Storia ignobile 8 - aaa… singolo cerca coppia o signora matura… per incontri intimi.

di
genere
corna

STORIA IGNOBILE

AAA… SINGOLO CERCA COPPIA o SIGNORA MATURA… PER INCONTRI INTIMI.


Confessione scritta dal protagonista.


Buon giorno Immoralex, leggendo i suoi racconti e le sue “Storie ignobili “, mi è venuto desiderio di raccontargli anche la mia di storia, quello che è successo a me o meglio a noi, a me e mia moglie pochi anni fa.
Non avrei mai creduto che mi capitasse una cosa simile alla soglia della pensione, quando avrei dovuto iniziare una nuova vita tranquilla.

Mi chiamo Amedeo, ho 61 anni e mia moglie Anna è una bella signora di quasi 53 anni e ci sono poco più di otto anni di differenza tra noi.
Abitiamo a Genova e siamo sposati da oltre venticinque anni.
Abbiamo due figli, Marta 24 anni e Roberto 26, che sono andati via da casa dopo essersi diplomati e aver trovato lavoro, e convivono con i loro rispettivi compagni.
La ragazza, Marta, vive qui a Genova nel quartiere di levante, dove ha la sua vita e dove tutte le sere si sente telefonicamente con mia moglie e saltuariamente viene a trovarci. Il ragazzo, Roberto è andato a convivere a Milano con la sua compagna. Hanno un appartamentino in periferia e conducono la loro vita d’amore e di lavoro.
Io e mia moglie quasi all’improvviso dopo tanti anni, ci siamo ritrovati ad essere soli, ad essere ritornati una coppia e non più una famiglia.
Anna è sempre stata casalinga, forse qualcuno di voi sorriderà e si chiederà se esistono ancora le casalinghe oggi, ebbene sì… ci sono, poche, datate di età e di cultura ma ce ne ancora qualcuna; mia moglie Anna era una di queste poche che si interessava solo alla famiglia, ai figli, a me, alla casa, far la spesa, pagare le bollette e cose simili.
Da giovane aveva lavorato un po' saltuariamente come impiegata, ma poi aveva smesso su mia richiesta essendo io un commerciante che guadagnava abbastanza bene da mantenerla e tenerla a casa a fare la mamma e la moglie (o la signora come si diceva molti anni fa).

Viviamo in un bell'appartamento della periferia est di Genova.
Prima che ci capitasse la vicenda che narrerò, Anna era una donna timida, chiusa, molto riservata e con poche amicizie anche femminili, con un carattere sensibile, dolce ma apprensivo, specie ultimamente che i figli si erano allontanati da noi. Viveva come in una bolla staccata dal mondo, per figli e famiglia e non le interessava null’altro. I suoi passatempi o distrazioni erano le riviste o i programmi tv di gossip.
Come dicevo era sempre stata timida anche da giovane e socializzava poco e per questo aveva poche amicizie, le uniche erano quelle dell'infanzia e qualche conoscente che viveva nel nostro condominio.
Una personalità passiva, da buona moglie che si rimetteva sempre alle decisioni del marito, le mie decisioni.
Fisicamente Anna non era una donna appariscente, anche se oggi è cambiata, molto bella di viso e alta di statura, leggermente formosa con un seno procace e un sedere bello, elevato, sporgente, tenero, pieno e arrotondato. Era la tipica mamma italiana, comune a molte altre che si incontrano per strada o nei negozi a fare la spesa con borsa sottobraccio; cosce lunghe e piene e il tipico portamento da cavalla, con la schiena dritta, testa alta da sembrare altezzosa.
Per essere una casalinga si teneva molto nell'aspetto, le piaceva apparire, essere gradevole e ordinata ed essere anche ammirata, e anche a me piaceva che lo fosse, che la gente la guardasse e gli amici o i conoscenti mi dicessero:” …Che bella donna è tua moglie Amedeo...” Oppure:” Che bella moglie che hai!”
Il suo viso era regolare, dai bei lineamenti naturali, ben curato e leggermente arrotondato, pienotto come il resto del corpo lievemente formoso. Bocca normale con labbra piene ma naturali, il naso regolare dritto, gli occhi chiari e i capelli che si tingeva di biondo. Era il tipo di donna che in inglese viene definita curvy e a chi piaceva il tipo era molto attraente.
Amava vestire casual, quello era il suo abbigliamento abituale, abiti larghi e non stretti, che nascondessero un po' le forme, ma anche abbigliarsi bene ed elegante e a volte su mia sollecitazione anche un po’ provocante, con vestiti più aderenti del solito che mostravano la procacità del corpo, seno consistente o la prominenza del sedere rotondo, pieno e carnoso, oltre i suoi fianchi floridi, e nel suo tipo di donna era bella e ammirata.
Adoravo vederla truccata, far risaltare la sua bellezza matura e la femminilità, ma a lei non piaceva, lo faceva controvoglia e in modo sobrio e lieve, il giusto, solo per far risaltare la sua signorilità più che la bellezza.
Era una donna tranquilla, sia di temperamento che sessualmente, il sesso ultimamente non ci
interessava più tanto, non aveva mai mostrato grande passione per l’attività sessuale nemmeno da giovane, per noi era secondaria ad altri aspetti della vita. Gli ultimi anni dopo che aveva avuto la menopausa, praticava sesso più per dovere e accontentare me che per piacere suo, per cui l’astinenza a cui la costrinsi a causa della diminuzione della mia libido e delle mia mancate erezioni a lei non fece alcun effetto. Ultimamente il sesso quando ci riuscivo, lo facevamo una volta al mese e anche più, perché io faticavo ad avere erezioni complete e quando le avevo non riuscivo a tenerle per molto, mi fuggivano via.
Comunque ci sentivamo appagati della nostra vita intima, anche lei era pienamente soddisfatta dal nostro modo di fare l’amore, non avendo conosciuto altra forma diversa da come lo praticavo io, essendo stato il primo e l’unico uomo della sua vita.
Come dicevo proseguivamo la nostra vita, il nostro tran tram di coppia matura.
A volte, come capita a quasi tutti gli uomini fantasticavo anch’io sessualmente su di lei, specie in quel periodo che eravamo restati in due, ritornati una coppia e mi piaceva immaginarla con qualcuno che la corteggiava in situazione particolari e trasgressive.
All'inizio erano pensieri che poi a forza di ripetersi diventarono fantasie, ma soltanto l'idea di confessarle che avevo certe immaginazioni su di lei mi sembrava inconcepibile, indecoroso, vista la sua mentalità e fedeltà, mi pareva di sporcarla tanto era seria e corretta moralmente nei miei confronti.
Per molto tempo avevo vissuto quel mio desiderio in modo riservato e solitario, soltanto con la fantasia, ma in seguito avvertii sempre di più l'esigenza di provare a realizzare concretamente quello che mi sembrava un piacere nuovo che avevo scoperto, a cui non sapevo più rinunciare mentalmente. Ero arrivato al punto da eccitarmi con la fantasia e di nascosto andare in bagno a masturbarmi fantasticandola con un altro uomo, mentre mia moglie ignara era in cucina a preparare cena.
Come scrivevo sopra, naturalmente lei non sapeva niente di questa mia insana passione.
Decisi di parlargliene, discuterne con lei.
E qui inizia la narrazione della mia confessione vera e propria.

