La scelta di Mia
scritto il 2026-09-13 tempo di lettura 9 min
di
Mia1
genere
dominazione
cura
A
Ormai mancava poco alla mia festa e ancora non sapevo se Marco sarebbe venuto con lei. Avevo invitato anche il suo gruppo, per cui davo per scontato che venisse anche lei.
Gli scrissi:
'Ciao Marco, allora del gruppo chi viene?'
'Tutti.'
Voleva proprio che glielo chiedessi chiaramente. E invece no. Lo avrei scoperto quel giorno.
Quel giorno, indossai un bel vestitino estivo: leggero e colorato. Mi stava stretto in vita e metteva in risalto i miei fianchi e il mio sederino- a quanto pare niente male, anche se a me sembrava troppo pieno. Mi truccai in modo molto leggero, sistemai i capelli e uscì. Avevo ordinato pizze e torta. Avevo già sistemato tutto al centro. Dovevo solo andare a divertirmi.
Con il passare del tempo, arrivarono tutti. Lui mi scrisse che sarebbe arrivato a breve, sempre senza specificare con chi. Alla fine, arrivò da solo. Io rimasi stupita. Forse neanche lui sapeva cosa fare e aveva optato per una scelta molto rischiosa. Chiunque avrebbe potuto riferire a lei cosa faceva lui.
Appena mi fu davanti, la mia temperatura corporea salì a 40°C, divenni rossa e guardai giù, in basso.
'Ciao, mi fa piacere vederti.'
Lui mi diede 2 baci e mi sussurrò
'Il vestitino ti fa un culo da urlo....te lo schiaffeggerei, fino a farti implorare!'
Il respiro si accorciò e i miei propositi erano già sepolti.
Durante la serata, notai che Fabio e Marco si guardavano male. Poi, venne proposto di giocare a Obbligo o verità.
'Inizia Mia. È la festeggiata!'
Si levò un coro da stadio che inneggiava al mio sacrificio.
'Ok, ok. Inizio io. Obbligo.'
Gli invitati si consultarono e decisero che avrei camminato in modo sexy davanti a tutti.
Facilissimo.
Eseguì la penitenza, senza difficoltà.
A turno tutti scelsero tra obbligo e verità. Finché fu di nuovo il mio turno.
'Obbligo'
'Aumentiamo la posta in gioco: levati il vestito.'
Io ero stata previdente e sotto indossavo un intimo molto somigliante a un costume. Tra gli invitati c'era già qualcuno senza maglietta e qualche ragazza senza pantaloni. Quindi non sarei stata la sola.
Sentì gli occhi di Marco bucarmi e passarmi da parte a parte, come una spada.
Non voleva!
Lo guardai e rimasi perplessa. Come fare ad assecondare una richiesta del genere?
Presa da euforia, mi sfilai il vestitino e rimasi in 'costume'.
Marco scelse Verità e Fabio gli chiese: 'C'è qualcuna che ti piace tra le presenti?'
Percepì una grande tensione tra i due.
'No, sono solo delle buone amiche.'
Aveva un sangue freddo invidiabile. Io avrei confessato anche ciò che non pensavo, al posto suo.
Fabio fece un'espressione scettica e Marco sorrise placido.
'Ora tocca a te, Mia.'
'Obbligo'
'Qualcuno si metterà dietro di te e ti toccherà il culo.'
'Siamo passati a pratiche estreme. Ovviamente se io accetto, poi tutti dovranno pagare pegni di questo genere.'
'Anche peggiori!'
Mi disse Fabio.
'Ok, accetto, ma chi lo farà?'
Il gioco mi stava piacendo molto.
'Si tira a sorte. Potrebbe essere anche una ragazza!'
'Ok.'
La sorte scelse Anna. Mi sentí squadrata da capo a piedi: sapevo che per un ragazzo osservare due femmine in atteggiamenti intimi era molto arrapante.
'Dai, Anna. Toccale quel culo. Tra poco albeggia!'
Anna si piazzò dietro di me e mi diede una rapida toccata sulle natiche.
