Dalla "A" alla "Yuko"

Scritto da , il 2020-11-17, genere sentimentali

A
A come Annalisa, annamo, anvedi! Azzurri sono i tuoi occhi, ritagli di cielo rubati alle nuvole. A come arrapante, allegra, anomala, aliena, a volte arrogante. Areole rosa, areole da seguire con la lingua, morbide ciambelle che ti avvolgono i capezzoli, sensibili anelli di saturno all'apice del tuo piccolo seno. A come amore, sussurrato, sognato, invocato. A come aspetto, attendo, avvampo, anelo...
A come Ascelle, accarezzate, baciate, leccate, finemente depilate, sesso alternativo.

B
B come bona? Banale. Balliamo ad occhi chiusi guidandoci al tocco delle dita, beviamo, brindiamo. Browserfast, ti inseguo, ti sbircio, ti spio. B come bacio, passionale, discreto, bacio sul collo, bacio sul seno, bacio che ti scruta nelle tua intimità, si inoltra, ti esplora. Bikini sottile, tessuto superfluo, le mie dita vincono le ultime resistenze e si infilano sotto il costume.
Biondi i capelli, campo di grano, mare dorato nelle brezze provenzali, sinonimo, metafora per il pittore olandese.

C
Capezzoli chiari, capezzoli duri, spilli attraverso la maglietta, quando ti sfioro la schiena, inseguendo i tuoi fianchi per infilarti le dita sotto la cintura.
C come Clitoride, lo cerco, lo cullo, con la lingua lo seduco. Le dita sfiorano le mucose, le allargano e la lingua vi ci insinua spostando l'ultima sottile resistenza, poi è solo il piacere discreto e delicato, la punta della lingua, una fragola umida, sul pulsante 'ON' del tuo orgasmo.
Culo, culetto soffice, irriverente, mobile, sollevato, invitante. Ti chini in avanti piegando le ginocchia, ti offri da dietro, mi inviti a baciarti, leccarti, penetrarti.
Cerulei come i tuoi occhi. Celesti perchè piovuti dal cielo. Cosce aperte, cosce incrociate, cosce sinuose, cosce invitanti, indirizzano lo sguardo al centro dell'oblio.

D
Ditale, strumento di cucitura, oppure di apertura. Col dito ti accarezzo. Disegno. Lungo il tuo corpo, coreografie di carezze, dipingo arabeschi sul tuo ventre, intorno al tuo seno. Delineo con la lingua, lunghe carezze di colore, dalle cosce, all'ombelico. D come Donna, donna che ama le donne, donna che brama l'uomo, lo seduce, lo conquista. Donna che si lascia abbracciare, proteggere, avvolgere. Donna bisognosa, donna selvaggia, puledro indomabile.

E
Estasi ti coglie, ti prende e ti riprende, sotto le carezze; si ripete coltivata tra i miei baci. Eccitata, i brividi ti scorrono dalle ascelle, scivolano sulla schiena per convergere tra le cosce.

F
F come convergenza di linee, di flussi di piacere, percorsi di carezze. Sulla figa mi soffermo, indugio, mi dilungo. Fica aperta, eccitata, bagnata. Fior di rugiada, farfalla dalle morbide ali. Vortice di sospiri. Fatine, mano nella mano, volano di fiore in fiore per cercare un giaciglio in cui consumarsi di sesso. Fottimi, prendimi, possiedimi, entrami dentro, esplorami, conquistami. Fammi tua. Finiscimi, frustami. Fuji-san, la vetta scintillante di ghiaccio, l'anelito, il simbolo, si perde nell'azzurro, punto di confluenza delle percorsi dei tuoi ricordi.

G
Gioia dei miei occhi, ghirlanda di botton d'oro. Godi, guida le mie mani sul tuo corpo. Gustami, gagliarda. Ghiaccio scorre sui tuoi seni, gelo interrotto dal tiepido colare di cera fusa. Giapponesi gli occhi che ti osservano, sottili mandorle di compiaciuto orgoglio, giapponese la donna. Geisha, sono la tua serva, sono la tua ancella, ti guiderò al piacere, ti condurrò sul mio corpo, e sul tuo corpo ti restituirò baci rubati, carpiti, sottratti. Glutei sodi, glutei invitanti.

