Rosaria

di
genere
confessioni

Mi svegliai che avevo ancora attaccata alle dita la mia cremina. Gli altri dormivano ancora Morfeo pareva volesse cullarli ancora a lungo,allora andai a farmi una doccia. In una stanza c'era Enzo rannicchiato su quel lettone , solo solo e completamente nudo. Chissà cosa sognava ,riuscivo ad intravedere il suo cazzo eretto. Fu quello un richiamo ? Non lo so so che andai vicino e da dietro.lo abbracciai , cominciai ad accarezzarlo e poi « se ti rivedo unaltra volta dare il tuo cazzo a qualcuna di loro te lo stacco seduta stante.» Credevo dormisse quando glielo sussurrai nell'orecchio. Non dormiva o forse si svegliò in quel momente si volto sorrise e disse« ed io a te cosa dovrei fare» me lo disse mentre sbaciucchiava il seno. Sensibile com'ero non riuscii a replicare nulla , ma i miei occhi lo fulminarono anche se aveva ragione. Certo mi scocciava vederlo con un'altra, ma non potevo dire niente infondo fui io a dar fuoco alle polveri . Quel giorno ci invitò a pranzo Rosaria,sembrava una donna morigerata,andava in chiesa , pregava molto e faceva anche buone azioni. Aveva due figli adolescenti dell'apparenza, bravi ragazzi ed era sposata con un tal Eraldo camionista di professione ,attraversava l'Italia in lungo e in.largo ed a volte si spingeva anche in Francia o Svizzera. Ogni suo viaggio era ben retribuito,quindi non se la passavano male. La loro casa ? Una villa in un residece, molto exclusivo con un giardino dotato di barbecue e piscina in mezzo ad un prato ben curato. Poi c'erano piante di fiori , qualche arancio e alcuni limoni. Sebbene la giornata fosse piena di sole una brezza di aria fresca rendeva piacevole mangiare all'aperto sotto il gazebo.
Cominciammo con un antipasto fatto di salumi e formaggi tipici toscani. Poi fu il momento dei famosi pici in due versioni quella condita con pane fritto e quella condita con ragù di maiale cresciuto in libertà. No non era un cinghiale quello era selvatico questi erano maiali che avevano tanto spazio dove poter pascolare ma era pur sempre guidadi da un mandriano il quale riforniva pure di avanzi ogni giorno la grossa mangiatoia. Il pranzo prosegui con varie portate di selvaggina tipica cotta in umido o arrostita. I ragazzi erano irrequieti e tra una portata e laltra schizzavano un po ovunque. Mi alzai per andare in bagno passando fuori il salottino, sentivo dei mugolii repressi, sembravano grugniti. I due ragazzi stavano stravaccati nelle poltrone con i loro cszzi in mano a farsi una sega.« le ho visto il pelo rosso mmmmm come era bello» setii dire da uno di loro. « faro cadere pure io la forchetta così la guarderò bene sotto il tavolo.» disse l'altro. Andai a fare la pipì e scappai subito al tavolo, prima che l'eccitazione mi pervadesse . Dopo un po i ragazzi si sedettero al tavolo, io mi sedetti accanto a Massimo, pochi minuti e Roberto fece cadere la forchetta , si abbasso e guardò, d'istinto presi la mano di massimo e la portai sulla fessa ormai bagnata. Schizzò in piedi e scappo via seguito da Roberto. Con calma senza dare nell'occhio mi avviai anch'io all'interno della casa dirigendomi al salone dove li trovai di nuovo col cazzo iin mano. Mi inginocchiai tra di loro, e glieli prendevo in bocca. Alternanvo l'uno e l'altro leccavo, uno succhiavo un'altro leccavo e continuai cosi finché non li feci sborrare. Ingoiai tutto, mi leccai le labbra e senza dire niente tornai a tavola come se niente fosse loro mi seguirono e si sedettero accanto a me cominciarono a tastarmi sotto il tavolo nonostante gli dicessi no e scostassi le loro mani. Loro insistevano ed io cedetti per non far capire a Enzo ciò che stava accadendo visto che già era un po che mi fissava. I ragazzi non sapevano bene cosa fare , dove toccare essendo principianti in questi campo . Si muovevano maldestramente pero io mi eccitavo sempre doi più . Enzo ormai aveva abbassato la guardia allora io mi alzai e feci cenno loro di seguirmi. Poco distante cera una siepe dietro la quale saremmo stati indisturbati. Volevo quei due cazzi dentro e piano piano ci riusciia proprio quando erano dentro la mia bocca e la mia fessa sentivo dei gemiti piu avanti la siepe dove ella svoltava. Volli andare a vedere lasciando per un attimo i ragazzi. Di nascosto potei notare Rosaria che chiavava,ma con chi? Da quella posizione non potevo vedere allora mi avvicinai ,cazzo era il vicino. Quella troia ci sapeva fare, altro che santarellina, cavalcava che era una bellezza. Ululava nel prenderlo in culo mentre io nascosta mi smanettavo il clitoride , ma le sorprese non erano finite prima di andaresene la pagò e prenotò per la prossima chiavata. Tornai dai ragazzi più eccitata che mai e in men che non si dica mi infilzai da sola su quei due cazzi . Anche sotto la mia guida quei ragazzi non si trattennero molto a lungo ed io accolsi la loro sborra nella fessa e in culò . Mi chiedevo allora dove fossi capitata, quella famiglia sembrava assatanata ,mangiava sesso a colazione, pranzo e cena. Eravamo appena a metà giornata, chissa cos'altro mi attendeva.


scritto il
2026-08-23
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