I miei limiti - parte 2
di
Mia1
genere
dominazione
Cercai di mettere a fuoco e vidi Marco. Era lui a suonare.
Con la coda nell'occhio, vidi che era solo, mentre lei camminava, lungo la direzione opposta alla mia.
'Dimmi.'- ero asciutta. Non potevo polemizzare, anche se il mio tono non lasciava adito a dubbi.
'Sali.'
Non risposi. La mia risposta era
'No. Col cazzo.'
Dato che non potevo esordire così, rimasi zitta. Dentro bollivo ed ero rimasta male.
'Ho detto SALI. Non ripeterò altre volte.'
Mi guardò dal posto auto.
Alla fine dovetti cedere, ma non lo guardavo.
Quando arrivammo da me, lui mi ordinò
'Baciami il collo.'
Mi guardava truce.
Io non volevo obbedire, pur sapendo che l'avrei pagata. Mi avvicinai al suo collo e diedi un bacio molto delicato e veloce. Forse lui si aspettava altro o forse semplicemente era abituato a un tenore ben più erotico del mio. Mi sentí una ragazzina.
'Ho detto BACIAMI. E con questo intendo che mi devi baciare con labbra e lingua. Con questa boccuccia di rosa.' e mi sfiorò il contorno labbra, facendomi friggere.
Se ne accorse e si mise a sorridere: aveva vinto.
Mi avvicinai e cominciai a baciare in modo deliberatamente lento il suo collo. Poi iniziai a leccarlo e infine leccavo e baciavo, compiendo giri completi del suo capo.
Il suo respiro accelerò e io mi spaventai.
'Non irrigidirti. Tanto...non ti toccherò finché non sarai tu a implorare che io lo faccia. E... lo farai.'
Questo me lo disse, ridendomi davanti alla bocca. Mi soffiò sulle labbra, si avvicinò, ma senza sfiorarmi.
Era vero. Avrei voluto baciarlo e toccarlo liberamente, anche se non mi era concesso prendere iniziative.
'Marco, ecco io volevo chiederti una cosa, ma è un po'... '
'Imbarazzante?'
'Sí.'
Lui mi rise in faccia.
'Dimmi'
'No.. scherzavo.'
'Come vuoi.'
Di colpo, presi l'iniziativa e lo baciai sulla guancia, vicino alla bocca. Il cuore batteva a tamburo e il respiro era corto. Sapevo di doverglielo chiedere. Non ne avevamo parlato, ma immaginai che tra noi fosse così.
Si fece baciare e, in tutta risposta, reclinò il mio sedile, si fiondò su di me e mi bloccò con il suo peso, quindi mi guardò fisso.
'Ehm... Non ho resistito.'
'Alza le mani.'
Me le bloccò sopra la testa, mentre il suo corpo e in particolare il suo cazzo era esattamente corrispondente alla mia fica.
Ero bloccata.
Mi morse il lobo e si avvicinò lentamente alle mie labbra. Io chiusi gli occhi e dischiusi la bocca.
'Allora- mi sussurrò all'orecchio- come ti sei sentita, quando hai visto Marta?'
Che faccia da culo!
'Trovo che sia... Una tipa da letto.'
Dissi con fare innocente.
'E tu invece... No.'
'Eh... Io sono ancora una verginella.. non potrei esserlo.'
'Lo si può essere pur senza certe... - e mi sfiorò il fianco sinistro- esperienze. Non è così?'
Con il cazzo, che gli percepivo in tiro, sentì che mi stava lambendo leggermente la fica. Mi sentivo in difficoltà, ma non sapevo come dirlo. Mi morsi le labbra e guardai altrove.
'È troppo per te?'
Non volevo dirlo. Diventai rossa e il respiro si accorciò. Lui smise, senza fare commenti.
'Parliamo di Marta.... Dato che hai tirato fuori il discorso.'
Mi strinse la nuca
'Cosa vuoi sapere?'
'Se voi...'
'Se abbiamo fatto sesso quando stavamo insieme?'
'E anche ora .. '
'Direi che... Non sono affari tuoi.'
E mi morse il collo. Poi lo leccò lentamente.
'Mia... Ora devo controllare se ti sei vestita come ti avevo detto.'
Mi si strinse lo stomaco. Non volevo che mi toccasse così a fondo.
Lui si mise di lato e mi fece voltare, poggiandomi sulle ginocchia: a 90°.
