La riunione
di
Mia1
genere
etero
Era passata una settimana da quel giorno. Era venuta a trovarmi la mia più cara amica per convincermi a tornare al centro con lei, fregandomene di quello che la gente diceva e invitandomi a negare.
'No, ti ho detto che lì non vengo.'
'Dimmi La verità: è per Marco.'
Mi sorrise divertita.
'Quello è una testa di c**o'
Anna proruppe in una calda risata, che la fece piegare in due.
'Anna! Non dire cazzate. Lo sai che siamo solo amici.'
Ma il rossore che si diffuse sulle mie guance la diceva lunga.
'Guarda che si è incazzato, perché non vuole che ti esponi ai pettegolezzi qui. Lo sai in che ambiente siamo.'
Colpita da quella rivelazione, mi ero zittita.
Possibile che io piacessi a Marco?
Ma se non perdeva occasione per dirmi che ero bruttina e insignificante?!
'Pensaci: la notte porta consiglio. Se vuoi venire, ci vediamo domani...'
E così mi ero lasciata convincere.
Il giorno dopo mi ero ritrovata con Anna al bar. Ero molto nervosa. Saltavo in aria per ogni nonnulla.
A un certo punto, Marco entrò al bar: mancai un battito.
Non mi Notò subito e si fermò a salutare Dario e gli altri.
Io mi irrigidì e mi resi conto che stavo trattenendo il respiro.
'Stai rilassata, Mia. Altrimenti ricominciano a parlare.'
Poi mi vide e rimase spiazzato, interdetto. La sua facciata perfetta si scalfì per un istante. Quando lo stupore lasciò spazio alla consapevolezza, vidi che non riusciva a trattenere un sorriso tracotante.
Quindi venne verso me e Anna. Stavo per svenire, ma dovevo essere padrona di me.
'Sei tornata? Ma... Che fine hai fatto?'
Maledetto
'Ho avuto i cazzi miei, Marco. Tu non li hai mai?' Tradivo nervosismo
'Qualche altra avventura casalinga particolare?'- sollevando gli occhi.
'Sí, ho fatto le pulizie di primavera.'- stavolta gli piantai gli occhi nei suoi, come per graffiarlo.
'Sará come dici tu...'
'Senti, Marco, che riunione abbiamo oggi?'- chiese Anna.
'Oggi si parla delle attività estive. Tu sei libera Mia o hai da fare qualcosa?'
'A parte la maturità, potrei aiutarvi, ma... Voglio che mi venga richiesto gentilmente. Come si conviene a una ragazza del mio valore.'- dissi civettuola.
Marco si alzò, si avvicinò al mio orecchio e mi disse: 'Se sapevo, quella volta in fronte ti avrei scritto un'altra parola.'
Sussultai per la sorpresa.
'Bellissima?'
Sì piegò in 2 dalle risate.
'Ricordatevi che io sono il vostro riferimento.'
Lo disse a entrambe, ma guardava solo me.
Tra le mie gambe, sentii un liquido viscoso che mi inzuppava gli slip. Avvampai e abbassai lo sguardo. Vidi che sorrideva soddisfatto. Non gli avrei dato la soddisfazione di ammettere cosa era successo a casa con i miei amici. Avrei negato.
Ci spostammo in sala conferenza e iniziammo a proporre attività estive.
C'era chi proponeva un centro estivo, chi giochi acquatici, chi recupero di materie scolastiche.
'Ora parliamo di turni. Mia, mi pare che tu sei sempre disponibile.' lo disse sollevando le sopracciglia.
'No, Marco, io sono disponibile da luglio: ho la maturità. Forse dovresti mangiare un po' di pesce: fa miracoli con la memoria.'
Mi veniva da ridere. Pensava di mettermi in imbarazzo.
'Che tipo di attività ti aggrada proporre? So che eccelli in quelle casalinghe, come quelle CULInarie.'
Si scatenò una serie di risatine di sottofondo.
'Ti hanno detto male. Non cucino. Posso occuparmi di recupero oppure di organizzare giochi a squadre.'
'Ah, giusto i GIOCHI. Uno dei tuoi cavalli di battaglia.'
