Streap Bottiglia

di
genere
etero

Mi svegliai il giorno dopo completamente su di giri. Davvero Marco mi aveva tirato a sé? Ero euforica. Forse avevo una cotta per lui? Eppure lui aveva il suo gruppo, aveva avuto qualche esperienza e qualche storia lunga: sicuramente mi vedeva come una ragazzina, non come una donna, anche se agli occhi della legge ormai lo ero. Inoltre aveva con me un atteggiamento denigrante. Mi prendeva in giro.

Presa da queste preoccupazioni, mi sistemai per andare a scuola: era ormai l'ultimo anno di liceo e si studiava parecchio in vista della maturità.

La vita aveva ripreso i suoi ritmi: si studiava, il sabato pomeriggio e la domenica si stava al centro. Con Marco i rapporti erano sempre gli stessi: sfottò, sfide a calcetto e sguardi assassini.

Avevo perso la mia baldanza ed evitavo di provocarlo, memore della sua raddrizzata.

Un giorno però accade qualcosa. Con un gruppo di amici, avevamo preso l'abitudine di riunirci talvolta in casa. Da cosa nasce cosa, da una battuta ne segue una più audace.

'Perchè non giochiamo a Streap Bottiglia?', propose uno del gruppetto.

Io ero alquanto imbarazzata, ma la curiosità ebbe la meglio. Non ero l'unica ragazza e così aprimmo le danze.

'Gira, gira, gira... Fabio, sei uscito tu. Cosa deve togliere?'
'La maglietta.'

E così Fabio eseguì.

Il gioco man mano divenne più sciolto, con il ridursi dell'imbarazzo.

A turno i ragazzi tolsero le magliette, finché restammo io e l'unica ragazza presente, ancora vestite.

'ok, ora ci pare giusto che vi spogliate anche voi.'

I ragazzi ci guardarono famelici.

Non sono mai stata una ragazza formosa, mentre la mia compagna di gioco lo era.

'Levare, scoprire il davanzale.'

Non potevamo rifiutarci, dato che avevamo accettato questa possibilità.

Così in uno slancio di coraggio, togliemmo le magliette.

Non sapevo dove guardare, davvero.

Tutti ridevano e alla fine anch'io venni contagiata da questo clima rilassato.

'ok, direi che il gioco finisce qui, no?'

Tentai io.

I ragazzi si guardarono e dissero di no: 'Signorine, così è troppo facile. Si va avanti.'

La bottiglia girò e puntò verso la mia compagna di gioco.

'I pantaloni.'

Lei senza scomporsi restò in mutande.

Io volevo nascondermi. Cosa cazzo mi era venuto in mente di partecipare a questo gioco?

Dopo vari giri e molte più mutande in vista, ero rimasta solo io.

'Ora tocca a te.'

Mi guardavano tutti. L'atmosfera era però molto rilassata e tutti avevano ripreso a ridere e fare battute su culi e tette.

In un lampo di coraggio, mi ersi in tutta la mia statura e tolsi i pantaloni. Ora eravamo tutti in biancheria intima.

'ok, ora però il gioco finisce qui. Io non tolgo altro.'

Mi affrettai a specificare.

I maschi si scambiarono uno sguardo e dissero che era da vedere.

'Ok, io però mi fermo qui.'
E incrociai le braccia, sedendomi comoda.

Scorsi con la coda nell'occhio, un movimento veloce.

I maschi stavano slacciando i reggiseni a me e all'altra ragazza.

Facemmo appena in tempo a coprirci, prima di restare in toppless

'Cazzo fate?', gli urlai io, rifugiandomi in bagno per rivestirmi.

L'altra ragazza era più tranquilla e non si lamentava. Io invece mi sentivo in imbarazzo. Certo, mi lusingava sentirmi desiderata.
E ora? Come uscire dal bagno?

Mi feci coraggio e tornai al gruppo.

'Dai, ma quanto la meni?!'
'E voi non fate cose che non voglio ... '
'Lo sai che il tuo culo non è male? È caduto l'occhio prima, mentre scappavi.'
'Grazie, anche il tuo.'
E strizzai l'occhio al mio amico.

Ci rivestimmo per tornare ciascuno a casa propria.

'Ragazzi, mi raccomando, quel che è stato qui, rimane qui.'

Uno di questo gruppo conosceva uno degli amici di Marco e volevo evitare che lui sapesse cosa era accaduto.

Mi sentivo euforica. Avevo superato un mio limite. Nessun ragazzo mi aveva mai vista in intimo e per me l'esperienza era stata difficile, ma anche eccitante.


Qualche giorno dopo tornai al centro. Non appena mi scontrai con Marco, mi accorsi che era livido, incazzato nero.

'Ciao, eh!'
Lui mi guardò negli occhi, si avvicinò truce e mi disse:
'Con te non parlo. Aria.'
'Ma... '

E se ne andò per i gran cazzi suoi, lasciandomi completamente interdetta.


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2026-07-25
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