'Devi fare finta che state per baciarvi! Cos'è quella? Una visione per suore di clausura!? Tocca! Oppure Anna pagherai pegno anche tu!'
Anna si avvicinò a me, fino aderire al mio corpo e cominciò a toccare la carne. Io mi sentivo molto in imbarazzo e anche lei.
'Cazzo, Mia. Che situazione del cazzo.'
E cominciammo a ridere tutte e due.
I presenti non dissero nulla e considerarono valida la penitenza.
A turno, tutti pagarono pegno o raccontarono qualcosa di imbarazzante, come pattuito. La posta in gioco stava salendo vertiginosamente.
'Mia?'
'Verità.'
Fabio sparò a zero:
'Ti tocchi?'
'Sí.'- risposi di getto.
'Wowww! Da quando sei così sfrontata?'
Mi chiese Dario, che poi si rivolse a Marco.
'Da ora, perché sono diplomata! E non mi frega più un cazzo!'
Marco era incazzato. Mi rivolse uno sguardo omicida, che prometteva rappresaglie. Mi terrorizzai e .. di conseguenza mi bagnai.
'Tu cosa scegli?'
Lo apostrofò Fabio
'Obbligo.'
'Devi togliere la maglietta a una donna e farti togliere i pantaloni.'
'Vogliamo anche la lingua!'
'Hai sentito?- aveva un atteggiamento provocatorio
'Sí. Estraiamo a sorte?'
Tirarono a sorte e uscì io.
Mi si agitarono le farfalle nello stomaco.
'È già senza maglietta!'
'E allora lei spoglia lui e poi lui se la limona... '
Decisi di vivere quel momento con decisione. Così mi avvicinai e gli tolsi la maglietta. Ma il pubblico
voleva uno strip-tease completo, compreso di pantaloni. Così lo lasciai in boxer. Poi aspettai che lui mi baciasse.
Mi afferrò la nuca, mi guardò con uno sguardo che rivendicava possesso, mi attirò a sé e mi baciò. Era come se fossimo soli. Naturalmente mi bagnai senza ritegno (e pregai che non si vedesse nulla davanti a tutti).
La festa continuò così. Anna e Dario finalmente si baciarono, altre persone si denudarono e toccarono.
Approfittando della confusione generale, Marco mi trascinò in un luogo appartato. Io ero completamente bagnata e su di giri per quello che era accaduto.
'Ora che ti ho per le mani, mettiti faccia al muro.'
Il tono era perentorio, quello di sempre.
Io mi voltai e poggiai le mani al muro.
'Vedi che bel giochetto che abbiamo fatto tutti insieme. Il tuo amico sperava di limonare con te, forse?'
Mi piantò uno schiaffo nel culo, per poi massaggiarmi il punto dolente.
Mi voltò la bocca verso di lui e mi baciò a bocca piena.
'Sentiamo un po''- E infilò le dita nello slip.
Io aprí le gambe e cercai di muovere la fica verso la sua mano, ma lui mi tirò i capelli.
'Lasciati gestire da me.. Guarda come sei bagnata!'
Le dita si muovevano lente nella mia fessura, titillando il clitoride. Mi morsi la bocca per resistere. Non era facile stare ferma, mentre volevo agevolare i suoi movimenti.
'Chiedimelo, come si conviene a una puttanella come te.'
'Toccami... Mi stai facendo morire... '
'Chiedimelo ancora di più.... '
Le dita lavoravano lente, sempre più lente, per portarmi al piacere senza fretta.
'Ti prego, dammi piacere...'
Ormai si muoveva in cerchi concentrici attorno al clitoride, lo solleticava. Brividi mi stavano iniziando a scuotere proprio là, dentro di me, a partire da un punto preciso.
'Ti prego...'
Mi morse il lobo dell'orecchio, mi leccò il collo e mi baciò in modo brutale, invadendomi tutta la bocca.
Mi fece sdraiare per terra, io aprí le gambe, e lui, guardandomi negli occhi, riprese a toccarmi.
'Sei da prendere e scopare. Lo sai..'
