In Treno a mezzanotte
di
Chris Rondinelli
genere
gay
Ho solo 37 anni, ma più passa il tempo, più vedo una società bigotta e con le leggi sempre al contrario in un paese che ha sempre avuto falsi moralisti.
La situazione che vado a raccontarvi ben dimostra ciò che dico purtroppo. Il fatto e accaduto di recente, ed è cronaca di questo periodo che a causa del grande caldo che ha preso di mira il nostro paese, un maggior consumo energetico sta mettendo in ginocchio diverse città italiane. Molti treni si bloccano sotto le gallerie, e i disservizi per chi viaggia con i mezzi pubblici aumentano.
Pochi giorni fa, stavo prendendo il treno pendolare da Milano per rincasare a Varese, era verso mezzanotte, un afa e un caldo asfissiante con sporadiche folate di aria fresca. Sia le gallerie dei sottopassi per i binari, che gli stessi convogli, erano semi deserti con qualche persona per lo più di colore che non si sa dove vada a quell'ora.
Ero di rientro da un turno di lavoro a Milano, ed ero stanco oltre che assonnato. Non vedevo l'ora di tornare a casa per buttarmi sul letto e dormire, ammesso che il caldo soffocante me lo avesse consentito ovviamente. Non ero vestito molto, ho un aspetto molto androgino e femminile, posso mettere qualsiasi cosa senza sfigurare minimamente.
Visto il caldo, avevo optato per dei leggins stretti leggeri zebrati con un cinturone borchiato, un gilet nero di stoffa e degli stivali da cowboy camperos a punta sopra i pantaloni, un look decisamente rock perché lo sono assolutamente. I lunghissimi capelli biondi raccolti a coda alta, con ciuffi ai lati del viso sciolti. Avevo uno zainetto nero dove tenevo le cose necessarie, tra cui cellulare chiavi di casa, e una borraccia termica d'acqua fredda.
Salito sul treno, con l'aria condizionata, mi sentivo meglio e meno stanco. Cercai un posto vicino al finestrone, e attesi con impazienza la ripartenza del pendolare che mi avrebbe riportato a casa nel giro di un'oretta. Fu quando il treno si mosse, che notai un paio di ragazzi mulatti entrare nel mio stesso vagone, sperando che non si sedessero troppo vicino a me li tenni d'occhio, e vidi si sedettero a pochi passi da dov'ero, ma nella fila di sedie opposta alla mia, dall'altra parte del corridoio del vagone.
Mi tranquillizzai, so benissimo che personaggi girano sui treni di notte, e visto com'ero conciato, davo sicuramente nell'occhio. I due mi avevano già lanciato qualche sguardo di troppo, e cercai di restare vigile e attento a ciò che succedeva. Mi fossi addormentato e mi avessero rubato lo zainetto sarebbero stati guai grossi, meglio stare allerta mi son detto
Poco dopo entrò nel vagone un uomo vestito casual che si sedette dalla stessa parte dei due extracomunitari. Lo osservai attentamente, avrà avuto circa sessant'anni, sembrava stanco pure lui nonostante ciò, notai era ben vestito, pantaloni lunghi grigi, maglietta a maniche corte nera, viso ben rasato, scarpe lucide. Forse era un impiegato o un rappresentante, aveva una valigetta nera che teneva stretta a se. Tornai a guardare il panorama notturno sfrecciare davanti ai miei occhi, mentre il treno correva veloce sui binari.
Credo fosse nemmeno la metà del viaggio, quando il treno iniziò a rallentare visibilmente. Non erano previste fermate e la cosa mi insospettì molto. Nel giro di pochi minuti il pendolare era fermo del tutto in un binario dove intorno c'era solo vegetazione e nient'altro. Io come chi stava con me nel vagone, iniziai ad alzarmi dal posto per capire cosa fosse successo. L'uomo con la valigia mi chiese se vedevo qualcosa dal finestrino, ma il buio oltre la finestra era totale. Ne un lampione, ne una luce.
