Il bidello

di
genere
dominazione

Mi chiamo Paolo, all'epoca di questo racconto avevo trentotto anni, insegnante di lettere in una scuola privata della mia città, sposato, senza figli, e con un segreto molto pesante, ero e sono gay.
Anzi ora omosessuale a tutti gli effetti, e travestita.
Mi sono sposato giovanissimo, ventuno anni, mia moglie diciotto, devo dire che ero già molto, ma molto gay, quindi le famiglie fecero in modo di darmi una parvenza di normalità, mia moglie era, ed è, una donna con qualche problema, e visto che nessuno la voleva si è combinato il matrimonio.
La prima notte la si è consumata, benchè io fossi passivo, l'ho, trà virgolette sverginata, ma il sesso non era per lei, e non oer mè con le donne, il proseguo della nostra vita cognugale, era, che io mi travestivo, e giacevo con i maschi, mia moglie tutta casa e marito.
Pochi anni dopo fui assunto come professore in un collegio, e devo dire che tutto andava benissimo, io mi presentavo in maniera irreprensibile, educato, ottimo insegnante, e gentile con gli studenti.
Ma sin dal primo giorno, Antonio il bidello capo, mi prese di mira, o almeno, capì che ero omosessuale, anche se lo nascondevo.
Iniziò con il chiamarmi, solo in privato Signorina Paola, io non feci però nulla per farlo smettere, forse per paura, era poi il momento di transizione per mè, mi sentivo sempre più donna e anche in casa mi travestivo e truccavo, invitavo maschi nel letto cognugale, e il cazzo non mi mastava mai.
Mia moglie andava a dormire in cameretta, e io troieggivo fino a notte fonda, per poi raggiungerla e abbracciarla chiedendole scusa, lei miaccarezzav mi baciava e mi tranquillizzava, e mi addormentavo trà le sue braccia.
Quindi a scuola, facevo in modo che io e Antonio fossimo soli il più tempo possibile, mi eccitava mi eccitava il suo linguaggio scurrile, il suo modo di essere il maschio Alpha, e così, col passare dei mesi, Antonio si allargava sempre più.
Buon giorno Signorina, prei cazzi ieri?, non aspettava una risposta, se vuol le sfonda il culo con la mia mazza Signorina, io sorridevo e me ne andavo.
Poi non riuscii a resitere alle sue avances, era un pomeriggio di un sabato, io non sarei dovuta andare a scuola, c'era solo lui, mi presentai, in tuta, sotto reggicalze, calze e null'altro, nella sacca un paio di sandali con tacco dieci, e allena mi vide, sorrise, aprì la porta mi fece entrare e richiuse, bene Signoina sei venuta per diventare Signora, e mi portò nel suo appartamento.
Mi spogliai, mi misi i sandali, e attesi, cazzo sei stupenda troia, iniziò a palpeggiarmi, e a baciarmi, afferrò il mio cazzo turgido, e mi segò pochi secondi e sborrai, brava bambina, ora sei scarica, si spogliò, mi ritrovai davanti un uomo grasso, laido, peloso, anche un poco sporco, con un cazzo da urlo.
Succhia Signorina, lo oimboccai, sapeva di piscio, ma lo accolsi in bocca e inizia a spompinarlo, a lungo non veniva mai, dai puttana succhia succhia, io succhiavo, smettila e girati, mi giro e attendo la penetrazione.
Mi si avvicina all'orecchio e mi dice, non me ne frega un cazzo se sei stretta se non sei bagnata, sappi che te lo infilerò di colpo, e ti svangherò anche se urlerai, quindi preparati.
lo sentii entrare con violenza, emisi un urlo, mi aveva rotto il culo, entrò tutto e un rigagnolo di sangue percorse le mie cosce.
Il dolore era atroce, cercavo di loiberarmi, ma lui mi prese a sberle, e continuava a montarmi, urla frocio, urla, tanto ti ho rotto il culo, e sei mia vacca.
Persi i sensi, e mi risvegliai piena di sborra e sangue, spero che ti sia piaciuto, ora vattene e lunedì dopo scuola, tieniti pronta.
Rientrai a casa e mia moglie mi aiutò con impacchi e creme, e visto che c'era la domenica di mezzo si prodigò a prepararmi per il lunedì.
E così il lunedì dopo le sedici mi presentai da lui, mi spogliai, misi solo delle autoreggenti, mi mksi in posizione, e attesi il mio padrone.
Ci vollero circa due mesi ad abituarmi alla sua violenza, ma poi ero pronta, al solo pensiero che lui mi voleva ero bagnata, entrava, mi chiavava per mezz'ora, e poi si scaricava, e io ritornava farcita da mia moglie.
La nostra relazione era quasi al primo anno quando mi disse, domani porta tua moglie, dissi che mia moglie era frigida, e che solo una volta nella sua vita aveva provato il cazzo, il mio, la notte delle nozze, mi arrivò un ceffone sul viso porta tua moglie cretina.
Arrivata a casa dissi a mia moglie che il mio padrone voleva che il giorno successivo lei venisse al mio incontro pomeridiano, lei si rifiutava, no non voglio tu fai quello che vuoi, ma io non verrò, non mi interssa il sesso.
Telefonai e gli dissi che lei non voleva, e dopo una mezzora suonò al campanello, entrò, mi ordinò di spogliarmi, e davanti a mia moglie melo infilò nel culo e mi montò per dieci minuti, po si sfilò si avvicinò a lei, che era pietrificata dalla visione del suo cazzo, e la fece inginocchiare e si fece fare un pompino, il primo della sua vita.
Poi la fece spogliare, le leccò la figa, e popi bagnata la chiavò, la risverginò, visto che era il secondo cazzodella sua vit e che cazzo.
Godette come non mai, più e più volte, e poi lui le sborrò dentro.
Poi lei strinse le cosce, e disse, ma io non prendo anticoncezzionali, e così Antoni rise, bene avrete un figlio presto.
Mia moglie si inginocchiò, ti prego resta con noi, mi è piaciuto rendimi mama e vera donna, e così si trasferì da lui a vivere, e due mesi dopo era gravida, io felice e cornuto.
Nei mesi restanti Antonio mi spedì ad insegnare in un'altro istituto, gestito da un alto prelato, ma questa è una nuova storia.
scritto il
2026-09-01
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