La scelta di Mia
di
Mia1
genere
dominazione
voleva uno strip-tease completo, compreso di pantaloni. Così lo lasciai in boxer. Poi aspettai che lui mi baciasse.
Mi afferrò la nuca, mi guardò con uno sguardo che rivendicava possesso, mi attirò a sé e mi baciò. Era come se fossimo soli. Naturalmente mi bagnai senza ritegno (e pregai che non si vedesse nulla davanti a tutti).
La festa continuò così. Anna e Dario finalmente si baciarono, altre persone si denudarono e toccarono.
Approfittando della confusione generale, Marco mi trascinò in un luogo appartato. Io ero completamente bagnata e su di giri per quello che era accaduto.
'Ora che ti ho per le mani, mettiti faccia al muro.'
Il tono era perentorio, quello di sempre.
Io mi voltai e poggiai le mani al muro.
'Vedi che bel giochetto che abbiamo fatto tutti insieme. Il tuo amico sperava di limonare con te, forse?'
Mi piantò uno schiaffo nel culo, per poi massaggiarmi il punto dolente.
Mi voltò la bocca verso di lui e mi baciò a bocca piena.
'Sentiamo un po''- E infilò le dita nello slip.
Io aprí le gambe e cercai di muovere la fica verso la sua mano, ma lui mi tirò i capelli.
'Lasciati gestire da me.. Guarda come sei bagnata!'
Le dita si muovevano lente nella mia fessura, titillando il clitoride. Mi morsi la bocca per resistere. Non era facile stare ferma, mentre volevo agevolare i suoi movimenti.
'Chiedimelo, come si conviene a una puttanella come te.'
'Toccami... Mi stai facendo morire... '
'Chiedimelo ancora di più.... '
Le dita lavoravano lente, sempre più lente, per portarmi al piacere senza fretta.
'Ti prego, dammi piacere...'
Ormai si muoveva in cerchi concentrici attorno al clitoride, lo solleticava. Brividi mi stavano iniziando a scuotere proprio là, dentro di me, a partire da un punto preciso.
'Ti prego...'
Mi morse il lobo dell'orecchio, mi leccò il collo e mi baciò in modo brutale, invadendomi tutta la bocca.
Mi fece sdraiare per terra, io aprí le gambe, e lui, guardandomi negli occhi, riprese a toccarmi.
'Sei da prendere e scopare. Lo sai..'
Non ero pronta, non ancora.
Mentre mi toccava, i suoi occhi scavavano tunnel nella mia testa, ormai completamente di sua proprietà. Doveva sentirsi così chi faceva uso di sostanze stupefacenti. Era roba, roba pesante.
Il respiro era sempre più corto e il piacere montava rapido, finché non venni, urlando in modo liberatorio. La fica si contrasse e lui la chiuse nella mano, per rallentare quel movimento involontario.
Sapevo che tra noi la storia era a tempo determinato. Ero appena venuta e quelle immagini si riaffacciavano nella mia mente.
'Allora?'- il suo sguardo era magnetico, la voce bassa e suadente.
Gli tolsi i boxer e il suo cazzo mi schiaffeggiò il collo. Aveva un odore da maschio selvatico, rude.
Lo presi in mano e cominciai ad agitarlo, su e giù. Lui mi aiutò, ponendo le sue mani sulle mie, accompagnando quei movimenti. Mi guardava negli occhi e si mordeva la bocca. Di colpo, morse le mie labbra e mi baciò, mentre il suo orgasmo sembrava giungere rapido. Poi si irrigidì e mi inondò con un mare di sperma. Mi baciò di nuovo in modo brutale, vigoroso.
'Wowwww! Mi hai ricoperta!'
'E tu ritieniti lusingata.'- disse, baciandomi
'Che vuoi dire?'- chiesi maliziosamente
'Che mi ispiri sesso...'
E mi guardò serio, deciso.
Dopo avermi ripulita, massaggiandomi delicatamente, gli occhi sempre fissi nei miei, tornammo dagli altri, separatamente.
Fabio, però, mi guardò sospettoso
'Ma, dov'eri finita tu?'
'In bagno.'
'Strano: mancava anche Marco.'
'Ah, non lo so. I bagni sono separati..'- dissi con fare innocente.
'Vuoi che vi accompagni alla macchina, Mia?'