Poi mi sfiorò il culo, sopra i pantaloncini.
'Perchè mi hai rimproverato davanti a tutti per i pantaloncini?'
Mi diede un pizzicotto.
'Perchè io ti avevo detto che dovevano essere pantaloncini, ma non così corti. Questi sono proprio da.... Ragazzina spudorata.'
La stretta sul mio culo divenne vigorosa. Mi stava toccando i glutei, anche se non direttamente. Li stringeva, li pizzicava e dava colpi.
'Meriti proprio una bella sculacciata, per esserti presentata così al mio cospetto.'
Mi tirò i capelli all'indietro (e si alzò anche lui in ginocchio)
'Domanda scusa, ora.'
'Ma io avevo capito che potevo vestirmi cos...'
Abbassarmi i pantaloncini, lasciarmi nuda e colpirmi le natiche fu un tutt'uno. Mi coprí la fica e rimasi in ginocchio. Lo guardai di sottecchi. Non volevo che lui mi vedesse chiaramente. Quindi mi sbatté al sedile e prese a colpirmi le natiche.
'Ho capito male le tue indicazioni. Non volevo.'
'Ora ti porto in un posto, così la smetti di fare cazzate. Rivestiti, per ora.'
Parte 2 bis
Mise in moto e parti a razzo. Stava tornando al centro.
'Ma stiamo andando... '
Lui non rispose.
Entrati dal cancello, ci accorgemmo che eravamo soli.
'Sai già dove andare e soprattutto.... Come farti trovare.'
'Vorrei che fossi tu a... '
Mi prese il mento tra 2 dita
'Devi dire chiaramente quello che vuoi.'
'Vorrei che... - mi si piazzò davanti, gonfiando il già voluminoso petto e mi guardò negli occhi- verificassi tu se ho rispettato la tua richiesta.'
'Non basta. Alza gli occhi.'
'Vorrei che tu mi spogliassi.'
'Lo farò qui.'
'Qui ci possono...'
Mi levò maglietta e pantaloncini. Sembrava avesse urgenza di scoparmi. Forse non lo aveva fatto con Marta, allora. Non avevo bene idea dei tempi necessari al recupero dopo un rapporto sessuale, ma immaginavo che non si potesse fare 2 volte nel giro di un'ora. O sì? Dovevo chiedere a un maschio o ad Anna, qualcuno con più esperienza di me...
Restai nuda davanti a lui.
Mi si avvicinò e mi sfiorò la pancia.
'Cosa desideri, Mia? Accadrà quello che tu avrai le palle di chiedere.... '
Essere così vulnerabile mi mise a disagio, ma.... Mi eccitò. Avevo la fica in fiamme e soprattutto bagnata. Lui mi guardò proprio lì e io ne seguì lo sguardo.
'Guarda, guarda. Sei proprio bagnata.'
Era troppo diretto.
Si avvicinò e mi si piazzò dietro, quindi mi spinse verso il muro esterno del bar. Mi fece alzare le braccia.
'Ti mette a disagio questo mio linguaggio?'
'Un po'.'
'Bene, allora ora faremo un gioco. Dovrai descrivermi cosa ti sta succedendo, là sotto, nella fica. Parla chiaro.'
Nel frattempo mi sfiorava la schiena e i glutei.
'Mi sento un po' agitata... E il corpo ha reagito.'
Mi arrivò una bella sculacciata.
'Mi sono....'
Ne arrivò un'altra.
'Eccitata. Perché mi piace quello che mi fai e... Dici'
'E?'
'E adesso sono molto umida.'
Mi schiaffeggiò finché non feci capire che ero pronta.
'Sono bagnata.. per colpa tua che sei uno.... '
Mi diede un pizzicotto sui glutei e io mi fermai.
'Ora faremo così- e cominciò a sfiorarmi ovunque, evitando le zone particolarmente sensibili- mi dirai come ti fa sentire essere toccata così da me, nuda, sapendo che io potrei scoparti, come e quando voglio.'
Le dita scesero quasi sul monte di Venere e sui seni, in modo morbido. Non c'era prepotenza, ma solo la consapevolezza che la strada era aperta. Non lo avrei fermato, ma lui sapeva che se avesse forzato troppo, io mi sarei ritratta irrimediabilmente. Anche quella parola proibita, sconosciuta, scopare, mi gettava in uno stato confusionale e di grande eccitazione.
