Natale continua

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Erano circa le dieci decisi di dedicare un po di tempo a Giovanna, non era bello che fosse solo il padre ad occiparsi di lei. Babbo natale gli porto molti doni e lei era contenta . Gli piaceva molto giocare con le bambole pur avendo solo due anni. Era dolce vivace un po testarda forse ma a quella età chi mon lo è mai stato. Passammo molto tempo insieme ,poi mi chiamarono a dare una mano. Chissà perche quando si doveva scendere in cantina mandavano sempre me dicevano che c'erano i topi ed avevano paura. Ma quali topi in tanti anni non ne ho mai visti, Laggiù a volte l'unica topa ero io quanfo mi congedevo a tutti,non è colpa mia se mi piace il cazzo. Giù in cantina presi un melone e dovevo prendere anche il prosciutto per preparare l'antipasto. Cazzo quel prosciutto pesava un sacco,non ce l'avrei mai fatta a portarlo su ,ci voleva la forza di un uomo. Mentre mi accingrvo a risalire ecco apparire Enzo« amore la bimba dorme e sono venuto a vedere se hai bisogno di aiuto ». Gli dissi del prosciutto e lui sorrise , «amore non è cosi pesante come credi, forse e un po ingombrante, ma non preoccuparti ci penso io ». Non so cosa mi prese , non avevo visto mai anzo cosi bello,mi usci spontaneo «Enzo ti voglio» « si amore stasera quando andiamo a letto adesso ti aspettano per preparare l'antipasto, e si sta facendo tardi.». Rimasi inebetita mi aveva rifiutato. Indispettito me ne andai in cucina , affettavo quel melone ma avrei voluto tagliarli la testa. A tavola ci sedemmo come la sera precedente , stessi posti,non cambiò niente. Le mani di mio cognato e mio suocero cercavano.insistentemente il paradiso tra le mie gambe. Ormai non ci facevo caso anche perché pensavo alla vendetta . Finito lantipasto presi mio suocero lo portai con me, fuori al giardino.cera una nicchia tra la casa del.cane e il muro di recinzione, pochi potevano vedere ciò che accadesse dentro. Li dentro feci un bocchino a mio suocero , non ingoiai tutto, ne tenni un po in bocca ed andai a baciare Enzo. Quando gli passai la sborra capi cosa era successo e si stizzò senza però sbottare. La guerra era cominciata,lo stronzo si assentò per un po di tempo e quando ritornò mi bacio aveva il sapore inconfondibile della cremina bianca che facciamo noi donne. Ero furiosa specie perché credevo che fosse stato con la moglie del fratello mo sbagliavo,la vidi tornare a tavola insieme al marito. All'ora con chi era stato? Lo capii dopo quando si scambiò languide occhiate con Cristina . Stufa di stare dentro me ne andai fuori al giardino dopo avermi assicurato che la piccola dormisse. Lorenzo uno dei vicini era intento ad accendere la brace ,moi vide e mi disse non avresti un diavoletto? Sarebbero quelle tavolette che servono ad accendere il fuoco. «Sai sto cercando da mezz'ora di avviare la brace ma non ci riesco.». Lo portai in cantina li ne avevamo.una scorta , lui pensava alla brace io avevo il fuoco sotto volevo qualcuno che lo spegnesse.
Entrati in cantina mi.misi a novanta e dissi « chiavami » non se lo fece ripetete lo caccio da fuori. Io dal canto mio glielo succhiai un po poi mi girai e mi feci prendere. Finalmente sentivo un cazzo entrare ed uscire prima con un ritmo piano poi sempre piu forte . Lo fermai gli dissi di spaccarmi il culo, dapprima non voleva ma poi mi accontentò. Mi sentivo piena poi fece qualcosa che mi piacque molto , alternò i buchi dietro passava avanti e da avanti dietro, che bello mi divertivo molto, mi sentivo troia e mi piaceva.
Mi sborrò in bocca poi gli diedi i diavolettie se ne andò io tornai dentro ero più calma mi rivederti e ricominciarono le toccatine.
scritto il
2026-09-12
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