A quel punto disse che sarebbe andato a cercare un controllore o un addetto, mentre i due ragazzi mulatti continuavano a fissarmi senza preoccuparsi della situazione. Sembrava non gli fregasse un cazzo del fatto che eravamo fermi senza una motivazione, in un posto senza possibilità di scendere. La luce sul vagone e l'aria condizionata funzionavano ancora, e io guardai il cellulare per sapere che ore fossero. Era passata da poco l'una di notte, e il sonno ormai stava sparendo del tutto.
La mossa che non mi aspettavo, accadde un'attimo dopo, sia la luce che l'aria condizionata si spensero all'improvviso. Restammo al buio e in totale silenzio. Iniziai a preoccuparmi davvero, cercai di alzarmi dal sedile, ma una mano che non avevo notato mi spinse nuovamente a sedere. Non ci volle molto a capire di chi fosse quella mano che mi palpava da ogni parte del corpo. I due ragazzi mulatti, si erano precipitati al mio posto appena le luci si erano spente. Come se avessero saputo che sarebbe accaduto.
Mi dissero subito che non volevano farmi del male, volevano solo fare l'amore con me. Rimasi ammutolito per qualche secondo, poi cercai di sussurrare che io non femmina, e che poteva arrivare qualcuno o potevano riaccendersi le luci, ma a loro non importava questo dettaglio. Volevano fare l'amore dissero ancora una volta, togliendomi di dosso il gilet e cercando di sfilarmi i leggins. Opposi resistenza passiva, perché non volevo irritarli e anche perché infondo poteva anche essere una bella occasione.
Il problema era che non avevo protezioni dietro, gli feci presente che non avevo preservativi, ma a loro fregava anche meno, dissero che a loro piaceva così. Ma io non ero tranquillo, ho già rischiato molto in passato ad avere rapporti non protetti. Tuttavia in quella situazione non potevo fare altrimenti. Mi misero i loro cazzi già belli duri in mano, e me li portai alla bocca entrambi iniziando a succhiarli meglio che potevo. Il caldo nel frattempo si faceva sentire nonostante fossi nudo e seduto sul sedile.
Succhiavo senza sosta e quel poco di sonno rimasto, spari' del tutto insieme alla stanchezza, lasciando il posto all'eccitazione e alla goduria. Un imprevisto che mi stava dando molte soddisfazioni, e a quel punto, sperai che le luci non tornassero tanto presto, e il treno restasse fermo almeno finché non terminavo quel rapporto con i due ragazzi. Uno dei due mi fece alzare dal sedile per mettersi seduto al posto mio, poi mi trascinò sulle sue gambe, cercando di infilarmelo dentro. Cercai di aiutarlo come potevo, perché al buio non si vedeva nulla. Alla fine misi le mani sulle natiche spalancandole e sentii la sua grossa e calda cappella scivolarmi dentro, aiutata dal sudore che fece da lubrificante.
Mi sedetti su di lui e il suo cazzo mi entrò fino alle palle. Ho chiuso gli occhi sospirando mentre lui mi prese per i fianchi facendomi saltellare su e giù dandogli la schiena, l'altro amico in piedi mi diede il suo cazzo in gola. Sudavo ma godevo come una vacca, i capelli appiccicati alla schiena nuda e al viso erano bagnati mentre scivolavo su e giù dalle gambe sudate del mulatto. Mi sono sempre piaciuti gli uomini e non ho mai avuto problemi nel dichiararlo apertamente, anche se non sono una persona che va a cercarsi certe situazioni, quella era capitata a fagiuolo.
Adesso i due amigos si davano il cambio, un po' mi faceva saltellare uno, poi si fermava e dava il cambio all'amico che mi infilava dentro pure lui sbattendomi come avesse tra le mani una vera donna. Per loro evidentemente un buco valeva l'altro, e non si erano fatti problemi a cercarmi. Stavo godendo come una troia e non mi vergogno a dirlo, vedevo le stelle anche se non c'erano, sudavo sospirando forte senza nemmeno più preoccuparmi di dov'ero, e se le luci si fossero riaccese all'improvviso. Cosa che ovviamente successe dopo diversi minuti che stavo scopando con i due ragazzi. L'aria condizionata riprese a funzionare per prima, casualmente, proprio mentre l'uomo che era andato a chiedere spiegazioni a qualcuno poco prima stava rientrando nel nostro reparto, le luci si riaccesero all'improvviso, e la scena che vide davanti a se, fu inequivocabile.