Con la coda nell'occhio, vidi che era solo, mentre lei camminava, lungo la direzione opposta alla mia.
'Dimmi.'- ero asciutta. Non potevo polemizzare, anche se il mio tono non lasciava adito a dubbi.
'Sali.'
Non risposi. La mia risposta era
'No. Col cazzo.'
Dato che non potevo esordire così, rimasi zitta. Dentro bollivo ed ero rimasta male.
'Ho detto SALI. Non ripeterò altre volte.'
Mi guardò dal posto auto.
Alla fine dovetti cedere, ma non lo guardavo.
Quando arrivammo da me, lui mi ordinò
'Baciami il collo.'
Mi guardava truce.
Io non volevo obbedire, pur sapendo che l'avrei pagata. Mi avvicinai al suo collo e diedi un bacio molto delicato e veloce. Forse lui si aspettava altro o forse semplicemente era abituato a un tenore ben più erotico del mio. Mi sentí una ragazzina.
'Ho detto BACIAMI. E con questo intendo che mi devi baciare con labbra e lingua. Con questa boccuccia di rosa.' e mi sfiorò il contorno labbra, facendomi friggere.
Se ne accorse e si mise a sorridere: aveva vinto.
Mi avvicinai e cominciai a baciare in modo deliberatamente lento il suo collo. Poi iniziai a leccarlo e infine leccavo e baciavo, compiendo giri completi del suo capo.
Il suo respiro accelerò e io mi spaventai.
'Non irrigidirti. Tanto...non ti toccherò finché non sarai tu a implorare che io lo faccia. E... lo farai.'
Questo me lo disse, ridendomi davanti alla bocca. Mi soffiò sulle labbra, si avvicinò, ma senza sfiorarmi.
Era vero. Avrei voluto baciarlo e toccarlo liberamente, anche se non mi era concesso prendere iniziative.
'Marco, ecco io volevo chiederti una cosa, ma è un po'... '
'Imbarazzante?'
'Sí.'
Lui mi rise in faccia.
'Dimmi'
'No.. scherzavo.'
'Come vuoi.'
Di colpo, presi l'iniziativa e lo baciai sulla guancia, vicino alla bocca. Il cuore batteva a tamburo e il respiro era corto. Sapevo di doverglielo chiedere. Non ne avevamo parlato, ma immaginai che tra noi fosse così.
Si fece baciare e, in tutta risposta, reclinò il mio sedile, si fiondò su di me e mi bloccò con il suo peso, quindi mi guardò fisso.
'Ehm... Non ho resistito.'
'Alza le mani.'
Me le bloccò sopra la testa, mentre il suo corpo e in particolare il suo cazzo era esattamente corrispondente alla mia fica.
Ero bloccata.
Mi morse il lobo e si avvicinò lentamente alle mie labbra. Io chiusi gli occhi e dischiusi la bocca.
'Allora- mi sussurrò all'orecchio- come ti sei sentita, quando hai visto Marta?'
Che faccia da culo!
'Trovo che sia... Una tipa da letto.'
Dissi con fare innocente.
'E tu invece... No.'
'Eh... Io sono ancora una verginella.. non potrei esserlo.'
'Lo si può essere pur senza certe... - e mi sfiorò il fianco sinistro- esperienze. Non è così?'
Con il cazzo, che gli percepivo in tiro, sentì che mi stava lambendo leggermente la fica. Mi sentivo in difficoltà, ma non sapevo come dirlo. Mi morsi le labbra e guardai altrove.
'È troppo per te?'
Non volevo dirlo. Diventai rossa e il respiro si accorciò. Lui smise, senza fare commenti.
'Parliamo di Marta.... Dato che hai tirato fuori il discorso.'
Mi strinse la nuca
'Cosa vuoi sapere?'
'Se voi...'
'Se abbiamo fatto sesso quando stavamo insieme?'
'E anche ora .. '
'Direi che... Non sono affari tuoi.'
E mi morse il collo. Poi lo leccò lentamente.
'Mia... Ora devo controllare se ti sei vestita come ti avevo detto.'
Mi si strinse lo stomaco. Non volevo che mi toccasse così a fondo.
Lui si mise di lato e mi fece voltare, poggiandomi sulle ginocchia: a 90°.
