale tenendomi allo scorrimano per arrivare sullo spiazzo di spiaggetta sottostante, mentre l'uomo da sopra sorrideva come un bastardo e mi osservava scendere. Pensai che sarebbe stato un gioco da ragazzi fare un paio di passerelle davanti a quella gente come una normale ragazza e rientrare. Poi lo avrei smerdato io a quel punto. Non sapevo cosa mi aspettasse però. Arrivata infondo alla scalinata, mi feci coraggio e iniziai a camminare con una leggera brezza del mattino che sollevava i miei lunghissimi e biondi capelli. Feci delle falcate con le gambe sulla sabbia coperta dalle lenti scure degli occhiali da sole, spiavo a desta e a sinistra tutti gli uomini del posto sottostante, che al mio passaggio ovviamente mi fissavano incutiositisi.



Avevo il cazzo un po gonfio, e risaltava in modo meraviglioso dentro il costume intero. Arrivai fino la sponda opposta della spiaggetta, mi fermai, voltai la testa per tornare indietro, quando fui fermata da un paio di uomini che cercarono di attaccare bottone salutandomi e facendomi i complimenti. Cercai di non distrarmi, dovevo tornare dallo stronzo che da lontano mi osservava sulla scalinata, ma venivo continuamente bloccata dai gentili signori o ragazzi del posto. Tornare indietro si stava rivelando piu difficile del previsto, cercai di farmi largo tra i passanti senza parlare a nessuno ne dar spiegazioni di chi fossi e come mai mi trovassi li.



Visto non mi fermavo, qualcuno pensò bene di bloccarmi la strada, mi circondarono in quattro, due uomini sui cinquant'anni, e due ragazzi sui trenta. Qualcuno iniziò anche a mettermi le mani addosso toccandomi il culo e uno dei ragazzi mi estrasse il cazzo dallo slip del costume a tradimento. Cercai di rimetterlo dentro al costume e tornare alla scalinata prima possibile, ma il risultato fu solo di attirare anche il resto della gente rimasta a guardare, che ora si era fatta addosso. Come detto in precedenza erano tutti maschi, tra uomini e ragazzi in canotta e pantaloncini, uomini a piedi nudi sulla sabbia. Solo io ovviamente ero in costume nonostante il posto fosse abbastanza deserto a quell'ora del mattino , c'era già troppa gente.



Adesso venivo toccata da ogni parte da quella gente, notai che il posto era abbastanza isolato da strade e abitazioni, a parte le barche di passaggio in lontananza e quelle già attraccate ai moli li intorno, non vi era possibilità di esser visti. Non so che razza di posto fosse quello, sicuramente non una spiaggia pubblica, ne tantomeno un lago da visitare, era abbastanza nascosto per essere visitato, eppure quella gente era li, a fare cosa non ne avevo idea.



Mi sono sentita afferrare per un braccio e son finita a terra con tutti addosso. Non ci volle molto ai maschi attorno per abbassarmi le spalline del costume e approfittare di me sulla sabbia tiepida. Iniziarono ad arrivarmi davanti al viso i primi cazzi che a quel punto cercai di prendere in mano e segare, ma quelli li volevano in bocca e alla fine cedetti, prendendone addirittura due per volta in bocca e succhiandoli con le mie belle labbrone carnose, mentre ne segavo altri con le manine. Seduta sulla sabbia con il costume mezzo abbassato e tutti questi tizi sconosciuti attorno.



Qualcuno ne approfitto' per svuotarsi la vescica in bocca a me, mentre lo succhiavo, Ho finito pure per farmi una bevuta fuori programma di urina calda che ingoiai prontamente. Da dietro cercavano di farmi mettere a pecorina ma cercai di oppormi restando seduta piu che potevo, fui ribaltata con la forza da due ragazzotti che mi fecero scappare di bocca i cazzi che succhiavo. Avevo io stessa il cazzo bello duro che qualcuno si era preso la briga di farmi svuotare all'istante. Tutto ciò badate bene, avveniva sotto il sole e sotto lo sguardo di eventuali imbarcazioni che passavano a brevi periodi.



Cercare di fare resistenza passiva era inutile, alla fine mi arresi e mi lasciai nelle loro mani totalmente. Mi piegarono, qualcuno mi baciava con la lingua in bocca, altre mani mi palpavano, cazzi si strusciavano sul mio corpo e sui miei capelli, mentre da dietro mi divaricavano le gambe. Allabgine fui messa supina, mi misero le mani sulle natiche allargandomele, e senza nemmeno darmi il tempo di rendermene conto, mi ritrovai con un bel cazzo spinto dentro al culo che spingevano sempre piu infondo. Chi fosse stato dei presenti non potevo saperlo, dato la mia testa era impegnata a succhiare altri cazzi davanti a me. Iniziarono a stantuffarmi avanti e indietro, dentro e fuori tenendomi per i fianchi.



