Compagni

di
genere
pissing

Piccolo flashback...
Sono stata con un uomo fino a novembre scorso, ci siamo frequentati per quasi un annetto. Mi fidavo molto di lui, ho conosciuto suo figlio, inutile dire che lui non ha conosciuto i miei.
Si chiama Gaetano (anche lui), abbiamo dieci anni di differenza ma mi ci trovavo benissimo fino a quando, un giorno, ha sclerato perché sono stata con altri uomini prima di lui. E l ha fatto con parole orribili e offensive.
Come dicevo lo stimavo molto e mi ci ero affezionata tantissimo.
Un giorno a lavoro, in una fabbrica di pezzi meccanici, si fece male ad un piede e finí in pronto soccorso. Quando mi chiamó per avvisarmi mi misi subito in macchina e corsi da lui. Gli chiesi di stare con me a casa, Tra l altro avevo già accudito persone infortunate e mi sarebbe piaciuto prendermi cura di lui.
L ho servito e riverito per qualche settimana, andavo a comprargli tutto quello che voleva.
Iniziai a vederlo con occhi diversi, come un compagno con cui stare.
Tutte le sere ce ne stavamo sul divano a guardare un film, una cosa che ci piaceva molto anche perché tra una carezza e un altra mi ritrovavo con le gambe aperte e le sue dita dentro di me. Una bestia di un metro e novanta, con le mani enormi. Sapeva come farmi eccitare, sapeva come farmi venire, e dopo ricambiavo il favore chinandomi su di lui, prendendogli il cazzo in bocca fino a farlo sborrare.
"Vengo, vengo, dove lo vuoi?" mi diceva ogni volta. Io lasciavo che fosse lui a continuare con le sue mani e a sborrarmi in bocca. Voleva sempre che lo ingoiassi. "Buonissima!"
Mi dava qualche schiaffetto sul viso e soddisfatta e sorridente mi ricomponevo. Mi rimettevo a guardare il film accanto a lui.

In generale il sesso con lui é sempre stato incredibile, si vedeva era palese che gli piacessi fisicamente. Prese il vizio di svegliarmi anche di notte, a volte facendomi arrabbiare, visto che dormo gia molto poco.
Una sera mi svegliai con le sue mani che mi accarezzavano le gambe e la sua durezza nelle mie mutandine, da dietro. "Non ti sazi mai?" gli dissi, assonnata. Poi sentii la sua capocchia spingere sul mio ano. Le mie richieste di smetterla furono ascoltate come un figlio a cui chiedi di impegnarsi a scuola, spalancai gli occhi e la bocca. Sentii quel cazzo duro squarciarmi il buchetto e farsi strada nel mio retto piano piano, soffrendo un po'. "Amo, amo ti prego..." gli chiesi cercando di fermarlo con la mano. Poi sentii la sua pancia toccare le mia chiappe. Aàaaah, era tutto dentro. Mi lamentai a bassa voce dal dolore, poi inizió a chiavarmi piano. "Stronzo! Sei uno stronzo!". Poi il dolore pian piano passó e con esso il sonno.
Morsi il cuscino per non urlare nel pieno della notte ma poi...fu travolgente!
La sua forza e la sua stazza presero il sopravvento martellando il mio culo senza pietà.
Mi girai supplicandolo ancora di far piano, mi apri le gambe tenendole con le mani e affondando la sua voglia ancora dentro il mio culo. Gli piaceva, lo sapevo e a me piaceva sentirmi la sua donna. In quel letto, tra le lenzuola, appena sveglia col mio uomo che mi inculava mi sentivo sexy e troia. Mi demolí mentre lo guardavo negli occhi e mi alzava le gambe.
Si stese su di me e lo abbracciai forte, tenendolo ancora dentro. Avevo paura gli facesse male il piede e gli chiesi di riposare.
"Mi vuoi ammazzare? Sono sfinita!"

