Diventerai una frocetta

di
genere
incesti

Queste parole me le disse mio padre.
Tutto inizia quando mamma lo lasciò per andare con un suo collega, mamma era una vera troia, lo posso dire perchè negli anni l'ho vista saltare nel letto cognugale con chiunque, non le importava se io fossi in casa o altrove, se un maschio veniva a casa passava dal suo letto.
Papà ne soffriva ma taceva e spesso li sentivo litigare in camera da letto, e poi mamma lo insultava, dandogli del cornuto e del frocio, cosa che non ho capito fino ai miei vent'anni.
La lite finiva con mamma nuda che si masturbava e papà che si segava e sborrava, mentre lei rideva, del suo cazzetto come lo chiamava lei, e gli raccontava come il ratello dipapà l'avesse inculata a lungo nel ppmeriggio, o il vicino o altri.
Col passare degli anni mamma si innamora di un suo collega, un tipo strano, violento, e da come ho poi scoperto, la faceva scopare da chiunque pagasse, avevano trovato un equilibrio, lui i soldi e lei i cazzi, bella coppia.
Così papà per alcuni anni restò solo, io andavo a scuola e crescevo, non l'ho mai visto con una donna, e io invece, sin da giovanissimo iniziai a interessarmi ai maschi.
Fino a quando ilpadre di un mio comoagno, capita la mia natura omosessuale, mi ha resa donna.
Mi ha sverginata, e convinta a travestirmi, e diventare la sua amante, con mia felicità.
Acasa ero Paolo, nell'intimità della mia cameretta Paola, dormivo con una vestaglietta di raso, indossavo slip femminili sotto i pantaloni, e quando incontravo il mio uomo, ero vestita e truccata di tutto punto, avevo mo,ta libertà d'azione, papà lavorava dalla mattina alla sera.
Ma un giorno, successe l'imprevisto, io ero fuori per studiare, e successe un danno alle tubature, i vicini avvisarono papà che rientrò sybito, e chiuso l'impianto cercò la perdita, e la trovò in camera mia, dietro l'armadio, che dovette spostare, peccato che vide tutto, vestitini gonne camicette, scarpe intimo ecc.
Tornai a casa e trovai tutta la mia roba in sala, ben piegati e sistemati, mi si gelò il sangue, lui mi guardò, non sapevo cosa dire, iniziò lui, dunque posso chiamarti Signorina Paola da oggi? vuoi raccontarmi tù o devo immaginare?, immaginarti, in reggicalze, intenta a prendere un bel cazzo in culo?, non sembrava arrabbiato, piuttosto eccitato, così gli raccontai tutto dall'inizio, calcando la mano quando horaccontato la mia prima volta, e gli ultimi incontri, e sì papà sono omosessuale.
Dai aiutami a sistemare la perdita e così lavorammo fianco a fianco, poi mi disse dai portiamo le tue cose in camera mia nel mio armadio, rimasi basita ma accettai subito, e così mi aiutò a sistemare i vestiti, le scarpe e arrivati all'intimo e alle calze, vidio che le accarezzava, e ad un tratto mi disse, dai fammivedere come stai con questo reggicalze, lo guardai, ne sei sicuro? certo, mi spogliai, vide lo slip di pizzo rosa, carino mi disse, lo tolsi e mostrai il mio cazzo, che iniziò a diventare duro, misi reggicalze e calze, ansimavo, lui pure, mi avvicinai, sapevo di sbagliare ma non riuscii a resistere, lo accarezzai,era seduto, il mio cazzo era vicino al sui viso, lo baciò, chiusi gli occhi, spinsi e lui aprì la bocca, era fatta gli scopai la bocca lentamente, poi si staccò, si alzò, e mi stese sul letto, si spogliò, e iniziò a farmi un pompino da urlo,da proffessionista, lo infilò tutto in gola, e mi fece sborrare, bevve tutto.
Gli accarezzai il cazzo, un bel cazzo devo dire, lo guardai, mi vuoi? gli chiesi, e tù vuoi il mio cazzo? mi girai ti voglio papà, introdusse la sua verga nel mio culo,strinsi i denti, e poi lo incitai a montarmi, più forte urlavo e lui spingeva, io amo esse scopata violentemente, e mi scopò a lungo.
Mi venne dentro e ansimanti ci stendemmo sul letto, mi guardò e mi disse, e ora?, e ora sono tua se mi vuoi, prenderesti il posto di tua madre?, per sempre papà.
Ora sono a tutti gli effetti sua moglie, ogni sera ci inculiamo a vicenda.
scritto il
2026-09-18
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