Riflessioni

di
genere
etero


Quando arrivai a casa, ero ancora sotto shock. Chiamai Anna e le raccontai l'accaduto. Era stato un incidente, ma era pur sempre qualcosa che mi aveva segnata. Marco mi piaceva e avevo accettato il fatto che averlo significava condividerlo, ovvero non averlo. Se ci fossimo conosciuti prima, magari, ma lui non avrebbe mai dato retta a una minorenne. Sembrava una banalità, eppure non lo avevo mai visto con una ragazza troppo giovane. Questo mi tagliava fuori. Forte era per questo che tra noi non poteva andare.

Anna si offrì di uscire con me. Passammo una bella serata. Vennero anche gli altri amici e ridemmo tanto. Fabio mi si avvicinò e mi disse che ero diversa. Mi dispiaceva non provare qualcosa di più. Con lui avrei avuto un ragazzo innamorato e una relazione serena. Ma, del resto, a breve sarei partita. Era strano non poter fare progetti, in questa fase.
Cercai di sviare il discorso con Fabio, ma lui aveva visto come guardavo Marco.
'È troppo comodo stare con un piede in due scarpe. Ricorda che chi è scorretto con una, sarà scorretto con l'altra.'
Ero in una situazione da cliché: ero diventata l'altra. La cosa mi fece accapponare la pelle, soprattutto perché non riuscivo a staccare da questa esperienza, da lui.

Invitai tutti al mio compleanno e pensai di festeggiare proprio al centro.

Nei giorni seguenti Marco mi scrisse e mi chiamò. Mi corteggiava, ma senza esagerare. Voleva farmi scordare cosa avevo visto. Entrambi sapevamo che quelle immagini avevano inciso la mia retina, impresse a ferro e fuoco. E tutto sommato non era un male: sapere aiutava ad andare oltre. Certo, il concetto era ancora prematuro, ma sapevo che questa situazione non poteva durare per sempre e lo sapevo perché avevo la prova incontrovertibile che Marco e la sua tipa scopavano. Li avevo visti. Mi stavo prendendo in giro, io. Lui ovviamente cercava di tirarmi e ci riusciva. Non riuscivo a mandarlo a fanculo, non so se per inesperienza o se perché i suoi atteggiamenti facevano presa su una parte inconscia che abitava in me. Volevo quel tipo di situazione, volevo essere comandata. Eppure a scuola, in amicizia non tolleravo mancanze di riguardo. Dunque come mai? Non avevo mai conosciuto ragazzi così perentori. Forse... Dovevo cercarne altrove uno, che però fosse libero. Ero fiduciosa di conoscere qualcuno, quando mi sarei trasferita. Per ora... Mi dibattevo tra passione e morale.
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2026-09-13
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