A.N.A.L.E.: "fughe" fuori dall'ordinario

Scritto da , il 2020-09-15, genere trio

È qualche giorno che passo davanti al grande teatro, tornando a casa, ma sbirciando sulle locandine di fretta scorgo solo un pezzo di scritta: “...ANALE...”
Convinta che si trattasse di un frammento del manifesto della recente manifestazione della “fiera dell'artigianale”, non ci ho mai fatto bene caso, finchè oggi ho trovato il tempo di fermarmi e leggere bene.
In realtà è solo un piccolo avviso che la sala è prenotata per la prossima riunione dell'Accademia Nazionale Autori Letteratura Erotica, un “acrostico” che è tutto un programma! Una manifestazione riservata, aperta solo ai soci iscritti.
È solo una fortuita coincidenza che mi rende edotta che la manifestazione è organizzata da Erotici Racconti, il sito di letteratura erotica a cui, solo da poco, invio alcuni deliri da tastiera.
-Porcoggiuda! Questo sì che è un evento, e proprio qui!!!-
Mi informo agli sportelli. Sarà solo una serata, ci saranno tutti gli autori principali, gli storici, i più gettonati, i più bravi, insomma l'élite, la crema!
-Chiuso al pubblico....- laconico e senza possibilità di appello l'ultimo sospiro esalato dalla donna dietro il vetro dello sportello. Temo di vederla colliquare; mi sembra terminale...Per fortuna ha la mascherina.
Sarebbe comunque bello spiare i grandi, gli eletti della letteratura erotica. Chissà da quanti siti giungono, chissà le premiazioni che, mi ha anticipato la donna dello sportello quando era ancora in vita, avranno luogo!
Mi rileggo le ultime perle, sbircio i nomi più famosi, le citazioni, i commenti e le risposte, l'Impact Factor...
Già il giorno prima viene esposto un brutale cartello luminoso che, senza lasciar adito a buone interpretazioni, espone l'esplicita sigla.
Le donne passano vicine, chiudendo gli occhi ai bambini. Qualcuna si segna e tira dritto a testa bassa. Alcuni tamponamenti di autisti troppo distratti. Se non fosse domani pomeriggio l'evento, toglierebbero la scritta per eccesso di incidenti, come successo quando esposero la foto di Belen con la farfallina in vista sui manifesti a lato della strada.
Seguirà galà, solo per gli invitati.
-Etteppareva!-
Vabbè un giorno, forse.... Ma la voglia di sbirciare gli autori che entrano in teatro è irresistibile.
E il giorno dopo sono lì.
Dall'altro lato della strada, con la mia biciclettina, vedo arrivare i macchinoni e addirittura le limousine. Una folla di curiosi ostacola i fotografi. Flash e voci tumultuose...
Chi sarà chi? Qua siamo tutti anonimi, ma di sicuro i più celebri si scrivono, si conoscono...
La curiosità mi chiude lo stomaco mentre i primi accademici scendono dalle lussuose vetture e vengono fagocitati dopo i primi passi sulla linguona rossa che sporge dalla bocca dell'ingresso.
Chi sarà “Gregorio Erizzo”? Chi “Carbolatente”? Ed “S.I.”?
Molte donne, tutte elegantissime... mi guardo: jeans corti, cosce nude e sandali, magliettina bianca e bicicletta arrugginita anti-furto... “Me, non mi farebbero neanche entrare, neanche col mio miglior vestito...”
Ma torno a rimirare la sfilata con sguardo rapito come una bambina davanti alla macchina dello zucchero filato.
-Bello quel vestito blu oltremare!-
Spalle nude, abbronzate, capelli neri neri, espressione decisa... Chissà se è lei Luthien? Certo se in una mano avesse una Ichnusa non filtrata, invece che un mazzo di rose, sarebbe più facile riconoscerla... Viene rapita a braccetto da una biondona che inizia a sussurrarle qualche sconceria all'orecchio; lei si ferma a guardarla stupefatta, e scoppiano a ridere; insieme entrano nel teatro. Lucrezia? Chi potrà mai dirlo.
Mi immagino “Senza Identità” con un sacchetto di carta che gli copra il volto. Sai quei sacchetti marroni per il pane? Ma ovviamente non può essere così. Secondo me ha il papillon.