E giù altre risate.
'Sí, possiamo giocare a Merda. Non è il tuo forte?'
Stavolta i ragazzi risero in mio favore.
Guardai Marco vincente, come quella volta con il calcetto. Lui invece mi scoccò uno sguardo glaciale.
Un brivido mi corse lungo la schiena. Finita la riunione, me la sarei svignata.
'Allora, ricapitolando... '
Il resto della riunione trascorse assegnando incarichi ai ragazzi intervenuti.
Finita la riunione, io e Anna ci defilammo dalla porta posteriore, ma Marco ci chiamò con il microfono.
'Un attimo, Mia, devi venire subito qui.'
Anna mi guardò complice
'Hai vinto tu e ora lui vuole una rivalsa. Ricordati di negare.'
Mi presentai al suo cospetto con aria innocente. Il sorriso mi increspava le labbra, contro la mia volontà. Sapevo che doveva tirarmi una stoccata e mi preparai.
'Cosa volevi dire con quella battuta sulla Merda?'
Finsi di soffrire di amnesia.
'Spiacente, non ricordo. Scusa,
Marco, ho troppi dati in testa. Sono ultra presa dalla maturità. Sono tanto preoccupata...'
Gli lanciai uno sguardo languido da bambina innocente e mi misi a giocherellare con una ciocca di capelli.
'Se lo studio ti ha resettato il cervello, ti posso estromettere, ricordalo. Qua abbiamo bisogno di ragazzi dalla morale specchiata.'
'Ah, sì, allora comincia a estromettere la tua ex: gira voce che si sbatta qualsiasi maschio che non sia tu. Ma, in fondo, sono solo voci.'
Marco susssultò per quell'affondo.
'Questi non sono cazzi tuoi.- touchè- Voglio darti un bel suggerimento, Miss Culo, come ti hanno soprannominato ora: un altro festino a casa e sei fuori dal progetto.'
Mi guardò maligno. Io sostenni lo sguardo, sempre come una cerbiatta.
'Sissignore. Se vuoi posso portare le carte per giocare a Merda... '
Marco si avvicinò pericolosamente e mi disse solo
'Vai a casa.'
'No, ti ho detto che lì non vengo.'
'Dimmi La verità: è per Marco.'
Mi sorrise divertita.
'Quello è una testa di c**o'
Anna proruppe in una calda risata, che la fece piegare in due.
'Anna! Non dire cazzate. Lo sai che siamo solo amici.'
Ma il rossore che si diffuse sulle mie guance la diceva lunga.
'Guarda che si è incazzato, perché non vuole che ti esponi ai pettegolezzi qui. Lo sai in che ambiente siamo.'
Colpita da quella rivelazione, mi ero zittita.
Possibile che io piacessi a Marco?
Ma se non perdeva occasione per dirmi che ero bruttina e insignificante?!
'Pensaci: la notte porta consiglio. Se vuoi venire, ci vediamo domani...'
E così mi ero lasciata convincere.
Il giorno dopo mi ero ritrovata con Anna al bar. Ero molto nervosa. Saltavo in aria per ogni nonnulla.
A un certo punto, Marco entrò al bar: mancai un battito.
Non mi Notò subito e si fermò a salutare Dario e gli altri.
Io mi irrigidì e mi resi conto che stavo trattenendo il respiro.
'Stai rilassata, Mia. Altrimenti ricominciano a parlare.'
Poi mi vide e rimase spiazzato, interdetto. La sua facciata perfetta si scalfì per un istante. Quando lo stupore lasciò spazio alla consapevolezza, vidi che non riusciva a trattenere un sorriso tracotante.
Quindi venne verso me e Anna. Stavo per svenire, ma dovevo essere padrona di me.
'Sei tornata? Ma... Che fine hai fatto?'
Maledetto
'Ho avuto i cazzi miei, Marco. Tu non li hai mai?' Tradivo nervosismo
'Qualche altra avventura casalinga particolare?'- sollevando gli occhi.
'Sí, ho fatto le pulizie di primavera.'- stavolta gli piantai gli occhi nei suoi, come per graffiarlo.