Non ero pronta, non ancora.
Mentre mi toccava, i suoi occhi scavavano tunnel nella mia testa, ormai completamente di sua proprietà. Doveva sentirsi così chi faceva uso di sostanze stupefacenti. Era roba, roba pesante.
Il respiro era sempre più corto e il piacere montava rapido, finché non venni, urlando in modo liberatorio. La fica si contrasse e lui la chiuse nella mano, per rallentare quel movimento involontario.
Sapevo che tra noi la storia era a tempo determinato. Ero appena venuta e quelle immagini si riaffacciavano nella mia mente.
'Allora?'- il suo sguardo era magnetico, la voce bassa e suadente.
Gli tolsi i boxer e il suo cazzo mi schiaffeggiò il collo. Aveva un odore da maschio selvatico, rude.
Lo presi in mano e cominciai ad agitarlo, su e giù. Lui mi aiutò, ponendo le sue mani sulle mie, accompagnando quei movimenti. Mi guardava negli occhi e si mordeva la bocca. Di colpo, morse le mie labbra e mi baciò, mentre il suo orgasmo sembrava giungere rapido. Poi si irrigidì e mi inondò con un mare di sperma. Mi baciò di nuovo in modo brutale, vigoroso.
'Wowwww! Mi hai ricoperta!'
'E tu ritieniti lusingata.'- disse, baciandomi
'Che vuoi dire?'- chiesi maliziosamente
'Che mi ispiri sesso...'
E mi guardò serio, deciso.
Dopo avermi ripulita, massaggiandomi delicatamente, gli occhi sempre fissi nei miei, tornammo dagli altri, separatamente.
Fabio, però, mi guardò sospettoso
'Ma, dov'eri finita tu?'
'In bagno.'
'Strano: mancava anche Marco.'
'Ah, non lo so. I bagni sono separati..'- dissi con fare innocente.
'Vuoi che vi accompagni alla macchina, Mia?'
'No, Fabio, grazie mille. Ce la facciamo.'
Fabio mi abbracciò stretto, mentre notavo che Marco lo guardava torvo.
Sulla porta, si scambiarono un paio di battute, che sembrava dovessero degenerare in una rissa.
Fabio torreggiava su Marco, che si era fatto sotto. Gli sguardi rivelavano fiumi di testosterone.
Io e Anna ci precipitammo lì per separarli.
'Dove sta la tua donna? Perché non la portavi?'
'Fatti i cazzi tuoi. Io e Mia siamo ottimi amici.'
'Seee, amici di sto cazzo!'
Disse Fabio, agitandogli il pugno a 2 cm dalla faccia.
Marco gli scoppiò a ridere così sguaiatamente in faccia, che Fabio lo agguantò per la maglietta e lo spinse al muro (sarebbe più appropriato dire che lo appese all'appendiabiti).
'Ragazzi! Che cazzo fate? Dai, dateci un taglio!'
Io e Anna cercavamo di frapporci tra i due, ma con scarsi risultati.
Poi intervennero Dario e altri amici di Fabio.
'Non finisce qua, testa di cazzo!'
Disse Fabio all'indirizzo di Marco, che continuava a guardarlo con la sua faccia da culo.
Non sapevo da chi dei due andare.
La faccia di Marco però mi aveva inquietata, un po' come le amiche di Al Pacino ne 'L'avvocato del diavolo', quando appaiono circondate da diavoli.
Così andai da Fabio, sapendo già che l'avrei pagata.
'Fabio, dai, basta! Andiamo alla macchina. Ti accompagniamo io e Anna. E anche gli altri. Tutti con te.'
Lui era colpito, mentre Marco mi guardava con una rabbia cieca, che rendeva i suoi occhi torbidi.
Era venuta meno la fiducia. E a pelle non potevo fare diversamente.
Andai comunque a salutarlo.
'Marco, io accompagno Fabio... Ma che cazzo gli hai detto?'
Mi ero svegliata.
'Non gli ho detto nulla: ha iniziato lui a insultarmi e tu ora... Stai facendo la tua scelta.'