Due tizi elegantissimi sono sulle scale da un po', commentano le entrate e salutano, mantenendosi in disparte. Uno magari è proprio lui, e l'altro? Hermann Morr? Gli presta orecchio, ma sorride solo quando l'altro gli da' di gomito, poi butta la sigaretta ed entra a testa alta. Per lui la serata sarà speciale. Quello in papillon lo segue, ma si ferma subito, prende il compagno per il braccio e lo gira perchè è arrivata una star. Vestito rosa, lungo, schiena nuda, e uno spacco ascellare! Acconciatura sofisticata, gioielli che ti abbagliano... non la vedo in volto, ma tutti la circondano e la fotografano. Viene salvata da colui che potrebbe essere Hermann, piovuto dal cielo per fuggire con la diva sul raggio di una stella.
Se ci fosse qui qualcuno a spiegarmi! Abbinare i nomi ai volti, ai corpi aggraziati che sgusciano evitando i curiosi come l'eroe di “Matrix” con i proiettili...
Se quel vestito rosso dovesse richiamare il colore delle labbra del suo logo... potrei essere sicura che quella è Alba17.
Mi sporgo a vederla, ma da qui vedo solo delle belle spalle nude, e, se va bene, il culetto, ma veramente molto poco. Belle spalle, non c'è che dire, ma... Capelli neri e lunghi, un sorriso... e lo sguardo commosso quando si gira a chiudere la portiera.
Clamori per una donna stupenda e sensuale, vestito in pelle nera, così aderente che se se lo fosse tatuato addosso sarebbe stato più spesso. Il boato delle voci aumenta. Stivaloni aggressivi. Se potessi dare un corpo e un volto a Malena, giurerei che sia proprio lei. Lancia via un audace paio di occhiali da sole che diventano preda di ragazzi schiamazzanti che schiumano alla bocca, come i tori della corrida di Madrid.
Imbuca l'ingresso, ma si gira e dal pubblico spunta un uomo che cattura la sua attenzione.
Eh no! Questo lo so! Sarà anche l'unico, ma lo so!
Il sigaro spento in una mano, un tatuaggio... però, elegante Mr Gwyn!
I due si conoscono, chiacchierano; Malena ride sfacciatamente, chissà cosa le avrà detto Virgil.
Quello alza lo sguardo e si volta in giro. Mi vede e mi fissa un momento, si ferma, mentre Malena lo trascina dentro. Sembra che voglia dirmi qualcosa.
A me?
Beh, di certo io sarei la più facile da riconoscere, ma chi può avere interesse...
Urca, Mr Gwyn mi viene incontro, ma Malena lo ripesca, una mano intorno alle spalle, e se lo porta via; a me rimane solo uno sguardo, l'ultimo prima che sparisca nelle fauci del teatro.
Altre auto e quasi alla fine una biondina vestita da una “mini” molto mini, e autoreggenti con riflessi blu, camicetta aderente con colori sgargianti, balza fuori da una Mini Cooper rosso vermiglio. Capelli serrati in una coda saltellante e sorrisi aggraziati. Si volta guardandosi in giro e come se volasse viene risucchiata all'interno. “Paoletta 80”? “Browserfast”? “Inception”? ma quante autrici senza volto si incontrano sulle pagine di un PC, che si vorrebbe conoscere, ma che restano avvolte di mistero. E chi può veramente sapere chi si cela dietro ad ogni nome in codice?
Chi sarà mai “Tibet”??? “Eteocle”?????
Il flusso sembra rallentare, mentre le ultime auto ripartono e i fotografi sciamano all'interno. I curiosi sublimano dai marciapiedi e...
Una persona sbuca all'ingresso. Io credo che tenga il sigaro spento tra le dita proprio perchè io possa riconoscerlo. Tiene la giovane bionda della mini Cooper a braccetto e mi fa cenno di avvicinarmi.
Mi guardo intorno e non c'è nessuno.
-Io???-
Insiste. Mi avvicino dubbiosa. Con le cosce nude non mi faranno salire neanche il primo gradino...
I due mi vengono incontro.
-Dimmi che sei Yuko!- fa lui.
-Mr Gwyn???- azzardo sollevando dubbiosa le sopracciglia.
Lui non accenna ne sì ne no.
-Indovina chi è lei?- risponde indirettamente.
-Vuoi dire che lei....-
La “lei” intanto sorride coprendosi le labbra con le dita.