'No, Fabio, grazie mille. Ce la facciamo.'
Fabio mi abbracciò stretto, mentre notavo che Marco lo guardava torvo.
Sulla porta, si scambiarono un paio di battute, che sembrava dovessero degenerare in una rissa.
Fabio torreggiava su Marco, che si era fatto sotto. Gli sguardi rivelavano fiumi di testosterone.
Io e Anna ci precipitammo lì per separarli.
'Dove sta la tua donna? Perché non la portavi?'
'Fatti i cazzi tuoi. Io e Mia siamo ottimi amici.'
'Seee, amici di sto cazzo!'
Disse Fabio, agitandogli il pugno a 2 cm dalla faccia.
Marco gli scoppiò a ridere così sguaiatamente in faccia, che Fabio lo agguantò per la maglietta e lo spinse al muro (sarebbe più appropriato dire che lo appese all'appendiabiti).
'Ragazzi! Che cazzo fate? Dai, dateci un taglio!'
Io e Anna cercavamo di frapporci tra i due, ma con scarsi risultati.
Poi intervennero Dario e altri amici di Fabio.
'Non finisce qua, testa di cazzo!'
Disse Fabio all'indirizzo di Marco, che continuava a guardarlo con la sua faccia da culo.
Non sapevo da chi dei due andare.
La faccia di Marco però mi aveva inquietata, un po' come le amiche di Al Pacino ne 'L'avvocato del diavolo', quando appaiono circondate da diavoli.
Così andai da Fabio, sapendo già che l'avrei pagata.
'Fabio, dai, basta! Andiamo alla macchina. Ti accompagniamo io e Anna. E anche gli altri. Tutti con te.'
Lui era colpito, mentre Marco mi guardava con una rabbia cieca, che rendeva i suoi occhi torbidi.
Era venuta meno la fiducia. E a pelle non potevo fare diversamente.
Andai comunque a salutarlo.
'Marco, io accompagno Fabio... Ma che cazzo gli hai detto?'
Mi ero svegliata.
'Non gli ho detto nulla: ha iniziato lui a insultarmi e tu ora... Stai facendo la tua scelta.'
'Mi dispiace... Non posso lasciarlo andare così....'
E me ne andai via.
2 settimane dopo.... Continua...
Mi afferrò la nuca, mi guardò con uno sguardo che rivendicava possesso, mi attirò a sé e mi baciò. Era come se fossimo soli. Naturalmente mi bagnai senza ritegno (e pregai che non si vedesse nulla davanti a tutti).
La festa continuò così. Anna e Dario finalmente si baciarono, altre persone si denudarono e toccarono.
Approfittando della confusione generale, Marco mi trascinò in un luogo appartato. Io ero completamente bagnata e su di giri per quello che era accaduto.
'Ora che ti ho per le mani, mettiti faccia al muro.'
Il tono era perentorio, quello di sempre.
Io mi voltai e poggiai le mani al muro.
'Vedi che bel giochetto che abbiamo fatto tutti insieme. Il tuo amico sperava di limonare con te, forse?'
Mi piantò uno schiaffo nel culo, per poi massaggiarmi il punto dolente.
Mi voltò la bocca verso di lui e mi baciò a bocca piena.
'Sentiamo un po''- E infilò le dita nello slip.
Io aprí le gambe e cercai di muovere la fica verso la sua mano, ma lui mi tirò i capelli.
'Lasciati gestire da me.. Guarda come sei bagnata!'
Le dita si muovevano lente nella mia fessura, titillando il clitoride. Mi morsi la bocca per resistere. Non era facile stare ferma, mentre volevo agevolare i suoi movimenti.
'Chiedimelo, come si conviene a una puttanella come te.'
'Toccami... Mi stai facendo morire... '
'Chiedimelo ancora di più.... '
Le dita lavoravano lente, sempre più lente, per portarmi al piacere senza fretta.
'Ti prego, dammi piacere...'
Ormai si muoveva in cerchi concentrici attorno al clitoride, lo solleticava. Brividi mi stavano iniziando a scuotere proprio là, dentro di me, a partire da un punto preciso.
'Ti prego...'
Mi morse il lobo dell'orecchio, mi leccò il collo e mi baciò in modo brutale, invadendomi tutta la bocca.