Ci volle quasi un anno per realizzare quel mio desiderio. Era sempre stato il mio sogno segreto spiegarle le mie fantasie, e come dicevo sopra, mi eccitavo al solo pensiero di informarla verbalmente di determinati argomenti e decisi di provare a parlarne e vedere come avrebbe reagito e dove saremmo arrivati.
I nostri figli ormai già adulti e indipendenti vivevano per i fatti loro e quello e la loro assenza non sarebbe più stata un freno famigliare e morale di discussione per mia moglie.
La presi alla larga, parlando in terza persona e all'inizio cercai di convincerla che le fantasie erotiche non erano sporche, ma eccitanti e divertenti, che erano un gioco mentale e non si faceva nulla di male ad averle, pensarle e viverle nella mente e che nella nostra situazione sessuale poteva essere piacevole una certa dose di trasgressione mentale, ne avrebbe guadagnato il nostro rapporto di coppia abitudinale e noi stessi, soprattutto lei.
Certo, avevo il timore parlandogliene e inserendola in quelle fantasie sessuali di fare qualcosa di scorretto, irreparabile, come compromettere il rapporto tra noi che era sempre stato serio e morigerato, se lei alle mie insistenze avesse avuto una reazione negativa. Ma ero sicuro di poter gestire tutto, soprattutto lei che era sempre stata influenzata dal mio modo di pensare, dalle mie idee e dalla mia volontà.
Un giorno gliene parlai apertamente come di tutte le azioni che avevamo fatto o pensato insieme, lo feci senza scrupoli ma con riguardo, lo trovavo innocente e non peccaminoso chiacchierare di quello che sentivo e fantasticavo su di lei. E l'idea di informarla e di inserirla già con la mente nella trasgressione di pensieri sessuali a lei non conformi moralmente, era troppo eccitante.
Non era facile cambiare modo di pensare, di fare vedere i fatti diversamente e prepararla ad accettare determinate punti di vista a una donna di 50 anni che aveva sempre vissuto nella rettitudine e integrità morale, ma proprio per questo era una sfida divertente il vedere fino dove sarei riuscito a coinvolgerla, eventualmente convincerla e lei fino a che punto sarebbe arrivata ad accettare quelle trasgressioni che proponevo.
Alla sera a letto, l'abituai gradualmente all'idea con discorsi e fantasie in cui lei era sempre la protagonista nuda insieme ad un altro uomo, anche lui tutto nudo che l’accarezzava e baciava e questo modo di fantasticare dopo alcune resistenze lo accettò ed entrò nei mesi nei nostri seppur radi rapporti sessuali. Piaceva anche a lei essere la protagonista della mia fantasia e in silenzio fantasticare su un suo tradimento immaginario.
Notai con molto piacere che nel tempo l'iniziale diffidenza e titubanza di lei aveva lasciato il posto alla curiosità e all'interesse quando ne parlavamo. Anche se si vergognava, si eccitava molto all'idea di fantasticare di essere con un altro uomo che la toccava e accarezzava al mio posto.
Avevamo scoperto qualcosa di nuovo, un gioco erotico… per ravvivare i nostri momenti intimi.
“E’ solo un nostro segreto, un nostro gioco fantasticare così… e non lo saprà mai nessuno al di fuori di me e te!” La rassicuravo nei suoi tentennamenti e dubbi morali che spesso le venivano.
Giocavamo... lo facevamo alla sera a letto o al mattino quando non lavoravo e ci svegliavamo o mentre dormiva ancora l’accarezzavo su quel suo bel culo pieno e tenero dicendole un nome a caso:” Sono Marco e mi piaci!” Oppure:” Sono il fruttivendolo… il salumiere e ti vorrei accarezzare tutta nuda… e così via!” E le accarezzavo realmente il sedere nudo e lo stringevo, palpavo per poi allungare il braccio e passare la mano davanti sulla figa coperta da pei radi ad accarezzargliela e stimolarla con il dito. Lei sorrideva e stava al gioco, le piaceva giocare e immaginare.
Il mio era più un piacere cerebrale che fisico, visto che faticavo ad avere le erezioni per penetrarla. Ma quel gioco era soddisfacente per entrambi, per me perché mi masturbavo o lo facevo fare a lei pensandola con un altro e per mia moglie perché veniva masturbata da me e seppur a disagio e vergognandosene godeva pensando ad essere con qualche conoscente. Così fantasticavamo e ci piaceva praticarlo nella nostra intimità serale o mattutina e andammo avanti molti mesi, oltre un anno, osando sempre di più, inserendo nomi di conoscenti e chiedendole giocando:” Da chi di loro preferisci essere chiavata nella fantasia…?” Lei rideva schernendosi e poi mormorava un nome. Tutto questo avveniva a letto, in un rigoroso bisbigliare e chiusi nella penombra della nostra camera.
Devo dire che le cose iniziarono a cambiare seriamente per caso… senza che ce ne accorgessimo… la causa fu il computer.
Pochi anni prima, quando c’erano ancora i figli in casa, acquistammo il pc per gli studi di Marta e Roberto e anch'io piano piano grazie al loro insegnamento serale imparai e iniziai ad usarlo e lo stesso fecero con la loro mamma, Anna mia moglie, soprattutto la ragazza Marta, che le insegnò come accenderlo, fare ricerca e visitare siti di moda, di abbigliamento o accessori per la casa e come spegnerlo.
Roberto poi si comprò un portatile solo per lui e quando decise di andare a vivere per conto suo con la sua compagna di Milano, se lo portò via. Quasi due anni dopo con nostro dispiacere e contrarietà, anche Marta oramai fidanzata decise di andare a convivere con il suo compagno a Chiavari, e dato che a lei non serviva il pc perché lo aveva già lui, più bello, nuovo e potente, lo lasciò nella sua cameretta e giacché lo sapevamo adoperare, ci disse di usarlo pure noi.
Così alcune sere se non guardavo la tv, ero al computer a navigare e curiosare.
Dalle prime incursioni innocenti e pomeridiane su internet con i miei figli e mia moglie, su moda, accessori, notizie e motori, sport… quando restammo soli io e Anna, passai a quelle serali, finendo inevitabilmente nel porno e con il tempo a portare anche mia moglie ad osservare qualche immagine e video hard, anche se a lei non piacevano ne interessavano.
E finimmo per curiosità a leggere sui forum o in qualche chat, ma non attiravano neanche a me quei programmi se devo essere sincero.