I due mulatti non si preoccuparono più di tanto, continuando a scoparmi senza sosta culo e bocca, e io godevo nudo, senza ritegno in faccia alla persona appena entrata. L'uomo cercò di dire qualcosa tipo - E che succede qui... - ma proprio in quel momento, i due extracomunitari vennero riempiendomi di calda sperma in culo e in bocca. Avidamente ingoiai da quello che avevo infilato in gola, senza preoccuparmi di eventuali danni, e mi alzai da quello che mi era venuto dentro. Ma quello mi rimise seduto stringendosi forte a me e spruzzando ancora una seconda volta dentro al mio culo ormai allagato e ben slabbrato. Che meraviglia sentire il cazzo che spruzza dentro e ti dà quel senso di essere pieno.
Il treno nel frattempo si era lentamente rimesso in viaggio, e stava prendendo velocità. Uscimmo dalla zona d'ombra e i lampioni delle strade iniziarono a farsi più familiari. Finalmente il mulatto sotto di me mi lasciò libero di alzarmi, colando sperma dal culo sul sedile, i due si ricomposero come se nulla fosse successo davanti all'uomo che stava osservando appoggiato ad un sedile. Cercai i miei effetti personali, che non erano stati assolutamente toccati, e nudo mi avvisi con le chiappe ancora belle aperte e gocciolanti, verso il bagno del vagone. Passando accanto all'uomo, questo mi disse - ma non ti vergogni? - gli ho risposto con un sorriso furbetto - e perché dovrei? Non ho fatto nulla di male, mi hanno cercato loro. Lei piuttosto, non si vergogna ad avere osservato magari pure eccitato, e adesso mi fa la morale? - ho proseguito per il bagno, mentre l'uomo borbottava cose tipo - ma roba da matti bla bla bla. Mi sono chiuso in bagno per lavarmi e sistemarmi, quando sono uscito, ne l'uomo, ne i due mulatti erano più nel vagone.
Sono sceso al capolinea, e tranquillamente ho fatto i metri a piedi che mi separavano dalla stazione di Varese a casa mia. Questo è tutto. Fate voi le dovute valutazioni di quell'uomo, perché io le ho già fatte.
chrisbabyface@libero.it
La situazione che vado a raccontarvi ben dimostra ciò che dico purtroppo. Il fatto e accaduto di recente, ed è cronaca di questo periodo che a causa del grande caldo che ha preso di mira il nostro paese, un maggior consumo energetico sta mettendo in ginocchio diverse città italiane. Molti treni si bloccano sotto le gallerie, e i disservizi per chi viaggia con i mezzi pubblici aumentano.
Pochi giorni fa, stavo prendendo il treno pendolare da Milano per rincasare a Varese, era verso mezzanotte, un afa e un caldo asfissiante con sporadiche folate di aria fresca. Sia le gallerie dei sottopassi per i binari, che gli stessi convogli, erano semi deserti con qualche persona per lo più di colore che non si sa dove vada a quell'ora.
Ero di rientro da un turno di lavoro a Milano, ed ero stanco oltre che assonnato. Non vedevo l'ora di tornare a casa per buttarmi sul letto e dormire, ammesso che il caldo soffocante me lo avesse consentito ovviamente. Non ero vestito molto, ho un aspetto molto androgino e femminile, posso mettere qualsiasi cosa senza sfigurare minimamente.
Visto il caldo, avevo optato per dei leggins stretti leggeri zebrati con un cinturone borchiato, un gilet nero di stoffa e degli stivali da cowboy camperos a punta sopra i pantaloni, un look decisamente rock perché lo sono assolutamente. I lunghissimi capelli biondi raccolti a coda alta, con ciuffi ai lati del viso sciolti. Avevo uno zainetto nero dove tenevo le cose necessarie, tra cui cellulare chiavi di casa, e una borraccia termica d'acqua fredda.
Salito sul treno, con l'aria condizionata, mi sentivo meglio e meno stanco. Cercai un posto vicino al finestrone, e attesi con impazienza la ripartenza del pendolare che mi avrebbe riportato a casa nel giro di un'oretta. Fu quando il treno si mosse, che notai un paio di ragazzi mulatti entrare nel mio stesso vagone, sperando che non si sedessero troppo vicino a me li tenni d'occhio, e vidi si sedettero a pochi passi da dov'ero, ma nella fila di sedie opposta alla mia, dall'altra parte del corridoio del vagone.
