La vigilia
di
Messalina
genere
confessioni
La vigilia di natale per noi donne risulta uno dei giorni più frenetici dell'anno. Si inizia dal mattino perché ,pur avendo avuto tanto tempo a disposizione sicuramente hai dimenticato qualcosa. Cazzo i finocchi , forse è meglio qualche banana in piu, siamo in venti ce la facciamo.con due chili di pasta? Speriamo basti la carne per la brace, perché comprare il capitone costa caro e non piace a nessuno ogni anno lo buttiamo. Quel mattino lo ricordo come fosse ora dopo la notte brava passata con enzo mi svegliai un po più tardi. Una tazzina con del caffè ed un cornetto alla amarena trovai in un vassoio sul comodino. Vi era allegato un biglietto con su scritto « amore mio sembri un Angelo quando dormi, non ho voluto svegliarti , eri cosi placida quasi ridevi , sei bellissima
Ho delle commissioni da sbrigare con i miei dipendenti. Per le 14 sarò a casa » Pensai che amore, che uomo, si preoccupa di me e mi accontenta in tutto. Ci univa un amore profondo che andava oltre qualsiasi avversità. Dopo colazione andai in cucina mia suocera eta intenta a preparare le varie pietanze ,
capesante con salmone besciamella formaggio ed infine pan grattato , disse « tuo suocero è giu in cantina gli ho chiesto fonocchi e ravanelli ma ancora non me li ha portati si vede che sta imbottigliando, per favore vacci un attimo tu». Canticchiavo una canzone di battisti quando varcai la porta della cantina . «Wow che bella voce che hai» mi disse. Sentendo io la sua comincia ad eccitarmi , se avessi avuto le mutandine si sarebbero inzuppate. La mia mente torno indietro nel tempo , ma nemmeno di molto ,un paio di settimane . Ricordai quel cazzo lungo ma soprattutto doppio. Volevo tornare indietro andare via, fuggire da quei pensieri, da quella sensazione da quei ricordi belli ma in un certo modo dannosi,invece feci la cosa che non avrei forse dovuto fare , ma che in quel momento volevo fortemente.
«chiavami» dissi senza preamboli e senza fronzoli. Non sembrava una richiesta, ma un ordine perentorio, a cui chiunque avrebbe obbedito volentieri. Lui no mi guardo negli occhi mi disse« ti voglio ma non qui , non in questo modo. Quante domande sorsero nella mia mente , cosa voleva dire, e soprattutto quale era il modo? Portai i finocchi e ravanelli sopra nella mia mente cerano solo quelle parole. Mi aveva rifiutato o aveva in mente altro?,questo era il dilemma,l'arcano da svelare. Ero in camera mia assorta nei pensieri quando sento in corridoio tutteddue che allegramente parlano. Il mio Enzo dice che si farà una doccia per rinfrescarsi e presentarsi pulito a me. Che dolce era il mio uomo,mi amava tanto e mi piaceva , ma la voce che mi fece vibrare non fu la sua ma quella del padre « mettile un guinzaglio e tienila stretta,sai ha un corpo magnifico , attrae e ti fa dannare.». Sono lontani non capisco cosa risponde Enzo ma li sento
ridere. Mi accingo ad uscire dslla stanza ,ero sull'uscio quando mio suocero mi spinse dentro dicendo « ti voglio ora , voglio sentirti godere mentre lui è sotto la doccia». Potevo rifiutarmi ma la voglia di quel cazzo che mi riempiva in lungo ed in largo era troppo forte.
Senza opporre resistenza mi feci prendere li nella mia stanza sul mio letto sapendo che lui era a pochi metri e sarebbe giunto da un momento all'altro. Tutto questo non fece altro che accentuare il mio eccitamento. Sentivo quel poderoso cszzo nella mia fessa ,godevo , venni e venni ancora, lui invece era molto resistente. Sentimmo la doccia chiudersi lui voleva sfilarsi io lo bloccai con le gsmbe a croce dietro « se non mi sborri dentro non ti lascio andare succeda quel che succeda». Mi sborro dentro in abbondanza cosi lo lasciai andare. Qualche minuto dopo entra Enzo seminudo,« ,,amore
sento uno strano odore ,pero mi piace, non so perche mi eccita.» apro le gambe « leccami amore » mi lecca dice che ho un buon sapore poi si stacca si veste dice che abbiamo tempo per farlo ora deve andare ha un importante incontro d'affari. Non appena si allontana mentre mi sto vestendo arriva mio suocero gia con il cazzo in tiro. Ero sovrappensiero non sentii la sua presenza finché mentre ero a novanta gradi cercando una gonna nel cassetto dell'armadio mi si appoggio dietro e mi sfondo letteralmente il culo. Enzo aveva appena varcato la soglia se avessi gridato mi avrebbe sentito e poi mia suocera in cucinapure sarebbe accorsa penso , quindi soffrii in silenxio per la penetrazione, ma non potetti stare in silenzio per il godimento ,gemevo con quel cazzo in culo. Dicevo« più forte si ,più forte ancora, cosi spaccami in due» mio suocero previdente aveva acceso la radio a alto volume cosi da confondere le mie urla di piacere. Non mi venne dentro ma sborrò abbondantemente n ella mia bocca