Dicevo sopra che fu la casualità a cambiare il nostro modo di vivere e ora vi spiego.

Vivevamo la nostra vita da tranquilli borghesi maturi, quando una sera che alla tv anche se aveva cinquanta canali, non c'era niente d’interessante che ci piaceva e invitando anche mia moglie, andai al pc in camera di nostra figlia e come facevamo spesso seduti uno affianco all’altro iniziammo a navigare giocando è scherzando tra noi:” Guarda qui!... No fammi vedere questo!” Oppure lei:” Vai a vedere sul sito dell'Ikea! Vai su quello di Shein… che guardo i vestiti. “E alla fine mi chiese:” Vai sugli annunci e guarda se vendono delle tende usate che voglio metterle nel finestrino del garage-magazzino, così da fuori i passanti non osservano l’interno cosa abbiamo e il chiarore se leggera entra lo stesso.”
Andai e cercammo su vari siti e ci soffermammo su uno in particolare, un sito di annunci gratuiti per tutte le categorie, dai veicoli ai terreni, case, lavoro, giardinaggio, e tant’altro. Curiosammo sul menu dei generi, ma non c'era quello che interessava ad Anna. Stavamo per uscire dal sito quando scorrendo l'elenco del menù, in fondo l'occhio mi cadde sulla dicitura:” Incontri per adulti.”
“Guarda!” Esclamai a mia moglie segnalandoglielo con la freccetta del mouse.
“E' una finestra di annunci di incontri!” E senza dire nient’altro cliccai sopra e la aprii e apparve una scritta erotica: “Pronto a realizzare le tue fantasie? Hai più di diciotto anni? Se si, spunta il riquadro e clicca su entra, oppure se non li hai, esci.”
Inutile dire che spuntai e cliccai su entra e si apri la finestra del sito e apparvero le varie sottocategorie del sito di incontri.
Essendo che nella precedente ricerca sulle tende eravamo impostati sulla nostra città, in automatico anche il sito erotico si aprì su Genova, con annunci locali di singoli, coppie, etero, gay, lesbiche e altro…. E con curiosità di entrambi entrai in -coppie- mentre mia moglie in silenzio mi seguiva con lo sguardo e iniziammo a osservare.
“Guarda lì quante coppie ci sono che lo fanno davvero in tre…” Le dissi:” E noi ci facciamo tanti scrupoli per una fantasia.”
Anna curiosa mi chiese:” Ma lo fanno davvero?”
“Certo che lo fanno davvero!” Risposi:” Fanno sesso… loro chiavano sul serio…”
Fece una faccia sorpresa.
“Ma se non si conoscono nemmeno…?” Mormorò mia moglie.
“E’ proprio questo il bello, che una moglie venga chiavata da uno sconosciuto davanti al marito, un po' come le nostre fantasie…” Dichiarai. E mentre lo dicevo e parlavo con lei davanti al monitor di quegli incontri, mi eccitai e avvertii anche venirmi l’erezione.
“Maah!!!... Sarà!” Rispose lei:” Di gente strana ce ne sempre.”
E passai sui singoli e curiosammo anche lì.
Erano di ogni età che cercavano una coppia o una signora. Si dividevano tra bisex ed etero e c’erano anche le fotografie dei loro cazzi duri ed in erezione.
E mi divertiva e turbava che Anna guardasse scandalizzata e imbarazzata quegli annunci osceni e quei cazzi duri nelle fotografie che i singoli offrivano alle mogli di chi accettava, così giocando iniziammo ad aprirli, leggerli a guardare le foto e commentarli. E scherzando la invitai a che fosse lei a cercare il tipo di cazzo che le piacesse di più di cui ipoteticamente si sarebbe concessa.
“Nessuno!” Rispose subito decisa e seria.
“Oh dai Anna è un gioco, non devi mica andarci davvero… devi solo dire quello che ti piacerebbe di più di queste aste erette!” La esortai.
“Non mi piacciono questi giochi!” Ribatté sempre seria.
All'inizio era scandalizzata, ma anche turbata da quegli annunci, le parole che c'erano scritte e le fotografie che mostravano erano sconce e volgari, ma poi lentamente la portai a leggerli lo stesso seppur non condividendo nella forma e nei contenuti quegli annunci. Dicendole:” Non c’è nulla di male a guardare e leggerli, è un gioco e poi sei con me, tuo marito.” E risi.
Quella sera finì così, con una visione generale, ma quelle seguenti per gioco e su mia insistenza ci ritornammo, con lei partecipe giocoforza, con me che se non assisteva le mettevo il muso e avevamo discussioni. Ma più che altro limitandosi a osservare scandalizzata e solo dopo mie insistente diceva la sua...
Tutto sommato ci divertivamo a commentare quello che scrivevano, cosa cercavano e le richieste che quegli uomini rivolgevano alle coppie e a chiederci chissà chi ci fosse dietro l'annuncio ...ridendo di loro.

