Il cenone 2

di
genere
confessioni

Seduta a tavola ricominciarono a toccarmi, io mi beavo delle loro carezze . Enzo continuava a giocare con la figlia in fondo al tavolo mentre Patrizio parlava con Luigi. I due parlavano e mi guardavano in modo strano Patrizio aveva un'aria soddisfatta mentre Luigi un'aria interessata, chissà cosa si dicevano.. intanto il cenone continuava ,dopo aver mangiato tanti antipastini di tutte le specie si passo al primo piatto, il tradizionale spaghetto alle vongole in alternativa spaghetti agli sgambi. A chi non piace il pesce quella sera deve solo saziare con parte degli antipastini. Dopo aver mangiato il primo facemmo.un brek, un intevallo per così dire chi approfitto del bagno , chi per fumare, chi per prendere una boccata d'aria. Non so perché Patrizio mi disse ci vediamo sul terrazzino pero non l'ho vedro mai. Invece cera Luigi l'altro mio cognato « Non so se Patrizio si è inventato tutto ma mi ha messo una voglia addosso e tu mi piaci tanto. » «cosa si sarebbe inventato Patrizio? » « che sei una brava ragazza»mi prese le chiappe in mano e mi tirò a se . Avrei voluto fuggire dirgli sei pazzo,mandarlo a quel paese ma quel bacio, quella lingua e soprattutto quelle mani che giocavano con la mia fessa e il mio culetto mi fecero capitolare. Con voce languida gli dissi« fammi tua se vuoi». Senza parlare mi prese per mano mi porto in un angolo buio della casa e li mi chiavò come fossi una puttana prezzolata. Wow fu bellissimo quel cazzzo era bello consistente me lo sentivo dentro , la fessa faceva fatica ad avvolgerlo era uno dei cazzi più grossi che avessi mai provato. Invidiavo Maria che si coricava tutte le notti con un cazzo così, e non capivo perché lo lasciasse cosi libero. Quando poi mi piego a novanta e me lo mise in culo fu l'apoteosi sentivo perfino i cherubini e i serafini suonare e cantare, mentre io danzavo sotto i colpi di quel grande cazzo. Una voce diceva ragazzi a tavola ce il capitone non era vero lo stavo prendendo io nel culo il capitone ed era bellissimo come mi piaceva. Mentre mi sentivo aprire in due vedevo Enzo e nostra figlia giocare felici ed ero felice anch'io. Poi come tutte le cose che iniziano hanno un termine anche lui mi fini sborrando nel mio culo, per fortuna non volle la bocca altrimenti sarei morta affogata di sborra,chissà se ne faceva sempre tanta oppure Maria non lo faceva mai scopare. Comunque un cazzo cosi il dottore dovrebbe prescriverlo tre volte sl giorno. Ritornai a tavola e mentre aspettavo si friggere il baccalà mi sedetti un po vicino ad Enzo e alla mia piccolina. Enzo ni chiese se mi stessi divertendo e soprattutto se stessi mangiando, gli risposi che avevo preso tanto pesce ma non ero ancora sazia. Intanto arrivo Vito il secondogenito di mia zia e che aveva un negozio di orologi, aggiustava e vendeva. Si era attardato nell'aggiustarne uno e non si reso conto dell'ora tarda. La mamma subito mise la pentola al fuoco per fargli cuocere la pasta quindi si interruppero le operazione di frittura dei calamari e gamberi. Andai in bagno per fare la pipì ma era occupato, la mia questione era urgente ed allora andai fuori sl giardino era tutto buio mi chinai alzai la gonna e la feci li. «quanto sei bona» mi sentii dire « Vito sei tu mi ero spaventata.» «e da quando ti spaventi nel mostrar le chiappe?»«mi sono spaventata perche sovrappensiero.» tutto questo mentre stavo ancora con le chiappe al vento, quasi a novanta gradi disse «quasi quasi ne approfitto » e mi ficco dietro un arnese bello grosso e che comunque già conoscevo. Piu di una volta in passato avevo avuto il piacere di assaggiarlo. Mentre mi chiavava amabilmente il culo la mamma lo chiamò che erano pronti gli spaghetti « vengo mamma ,ora vengo» e cosi dicendo accellero la chiavata e mi venne in culo chiedendo scusa. Sbuffai e vero ma la notte era lunga e dopo il cenone c'erano pure i giochi.






scritto il
2026-09-09
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