'Mi dispiace... Non posso lasciarlo andare così....'
E me ne andai via.
2 settimane dopo.... Continua...
Gli scrissi:
'Ciao Marco, allora del gruppo chi viene?'
'Tutti.'
Voleva proprio che glielo chiedessi chiaramente. E invece no. Lo avrei scoperto quel giorno.
Quel giorno, indossai un bel vestitino estivo: leggero e colorato. Mi stava stretto in vita e metteva in risalto i miei fianchi e il mio sederino- a quanto pare niente male, anche se a me sembrava troppo pieno. Mi truccai in modo molto leggero, sistemai i capelli e uscì. Avevo ordinato pizze e torta. Avevo già sistemato tutto al centro. Dovevo solo andare a divertirmi.
Con il passare del tempo, arrivarono tutti. Lui mi scrisse che sarebbe arrivato a breve, sempre senza specificare con chi. Alla fine, arrivò da solo. Io rimasi stupita. Forse neanche lui sapeva cosa fare e aveva optato per una scelta molto rischiosa. Chiunque avrebbe potuto riferire a lei cosa faceva lui.
Appena mi fu davanti, la mia temperatura corporea salì a 40°C, divenni rossa e guardai giù, in basso.
'Ciao, mi fa piacere vederti.'
Lui mi diede 2 baci e mi sussurrò
'Il vestitino ti fa un culo da urlo....te lo schiaffeggerei, fino a farti implorare!'
Il respiro si accorciò e i miei propositi erano già sepolti.
Durante la serata, notai che Fabio e Marco si guardavano male. Poi, venne proposto di giocare a Obbligo o verità.
'Inizia Mia. È la festeggiata!'
Si levò un coro da stadio che inneggiava al mio sacrificio.
'Ok, ok. Inizio io. Obbligo.'
Gli invitati si consultarono e decisero che avrei camminato in modo sexy davanti a tutti.
Facilissimo.
Eseguì la penitenza, senza difficoltà.
A turno tutti scelsero tra obbligo e verità. Finché fu di nuovo il mio turno.
'Obbligo'
'Aumentiamo la posta in gioco: levati il vestito.'
Io ero stata previdente e sotto indossavo un intimo molto somigliante a un costume. Tra gli invitati c'era già qualcuno senza maglietta e qualche ragazza senza pantaloni. Quindi non sarei stata la sola.
Sentì gli occhi di Marco bucarmi e passarmi da parte a parte, come una spada.
Non voleva!
Lo guardai e rimasi perplessa. Come fare ad assecondare una richiesta del genere?
Presa da euforia, mi sfilai il vestitino e rimasi in 'costume'.
Marco scelse Verità e Fabio gli chiese: 'C'è qualcuna che ti piace tra le presenti?'
Percepì una grande tensione tra i due.
'No, sono solo delle buone amiche.'
Aveva un sangue freddo invidiabile. Io avrei confessato anche ciò che non pensavo, al posto suo.
Fabio fece un'espressione scettica e Marco sorrise placido.
'Ora tocca a te, Mia.'
'Obbligo'
'Qualcuno si metterà dietro di te e ti toccherà il culo.'
'Siamo passati a pratiche estreme. Ovviamente se io accetto, poi tutti dovranno pagare pegni di questo genere.'
'Anche peggiori!'
Mi disse Fabio.
'Ok, accetto, ma chi lo farà?'
Il gioco mi stava piacendo molto.
'Si tira a sorte. Potrebbe essere anche una ragazza!'
'Ok.'
La sorte scelse Anna. Mi sentí squadrata da capo a piedi: sapevo che per un ragazzo osservare due femmine in atteggiamenti intimi era molto arrapante.
'Dai, Anna. Toccale quel culo. Tra poco albeggia!'
Anna si piazzò dietro di me e mi diede una rapida toccata sulle natiche.
'Devi fare finta che state per baciarvi! Cos'è quella? Una visione per suore di clausura!? Tocca! Oppure Anna pagherai pegno anche tu!'
