Il maiale
di
Messalina
genere
confessioni
Otto dicembre ,giorno dedicato all'Immacolata concezione. Festa nazionale , dedicata alla madre di Gesù . In una società multietnica ormai a mio parere queste feste religiose stridono . Non è però festa per tutti, anzi per alcuni poteva essere un fastidio perché doveva lavorare di più. L'Immacolata infatti dava il via al periodo natalizio nel quale tutti compravano regali e cibo in abbondanza. Per noi la festa era molto sentita perché la nonna si chiamava Immacolata si banchettava e si beveva vino novello a fiumi . Il giorno dopo l'Immacolata era ancora fresta. Perche il nonno uccideva il maiale. In effetti non aveva un solo maiale , ma una piccola mandria che arrivò fino a dieci maiali. Bene quel mattino come al solito il mio Enzo si defilò con la scusa della bimba io invece partecipavo attivamente. Appeso a testa in giù il maiale si sgozzava per ucciderlo, una coltellata gli tagliava la gola, recidendo la carotide il poveretto moriva dissanguato . Per evitare quella morte cosi cruda dal prossimo in poi si sparava in mezzo alla fronte proprio fra gli occhi. Misi altra legna sotto il pentolone per far raggiungere al più presto l'abolizione all'acqua cje serbiva per togliere i peli dalla cotenna del maisle appena morto. Poco prima il nonno mi avrva redarguito perché facevo molto chiasso ed allora mi ripromisi di non parlare piu per il resto della mattinata. Mentre ero intenta a raccogliere legna sentii qualcosa di conosciuto appoggiarsi dietro. Era.mio cognato Rino « ci vuole tempo per bollire , aspettiamo in modo piacevole». Una miriade di pensieri, contrastanti anche' ,attraversavano la mia mente. Non potevo parlare, mi ero ripromessa di stare zitta fino ad ora di pranzo. Non gli dissi nulla, pensai "dovrei scansarmi ma un'ultima volta ci può stare non saranno corne", non potevo parlare come facevo a rifiutare? E fu così che mi ritrovai di nuovo il cazzo di Rino che trastullava la mia fessa. Mentre mi riempiva io facevo attenzione all'acqua e fra un gridolino e l'altro, un mugolio e un ansimare tenevo vivo il fuoco sotto il pentolone. Come sempre il suo cazzo mi riempiva in lungo e largo la fessa ed io non potevo fare a meno di godere, quando venni la seconda volta lui lo ritrasse dalla fessa e punto il mio culetto. Aveva proprio un debole per quel culo , gli piaceva tanto diceva che lo mandava ai matti. Dal canto mio sono un'amante del sesso anale non è una chiavata soddisfacente se non mi sento il culo aperto e dolorante alla fine. Un sol colpo bello secco ,possente bastò per far sbattere le palle sulle natiche e gridare dal dolore,fortuna che non mi senti nessuno. Quei colpi secchi e continui cosi forti da sembrare mi stesse aprendo in due mi fecereo venire più volte. Mi sentivo una troia ,presa in culo in aperta campagna poco distante da un gruppo folto di persone che potevano scoprire facilmente ciò che facevo, questo mi faceva sentire la regina delle troie. Venni di culo,mentre lui mi sborrava dentro, anche l'acqua si eccitò venne ad ebollizione. Ricomposto tornammo alle nostre manzioni. Andando via mi disse«ti voglio ancora e ti prenderò sempre » « ti sbagli è stata l'ultima volta» risposi ma non ci credevo neanche io. La giornata continuò sui binari della normalità io intenta a lavar coltelli e poi molarli, lavavo altre stovoglie e strofinacci vari quamdo mi sento qualcosa dietro ,non era il solito cognato anche se era ugualmente consistente. Questo era dritto mio cognato lo aveva leggermente curvo. Mi girai vidi mio suocero tentare di baciarmi dissi« ma cosa fai sono tua nuora » «lo so, voglio solo vedere cosa provano quando ti chiavano i miei figli,ti ho vista sai prima con Rino » rispose. Più che giusto voleva vedere cosa attraeva i suoi figli. « Ma Gaetano proprio qua? Stiamo allo scoperto, possono vederci.» « cazzo me ne fotte e da prima che non si ammoscia, e che pensa sempre a voi due che stavate chiavando» dicendo questo mi sentii penetrare la fessa inpiedi da dietro avrei dovuto resistere , cacciarlo via ed invece mi incurvai per prenderlo meglio. La mia fessa avvolgeva dentro di sé quel cazzo aprendosi e richiudendosi ad ogni passaggio « mmmmmmm la fessa non è male disse, ora proviamo il culo». Lasciai fare a lui non volevo mancargli di rispetto era una persona anziana e pur sempre il padre di mio marito. Mi entro piano piano ,fu un tormento ad ogni strappo, finche giunse a fine corsa. Fu una liberazione quando sentii le sue palle sulle mie chiappe allora si fermo un po , pochi secondi e comincio a fare su e giù prima piano poi sempre piu veloce « dai fallo con forza , spaccami in due » gli dissi e lui giù con forza venimmo insieme « sei una troietta nata,voglio chiavarti spesso» mi disse soddisfatto, non risposi abbassai la testa sorridendo maliziosamente, unaltro uomo era ai miei piedi. La sera concessi solo un pompino a Enzo ,che avrebbe voluto di piu, ma ero ancora larga dalle chiavate della giornata e non volli rischiare . Deluso si addormento io eccitata dal pompino mi sparai un ditale e mi addormentai pensando al prossimo Natale.
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