Ero a pecora e fui montata sulla schiena da quello che mi inculava senza risparmio. Ho goduto ho ansimato come la puttana che son sempre stata. Dimenticandomi pure dell'uomo che sicuramente dalla scalinata si godeva lo spettacolo, e della scommessa che avevamo fatto. L'unico mio pensiero al momento era godere insieme a quei maschi benedetti che mi stavano spaccando il culo e riempiendo la bocca. Mi trovai a ringraziare involontariamente con il pensiwro l'uomo che mi aveva portata fin li, e fu allora che mi ricordai di lui, ma accerchiata com'ero, non potevo certo vederlo. Ero sicura che se la stesse godendo e ridendo in cima alle scale. Mi aveva portata li apposta perché sapeva lo stronzo, conosceva quel posto, forse ci era già stato lui stesso.



Mentre ero assorta da questi pensieri, venivo sfondata in culo e in bocca a turno, dietro si stavano dando il cambio, e vari maschi mi infilarono il cazzo dentro aprendomi sempre di piu le natiche, facendomi quasi urlare dal piacere. Come godevo, quanto ansimavo, sarò venuta a fontana non so quante volte. C'era sempre chi mi segava facendomi venire una volta dietro l'altra. Il mio culo era bello aperto e slargato, la mia bocca ormai impregnata di piscio & sperma. Mi dissi che se lo avesse saputo mia madre, le sarebbe venuto un colpo sicuramente. Tornai alla scommessa con la mia testa, e quando dopo una mezz'oretta circa tutto fu terminato, cercai di trascinarmi fino alla scalinata con il costume in mano nuda completamente.



Avevo i capelli impasticciati di sperma, avevo perso gli occhiali da sole, sperma che con i raggi del sole che a quell'ora scottavano, si stava asciugando e assorbendo. Raggiunsi la scalinata mi sedetti su uno scalino per rimettermi il costume poi cercai di risalire ma feci solo metà percorso, mi doleva il culo, le gambe non mi reggevano, ed ero sfinita. L'uomo mi era venuto incontro, sollevai la testa scostandomi i lunghi capelli dal viso stravolto, e lo vidi serio per la prima volta. Non sorrideva piu come all'inizio e non aveva nemmeno quel fastidioso sorriso ironico che tante volte mi aveva infastidita. Mi offrì una mano che afferrai per tirarmi su, poi disse - Hai avuto fegato hai vinto tu, sei stata magnifica, mi son goduto lo spettacolo e mi son fatto una sega da infarto.



Lo guardai senza fiato e dolorante e gli sussurrai - No invece, ho perso, sei tu che hai vinto la scommessa, fai di me ciò che vuoi adesso. ma l'ho già fatto - rispose lui. Vederti impegnata con tutti quelli la sotto, e stata una meraviglia, ci sai fare, sei una gran puttana e ti avevo sottovalutata. Ti piace il cazzo adesso me lo puoi dire, fece lui. Ho annuito con la testa poi ho detto con orgoglio - Si mi piace tantissimo il cazzo e amo gli uomini. Non vedo cosa ci sia di sbagliato. L'uomo sorride ma stavolta senza sbeffeggiati, era un sorriso di approvazione. - Niente, non c'è proprio niente di male a farsi piacere il cazzo ha concluso. Mi sollevò per un braccio, aiutandomi a fare le scale fino ad arrivare in auto. Prese dal bagagliaio dei vestiti suoi una camicia e un paio di pantaloni lunghi e disse - mettili, li userai finché non saremo a casa. A quel punto fui io a rifiutarli - No sto meglio così non ti pare? - ho detto sorridendo, l'uomo con in mano i vestiti li ha lasciati nel bagagliaio dell'auto entrò in macchina con me, accese il motore, e partimmo. Da quel giorno, trovai nell'uomo un degno complice, mi portò ancora in quel posto a scopare, e una volta partecipò. Come ho detto all'inizio di questa storia, quella fu l'unica volta che fui felice di aver scommesso e di aver perso, o forse vinto, ancora non ho capito.

chrisbabyface@libero.it
scritto il
2026-08-06
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