Come detto ritornammo altre volte su quegli annunci, anche in siti diversi e specializzati solo per quello, “apporti coppia- singolo” che era quello che mi eccitava immaginando mia moglie con uno di loro. Sempre dopo aver navigato un po’, entravamo a curiosare su quelli che riguardavano la Liguria e Genova la nostra città.
Una sera curiosando tra i singoli che in genere cercano donne e ragazze giovani, fummo attratti da un annuncio che recitava sul titolo in neretto: “AAA…singolo cerca signora o coppia matura…per incontri intimi.”
Era un annuncio un po’ diverso dai soliti che leggevamo:” Probabilmente è un uomo della nostra età!” Dissi, e ci incuriosì, cliccammo e leggemmo completamente l’annuncio che proseguiva dicendo: “Singolo serio e raffinato, professionista maturo, 53 anni, amante dei preliminari, ben dotato, pulito, educato, molto giovanile nell'aspetto e nello spirito, cerca in Genova e provincia coppia etero matura con compagna o moglie disponibile, con lui contemplativo, per soddisfare profondamente la sua lei. Oppure…” Proseguiva l’annuncio:” … solo singole, vedove e signore mature di bella presenza, educate, pulite e possibilmente con mentalità molto aperta dai 50- 60 anni, alla prima esperienza trasgressiva, per un viaggio in un mondo nuovo e diverso, con amicizia e simpatia intima. Posso ospitare qui da me a Genova anche per la notte… contattatemi.
No mercenari. No perditempo.
Se interessati scrivere…XXXX ...e c'era l'indirizzo di posta elettronica, nient'altro, nessuna foto o numero di cellulare.
“Ci scriviamo?!” Dissi io con un sorriso infervorato.
“Ma sei pazzo!!” Esclamò Anna voltandosi di scatto scandalizzata a guardarmi:” Cosa ti salta in mente? Ci mancherebbe altro … io non voglio assolutamente, e poi chissà chi è quello lì, sarà qualche depravato, maniaco!”
“Ma non dire stupidaggini! È gente che scrive perché a voglia di scopare e poi anche se scriviamo non comporta niente, non è detto che dobbiamo conoscerlo. Non abbiamo nessun impegno e obbligo, non saprà nemmeno chi siamo noi se lo facciamo in modo anonimo… è solo un gioco, dai!” La esortai.
“No!... Non mi va! Non mi vanno queste cose… sono porcate.” Rispose seria e contrariata.
Alle mie insistenze per farmi desistere pronunciò indignata: “E con che cosa gli scrivi? Con l’indirizzo della ragazza… di Marta nostra figlia visto che il pc è il suo?”
“Ma no… lascia fuori la ragazza, gli scriviamo su l’indirizzo che adoperiamo quando facciamo gli acquisti on line, l’indirizzo fittizio…” Affermai.
E alla mia ostinazione dopo breve discussione tra noi la persuasi. Rispondemmo a quell'annuncio, anche se Anna moralmente era contraria, accettò solo per farmi contento, per non litigare come diceva lei, anche se io ero convinto che inconsciamente intrigava anche lei quella forma di trasgressione virtuale che io ritenevo innocente ed anonima.
Per coinvolgerla maliziosamente feci scrivere a lei: “Dai scrivi tu!” La sollecitai spostandomi e lasciandole la tastiera.
“Io???” Ribatté sconcertata.
“Si tu… non ti vede mica se scrivi…”
“Ma cosa scrivo…? Io non so!” Balbettò.
“Non ti preoccupare te lo dico io cosa scrivere…” La incalzai.
E mentre digitava, avvertivo la sua tensione e immaginavo il suo cuore battere sempre più forte emozionato. Timidamente l'abbracciai e le diedi un bacio sulla guancia e lei mi guardo sorridendo ma con diffidenza.
“Dai scrivi poche parole…” La tranquillizzai e le dettai:” … Siamo una coppia matura di Genova, sposata che corrisponde ai suoi requisiti, ed è la prima volta che rispondiamo ad un sito erotico. Lo facciamo per curiosità, ma vorremmo sapere di più del suo annuncio e in cosa consiste questo viaggio in un mondo nuovo e diverso.”