Mr Gwyn fa cenno di sì ed esplode in una sincera risata.
-Brow.... ser....-
-Ahaaa!- mi interrompe lei con uno sguardo incoraggiante.
-Dai vieni dentro anche tu!- e fa per prendermi a braccetto.
-Ma siete matti!!! Mi sodomizzano!-
-Eeee... quindi?-
-Ma noooo non sono invitata, non faccio parte...-
-E tu fregatene!- prende la parola Mr Gwyn con quel suo irresistibile accento dell'Urbe.
La “situa” si risolve perchè un omiciattolo con un colpo di tosse da circostanza si avvicina alla coppia, fa loro cenno di entrare, mi molla uno sguardo dalle caviglie alla fronte che sembra una TAC total body e mi lascia fuori dal portone.
-Ripassa dopo!- fa in tempo ad urlarmi Mr Gwyn e poi scompare lasciandomi col tizio che sembra che ci goda un sacco.
-Hemmmm!- Si schiarisce la gola.
-Solo invitati, “signorina”!-
Io gli sorrido con gli occhioni da gattina e sollevo lentamente il medio.
Il risolino da coglione gli va di traverso, mi lancia un'occhiata di rancore e sparisce chiudendosi dietro il cancello.
-Verrai prima o poi in ambulatorio!- lo minaccio a bassa voce.
-Esplorazione rettale al primo colpo! Guanto in lattice pucciato nella sabbia!-

Però di gente ne ho vista, chiederò a Mr Gwyn chi erano le persone che ho individuato. Certo che se quella è Browserfast.... 'coggiuda che gran pezzo....!
Me la immagino che dissemina ovetti per la sala.
Vabbè, com'è, come non è, tre ore dopo sono ancora lì fuori che sbavo.
La cerimonia delle premiazioni si è dilungata, ma ora all'uscita dal teatro è tutto un traffico di taxi e auto private. Le dame della nobiltà escono con grandi mazzi di rose e statuette con inequivocabili richiami fallici in esplicita evidenza. Ognuno ha avuto qualche riconoscimento. Risate e sorrisi.
-Beh, dai! Deve essere stato avvincente!- dico tra me e me e faccio per andarmene, quando un fischio mi richiama all'entrata del teatro.
Browserfast mi corre incontro, rischia di farsi investire da un taxi, lo manda a cagare, ma poi ci ripensa e lo prenota, tutto in 2 decimi di secondo.
Rompo gli induci e mi infilo dall'altra portiera. Un femtosecondo dopo, Mr Gwyn è tra noi, chiudiamo e partiamo al galoppo verso il loro Hotel.
“Brow” stretta tra di noi, appoggia una mano su una mia coscia e l'altra sulla coscia di Mr G. ed emette un suono di apprezzamento sentendosi a suo agio, mentre il romano indirizza il taxi sulla scia di Poseidone.
-Passiamo un attimo in albergo e poi andiamo al party- mi dice poi con uno sguardo rassicurante, risolvendo al volo tutti i miei quesiti.
Di corsa sulle scale dell'Hotel, Browserfast mi trascina in ascensore, mentre il mister arranca per non restare indietro.
-Stanza 69!- esclama orgoglioso.
-Eh si!- lo gela la bionda distruggendogli ogni fantasia. -Qui sono tutte stanze 69! Ti sei fatto spiegare a che piano e dove di preciso?-
-Terzo piano, ultima stanza nel corridoio di sinistra, in fondo a destra...- risponde trafitto nell'orgoglio.
-Ecco!- lo guarda la donna di Amsterdam con disappunto, mentre io scoppio a ridere e lo rassicuro con l'espressione più tenera di cui riesco ad essere capace.
Infatti, le stanze sono tutte contraddistinte dallo stesso numero. Chi ha organizzato, ha fatto le cose in grande.
Entriamo in stanza.
-Virgil! Doccia?- fa Browserfast.
-Con voi?-
-No! Qui tra 10'!-
Telegrafica ed essenziale.
-Ma io, veramente...- provo ad accennare.
-Sssht!- e vengo trascinata in bagno. Un rapido saluto a Mr Gwyn che mi fa cenno “a dopo”.
-Com'è che non ti hanno invitata?- mi chiede Brow mentre, la camicetta già mezza slacciata, con una naturalezza disarmante mi toglie la maglietta.