Mi tranquillizzai, so benissimo che personaggi girano sui treni di notte, e visto com'ero conciato, davo sicuramente nell'occhio. I due mi avevano già lanciato qualche sguardo di troppo, e cercai di restare vigile e attento a ciò che succedeva. Mi fossi addormentato e mi avessero rubato lo zainetto sarebbero stati guai grossi, meglio stare allerta mi son detto
Poco dopo entrò nel vagone un uomo vestito casual che si sedette dalla stessa parte dei due extracomunitari. Lo osservai attentamente, avrà avuto circa sessant'anni, sembrava stanco pure lui nonostante ciò, notai era ben vestito, pantaloni lunghi grigi, maglietta a maniche corte nera, viso ben rasato, scarpe lucide. Forse era un impiegato o un rappresentante, aveva una valigetta nera che teneva stretta a se. Tornai a guardare il panorama notturno sfrecciare davanti ai miei occhi, mentre il treno correva veloce sui binari.
Credo fosse nemmeno la metà del viaggio, quando il treno iniziò a rallentare visibilmente. Non erano previste fermate e la cosa mi insospettì molto. Nel giro di pochi minuti il pendolare era fermo del tutto in un binario dove intorno c'era solo vegetazione e nient'altro. Io come chi stava con me nel vagone, iniziai ad alzarmi dal posto per capire cosa fosse successo. L'uomo con la valigia mi chiese se vedevo qualcosa dal finestrino, ma il buio oltre la finestra era totale. Ne un lampione, ne una luce.
A quel punto disse che sarebbe andato a cercare un controllore o un addetto, mentre i due ragazzi mulatti continuavano a fissarmi senza preoccuparsi della situazione. Sembrava non gli fregasse un cazzo del fatto che eravamo fermi senza una motivazione, in un posto senza possibilità di scendere. La luce sul vagone e l'aria condizionata funzionavano ancora, e io guardai il cellulare per sapere che ore fossero. Era passata da poco l'una di notte, e il sonno ormai stava sparendo del tutto.
La mossa che non mi aspettavo, accadde un'attimo dopo, sia la luce che l'aria condizionata si spensero all'improvviso. Restammo al buio e in totale silenzio. Iniziai a preoccuparmi davvero, cercai di alzarmi dal sedile, ma una mano che non avevo notato mi spinse nuovamente a sedere. Non ci volle molto a capire di chi fosse quella mano che mi palpava da ogni parte del corpo. I due ragazzi mulatti, si erano precipitati al mio posto appena le luci si erano spente. Come se avessero saputo che sarebbe accaduto.
Mi dissero subito che non volevano farmi del male, volevano solo fare l'amore con me. Rimasi ammutolito per qualche secondo, poi cercai di sussurrare che io non femmina, e che poteva arrivare qualcuno o potevano riaccendersi le luci, ma a loro non importava questo dettaglio. Volevano fare l'amore dissero ancora una volta, togliendomi di dosso il gilet e cercando di sfilarmi i leggins. Opposi resistenza passiva, perché non volevo irritarli e anche perché infondo poteva anche essere una bella occasione.
Il problema era che non avevo protezioni dietro, gli feci presente che non avevo preservativi, ma a loro fregava anche meno, dissero che a loro piaceva così. Ma io non ero tranquillo, ho già rischiato molto in passato ad avere rapporti non protetti. Tuttavia in quella situazione non potevo fare altrimenti. Mi misero i loro cazzi già belli duri in mano, e me li portai alla bocca entrambi iniziando a succhiarli meglio che potevo. Il caldo nel frattempo si faceva sentire nonostante fossi nudo e seduto sul sedile.