Erano le 23.00, spedimmo la mail. Non attendemmo molto che mentre curiosavamo sul sito dell’Ikea, sentimmo il suono del computer che segnalava l’arrivo della posta elettronica e vedemmo nella barra inferiore l’icona con la busta da lettera che lampeggiava.
“Chi è che scrive a quest’ora?” Chiese Anna.
“Sarà lui…” Ribattei sorridendo, sperando in cuor mio che lo fosse davvero.
“Ma figurati se l’abbiamo appena inviata… sarà pubblicità.” Pronunciò mia moglie.
“Vediamo!” Aprii Outlook e vidi un indirizzo strano. Cliccai sopra dicendo:” Vedrai che sarà lui.”
Difatti era lui e con nostra sorpresa ci rispose quasi subito ricambiandoci della gentilezza, e fu molto chiaro ed educato: “Buonasera a voi splendida coppia. Io cerco una donna matura, sposata o no non importa, con cui rapportarmi intimamente, perché a me piace praticare sesso e non importa se il marito vuole osservare. Voi siete disponibili? Siete di Genova?” ...Nient'altro.
Ci stupì molto la mail, ridemmo anche:” È modesto!” ...Esclamai ad Anna:” Hai capito il furbacchione? ...Lui vorrebbe chiavarti mentre io ti guardo? “E risi.
“Che tipo…! Che gente che c’è in giro!” Mormorò lei sdegnata ma ironica:” Figuriamoci rapportarsi intimamente con lui!!...E poi non vuole altro?” E rise con me.
E fui io a dire subito parlando con lo schermo e la sua lettera sul monitor: “E no bello! Te la puoi solo sognare la figa di mia moglie… La figa della mia Anna, è solo mia...” Mormorai battendole la mano sulla coscia essendo seduta al mio fianco, con suo compiacimento per quella mia frase.
Lei non avrebbe mai accettato, era contraria a queste cose, un conto era la fantasia, quello era stato solo un gioco anche se a me aveva eccitato molto. Ma rispondemmo educatamente di no, che non eravamo disponibili ringraziandolo per la sua risposta e salutandolo.
Però pochi minuti dopo mentre chiacchieravamo tra di noi un nuovo suono del pc ci avvertì che era arrivata un'altra email.
Andammo sulla posta e quando vidi che era ancora lo stesso indirizzo e quindi lui, non so come dire, come spiegarlo… fui contento dentro di me, ma non lo manifestai e non dissi nulla a mia moglie e l'aprimmo.
Era ancora lui che ci chiedeva come ci chiamavamo e se gli inviavamo almeno una nostra fotografia, soprattutto di mia moglie, specificando come se ci facesse un favore
Ridemmo ancora:” Vuole una nostra foto hai capito! ...Anche se non siamo nudi dice che va bene lo stesso!” Esclamai, continuando a chiacchierare tra noi divertiti.
Non rispondemmo più.
Ma lui poco dopo mandò un'altra mail, con all’interno allegata una sua foto vestito, la foto era molto chiara, era un uomo normale alto e robusto e completamente calvo, diceva di chiamarsi Arturo, di essere anche lui di Genova e come lavoro faceva il posteggiatore, ripetendo che aveva 53 anni, che era dotato, e che era a disposizione di mia moglie. Mi venne da ridere.
“Però! ...” Commentai scherzando ironico guardandola:” Hai visto Anna, è a tua disposizione il nostro corrispondente.”
Lei scrollò la testa esclamando:” Mamma mia!!... A parte che non farei mai una cosa del genere, non andrei mai con un altro uomo che non sei tu, ma poi quello lì non mi piace…” E parlando nel nostro dialetto genovese aggiunse:” (non si è mai guardato allo specchio)” E ridendo divertita proseguì continuando a parlarmi nel nostro dialetto:” È alto e grassoccio, ha la pancia ed è calvo… bbbrrrrr!!! Tu sai che a me i calvi non piacciono assolutamente e poi guarda il naso…ha la faccia che sembra un maialino!” Esclamò sempre ridendo. “Mi da una sensazione di viscido. No! ...No! ...” Ripeté. “Sarà senz’altro qualche maniaco sessuale, lasciamo perdere queste cose.”
Non rispondemmo più. Spensi il pc di mia figlia e ci avviammo in camera da letto.