A seno nudo, mi viene l'istinto di coprirmi un attimo, ma quella mi scosta le mani e mi guarda con occhio critico.
-Mmmmhh!- conclude soddisfatta, e continua a spogliarsi.
-Vabbè...- riprendo io il discorso, come se ci trovassimo al bar invece che nude pronte a fare la doccia insieme. -All'Accademia si accede per invito... io per ora... beh, ho appena iniziato...-
Lei si gira verso di me per farsi slacciare il reggiseno. L'indumento nero viene lanciato fuori dalla porta.
-Non fai già parte di qualche associazione, che ne so...?-
-Ma sì, i soliti. All'Università ero socia del Circolo Universitario Letteratura “Originale”...-
-C'è anche qui?- mi si rivolge esponendo un seno invidiabile. Con quella camicetta non sembrava così prosperoso. Rimango paralizzata dai capezzoli chiari, quel rosa che sembra una Marshmallow, quello che ti fa venire una voglia si mordere, succhiare...
-Che c'è?- e si prende in mano le tette per studiarsele.
-Che tette! Non sono abituata ai capezzoli chiari, mi fanno impazzire!-
Lei se li guarda, poi guarda i miei, rapidi confronti.
-Beh, invece a me piacciono i tuoi!-
Bene, penso, il ghiaccio è rotto.
-Sì, c'è anche qui. Dove ci sono atenei, praticamente....il C.U.L.O. si concretizza da solo-
Lei conviene ed intanto si sfila la minigonna. Sotto c'è un tanga dello spessore di una corda di violino. La ragazza è accuratamente depilata.
Mi sfilo i calzoncini di jeans, dagli slip spuntano i peli neri... so che a molte donne non piacciono.
-Eh, però appena finisci gli studi devi passare alla Federazione Italiana Giovani Autori, se no non vai da nessuna parte!- continuo mentre mi denudo. Browserfast è già nella doccia ed apre il getto al massimo.
-Il passaggio dal C.U.L.O. alla F.I.G.A. è un percorso obbligato!-
Con una mano mi trascina sotto l'acqua.
-Già- concorda lei. -Appena cominci ad ambientarti nel C.U.L.O. è già ora di entrare nella F.I.G.A.!-
Lei si raccoglie i capelli ed espone il seno al getto d'acqua, poi mi trascina sotto, mi passa le braccia intorno al collo ed inizia a baciarmelo.
-Però!-
Prendo dello shampoo e le insaponi i capelli, lei chiude gli occhi e appoggia il capo sulla mia spalla, il suo seno sul mio, mi allunga le mani sulla schiena fino ad accarezzarmi il sedere.
-Belli, i capelli gialli!- esclamo mentre con la schiuma le insapono la schiena. Lei mi morde il collo.
Poi mi gira e mi appoggia il seno sulla schiena, prende una saponetta e me la passa sul petto, con una cura particolare.
Io inarco la schiena, alzo le braccia dietro la testa e le accarezzo la nuca con un ammirabile contorsionismo.
Ma quando le sue mani mi si infilano giù seguendo l'inguine mi scappa un sospiro e col sedere le massaggio la topa che sento bella liscia dietro al fondoschiena.
Un furtivo ingresso, le sue dita dentro di me per un attimo...
-Ammazza oh! Quanto sei calda!-
Ma poi si ritrae: questa era solo “l'entrée”.
Mi rigiro e le prendo quelle belle tette, alte e ben divise, tra le mani insaponate. Ma qualcuno bussa alla porta del bagno, lasciata solo socchiusa.
-Sì...-continua come se nell'intermezzo non fosse successo nulla. -C'è un sacco di scrittori che continuano ad entrare ed uscire dalla F.I.G.A.!-
Ci sciacquiamo rapide e, coperte con due asciugamani estesi come la cartina del Canada, soffici come due orsette polari, usciamo dal bagno.
Mr Gwyn si è accomodato seduto sul bordo letto. Non vedo il sigaro in giro... allora non ce l'ha appiccicato alle dita!
-Ho sentito che parlavate di figa...-
-Sì...- prende la parola Browserfast -...dicevamo che è praticamente la norma. Stai sei già stato un po' di tempo nel C.U.L.O., poi automaticamente esci entri nella F.I.G.A....-
Ci guarda incuriosito. -Ho sempre pensato che fosse il contrario!-
-Ma va!- concludo io.
