Gemelli?

di
genere
dominazione

Sono a casa, suona il campanello, vado a vedere chi è, e vedo che è la signora che abita sotto, le apro, e la faccio accomodare, buon giorno Rita, e lei mi risponde buon giorno Linda, dimmi Rita cosa posso fare, solo sapere quando tuo fratello rientra dal suo viaggio, devo fargli firmare dei documenti, guarda lui rientra sabato in mattinata, verso le 11 lo trovi, poi mi chiede quando parto per la mia solita vacanza, venerdì pomeriggio rispondo, beata tè che vai alle Maldive mi dice, poi mi guarda e mi dice, hai un fisico da urlo, io le dico ma dai, no no mi risponde, sei bellissima.
E' vero, sono molto bella e per i miei quarantarè anni ho un bel fisico, poi avevo un paio di collant pesanti, e un golfone largo che mi faceva da vestito, leggermente truccata, e i capelli lunghi raccolti.
Questo succedeva vent'anni fà, e io Linda per tutti ero la sorella gemella di Paolo, così tutti credevano.
Io sono Paolo, nato e cresciuto in un'ottima famiglia, ma sin da giovanissimo, mi sono scoperto gay, e crescendo le cose non sono cambiate, diciamo che la svolta c'è stata il primo anno di università, i miei sono morti in un'incidente automobilistico, lasciandomi un'attico in centro a Milano, e una discreta disponibilità finanziaria.
Così ho iniziato a vestirmi con abiti di mamma, una donna bellissima e con un fisico come il mio, slip calze ecc, e mentre studiavo, mi trasformavo in Linda.
Finito l'università, ho lavorato un paio d'anni per una grossa società, ma avevo capito che stare sotto gli altri non era nel mio dna.
Così essendo molto capace, ho creato un sistema particolare che ho brevettato, e ho così creato la mia società, la Broter en Sister.
Il mio sistema mi permetteva di recarmi pochissime volte nelle aziende, lavoravo da casa collegandomi alle loro banche dati, cos', a ventisette anni, iniziava la mia avventura femminile.
Per tutti Paolo, mio fratello era all'estero per lavoro, e io lavoravo come sorella da casa, spesso mi recavo come Linda dai clienti se doivevo fare modifiche o altro, ed erano tutti felici di incontrarmi, vestivo sempre benissimo, usavo gonne con spacco, reggicalze, o autoreggenti, camicette scollate che mostravano il reggiseno, ho una seconda naturale, aiutata da ormoni, insomma una gran figa.
Il bello era che mi recavo nei bagni delle donne, e fare pipì come loro tenendo trà le dita un bel cazzo, ricevevo molti inviti, ma chiaramente li declinavo, non avrei mai potuto scoprire la mia vera identità.
Avevo sporadici relazioni, che duravano una notte o poco più, poi via Linda non era di nessuno, e così Paolo moriva piano piano.
Creai una società all'estero dove Paolo lavorava, ma logicamente per le firme di contratti, o il primo incontro doveva essere lui a presenziare, così Linda si metteva da parte e interveniva lui, dismettevo gonne vestititni e mettevo giacca e cravatta.
Essendo per tutti Gemelli, risultava normale la somiglianza, e poi un ragazzo con i capelli liunghi era norma a Milano.
E devo dire che da Paolo ho scopato parecchie donne, avevo e ho la fortuna di avere un'ottima erezione se lo voglio altrimenti si riduce a un pisellino facilmente naacondibile.
Comunque più passavno gli anni meno Paolo era a Milano, e io ormai ero Linda, d'estate vivevo in casa in slip di pizzo, d'inverno slip e reggicalze, era, ed è la mia passione, frequentavo locali gay, dove sceglievo il fortunato che mi avrebbe avuta per una notte, e tutto procedeva come volevo io.
Senonchè, un giorno Paolo deve recarsi a Firenze, dove visita un'azienda e firma il contratto, poi sarà Linda a fare il lavoro, ma si fà tardi, e rientra da Firenze, si ferma in un'autogrill, deve fare pipì.
Entro in bagno, uso i classici pisciatoi a muro, slaccio i pantaloni, abbasso le collant e lo slip rosa, e faccio i miei bisogni, e a un tratto si mette al mio fianco un ragazzoto, sfila il suo cazzo e mi cade l'occhio, non è duro, ma già lo tirne trà la mano, una vera biscia, lui si accorge che lo osservo, lui lo mostra ancora di più.
Io lo rimetto a posto, ma lui scorge slip e collant, ma dai mi dice, un vecchio frocio travestito, a dai chi lo avrebbe detto, io arrossisco, avevo quarantarè anni allora, lui poco meno di venti, mi allontano e vado a lavarmi le mani, quando lui si avvicna con il cazzo duro in mano, lavalo frocio, io lo guardo, ma sei matto cosa vuoi. allontanati, lui ride dai frocione, muoviti, non sò cosa mi stava succedendo, ma sei matto e se arriva qualcuno?, meglio sapranno che tui avvicini i ragazzi perchè sei omosessuale, quindi muoviti.