Quella sera ero divertito, ne parlammo ancora coricandoci, era la prima volta che avevamo un contatto erotico con una terza persona, nel nostro caso uno sconosciuto su internet e a nostro modo senza darlo da vedere l’uno all’altro ne eravamo turbati, eccitati dalle sue risposte e dal gioco intrapreso.
A quello che avevamo praticato ero eccitato, mi divenne duro a pensare che quel tipo che non conoscevamo nemmeno volesse chiavare mia moglie ed incominciai a parlare di lui accarezzandola.
“Pensa se ti chiavasse quell’uomo…” Mormorai.
“No dai Amedeo…” Lei non voleva che parlassi di quell’uomo, ma era turbata ed insistetti.
“E dai, è solo un gioco… l’abbiamo già fatto…” Le dissi
“Si, ma con quello li no…!” Rispose.
“Embè…! Non eccita anche a te che ti vuole chiavare?”
“Sarà un pervertito.” Rispose.
Ma accarezzandola arrivai al suo sesso, coperto soltanto di peli radi e fini, scoloriti per l’età, che mostravano al di sotto le sue grandi labbra. Gliel’accarezzai e con le dita mi accorsi che ce l’aveva già bagnata, non dissi nulla, a 53 anni provava ancora piacere a farsela toccare pensando a un estraneo.
La penetrai e avvertii la vagina calda e fremente ed eccitati facemmo sesso parlando di lui…
“Fai che io sono lui…” E le succhiai i capezzoli e glielo infilai prendendo a chiavarla, dondolando entrambi sul materasso. Davo colpi profondi anche se non arrivavano in fondo e gli venni nella figa. Dopo quella serata di sesso Andammo a dormire e al mattino seguente andai a lavorare e non ci pensai più.