-Comunque sotto il Po si dice “fica”- ci tiene a precisare.
Noi ci guardiamo stupite e scoppiamo a ridere avendo intuito l'equivoco.
-Ma cosa hai capito???- gli dice poi “Brow”.
-Beh... che parlavate ti fica, culo e tette!-
-Ma voi uomini non sapete pensare ad altro?- rincaro la dose io, vedendolo imbarazzato.
Si chiude nelle spalle mentre noi ci pieghiamo dal ridere.
-Dobbiamo smetterla con questi acrostici, non se ne può più. Pensa che in ospedale l'associazione diabetici ha creato il Circolo Aziendale Zero Zucchero ad Oltranza, ma ti pare?-
-Un'associazione del menga!- chiosa Browserfast con padronanza di linguaggio.
-Me l'hai tolto di bocca!-

Dopo il siparietto ritorna un attimo di quiete. Mi tiro su i capelli ancora gocciolanti e...
Browserfast lesta come una gazzella mi slaccia l'asciugamano che cade di colpo ai miei piedi.
Rimango completamente nuda sotto lo sguardo di Mr Gwyn cui sembra che i bulbi oculari schizzino fuori dalle orbite, tipo Paperino.
-Cazzo...- mi copro seno e topa con le mani, ma ormai...
-Ehm... piacere... stavo giusto pensando come presentarmi...- in fondo non ci conosciamo proprio per nulla!
-Beh... hai già trovato un ottimo modo di presentarti!- mi rincuora lo scrittore.
Browserfast impietosa da dietro mi prende le braccia e le distende aperte.
Mr Gwyn fa finta di guardarmi negli occhi...
-Va beh....- lascio fare io -avrai letto talmente tanto, che quello che vedi è solo una minima parte!-
La monella bionda non lascia tempo ai dialoghi. Si sbarazza del suo accappatoio, mi prende per mano e mi sbatte sul letto, lei sopra.
Mi ficca la lingua dappertutto mentre io non trovo di meglio che piantarle le unghie nel sedere ed iniziare a morderla sul collo.
Poi mi ritrovo la sua lingua fino in gola. Non provavo una sensazione simile da quando ho fatto la gastroscopia, ma stavolta devo dire che è molto più piacevole. Mi si è messa sopra a gattoni, le sue tette belle sode sulle mie. Sembra che abbia una lingua prensile. Mugugna e rimbomba nella mia bocca.
-E io che faccio?- guaisce Mr Gwyn che ci guarda da dietro.
Mi dimeno dalla bionda che sembra posseduta -Virgil... fa balà l'oecc!-
-Cheeee???-
-Guardati in giro e vedi se ti viene qualche idea!- lo incito.
-Bella zio! Fai il timido?- lo apostrofa la ragazza degli ovetti.
-È il sogno di ogni uomo, trovarsi a fare sesso con due donne!- sospira il Mister.
-Invece il sogno di una bisex, è fare sesso con una donna e un uomo insieme!- conclude Browerfast e mi affonda la faccia tra le tette.

Mentre esploro il culetto della biondina dagli occhi cerulei, le lingue cercano di annodarsi. La ragazza sembra che mi stia impastando le tette.
Dopo un'iniziale indecisione Mr Gwyn tra i quattro buchi a disposizione, ha scelto il classico e, accomodatosi nella bionda, ora spinge come un gladiatore del Colosseo. Non riesco a baciare la bocca di Browserfast perchè va avanti e indietro con un ritmo che sembra un galoppo. La ragazza geme. Nella sua immensa generosità, l'uomo del sigaro mi infila due dita dentro e con il pollice... beh, meglio di un pistolero del far west: sempre sul grilletto. Lei geme e io sospiro, il letto cigola in modo preoccupante. “Speriamo che non sia dell'Ikea...!” faccio in tempo a pensare mentre le dita dell'uomo tatuato arrivano quasi a grattarmi le tonsille. Se spinge ancora un po' prende in mano la lingua di Browserfast!
-Mr Gwyn, ma quante uova ci hai messo nella carbonara?- gli faccio, mentre mi allarga le dita in vagina e le estrae piene di miele filante che, rapace, si ficca subito in bocca.