H
Sospiro di estasi, sussurro di piacere, Hhhhhh! Quando ti lecco, quando le mie dita si spingono, si inoltrano e ti guardo; il tuo sospiro si spegne tra le mie labbra. Hara-kiri, nuda in ginocchio, ai tuoi piedi, lo scintillio della lama, chino il capo in cerca di un tuo sguardo. H come 'Hey, piccola!' quando mi sveglio e ti trovo al mio fianco, che mi sorridi, che mi guardi mentre mi desto.
Mi sfili la Hakama per nutrirti della mia intimità, rimango nuda il mio fiore di fronte ai tuoi occhi.

I
Iridi azzurre, imbuti, gorghi elettrizzanti in cui lasciarsi affogare. Iridi fatate, iridi sensibili, si contraggono quando ti guardo, quando le mie carezze ti rapiscono un gemito ed un sussurro.
Inguini, percorso obbligato per raggiungere l'imbuto del piacere. Inguini sensuali, inguini esotici. Sosta in preparazione del piacere più intenso, catalizzatori di sensazioni, moltiplicatori di delirio.

J
Jap, la tua jap, la jap story. Japan extasy. Japan rhapsody. Joli figure, joli pétite.

K
Kimono prezioso, seta cesellata, il grande pavone sulla schiena, i delicati ricami sul petto, fiocco fucsia, tradizione mescolata all'estro giovanile. Ne sciogli il fiocco, il tessuto scivola scoprendomi le spalle, cade, resto nuda di fronte ai tuoi occhi severi. Ti piacerà il mio seno stanotte, saranno di tuo gradimento i sottili fianchi, le curve sinuose del sedere? Katana affilata e lucente, per giocare intorno alle tue linee, proteggerti dagli spiriti cattivi che turbano il tuo sonno. Sentinella sarò ai tuoi piedi. Kokò, l'orsacchiotto nella mano, ti cerco. Kamasutra, le cento idee per mille notti insieme.

L
Lingua, l'appendice soffice e bagnata, tiepida e liscia; ti percorre il corpo, si insinua tra le cosce, ti avvolge, ti bagna, ti entra. Si infila in ogni dove, ti cerca. Si perde lungo il collo, ti scala lungo il seno, ti accarezza, ti percorre attraverso il ventre, ti sfida l'ombelico, si adagia, si riposa nel tuo fiore, lo allarga, lo allaga, lo assapora, lo beve. Labbra si schiudono e lingue si cercano, labbra sottili, labbra bagnate; piccole labbra, gemono siero.

M
Mangiami, mordimi. Mammelle sode, formose, soffici, madri della vita. Monella, modella, forme sinuose, fianchi a clessidra. Mistero sovrannaturale. Mi stuzzichi, mi stimoli. Mamma mia che marmatrone! Muschio inebriante, il mio pube per il tuo appetito. Mollusco morbido, mi contraggo sotto il tocco indiscreto della tua lingua.

N
Natiche, soffici, vassalle del piacere più proibito, natiche da mordere, da stringere, da leccare ed infilare, natiche da graffiare, sculacciare, natiche da accarezzare. Naso da strofinare sul mio naso, punta a punta, come un saluto eschimese, naso all'insù contro naso piatto, piccola piramide che sostiene il tuo sguardo.


O
O come ombelico, lo accarezzo, le mie dita ci giocano, attratte in spirali come in un gorgo, un vortice di passione, lo bacio, ci infilo la lingua, lo accarezzo, piccolo buco che prelude ai due abissi che lì appresso impongono attenzioni e visitazioni.
Osaka, la città da cui vengo, mille miglia per inseguirti, scoprirti, sedurti.

P
Piccoli piedi su cui ti bilanci, ti pianti saldamente e mi fissi, con sguardo di sfida, le gambe larghe, nuda. Piccoli piedi che esplorano il mio seno e la mia vulva, quando giacciamo di fronte nella vasca colma d'acqua. Schiuma profumata nasconde le tue manovre all'assalto del mio corpo. Piedi che si infilano tra le mie gambe, risalgono e si appoggiano sulla morbida entrata, dita che frugano tra i peli del pube, si addentrano nella calda taverna grondante piacere.