'Sará come dici tu...'
'Senti, Marco, che riunione abbiamo oggi?'- chiese Anna.
'Oggi si parla delle attività estive. Tu sei libera Mia o hai da fare qualcosa?'
'A parte la maturità, potrei aiutarvi, ma... Voglio che mi venga richiesto gentilmente. Come si conviene a una ragazza del mio valore.'- dissi civettuola.
Marco si alzò, si avvicinò al mio orecchio e mi disse: 'Se sapevo, quella volta in fronte ti avrei scritto un'altra parola.'
Sussultai per la sorpresa.
'Bellissima?'
Sì piegò in 2 dalle risate.
'Ricordatevi che io sono il vostro riferimento.'
Lo disse a entrambe, ma guardava solo me.
Tra le mie gambe, sentii un liquido viscoso che mi inzuppava gli slip. Avvampai e abbassai lo sguardo. Vidi che sorrideva soddisfatto. Non gli avrei dato la soddisfazione di ammettere cosa era successo a casa con i miei amici. Avrei negato.
Ci spostammo in sala conferenza e iniziammo a proporre attività estive.
C'era chi proponeva un centro estivo, chi giochi acquatici, chi recupero di materie scolastiche.
'Ora parliamo di turni. Mia, mi pare che tu sei sempre disponibile.' lo disse sollevando le sopracciglia.
'No, Marco, io sono disponibile da luglio: ho la maturità. Forse dovresti mangiare un po' di pesce: fa miracoli con la memoria.'
Mi veniva da ridere. Pensava di mettermi in imbarazzo.
'Che tipo di attività ti aggrada proporre? So che eccelli in quelle casalinghe, come quelle CULInarie.'
Si scatenò una serie di risatine di sottofondo.
'Ti hanno detto male. Non cucino. Posso occuparmi di recupero oppure di organizzare giochi a squadre.'
'Ah, giusto i GIOCHI. Uno dei tuoi cavalli di battaglia.'
E giù altre risate.
'Sí, possiamo giocare a Merda. Non è il tuo forte?'
Stavolta i ragazzi risero in mio favore.
Guardai Marco vincente, come quella volta con il calcetto. Lui invece mi scoccò uno sguardo glaciale.
Un brivido mi corse lungo la schiena. Finita la riunione, me la sarei svignata.
'Allora, ricapitolando... '
Il resto della riunione trascorse assegnando incarichi ai ragazzi intervenuti.
Finita la riunione, io e Anna ci defilammo dalla porta posteriore, ma Marco ci chiamò con il microfono.
'Un attimo, Mia, devi venire subito qui.'
Anna mi guardò complice
'Hai vinto tu e ora lui vuole una rivalsa. Ricordati di negare.'
Mi presentai al suo cospetto con aria innocente. Il sorriso mi increspava le labbra, contro la mia volontà. Sapevo che doveva tirarmi una stoccata e mi preparai.
'Cosa volevi dire con quella battuta sulla Merda?'
Finsi di soffrire di amnesia.
'Spiacente, non ricordo. Scusa,
Marco, ho troppi dati in testa. Sono ultra presa dalla maturità. Sono tanto preoccupata...'
Gli lanciai uno sguardo languido da bambina innocente e mi misi a giocherellare con una ciocca di capelli.
'Se lo studio ti ha resettato il cervello, ti posso estromettere, ricordalo. Qua abbiamo bisogno di ragazzi dalla morale specchiata.'
'Ah, sì, allora comincia a estromettere la tua ex: gira voce che si sbatta qualsiasi maschio che non sia tu. Ma, in fondo, sono solo voci.'
Marco susssultò per quell'affondo.
'Questi non sono cazzi tuoi.- touchè- Voglio darti un bel suggerimento, Miss Culo, come ti hanno soprannominato ora: un altro festino a casa e sei fuori dal progetto.'
Mi guardò maligno. Io sostenni lo sguardo, sempre come una cerbiatta.
'Sissignore. Se vuoi posso portare le carte per giocare a Merda... '
Marco si avvicinò pericolosamente e mi disse solo
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