Il vicino

di
genere
dominazione

Era primavera, quando si sono trasferiti nell'appartamento attiguo quattro ragazzi di colore, sin dai primi giorni ci si salutava quando ci si incontrava per le scale, persone a modo, parlavano molto bene la nostra lingua, e quindi tutto era più facile.
Passati un paio di mesi, mi accorsi che trà un paio di loro c'era una relazione, mke ne sono accorto perchè la mia camera da letto ha il balcone in comune al loro, e se mi mettevo con una certa angolazione vedevo chiaramente il loro divano.
Un pomeriggio sentii dei lamenti sommessi, e curioso ho sbirciato, e ho visto Clod un venticinquenne, che stava inculando Piter un diciottenne, e il secondo si godeva la nerchia nera che entrava ed usciva dal suo culo, una bestia di cazzo, poteva sembrare un braccio, e in più il cazzo di Piter era eretto, lucido di sborra che fuoriusciva a gocce dal suo cazzo di alabastro.
Io non riuscii a trattenermi, mi spogliai in un attimo, e afferrai il mio cazzo che al confronto dei loro era una nullità, iniziai a segarmi lentamente, poi velocemente presi un cazzo di gomma dal comodino, e me lo infilai nel culo, bagnato e dilatato lo infilai tutto dentro, e aumentai la velocità della sega, sentivo che Piter stava godendo, e Clod con una smorfia di piacere scaricò il suo sperma dentro l'intestino di Piter, che sborrò all'unisodo, un getto di sperma seguito da altri, io strinsi il culo e sborrai a mia volta, dovetti iginocchiarmi dal godimento.
Così rimasi vigile nei giorni seguenti, e altre due volte vidi i loro amplessi, Clod era carico e Piter era il suo buco, così, inizia a stendere la mia biancheria sul balconcino, in modo che la vedessero, io sono omosessuale, e travestita, avevo sessant'anni allora, quindi erano mutandine di pizzo, reggiseni, reggicalze calze di naylon, e notai da subito che il saluto che mi rivolgevano era molto caldo e specialmente Clod, lo sentivo più interessato.
Poi feci io il primo passo, quando vidi che Clod era solo in casa bussai e chiesi dello zucchero per una torta, indossavo un vestitino a fiori corto, un paio di autoreggenti e decoltè tacco dieci, leggermente truccata, lui aprì la porta, mi squadrò con i suoi occhi neri pece, mi sorrise e mi portò lo zucchero, lo ringraziai e me ne andai sculettando.
Poi gli portai la torta, avevo indossato una gonna corta che mostrava le calze, e una camicetta senza reggiseno, che potesse vedere il mio seno, una seconda, e i capezzoli turgidi, clod mi ringraziò, e mi disse di accomodarmi, risposi che non potevo aspettavo un amico per la cena, lo dissi per fargli capire che mi facevo scopare.
La mattina dopo, ero per casa con una canotta larga e corta, il mio cazzo molle sballonzolava mentre camminavo, amo stare o nuda o quasi nuda, ammirare il mio seno il mio cazzo e il mio culo, che aveva accolto centinaia di cazzi e devo dire che negli ultimi anni si era dilatato, e molto, grazie ad anni di uso, a volte smodato, quando sentii il campanello, guardai dallo spioncino e lo vidi, Clod, in canottiera, che a fatica nascondeva i suoi muscoli, e un paio di pantaloncini attillati che non potevano nascondere l'erezione pazzesca che aveva, aprii.
Mi vide in canotta, poi guardò il mio cazzo che stava diventando duro, mi sorrise, e mi prse il piatto vuoto, grazie, è stata apprezzata da tutti, ne sono contenta risposi, entra pure e lui si accomodò, vado a vestirmi se non ti spiace, Clod mi prese per un braccio, certo che mi spiace signora Paola, non capita tutti i giorni diammirare una bella donna come lei, mi attirò a sè, il contatto con i suoi muscoli, l'odore di selvatico che emanava quasi svenni, mi palpò il culo, e io le spalle, scesi sul petto, e lo aiutai a togliere la canottira, era magnifico, una scultura, e poi gli sfilai i pantaloncini.