Anna si avvicinò a me, fino aderire al mio corpo e cominciò a toccare la carne. Io mi sentivo molto in imbarazzo e anche lei.
'Cazzo, Mia. Che situazione del cazzo.'
E cominciammo a ridere tutte e due.
I presenti non dissero nulla e considerarono valida la penitenza.
A turno, tutti pagarono pegno o raccontarono qualcosa di imbarazzante, come pattuito. La posta in gioco stava salendo vertiginosamente.
'Mia?'
'Verità.'
Fabio sparò a zero:
'Ti tocchi?'
'Sí.'- risposi di getto.
'Wowww! Da quando sei così sfrontata?'
Mi chiese Dario, che poi si rivolse a Marco.
'Da ora, perché sono diplomata! E non mi frega più un cazzo!'
Marco era incazzato. Mi rivolse uno sguardo omicida, che prometteva rappresaglie. Mi terrorizzai e .. di conseguenza mi bagnai.
'Tu cosa scegli?'
Lo apostrofò Fabio
'Obbligo.'
'Devi togliere la maglietta a una donna e farti togliere i pantaloni.'
'Vogliamo anche la lingua!'
'Hai sentito?- aveva un atteggiamento provocatorio
'Sí. Estraiamo a sorte?'
Tirarono a sorte e uscì io.
Mi si agitarono le farfalle nello stomaco.
'È già senza maglietta!'
'E allora lei spoglia lui e poi lui se la limona... '
Decisi di vivere quel momento con decisione. Così mi avvicinai e gli tolsi la maglietta. Ma il pubblico
voleva uno strip-tease completo, compreso di pantaloni. Così lo lasciai in boxer. Poi aspettai che lui mi baciasse.
Mi afferrò la nuca, mi guardò con uno sguardo che rivendicava possesso, mi attirò a sé e mi baciò. Era come se fossimo soli. Naturalmente mi bagnai senza ritegno (e pregai che non si vedesse nulla davanti a tutti).
La festa continuò così. Anna e Dario finalmente si baciarono, altre persone si denudarono e toccarono.
Approfittando della confusione generale, Marco mi trascinò in un luogo appartato. Io ero completamente bagnata e su di giri per quello che era accaduto.
'Ora che ti ho per le mani, mettiti faccia al muro.'
Il tono era perentorio, quello di sempre.
Io mi voltai e poggiai le mani al muro.
'Vedi che bel giochetto che abbiamo fatto tutti insieme. Il tuo amico sperava di limonare con te, forse?'
Mi piantò uno schiaffo nel culo, per poi massaggiarmi il punto dolente.
Mi voltò la bocca verso di lui e mi baciò a bocca piena.
'Sentiamo un po''- E infilò le dita nello slip.
Io aprí le gambe e cercai di muovere la fica verso la sua mano, ma lui mi tirò i capelli.
'Lasciati gestire da me.. Guarda come sei bagnata!'
Le dita si muovevano lente nella mia fessura, titillando il clitoride. Mi morsi la bocca per resistere. Non era facile stare ferma, mentre volevo agevolare i suoi movimenti.
'Chiedimelo, come si conviene a una puttanella come te.'
'Toccami... Mi stai facendo morire... '
'Chiedimelo ancora di più.... '
Le dita lavoravano lente, sempre più lente, per portarmi al piacere senza fretta.
'Ti prego, dammi piacere...'
Ormai si muoveva in cerchi concentrici attorno al clitoride, lo solleticava. Brividi mi stavano iniziando a scuotere proprio là, dentro di me, a partire da un punto preciso.
'Ti prego...'
Mi morse il lobo dell'orecchio, mi leccò il collo e mi baciò in modo brutale, invadendomi tutta la bocca.
Mi fece sdraiare per terra, io aprí le gambe, e lui, guardandomi negli occhi, riprese a toccarmi.
'Sei da prendere e scopare. Lo sai..'
Non ero pronta, non ancora.
