Il prete
di
Messalina
genere
confessioni
Un aria greve si respirava in quel suv diretto verso Napoli,vigeva un silenzio che rimbomba nel cervello. Se fossi in una battaglia dove cannoni rispondevano ad altri cannoni, beh il frastuono sarebbe stato lieve rispetto a ciò che io sentivo in quel silenzio assordante. Io lo guardavo piena di rabbia , mi direte ma la chiavata del mattino non aveva spento tutto? No se pur bella qhella chiavata mi era indigesta , ora che la mia figa era appagata, ripensavo al suo membro che gli entrava dentro accompagnato dalla mia lingua quasi che essa gli faceva da battistrada. Fuori ormai era buoio sull'autostrada non c'erano lunghi tratti illuminati da lampioni essi li trovavamo solo in prossimità delle varie uscite. Mi piaceva scorgere luci in lontananza fra quel buio fuori dal finestrino mentre la macchina era lanciata al limite di velocità. In altre occasioni avrei cercato una lucina , indizio inconfutabile di una presenza umana. Quella sera no non mi interessava il buio era nel mio cervello . Vedevo solo il cazzo di Enzo che entrava in quella figa strusciando anche la mia lingua. Era stato bellissimo ma poi così a freddo mi faceva male cazzo non ne potei piu. Sbottai dicendo « ti sei divertito vero? Prima lo infili poi chiedi il permesso, sei una bestia schifosa.» «Dai su che ti è piaciuto » rispose . Certo che mi era piaciuto ma non era questo il punto fui telegrafica «Bastardo» e mi zittii voleva replicare forse ma guardando la mia aria cupa desistette. Passo circa un'ora o poco piu si intravedeva un'area di servizio, lui aveva fame io volevo fare la pipi allora senza parlare con uno sguardo mi chiese l'assenso per fermarsi, annuii con la testa ci fermammo . Anni diconvivenza insieme ormai ci capivamo al volo. Non era una giornata critica, l'autostrada era poco trafficata, pareva stesse anche lei in ferie. Poche auto transitavano mentre i camion erano molti. Forse con un traffico normale non si notava la quantità di camion che giornalmente transitavano per le strade d'Italia. Ci fermammo in quel autogrill c'era un bus turistico fermo. L'autista controllava l'acqua, l'olio e la benzina . Puliva il parabrezza usando una scaletta a tre scalini che custodiva gelosamente nel vano bagagli.
La comitiva era stata in visita religiosa presso la casa Santa vicino ad Ancona, ,a casa in cui secondo credenze popolare viveva la madre di Gesù da piccola e dove ebbe la visitazione dell'angelo. Il gruppo era accompagnato da un sacerdote che faceva da Cicerone ed una suora che poverina faceva da aiutante. Certo il sacerdote era autoritario ma lei troppo timida, troppo indulgente . Dopo aver fatto tutte la pipi guidate dalla suora si diressero al bar dove ormai il sacerdote aveva riservato tutti i tavoli. Di Enzo non c'era nessuna traccia comprai uma merendina e me ne tornai all'auto. Faceva caldo quella sera l'autista del bus era sdraiato tra l'erba dei giardinetti, aveva delle cuffie all'orecchio e un'aria da sognatore. Il suo sguardo si perdeva in quel celo scuro, andava oltre le stelle, forse cercava la sua amata ,la sua donna che per lavoro non poteva starle vicino. Che strana la vita uno lavora notte e giorno per amore della famiglia , per non fargli mancare nulla ,ma stranamente dimentica la cosa più importante, l'amore. Mi distesi anch'io nell'erba poco distsnte da lui. Dalla cuffia fuoriusciva la voce di Bennato la canzone ers l'isola che non c'è, forse era la meta di quell'uomo, ma infondo é la metà di ognuno di noi. Tutti abbiamo la nostra isola ideale ,dove non ci sono ingiustizie, dove ce la parità fra gli uomini , niente ricchi e poveri,niente padroni e schiavi,dove il sesso è libero e le donne non si uccidono insomma l'isola dei sogni,quella che non c'è . Finalmente ritornò Enzo , aveva il viso sereno , felice quasi. Con enfasi mi disse «tesoro ci sono riuscito, mi hanno dato una camera, andiamo si va a dormire». Non condividevo la sua euforia , ma viaggiare di notte non era una buona idea ,allora lo seguii senza proferir parola. Nel letto parlammo della vacanza appena conclusa , poi lui disse che era da rifare e che avrebbe rivisto volentieri Tina. Gli chiesi se ne era innamorato abbasso la testa ,non rispose . Sebbene fosse agosto calo il gelo in quella stanza, dopo qualche minuto mi disse che erano amanti ,che la vacanza era stata una scusa per vederla e chiavare e.lei aveva voluto che la prendesse in mia presenza. Corsi via piangendo,il mio cuore era ferito mille e mille pallottole lo avevano bucato, attraversato, spappolato. Mi gettai nell'erba dove prima c'era l'autista mille pensieri feci mentre non smettevo di piangere . Il sacerdoteapparve all'improvviso sbucato da chissà dove mi accarezzo la testa « su fatti coraggio a tutto c'è rimedio» e mi porto la testa sul suo petto. Questo gesto d'amore fece aprire un poco la vestaglia mettendo in mostra le mie tette . Il mio seno non era grande ma le tette erano sode come quelle di una sedicenne anche se avevo avuto tre gravidanze. Il prete arrossi e voleva coprirmi il seno,ma i suoi movimenti maldestri misero in bella mostra la mia figa rossa.certo il prete stava messo bene, si intravedeva sotto la tunica. Incuriosita da quella protuberanza allungai una mano e tastai, non era del titto duro e gia era bello grande ,lui voleva allontanarmi ma lo diceva solo a parole, « allontana da me queste tue mani.peccaminose» mentre il suo cazzo continuava a crescere. Nonostante le sue proteste glielo cacciai fuori, lui rosso di vergogna mi lascio pero fare qiuando glielo presi in bocca. Mi mise una mano sulla testa ,credevo per scscciarmi ,macché mi dava il ritmo,dettava i tempi . Venne quasi subito, si vedeva che non lo faceva da tanto, le sue palle erano cosi piene che i suoi schizzi quasi mi soffocavano. Contonuai con la bocca anche dopo che aveva sborrato poi gli salii sopra a cavalvcioni me lo infilai nella fessa. Wow che bel cazzo aveva il sacerdote che ormai non si lamentava più anzi partecipava attivamente muovendo avanti ed indietro il suo bacino. Quel cazzo asinino ma poco esperto mi mando in estasi e quando squirtai il prete disse «mi hai pisciato addosso» io risi e continuai a chiavare, non lo feci sborrare lo volevo in culo. Quando riusci ad entrare mi sentiii lacerata dentro cazzo mi stava sfondando davvero, mi faceva male ma mi piaceva era meraviglioso mi sentivo in paradiso. Poi mi sborro il culo e solo allora mi accorsi che avevamo uno spettatore, l'autista del bus stava la tutto nudo a smanettarsi il coso gli tolsi la mano e glielo presi in bocca mentre avevo ancora il cazzo del prete in culo lo sbocchinai a dovere intanto il prete non perdeva vigore anzi con rinnovato ardore ricomincio a chiare il culo lautista allora prima me la lecco un po poi mi ficco il cazzo dentro chi se lo aspettava che quella notte avrei preso due cazzi,anzi tre ,si perchè mentre stavo chiavando mi piazzo un terzo cazzo davanti alla bocca alzai gli occhi era mio marito glielo presi in bocca guardandolo negli occhi più volte si scambiavano di posto solo il sacerdote no lui fu inamovibile dal mio culo. Poi vennero tutti e tre lautista mi sborro nella fessa chiamandomi troia e puttana il sacerdote mi sborro il culo chiamandomi benedetta troietta e mio marito mi venne in bocca chiamandomi amore. Andai in camera con lui, mi feci una doccia e mi addormentai. Mi svegliai presto lui dormiva ancora io per iniziare bene la giornata mi feci un ditalino. Decisi di perdonarlo in fondo sempre da me ritornava, il nostro amore era piu forte di qualsiasi chiavata.