Una sera sul divano, mentre gli prendevo dolcemente la capocchia tra le labbra mi disse "Devo andare in bagno".
"Adesso?" gli chiesi ancora col cazzo in bocca.
Mi guardó in modo strano, alché mi alzai per chiedergli cosa volesse veramente.
Non era la prima volta che azzardava certe richieste, ma la pipi in bocca "Assolutamente no!" Gli diedi una mano ad alzarsi e lo accompagnai in bagno.
Ci provó ancora successivamente ma era una cosa che non avevo mai fatto.
Un giorno, imbottito di antidolorifici, era assonnato e si sentiva poco bene. Il piede non stava migliorando nonostante il riposo. Inizió ad accarezzarmi mentre gli facevo compagnia sul divano e a dirmi cose che mi sciolsero il cuore. Lo abbracciai d istinto.
Gli tirai fuori dai pantaloni quel bellissimo pezzo di carne, ci misi poco per farlo diventare duro e gli salii sopra cavalcandolo dolcemente, toccandomi i seni e facendolo impazzire. Mi stringeva forte i fianchi, per calmarlo gli presi le mani e le misi sui miei seni, dolcemente. Era durissimo dentro di me, lo sentivo e avrei voluto aumentare il ritmo ma avevo paura di fargli male. Mi piaceva tantissimo, troppo, e la sua bocca sui miei seni mi diede il colpo di Grazia.
"Girati, fammi vedere mentre ti muovi", lo ascoltai. Mi girai e me lo misi dentro. Gli schiaffi sul culo e di nuovo le mani sui fianchi mi eccitavano da morire. Ero un lago, fradicia.
Più muovevo il culetto su e giù più gemevo di piacere, continuando a strizzarmi le tette. E poi, d un tratto, sentii un fiume caldo dentro di me. Mi avvolse con le braccia tirandomi a lui e tenendomi stretta. Mi bació in quella posizione.
Fu un momento di intimità incredibile.

Passarono 10 minuti e lui era di nuovo pronto, mi stringeva il viso con quelle mani dure, accarezzandomi le labbra, poi ci provó ancora. "Non ce la faccio ad alzarmi, fammi contento su!"
Ci guardammo negli occhi e mi stesi quasi completamente sul divano, guidata dalle sue prepotenti mani che mi tenevano la testa su di lui. Avvolsi il suo cazzo tra le labbra e dopo qualche secondo iniziai a sentire getti caldi di pipi riempirmi la bocca. Mandai giù! Era acida, brutta. Poi me ne arrivarono altri e altri ancora. Non volevo che si sporcasse il divano e mandai giù tutto. "Basta, per favore." Gli dissi.
Di contro il suo Sssshhhhh mi fece capire che non era finita...
Lo assecondai, poi mi infilai sotto la doccia.
Lo feci solo quella volta, non mi piacque!

Guarí! Ci volle qualche settimana in più ma si riprese. Mi rimase il suo sapore in bocca, mi aveva allattata con tutta quella sborra.
La maggior parte del tempo scopavamo, non facevamo altro. E probabilmente un pomeriggio a casa sua esagerammo, scopando così forte che non riuscii a trattenere le urla. Non sapevamo però che al piano di sotto, in cucina, ci fosse suo figlio. Me ne accorsi solo quando scesi a prendere da mangiare. Avevo solo la maglia di Gaetano, che mi cadeva addosso come un vestitino. E quando vidi Nello, suo figlio, rimasi come una stupida. Ebbi vergogna!
Sono stata beccata molte volte da mio figlio in quelle condizioni ma mai mi era capitato col figlio di un altro.
Fortunatamente lui ebbe più vergogna di me e non disse una parola. Che figura!

Da quasi un mese frequento una persona completamente diversa. 44 anni, uno dei pochi figli di papà con cui sia stata onestamente. Me l ha presentato Ada, la mia amica.
Gli piacciono i ristoranti di lusso, mi porta a teatro...é molto bello. Gliel ho data fuori la porta della uscita di emergenza a teatro. Non c'era nessuno! Mi sono messa faccia al muro e gli ho chiesto di scoparmi...
scritto il
2026-09-18
261
visite
4
voti
valutazione
3.8
il tuo voto
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Sempre la solita

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.