Mentre mi toccava, i suoi occhi scavavano tunnel nella mia testa, ormai completamente di sua proprietà. Doveva sentirsi così chi faceva uso di sostanze stupefacenti. Era roba, roba pesante.
Il respiro era sempre più corto e il piacere montava rapido, finché non venni, urlando in modo liberatorio. La fica si contrasse e lui la chiuse nella mano, per rallentare quel movimento involontario.
Sapevo che tra noi la storia era a tempo determinato. Ero appena venuta e quelle immagini si riaffacciavano nella mia mente.
'Allora?'- il suo sguardo era magnetico, la voce bassa e suadente.
Gli tolsi i boxer e il suo cazzo mi schiaffeggiò il collo. Aveva un odore da maschio selvatico, rude.
Lo presi in mano e cominciai ad agitarlo, su e giù. Lui mi aiutò, ponendo le sue mani sulle mie, accompagnando quei movimenti. Mi guardava negli occhi e si mordeva la bocca. Di colpo, morse le mie labbra e mi baciò, mentre il suo orgasmo sembrava giungere rapido. Poi si irrigidì e mi inondò con un mare di sperma. Mi baciò di nuovo in modo brutale, vigoroso.
'Wowwww! Mi hai ricoperta!'
'E tu ritieniti lusingata.'- disse, baciandomi
'Che vuoi dire?'- chiesi maliziosamente
'Che mi ispiri sesso...'
E mi guardò serio, deciso.
Dopo avermi ripulita, massaggiandomi delicatamente, gli occhi sempre fissi nei miei, tornammo dagli altri, separatamente.
Fabio, però, mi guardò sospettoso
'Ma, dov'eri finita tu?'
'In bagno.'
'Strano: mancava anche Marco.'
'Ah, non lo so. I bagni sono separati..'- dissi con fare innocente.
'Vuoi che vi accompagni alla macchina, Mia?'
'No, Fabio, grazie mille. Ce la facciamo.'
Fabio mi abbracciò stretto, mentre notavo che Marco lo guardava torvo.
Sulla porta, si scambiarono un paio di battute, che sembrava dovessero degenerare in una rissa.
Fabio torreggiava su Marco, che si era fatto sotto. Gli sguardi rivelavano fiumi di testosterone.
Io e Anna ci precipitammo lì per separarli.
'Dove sta la tua donna? Perché non la portavi?'
'Fatti i cazzi tuoi. Io e Mia siamo ottimi amici.'
'Seee, amici di sto cazzo!'
Disse Fabio, agitandogli il pugno a 2 cm dalla faccia.
Marco gli scoppiò a ridere così sguaiatamente in faccia, che Fabio lo agguantò per la maglietta e lo spinse al muro (sarebbe più appropriato dire che lo appese all'appendiabiti).
'Ragazzi! Che cazzo fate? Dai, dateci un taglio!'
Io e Anna cercavamo di frapporci tra i due, ma con scarsi risultati.
Poi intervennero Dario e altri amici di Fabio.
'Non finisce qua, testa di cazzo!'
Disse Fabio all'indirizzo di Marco, che continuava a guardarlo con la sua faccia da culo.
Non sapevo da chi dei due andare.
La faccia di Marco però mi aveva inquietata, un po' come le amiche di Al Pacino ne 'L'avvocato del diavolo', quando appaiono circondate da diavoli.
Così andai da Fabio, sapendo già che l'avrei pagata.
'Fabio, dai, basta! Andiamo alla macchina. Ti accompagniamo io e Anna. E anche gli altri. Tutti con te.'
Lui era colpito, mentre Marco mi guardava con una rabbia cieca, che rendeva i suoi occhi torbidi.
Era venuta meno la fiducia. E a pelle non potevo fare diversamente.
Andai comunque a salutarlo.
'Marco, io accompagno Fabio... Ma che cazzo gli hai detto?'
Mi ero svegliata.
'Non gli ho detto nulla: ha iniziato lui a insultarmi e tu ora... Stai facendo la tua scelta.'
'Mi dispiace... Non posso lasciarlo andare così....'
E me ne andai via.
2 settimane dopo.... Continua...
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