Mi apparve un cazzo magnifico, lungo e nodoso, caduta in ginocchio ho iniziato a leccare e succhiare la cappella, e me lo infilai il più possibile in bocca ma faticavo, era pazzesco.
Clod mi prese la testa e mi costrinse a prenderne in bocca il più possibile, mentre mi insultava, dai puttana succhia, baldracca fai godere il tuo negro, io impazzivo, poi mi aiutai con le mani e lo feci sborrare i bocca, sul viso, sul seno.
Poi mi prese e mi portò in camera da letto, prese in mano il mio cazzo duro, e guardandomi negli ochi mi disse, sborra fighetta, ho sete sborrai sulla sua mano e lui leccò il mio sperma, sborra di schiava bianca, dopo quella frase ero già sua.
Presi della crema ne misi un pò nel mio ano e molta sul suo cazzo, e mi misi in posizione, lui rise, non quì.aprì la portafinestra e mi posizionò appoggiata al balconcino, mi allargò le gambe e vidi i trè suoi amici nudi con il cazzo in mano, quì vacca devono vederti tutti, e mi infilò la cappella nel culo, chiusi gli occhi sapevo che non sarebbe stata una passeggiata prenderlo tutto, e non lo fù.
Mi ricordo solo i colpidecisi che Clod mi dava, mi aveva devastato il culo, io pisciavo e sborravo in terra, frocio puttana rottainculo ecc, le parole che uscivano dalla sua bocca era poesia per mè, e poi venne a getti, e poi mi lasciò, estrasse il palo dal culo, e io scivolai a terra trà piscio e sborra.
Clod prese il suo cazzo in mano e mi pisciò sul corpo nudo e sudato, fù meraviglioso.
Sola strisciai in bagno e mi lavaii, il buco era ancora aperto, mi misi un pannolino, slip e un vestitino, e dopo un'oretta andai a fare spese.
Salivo le scale e trovai Clod alla porta, aprii e luientrò, mi attirò a sè, lo vuoi ancora puttana?, mi hai devastata ho il buco enorme, ottimo così entro meglio, e poco dopo mi stava montando.
Iniziammo una relazione, si trasferì da mè, mattino e sera ero sua, mi impalavo sul suo scettro e godevo, non potevo più fare a meno del pannolino, a fatica mi si chiudeva, ma godevo, godevo come non mai.
Clod lavorava a singhiozzi, e io non ero di certo ricca, così una sera Clod mi propose di andare con un suo amico, accettai, e così iniziai a prostituirmio per lui, uomini bianchi, di colore, ragazzini vecchi, in un anno ero una donna da strada.
Poi dopo due anni Clod mi dice che rientra in Africa e deve sposarsi, e che mi avrebbe lasciato a fine mese, mi misi a piangere ero innamorata persa di lui, e del suo cazzo, e a fine mese, rientrò verso sera, io ero distrutta, entrò e mi presentò George, un uomo sulla quarantina, una bella besti, lui prenderà il mio posto,batterai per lui, vivrà quì e sarai sua, io dissi se era pazzo, George mi strappò il vestitino, mi prese e mi buttò sul divano, si slacciò i pantaloni, e mi mostrò la sua verga, e mi inculò facendomi urlare dal male.
Poi mi fece sedere al tavolo piangevo, George prese dei soldi dal borsello e li diede a Clod, ecco il pattuito per la troia, mi aveva venduto, poi mi mise un foglio davanti e mi costrinse a firmarlo, cedevo la proprietà delmio corpo a George, firmai.
Sono finita nel letto con lui, non mi fece più male, ma ero solo un buco per lui, che usava e faceva usare.
Ora anche George se n'è andato, un mese fà, ora ho tettantacinque anni, ho davanti a mè il mio nuovo padrone, lo guardo cazzo potrebbe essere mio nipote, ha ventidue anni, un cazzo meraviglioso, le mani pesanti, ma sono sua.
scritto il
2026-08-30
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