Poi mi sfiorò il culo, sopra i pantaloncini.
'Perchè mi hai rimproverato davanti a tutti per i pantaloncini?'
Mi diede un pizzicotto.
'Perchè io ti avevo detto che dovevano essere pantaloncini, ma non così corti. Questi sono proprio da.... Ragazzina spudorata.'
La stretta sul mio culo divenne vigorosa. Mi stava toccando i glutei, anche se non direttamente. Li stringeva, li pizzicava e dava colpi.
'Meriti proprio una bella sculacciata, per esserti presentata così al mio cospetto.'
Mi tirò i capelli all'indietro (e si alzò anche lui in ginocchio)
'Domanda scusa, ora.'
'Ma io avevo capito che potevo vestirmi cos...'
Abbassarmi i pantaloncini, lasciarmi nuda e colpirmi le natiche fu un tutt'uno. Mi coprí la fica e rimasi in ginocchio. Lo guardai di sottecchi. Non volevo che lui mi vedesse chiaramente. Quindi mi sbatté al sedile e prese a colpirmi le natiche.
'Ho capito male le tue indicazioni. Non volevo.'
'Ora ti porto in un posto, così la smetti di fare cazzate. Rivestiti, per ora.'
Parte 2 bis
Mise in moto e parti a razzo. Stava tornando al centro.
'Ma stiamo andando... '
Lui non rispose.
Entrati dal cancello, ci accorgemmo che eravamo soli.
'Sai già dove andare e soprattutto.... Come farti trovare.'
'Vorrei che fossi tu a... '
Mi prese il mento tra 2 dita
'Devi dire chiaramente quello che vuoi.'
'Vorrei che... - mi si piazzò davanti, gonfiando il già voluminoso petto e mi guardò negli occhi- verificassi tu se ho rispettato la tua richiesta.'
'Non basta. Alza gli occhi.'
'Vorrei che tu mi spogliassi.'
'Lo farò qui.'
'Qui ci possono...'
Mi levò maglietta e pantaloncini. Sembrava avesse urgenza di scoparmi. Forse non lo aveva fatto con Marta, allora. Non avevo bene idea dei tempi necessari al recupero dopo un rapporto sessuale, ma immaginavo che non si potesse fare 2 volte nel giro di un'ora. O sì? Dovevo chiedere a un maschio o ad Anna, qualcuno con più esperienza di me...
Restai nuda davanti a lui.
Mi si avvicinò e mi sfiorò la pancia.
'Cosa desideri, Mia? Accadrà quello che tu avrai le palle di chiedere.... '
Essere così vulnerabile mi mise a disagio, ma.... Mi eccitò. Avevo la fica in fiamme e soprattutto bagnata. Lui mi guardò proprio lì e io ne seguì lo sguardo.
'Guarda, guarda. Sei proprio bagnata.'
Era troppo diretto.
Si avvicinò e mi si piazzò dietro, quindi mi spinse verso il muro esterno del bar. Mi fece alzare le braccia.
'Ti mette a disagio questo mio linguaggio?'
'Un po'.'
'Bene, allora ora faremo un gioco. Dovrai descrivermi cosa ti sta succedendo, là sotto, nella fica. Parla chiaro.'
Nel frattempo mi sfiorava la schiena e i glutei.
'Mi sento un po' agitata... E il corpo ha reagito.'
Mi arrivò una bella sculacciata.
'Mi sono....'
Ne arrivò un'altra.
'Eccitata. Perché mi piace quello che mi fai e... Dici'
'E?'
'E adesso sono molto umida.'
Mi schiaffeggiò finché non feci capire che ero pronta.
'Sono bagnata.. per colpa tua che sei uno.... '
Mi diede un pizzicotto sui glutei e io mi fermai.
'Ora faremo così- e cominciò a sfiorarmi ovunque, evitando le zone particolarmente sensibili- mi dirai come ti fa sentire essere toccata così da me, nuda, sapendo che io potrei scoparti, come e quando voglio.'
Le dita scesero quasi sul monte di Venere e sui seni, in modo morbido. Non c'era prepotenza, ma solo la consapevolezza che la strada era aperta. Non lo avrei fermato, ma lui sapeva che se avesse forzato troppo, io mi sarei ritratta irrimediabilmente. Anche quella parola proibita, sconosciuta, scopare, mi gettava in uno stato confusionale e di grande eccitazione.
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