Succhiavo senza sosta e quel poco di sonno rimasto, spari' del tutto insieme alla stanchezza, lasciando il posto all'eccitazione e alla goduria. Un imprevisto che mi stava dando molte soddisfazioni, e a quel punto, sperai che le luci non tornassero tanto presto, e il treno restasse fermo almeno finché non terminavo quel rapporto con i due ragazzi. Uno dei due mi fece alzare dal sedile per mettersi seduto al posto mio, poi mi trascinò sulle sue gambe, cercando di infilarmelo dentro. Cercai di aiutarlo come potevo, perché al buio non si vedeva nulla. Alla fine misi le mani sulle natiche spalancandole e sentii la sua grossa e calda cappella scivolarmi dentro, aiutata dal sudore che fece da lubrificante.
Mi sedetti su di lui e il suo cazzo mi entrò fino alle palle. Ho chiuso gli occhi sospirando mentre lui mi prese per i fianchi facendomi saltellare su e giù dandogli la schiena, l'altro amico in piedi mi diede il suo cazzo in gola. Sudavo ma godevo come una vacca, i capelli appiccicati alla schiena nuda e al viso erano bagnati mentre scivolavo su e giù dalle gambe sudate del mulatto. Mi sono sempre piaciuti gli uomini e non ho mai avuto problemi nel dichiararlo apertamente, anche se non sono una persona che va a cercarsi certe situazioni, quella era capitata a fagiuolo.
Adesso i due amigos si davano il cambio, un po' mi faceva saltellare uno, poi si fermava e dava il cambio all'amico che mi infilava dentro pure lui sbattendomi come avesse tra le mani una vera donna. Per loro evidentemente un buco valeva l'altro, e non si erano fatti problemi a cercarmi. Stavo godendo come una troia e non mi vergogno a dirlo, vedevo le stelle anche se non c'erano, sudavo sospirando forte senza nemmeno più preoccuparmi di dov'ero, e se le luci si fossero riaccese all'improvviso. Cosa che ovviamente successe dopo diversi minuti che stavo scopando con i due ragazzi. L'aria condizionata riprese a funzionare per prima, casualmente, proprio mentre l'uomo che era andato a chiedere spiegazioni a qualcuno poco prima stava rientrando nel nostro reparto, le luci si riaccesero all'improvviso, e la scena che vide davanti a se, fu inequivocabile.
I due mulatti non si preoccuparono più di tanto, continuando a scoparmi senza sosta culo e bocca, e io godevo nudo, senza ritegno in faccia alla persona appena entrata. L'uomo cercò di dire qualcosa tipo - E che succede qui... - ma proprio in quel momento, i due extracomunitari vennero riempiendomi di calda sperma in culo e in bocca. Avidamente ingoiai da quello che avevo infilato in gola, senza preoccuparmi di eventuali danni, e mi alzai da quello che mi era venuto dentro. Ma quello mi rimise seduto stringendosi forte a me e spruzzando ancora una seconda volta dentro al mio culo ormai allagato e ben slabbrato. Che meraviglia sentire il cazzo che spruzza dentro e ti dà quel senso di essere pieno.
Il treno nel frattempo si era lentamente rimesso in viaggio, e stava prendendo velocità. Uscimmo dalla zona d'ombra e i lampioni delle strade iniziarono a farsi più familiari. Finalmente il mulatto sotto di me mi lasciò libero di alzarmi, colando sperma dal culo sul sedile, i due si ricomposero come se nulla fosse successo davanti all'uomo che stava osservando appoggiato ad un sedile. Cercai i miei effetti personali, che non erano stati assolutamente toccati, e nudo mi avvisi con le chiappe ancora belle aperte e gocciolanti, verso il bagno del vagone. Passando accanto all'uomo, questo mi disse - ma non ti vergogni? - gli ho risposto con un sorriso furbetto - e perché dovrei? Non ho fatto nulla di male, mi hanno cercato loro. Lei piuttosto, non si vergogna ad avere osservato magari pure eccitato, e adesso mi fa la morale? - ho proseguito per il bagno, mentre l'uomo borbottava cose tipo - ma roba da matti bla bla bla. Mi sono chiuso in bagno per lavarmi e sistemarmi, quando sono uscito, ne l'uomo, ne i due mulatti erano più nel vagone.
Sono sceso al capolinea, e tranquillamente ho fatto i metri a piedi che mi separavano dalla stazione di Varese a casa mia. Questo è tutto. Fate voi le dovute valutazioni di quell'uomo, perché io le ho già fatte.
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