Mi fece sdraiare per terra, io aprí le gambe, e lui, guardandomi negli occhi, riprese a toccarmi.
'Sei da prendere e scopare. Lo sai..'
Non ero pronta, non ancora.
Mentre mi toccava, i suoi occhi scavavano tunnel nella mia testa, ormai completamente di sua proprietà. Doveva sentirsi così chi faceva uso di sostanze stupefacenti. Era roba, roba pesante.
Il respiro era sempre più corto e il piacere montava rapido, finché non venni, urlando in modo liberatorio. La fica si contrasse e lui la chiuse nella mano, per rallentare quel movimento involontario.
Sapevo che tra noi la storia era a tempo determinato. Ero appena venuta e quelle immagini si riaffacciavano nella mia mente.
'Allora?'- il suo sguardo era magnetico, la voce bassa e suadente.
Gli tolsi i boxer e il suo cazzo mi schiaffeggiò il collo. Aveva un odore da maschio selvatico, rude.
Lo presi in mano e cominciai ad agitarlo, su e giù. Lui mi aiutò, ponendo le sue mani sulle mie, accompagnando quei movimenti. Mi guardava negli occhi e si mordeva la bocca. Di colpo, morse le mie labbra e mi baciò, mentre il suo orgasmo sembrava giungere rapido. Poi si irrigidì e mi inondò con un mare di sperma. Mi baciò di nuovo in modo brutale, vigoroso.
'Wowwww! Mi hai ricoperta!'
'E tu ritieniti lusingata.'- disse, baciandomi
'Che vuoi dire?'- chiesi maliziosamente
'Che mi ispiri sesso...'
E mi guardò serio, deciso.
Dopo avermi ripulita, massaggiandomi delicatamente, gli occhi sempre fissi nei miei, tornammo dagli altri, separatamente.
Fabio, però, mi guardò sospettoso
'Ma, dov'eri finita tu?'
'In bagno.'
'Strano: mancava anche Marco.'
'Ah, non lo so. I bagni sono separati..'- dissi con fare innocente.
'Vuoi che vi accompagni alla macchina, Mia?'
'No, Fabio, grazie mille. Ce la facciamo.'
Fabio mi abbracciò stretto, mentre notavo che Marco lo guardava torvo.
Sulla porta, si scambiarono un paio di battute, che sembrava dovessero degenerare in una rissa.
Fabio torreggiava su Marco, che si era fatto sotto. Gli sguardi rivelavano fiumi di testosterone.
Io e Anna ci precipitammo lì per separarli.
'Dove sta la tua donna? Perché non la portavi?'
'Fatti i cazzi tuoi. Io e Mia siamo ottimi amici.'
'Seee, amici di sto cazzo!'
Disse Fabio, agitandogli il pugno a 2 cm dalla faccia.
Marco gli scoppiò a ridere così sguaiatamente in faccia, che Fabio lo agguantò per la maglietta e lo spinse al muro (sarebbe più appropriato dire che lo appese all'appendiabiti).
'Ragazzi! Che cazzo fate? Dai, dateci un taglio!'
Io e Anna cercavamo di frapporci tra i due, ma con scarsi risultati.
Poi intervennero Dario e altri amici di Fabio.
'Non finisce qua, testa di cazzo!'
Disse Fabio all'indirizzo di Marco, che continuava a guardarlo con la sua faccia da culo.
Non sapevo da chi dei due andare.
La faccia di Marco però mi aveva inquietata, un po' come le amiche di Al Pacino ne 'L'avvocato del diavolo', quando appaiono circondate da diavoli.
Così andai da Fabio, sapendo già che l'avrei pagata.
'Fabio, dai, basta! Andiamo alla macchina. Ti accompagniamo io e Anna. E anche gli altri. Tutti con te.'
Lui era colpito, mentre Marco mi guardava con una rabbia cieca, che rendeva i suoi occhi torbidi.
Era venuta meno la fiducia. E a pelle non potevo fare diversamente.
Andai comunque a salutarlo.
'Marco, io accompagno Fabio... Ma che cazzo gli hai detto?'
Mi ero svegliata.
'Non gli ho detto nulla: ha iniziato lui a insultarmi e tu ora... Stai facendo la tua scelta.'
'Mi dispiace... Non posso lasciarlo andare così....'
E me ne andai via.
2 settimane dopo.... Continua...
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