Ingoiai tutto anche se era tanto poi gli pulii il cazzo con la lingua,volevo continuare ma mia suocera chiamava «Anna dove sei mi serve una mano». Avrei contnuato volentieri col marito ma per il momento dovetti accontentarmi . Il cenone si avvicinava chissà se ci sarebbero state sorprese
Ho delle commissioni da sbrigare con i miei dipendenti. Per le 14 sarò a casa » Pensai che amore, che uomo, si preoccupa di me e mi accontenta in tutto. Ci univa un amore profondo che andava oltre qualsiasi avversità. Dopo colazione andai in cucina mia suocera eta intenta a preparare le varie pietanze ,
capesante con salmone besciamella formaggio ed infine pan grattato , disse « tuo suocero è giu in cantina gli ho chiesto fonocchi e ravanelli ma ancora non me li ha portati si vede che sta imbottigliando, per favore vacci un attimo tu». Canticchiavo una canzone di battisti quando varcai la porta della cantina . «Wow che bella voce che hai» mi disse. Sentendo io la sua comincia ad eccitarmi , se avessi avuto le mutandine si sarebbero inzuppate. La mia mente torno indietro nel tempo , ma nemmeno di molto ,un paio di settimane . Ricordai quel cazzo lungo ma soprattutto doppio. Volevo tornare indietro andare via, fuggire da quei pensieri, da quella sensazione da quei ricordi belli ma in un certo modo dannosi,invece feci la cosa che non avrei forse dovuto fare , ma che in quel momento volevo fortemente.
«chiavami» dissi senza preamboli e senza fronzoli. Non sembrava una richiesta, ma un ordine perentorio, a cui chiunque avrebbe obbedito volentieri. Lui no mi guardo negli occhi mi disse« ti voglio ma non qui , non in questo modo. Quante domande sorsero nella mia mente , cosa voleva dire, e soprattutto quale era il modo? Portai i finocchi e ravanelli sopra nella mia mente cerano solo quelle parole. Mi aveva rifiutato o aveva in mente altro?,questo era il dilemma,l'arcano da svelare. Ero in camera mia assorta nei pensieri quando sento in corridoio tutteddue che allegramente parlano. Il mio Enzo dice che si farà una doccia per rinfrescarsi e presentarsi pulito a me. Che dolce era il mio uomo,mi amava tanto e mi piaceva , ma la voce che mi fece vibrare non fu la sua ma quella del padre « mettile un guinzaglio e tienila stretta,sai ha un corpo magnifico , attrae e ti fa dannare.». Sono lontani non capisco cosa risponde Enzo ma li sento
ridere. Mi accingo ad uscire dslla stanza ,ero sull'uscio quando mio suocero mi spinse dentro dicendo « ti voglio ora , voglio sentirti godere mentre lui è sotto la doccia». Potevo rifiutarmi ma la voglia di quel cazzo che mi riempiva in lungo ed in largo era troppo forte.
Senza opporre resistenza mi feci prendere li nella mia stanza sul mio letto sapendo che lui era a pochi metri e sarebbe giunto da un momento all'altro. Tutto questo non fece altro che accentuare il mio eccitamento. Sentivo quel poderoso cszzo nella mia fessa ,godevo , venni e venni ancora, lui invece era molto resistente. Sentimmo la doccia chiudersi lui voleva sfilarsi io lo bloccai con le gsmbe a croce dietro « se non mi sborri dentro non ti lascio andare succeda quel che succeda». Mi sborro dentro in abbondanza cosi lo lasciai andare. Qualche minuto dopo entra Enzo seminudo,« ,,amore
sento uno strano odore ,pero mi piace, non so perche mi eccita.» apro le gambe « leccami amore » mi lecca dice che ho un buon sapore poi si stacca si veste dice che abbiamo tempo per farlo ora deve andare ha un importante incontro d'affari. Non appena si allontana mentre mi sto vestendo arriva mio suocero gia con il cazzo in tiro. Ero sovrappensiero non sentii la sua presenza finché mentre ero a novanta gradi cercando una gonna nel cassetto dell'armadio mi si appoggio dietro e mi sfondo letteralmente il culo. Enzo aveva appena varcato la soglia se avessi gridato mi avrebbe sentito e poi mia suocera in cucinapure sarebbe accorsa penso , quindi soffrii in silenxio per la penetrazione, ma non potetti stare in silenzio per il godimento ,gemevo con quel cazzo in culo. Dicevo« più forte si ,più forte ancora, cosi spaccami in due» mio suocero previdente aveva acceso la radio a alto volume cosi da confondere le mie urla di piacere. Non mi venne dentro ma sborrò abbondantemente n ella mia bocca
Ingoiai tutto anche se era tanto poi gli pulii il cazzo con la lingua,volevo continuare ma mia suocera chiamava «Anna dove sei mi serve una mano». Avrei contnuato volentieri col marito ma per il momento dovetti accontentarmi . Il cenone si avvicinava chissà se ci sarebbero state sorprese
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