La comitiva era stata in visita religiosa presso la casa Santa vicino ad Ancona, ,a casa in cui secondo credenze popolare viveva la madre di Gesù da piccola e dove ebbe la visitazione dell'angelo. Il gruppo era accompagnato da un sacerdote che faceva da Cicerone ed una suora che poverina faceva da aiutante. Certo il sacerdote era autoritario ma lei troppo timida, troppo indulgente . Dopo aver fatto tutte la pipi guidate dalla suora si diressero al bar dove ormai il sacerdote aveva riservato tutti i tavoli. Di Enzo non c'era nessuna traccia comprai uma merendina e me ne tornai all'auto. Faceva caldo quella sera l'autista del bus era sdraiato tra l'erba dei giardinetti, aveva delle cuffie all'orecchio e un'aria da sognatore. Il suo sguardo si perdeva in quel celo scuro, andava oltre le stelle, forse cercava la sua amata ,la sua donna che per lavoro non poteva starle vicino. Che strana la vita uno lavora notte e giorno per amore della famiglia , per non fargli mancare nulla ,ma stranamente dimentica la cosa più importante, l'amore. Mi distesi anch'io nell'erba poco distsnte da lui. Dalla cuffia fuoriusciva la voce di Bennato la canzone ers l'isola che non c'è, forse era la meta di quell'uomo, ma infondo é la metà di ognuno di noi. Tutti abbiamo la nostra isola ideale ,dove non ci sono ingiustizie, dove ce la parità fra gli uomini , niente ricchi e poveri,niente padroni e schiavi,dove il sesso è libero e le donne non si uccidono insomma l'isola dei sogni,quella che non c'è . Finalmente ritornò Enzo , aveva il viso sereno , felice quasi. Con enfasi mi disse «tesoro ci sono riuscito, mi hanno dato una camera, andiamo si va a dormire». Non condividevo la sua euforia , ma viaggiare di notte non era una buona idea ,allora lo seguii senza proferir parola. Nel letto parlammo della vacanza appena conclusa , poi lui disse che era da rifare e che avrebbe rivisto volentieri Tina. Gli chiesi se ne era innamorato abbasso la testa ,non rispose . Sebbene fosse agosto calo il gelo in quella stanza, dopo qualche minuto mi disse che erano amanti ,che la vacanza era stata una scusa per vederla e chiavare e.lei aveva voluto che la prendesse in mia presenza. Corsi via piangendo,il mio cuore era ferito mille e mille pallottole lo avevano bucato, attraversato, spappolato. Mi gettai nell'erba dove prima c'era l'autista mille pensieri feci mentre non smettevo di piangere . Il sacerdoteapparve all'improvviso sbucato da chissà dove mi accarezzo la testa « su fatti coraggio a tutto c'è rimedio» e mi porto la testa sul suo petto. Questo gesto d'amore fece aprire un poco la vestaglia mettendo in mostra le mie tette . Il mio seno non era grande ma le tette erano sode come quelle di una sedicenne anche se avevo avuto tre gravidanze. Il prete arrossi e voleva coprirmi il seno,ma i suoi movimenti maldestri misero in bella mostra la mia figa rossa.certo il prete stava messo bene, si intravedeva sotto la tunica. Incuriosita da quella protuberanza allungai una mano e tastai, non era del titto duro e gia era bello grande ,lui voleva allontanarmi ma lo diceva solo a parole, « allontana da me queste tue mani.peccaminose» mentre il suo cazzo continuava a crescere. Nonostante le sue proteste glielo cacciai fuori, lui rosso di vergogna mi lascio pero fare qiuando glielo presi in bocca. Mi mise una mano sulla testa ,credevo per scscciarmi ,macché mi dava il ritmo,dettava i tempi . Venne quasi subito, si vedeva che non lo faceva da tanto, le sue palle erano cosi piene che i suoi schizzi quasi mi soffocavano. Contonuai con la bocca anche dopo che aveva sborrato poi gli salii sopra a cavalvcioni me lo infilai nella fessa. Wow che bel cazzo aveva il sacerdote che ormai non si lamentava più anzi partecipava attivamente muovendo avanti ed indietro il suo bacino. Quel cazzo asinino ma poco esperto mi mando in estasi e quando squirtai il prete disse «mi hai pisciato addosso» io risi e continuai a chiavare, non lo feci sborrare lo volevo in culo. Quando riusci ad entrare mi sentiii lacerata dentro cazzo mi stava sfondando davvero, mi faceva male ma mi piaceva era meraviglioso mi sentivo in paradiso. Poi mi sborro il culo e solo allora mi accorsi che avevamo uno spettatore, l'autista del bus stava la tutto nudo a smanettarsi il coso gli tolsi la mano e glielo presi in bocca mentre avevo ancora il cazzo del prete in culo lo sbocchinai a dovere intanto il prete non perdeva vigore anzi con rinnovato ardore ricomincio a chiare il culo lautista allora prima me la lecco un po poi mi ficco il cazzo dentro chi se lo aspettava che quella notte avrei preso due cazzi,anzi tre ,si perchè mentre stavo chiavando mi piazzo un terzo cazzo davanti alla bocca alzai gli occhi era mio marito glielo presi in bocca guardandolo negli occhi più volte si scambiavano di posto solo il sacerdote no lui fu inamovibile dal mio culo. Poi vennero tutti e tre lautista mi sborro nella fessa chiamandomi troia e puttana il sacerdote mi sborro il culo chiamandomi benedetta troietta e mio marito mi venne in bocca chiamandomi amore. Andai in camera con lui, mi feci una doccia e mi addormentai. Mi svegliai presto lui dormiva ancora io per iniziare bene la giornata mi feci un ditalino. Decisi di perdonarlo in fondo sempre da me ritornava, il nostro amore era piu forte di qualsiasi chiavata.
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