Era tardi ed effettivamente non c'era nessuno, ma il rischio era alto, ho insaponato la mano e ho iniziato a lavarlo, brava checca segalo, e mentre parlava mi palpava il culo, slacciati i pantaloni frocio, e io li slaccio, e cadono a terra lui osserva le collant me le abbassa, mi strappo lo slip, cazzo sono impazzito a fare queste cose ma sono eccitato, lo sego e lui sborra, getti potenti di sperma sulle piastrelle, e poi una volta goduto, si riallaccia e ce ne và, io rimango lì, e senza accorgermi sborro.
Non mi pulisco, mi rimetto i pantaloni, e poi col dito pulisco la sua sborra dalle piastrelle, avrei voluto leccarla via, mi sono accontentato di assaggiarla dal dito, e poi sono salito in auto.
Mi sono spostato di alcuni metri e parcheggiato fuori dai fasci di luce, mi sono sbottonato, il cazzo era durissimo, e ho iniziato a masturbarmi, quando sento picchiare il vetro, mi spavento guardo ed è lui, abbassa il vetro mi dice, e lo abbasso, a mò ti seghi frociona, mmmm dai dammi il numero di telefono che quando ho voglia di un pompino ti raggiungo, io dico di nò, a sì, con la targa vado dal mio assicuratore dico che mi hai urtato l'auto e sei scappato, così avrò l'indirizzo.
Sono in trappola, gli dò il numero, poi vuole il libretto e prende l'indirizzo, ma bravo Paolo il culattone a presto.
Rimango solo, chiudo gli occhi e in pochi secondi sborro, mi ha eccitato.
Nei giorni seguenti penso a lui ma visto che non telefona tutto è andato per il meglio, ma devo masturbarmi più volte al giorno, e per due sere di seguito Linda ha dovuto farsi scopare pensando al ragazzo.
Poi dopouna decina di giorni squilla il telefono, rispondo, ei frocio sei vivo?, dai verso le 8 sono da tè, ho voglia di un pompino super, rispondo solo ok e appende.
Alle sette mi preparo, doccia, trucco leggero rossetto, reggiseno slip reggicalze calze, e vestitino mini, suona alla porta e lo accolgo così.
Lui rimane di stucco, cazzo che figa, poi mi dice, non è una scherzo vero, non sei una sorella del frocio, e si avvicina, mette la mano trà le gambe e afferra pALLE E CAZZO E STRINGE, AI DICO IO sei matto mi vuoi castrare? lui ride, cazzo se sei bella.
In un attimo abbassa i pantaloni, io mi inginocchio, e succhio, è un cannone, fatico a imboccarne metà, e pompo.
Dieci minuti dopo soffoco nella sua sborra ma la bevo eccome è gustosa.
Poi mi alzo, lo prendo per mano e lo accompagno in camera da letto, e appena entra esclama, cazzo sei proprio un'effemminato, la stanza è tutta rosa, con pupazzi in ogni dove, e l'angolo trucco, e poi sui comodini cazzi di ogni genere e creme, benvenuto nella camera di Linda dico, lui mi prende e mi butta sul letto, e in un secondo rimango in regicalze calze e tacchi.
Mi bacia, mi afferra il cazzo duro, lo stringe non pensare di icularmi o te o strappo chiaro? ok, lo accarezzo, però il tuo me lo dai vero?, certo frociona, girati, afferro la crema, la spalmo sul suo cazzone e cerco di mettermene più che posso, poi mi metto in posizione, e lui, appoggia la cappella io apro il mio buco, lui ride, ma sei proprio zoccola, e spinge.
Lo sento entrare, e scivolare dentro, stringo i denti un pò fà male ma resisto e lui inizia a pompare, e comincia ad insultarmi, frocio rotoinculo omosessuale ecc, io impazzisco, non ero il tipo da insulti, ma lui, un porco, un coatto, un cafone, un troglodita, stava scopando Linda una figa da urlo ambita da maschi ricchi e stupendi, lì con le sue mani sui miei fianchi che mi sfonda il culo, urlo di godimento.
Alla fine mi riempie di sperma, io mi lascio cadere e lo trascino con mè, rimane un bel pò dentro, ansimiamo, e poi sis fila, e io lascio fuoriuscire sulle palle sulle cosce il suo sperma.
Lo abbraccio, lui no, grazie amore balbetto, sei stato magnifico, losò frociiona lo sò, poi mi palpa il seno, belle tettine e che capezzoli, me li suchia e io chiudo gli occhi, amo se me li succhiano.
Poi si alza, vestiti vacca che mi prti a cena ho fame, poi guarda il mio cZZO, SEGATI VOGLIO VEDERTI VENIRE, ALLARGO LE GAMBE E INIZIO LA SEGA, sborro in pochi minuti, e poi vado a prepararmi.
A presto il seguito.
scritto il
2026-09-11
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