La giornata la passai al mio lavoro di rappresentante girando per i negozi e la sera, dopo cena quando tornai al computer, vidi che c'era dell’altra posta. Era ancora una sua mail. Stranamente provavo piacere che ci avesse ancora scritto, mi dava un senso di turbamento e apprensione piacevole.
L'aprii, quella volta si rivolgeva a me personalmente, insisteva e mi esortava a inviare una fotografia, anche normale di mia moglie che era curioso di vederla e di dirgli pure come si chiamava.
Chiamai Anna che era ancora in cucina a lavare i piatti:” Anna!” Gridai.
“Si!” Rispose.
“Vieni amore che il tuo ammiratore ti ha scritto ancora…”
Poco dopo arrivò e ridendo la misi al corrente di cosa aveva scritto.”
“Te l’ho detto che quello lì è un matto… un maniaco, chissà cosa si è messo in testa ora?!” Rispose preoccupata togliendosi il grembiule da casa...
“Ma no… è solo uno che cerca sesso, qualcuna da chiavare, magari è una persona sola, ed essendo brutta non ne trova di donne.” Replicai con un sorriso perfido.
“Ci sono le bagasce sotto la sopraelevata nella zona di San Giorgio… se vuole fare sesso con qualcuna può andare lì, paga e…. “Rispose cattiva interrompendosi, ma aggiungendo:” … perché non va con loro?”
“E magari ci va già a bagasce!” Replicai io ridendo.
La guardai e domandai: “Gli rispondiamo?!”
“Noo!... Ma che sei matto!? Non sappiamo nemmeno chi è! Vuole una mia fotografia e poi cosa ne fa? Mi cerca, mi segue…”
“O magari vuole solo masturbarsi guardandoti …” La interruppi io.
“No…no… non voglio!”
“Ma intanto non saprà mai chi siamo noi.” Replicai.” Da una fotografia non risale a noi.”
“No dai… non mi va… mi spaventa!” Ribatté.
“Ma non dire cretinate …” Risposi io:” … ti spaventa? Ti fa paura per cosa?... Perché ti vuole chiavare? Dovresti essere contenta invece…” Affermai sarcasticamente ridendo.
“Cosa? Non ci andrei mai con quello lì nemmeno se mi pagassero oro!” Ribatté lei guardando la sua fotografia di quell’Arturo sul monitor.
“E allora rispondiamo, dai è un gioco, non saprà mai chi siamo noi.” Ripetei.
Alla fine si lasciò convincere facilmente:” Ma però niente fotografia, gli dici solo come mi chiamo.” Esclamò. E poco dopo finito di riordinare la cucina, tornò e si sedette vicino a me e insieme a lei, ancora sicuri dell'anonimato, risposi e digitai i nostri veri nomi.
“Mia moglie si chiama Anna ha 53 anni ed è una bella signora piacente e io Amedeo, ho 61 anni. Foto non ne mandiamo a nessuno, non vogliamo esporci con degli sconosciuti.”
C’è da dire che su internet pur essendo diffidenti eravamo un po’ sprovveduti, non conoscevamo bene l’informatica e ancor meno quel mondo trasgressivo in cui per gioco ci addentravamo e ci turbava ed attraeva. Era la prima volta che rispondevamo a qualcuno e lo facevamo per gioco, ed eravamo sicuri che non saremmo stati mai rintracciati, per questo diedi i nostri nomi veri con l’indirizzo di posta elettronica vero che adoperavamo per fare gli acquisti.
Rispose a stretto giro di posta ringraziandoci, probabilmente era al computer anche lui, dicendoci di non temere che era una persona seria e pulita e perbene e chiedeva se la foto che ci aveva inviato lui la sera prima era piaciuta a Anna, e che se lei lo voleva, ne poteva mandarne altre anche più esplicite.
Ridendo dissi a mia moglie:” Allora ti è piaciuto nella foto? Perché se vuoi te ne manda altre!”
Lei non rispose, era intenta a leggere la mail vicino a me e quando finì esclamò:” Oddio! ...Ma quello lì è proprio pazzo! Cosa intende con più esplicite?”
“Che se vuoi te le manda nude ... che si vede il suo cazzo!!” Le dissi ridendo.
“Noo!... nooo per l’amore di Dio!! Assolutamente no!” Esclamò quasi indignata.
“Allora scrivigli che ti basta quella che ha mandato.” La esortai divertito.
“Ma cosa gli scrivo? ...Io non so!” ...Chiese disagiata.
” Quello che hai detto quando l’hai vista, che è viscido e sembra un perverso e un maialino!” Aggiunsi sorridendo provando uno strano piacere a coinvolgerla con quell'uomo virtuale...
“Nooo!!...Non posso dai… dirgli così! Ci resterebbe male, si offenderebbe. “Rispose: “Le scrivo che è un tipo di persona, ma che è diverso dai miei canoni maschili e non è il mio tipo.”
“Ecco brava!” Controbattei divertito.
E così fece con il mio consenso e la inviò.
Lui rispose ancora quasi subito dicendo che rispettava la volontà di Anna, ma che ci avrebbe ancora scritto, considerandoci ormai suoi amici e chiedeva visto che lei non le mandava una sua foto, se le riferiva una descrizione del suo aspetto fisico.”
“Bè questo almeno lo puoi fare!” Affermai leggendo.
Quella strana corrispondenza mi divertiva e mi intricava nel vedere mia moglie impacciata dover rispondere all'uomo dell'annuncio che gli chiedeva com’era perché la voleva chiavare.
Lei era imbarazzata, ma la invitai a replicare e tra le risa e commenti negativi a voce su Arturo, accettò di rispondergli.
“Ma cosa gli scrivo?” Mi chiese guardandomi.
“Come sei… fai una descrizione di te.”
“Ma io non la so fare, non so come si fa.”
“Fai conto di guardarti allo specchio e ti descrivi. “Ribattei. “Scrivigli come hai i capelli, di che colore, che sei una donna matura formosetta, con un bel sedere e un bel seno che ti guardano tutti… i tipi di abiti che ti piace indossare e basta...Nient’altro.”
“No, che mi guardano tutti i sedere e il seno non lo scrivo…”
“Dai inizia…” La sollecitai.
Devo dire che dietro mio suggerimento lei spontaneamente fece una sua descrizione molto veritiera di sé stessa, esclamando con un sorriso al termine:” Diooo… cosa mi tocca fare!”
Digitò il suo nome finale sulla email e premette invio e visto che era tardi spegnemmo e andammo a dormire.
“Eh adesso hai un ammiratore… un amico…” Dissi beffardo ridendo divertito al buio della camera.
“Bella cosa… Non sei geloso?” Borbottò lei.
“No, di lui no!” Dichiarai.
E tra sorrisini e battute dopo qualche carezza sulle cosce e sulla figa ci addormentammo.