-Solo un paio, ma...- sbuffa, assorto nell'esercizio di aerobica ai lombi – di struzzo!-
-L'ho sempre detto...- riemerge Browserfast tra un vagito e un miagolio -...l'uccello più grosso ha una resa notevolmente migliore!-
Il romano spinge con un ritmo olimpionico. Potrebbe fare la réclame al dottor Gibaud.
-L'ho sempre detto che Mr Gwyn aveva proprio una bella penna!- Browserfast ormai ha la bocca aperta e gli occhi chiusi. Se non viene un'ernia al disco, in breve viene... e basta.
-Direi... una penna stilografica, bella piena di inchiostro, pennino lucente!-
-Sarà di quelle col serbatoio ricaricabile? Mr Gwyn, hai lo stantuffo?-
-No, ma due belle cartucce... serve sempre avere la ricarica, per due volte- un vero poeta.
-Dai, dai, scrittore, puccia la penna nel calamaio, che se no ti si ammoscia!-
-Ma tu guarda che impertinenti queste due!-
-Che stilo usi? Sheffer?-
-No, Porker!-
Questa non ci voleva proprio.
-Pennino color mirtillo!- esclama orgoglioso. Già meglio.
Riesco ad impadronirmi della bocca di Browserfast, che mi oscilla davanti al viso come un pendolo di Focault impazzito. Bocca sulla bocca, soffoco i suoi vagiti che mi rimbombano dentro. Mi passa le braccia dietro alla schiena mentre io le insinuo un ditino nell'orifizio rimasto libero, laggiù dove lavora l'uomo tatuato; mi stritola mentre esplode al massimo del piacere, un urlo si fa strada nei miei polmoni, come in una cassa di risonanza, e si diffonde come una sirena antiaera nei locali attigui, gettando nello sgomento chi ancora si ricorda dell'epoca bellica.
Mentre la giovane si scioglie su di me come una medusa sulla sabbia di cala Luna, Mr Gwyn estrae Excalibur dalla roccia e, lucida e scintillante come shine on your crazy diamond, me la infila dentro, calda e gocciolante del piacere della bionda dal bikini nero.
“Si fueris Romae, romano vivito more...- penso mentre sento il mister che, con delicatezza, ma decisione, mi allarga le mucose interne, si fa strada dentro di me e... sembra non finire mai. Mi sento riempire, mentre il piacere mi obnubila la mente, esce e rientra ed ogni volta mi strappa un gemito di piacere, un sospiro più profondo e più lungo.
Il coreografo sta intessendo spirali di piacere dentro di me; il lavoro digitale che mi ha somministrato mentre sballottava Browserfast, sta ora continuando alla grande, finchè mi fa un download di latte condensato che neanche un cannolo alla panna “montata”.
Piego la testa indietro straziata da quel caldo e soffice che mi riempie le viscere, mentre Browserfast si impadronisce del mio collo avvolgendolo con una sciarpa di lingua.
Stringo Browserfast al mio seno, come se volessi inglobarla e rimango senza fiato per un'era geologica.
Non so se sono svenuta, ma quando mi ripiglio ho le cosce aperte ed i piedi per aria. Mr Gwyn mi tiene le caviglie verso il soffitto mentre mi fa un contropelo di lingua sulla vulva.
Browserfast mi succhia un capezzolo.
-Raga... ho sbirciato dentro la porta del paradiso...-
-Cazzo!- la bionda ha visto l'orologio -Ce ne dobbiamo annaa!-
Mi sto ancora ripigliando che lei mi sbatte addosso i miei straccetti.
In un attimo siamo in corridoio. Browserfast non s'è messa neanche gli intimi. Mr Gwyn si tira su la patta mentre incrocia qualcuno.
-Buona sera....-
-Brow! Io non posso venire! Non ho l'invito!-
-Fottitene! Dai, devi conoscere Alba17, e poi c'è Lucrezia! E Malena!-
-Come fai a sapere che voglio conoscere Alba?-
-Sbrigati!- mi incita l'uomo.
Mi fermo...
-No, dai, devo lavorare domattina....-
Virgil mi guarda scoraggiato mentre Browserfast è già circondata da uno stock di scrittori che se la contende.
-Davvero non puoi?- mi guarda con due occhioni da mangiarselo vivo.
Gli deposito un bacio sulle labbra, appena sfiorato.
-Alla prossima!- sussurro.
E scappo via.

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