Q
Q come quando arrivi? Quando mi scrivi, quando mi risponderai? La tastiera mi scivola, accendo il computer alla caccia dei tuoi commenti, dei tuoi racconti, delle tue fantasie. Q come Qi Gong, mi immergo nella ginnastica energetica, la forza per essere forte, per prenderti in braccio, per sostenerti quando vacillerai. Quadro d'autore, ritratto di fata.
Q come quale vestito mi metto, queste mutandine, quel reggiseno, quali calze autoreggenti. Quanto ci metti ad arrivare, quando sarai qui quante cose ti farò, quali carezze!

R
R come Runningriot. Ti rapisco per portarti ad orbitare su un'altra stella. Rubi i palpiti del mio cuore, il mio respiro. Rantolo mentre mi accarezzi, mi cerchi, mi penetri. Ringhio di desiderio quando ti vedo, di abbraccio e ti graffio la schiena ed il sedere. Rotoliamo insieme su un prato velato di rugiada, nude, abbracciate.

S
Seppuku, donazione suprema, sacrificio estremo. S come samurai, la schiava ai tuoi comandi, la serva che ti protegge e che sul tuo sonno vigila.
Seni morbidi, delicati, culle, coppe dell'amore, irresistibili rotondità, sofficità che cattura, la mente si inchina. Seno da accarezzare, da stringere, da far scivolare tra le dita. Seno da strizzare, seno da baciare, seno da adorare, da sognare, fotografare, stimolare.
Schiena sinuosa si solleva soave sul sedere. Scivolano gli slip sul sedere, sospinti, sospesi tra le mie dita. Scendono, il mistero si svela, la delicata insenatura, il fiordo umido, il canyon in cui affoga ogni desiderio, si arrende ogni resistenza. Ti sfioro il sedere, appoggio il volto per trovare ristoro. Carezze che dalla schiena si perdono sul sedere, sedere da prendere in mano, da far vibrare.

T
Tette, tormento, tortura, Tette. Tentazione, trionfo, talismano. Tette trattenute. Tette toccate, tastate. Teneramente tette. Tette traballanti, tette oscillanti, tette liberate dalla stretta impietosa del tessuto, per mostrarsi ai tuoi occhi mai sazi.

U
Utero, vera culla della vita, regno profondo della femminilità inviolata, strumento di creazione. Ti accarezzo, mi spingo in fondo, ti sfioro l'utero, ci gioco, circondandolo con la punta delle dita, con la mano sono dentro di te. Uuuuuhhh quando con due dita ti violo da dietro, la punta di dolore lascia lo spazio piacere. Uva dolce immersa nel nettare della tua intimità ed assaporata, trattenuta tra le labbra, leccata e addentata. Ultimo orgasmo, dammi ancora l'ultimo orgasmo ed uscirò dalla tua vita.

V
Vulva, fonte e sorgente, vulva bagnata, vulva che sgorga, che squirta, vulva contratta, stringe le mie dita curiose. Vulva soffice, scioglimento morbido, liquida, filosa, luccica sulle mie dita. Vulva succhiata, mangiata, vulva saporita tra le mie labbra, la lingua si infila in vagina la esplora, la sfiora. Il tuo bacio sul monte di Venere.

W
Whattsapp, tormento il telefono, ma quando mi scrivi? Waterloo, mi abbandono sconfitta ai tuoi piedi, fremo, ti imploro, nuda striscio, ti insidio le caviglie, in cerca di un tuo sì. Wakizashi, la corta spada affilata protegge il mio ventre. Il mio ventre immola se il tuo rifiuto mi trafigge.

X
Lo xilofono di Mike Maineri ci accompagna nelle sensuali note di self portrait, mentre ti accarezzo i capelli. Xanax, datemi uno xanax, l'ansia mi assilla.

Y
Y come Yuko. Yuko e basta.

Zzzzzz..... e poi non c'è più nulla.

Questo racconto di è stato letto 7 7 1 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.