Il giorno dopo appena alzato di mattino presto avevo già i pensieri sulla mail, lei era ancora a letto. Prima di andare al lavoro riaccesi il computer con trepidazione e nell’attesa che si caricasse, andai a farmi la barba.
Assurdamente iniziava a piacermi quella corrispondenza e il suo non dico amante, ma ammiratore virtuale e ritornato rasato, guardai subito la posta, trovai un'altra sua mail della notte precedente e con un compiacimento intrinseco in me perché ci aveva ancora scritto, l’aprii.
Nella mail mi faceva i complimenti per la descrizione di Anna: “E' senz'altro una bella donna, deve essere molto affascinante e penso anche calda sessualmente e senza offesa mi piacerebbe molto chiavarla. A me piacciono tantissimo le donne come lei, formose, con un seno evidente e il sedere pieno e voluminoso e anche con un po' di pancetta...” Scrisse sfacciatamente. Aggiungendo che era stato colpito positivamente anche da me, suo marito e se volevo era pronto per un incontro fuori città o anche a Genova stessa per conoscerci, che lui vivendo solo, aveva il suo appartamentino a disposizione. Sorrisi scuotendo la testa commiserandolo, ma tutto quel modo di fare, la sua maniera volgare di parlare, di considerare Anna una bella donna e che la voleva chiavare dicendomelo apertamente, mi eccitava.
Chiusi tutti i programmi e il pc e pronto tornai in camera e dopo averle dato un bacino mentre era ancora a letto, alle sette del mattino andai al lavoro.

Alla sera quando rientrai, dopo aver cenato, come al solito mentre lei riordinava la cucina, andai in camera di nostra figlia e accesi il computer e al termine dei suoi lavori domestici la chiamai e la feci ritornare vicino a me, mostrandole l’ultima mail di Arturo, dicendole mentendo che l’avevo aperta poco prima e non al mattino.
” Cosa??” … Mi disse dopo averla letta:” Ma quello è pazzo, è un maniaco, figuriamoci se faccio sesso con lui. Chissà cosa si crede ...deve avermi preso per una di quelle donne che passeggiano sotto la sopraelevata e che frequenta lui o degli annunci.” Borbottò seria e in modo dispregiativo, risentita e disgustata della proposta e considerazione di Arturo.
“Forse è meglio che smettiamo questo gioco Amedeo. Se pur stuzzicante e per un certo verso divertente per la nostra intimità, quell'uomo si sta spingendo oltre, un po' troppo avanti. Te l’ho detto… lui pensa che io sia una di quelle mogli degli annunci !!” Esclamò innervosita.
Ma io mi dimostrai tranquillo, la rassicurai, come se fosse tutto normale.
“Beh!!...Cosa c'è di strano? È naturale che dica queste cose, lui parla un linguaggio suo, da annunci erotici. Ti sei descritta e le sei piaciuta. Non c'è niente di male, è il suo linguaggio in fondo dire che ti vuole chiavare, ma a parte qualche parola volgare è rispettoso ed educato!”.
Minimizzai la situazione, ma scoprii che il comportamento di quell'uomo verso mia moglie mi eccitava sempre. Lui, quell’Arturo mi informava esplicitamente che voleva chiavare Anna e invece di indignarmi in preda all’offesa e alla gelosia, mi eccitavo e dentro di me piaceva la situazione virtuale che si stava creando, senza rendermene conto stavo per essere preso e risucchiato in un ingranaggio perverso.
Stavo cambiando anch’io dentro, assurdamente la gelosia che avevo sempre avuto verso mia moglie, con quell’uomo non la sentivo più, lasciando il posto al desiderio reale di fantasticare di pensarla con un altro, forse proprio con lui. Era pazzesco, ma era la realtà.
Continuammo a corrispondere nelle settimane, era diventato quasi un appuntamento serale.
” Lascialo scrivere quello che vuole, è solo il modo di manifestare i suoi desideri, nel suo linguaggio.” Ripetei a mia moglie giustificandolo:” E noi intanto passiamo qualche serata in modo diverso con lui, svagandoci un po’! …Intanto non saprà mai chi siamo.”
Anna si lasciò convincere, aveva fiducia in me e poi la divertiva questa situazione e forse come a me la eccitava senza dirlo e lo prendemmo come un gioco bizzarro. Tutto sommato su mio suggerimento si compiaceva a corrispondere con un uomo che le faceva i complimenti sessuali davanti a me, anche se non le piaceva fisicamente nella fotografia. Lui era diventato nei nostri discorsi, quello che io scherzosamente chiamavo:< … il tuo ammiratore…>
Quel gioco saltuariamente andò avanti per quasi un mese, alla sera quando potevamo e ne avevamo voglia, che non veniva la figlia a trovarci e cenare con noi o non c’era nulla alla televisione di film o programmi che ci interessavano, allora andavamo al pc a corrispondere divertiti ti con lui.
Le sue mail erano giornaliere, come le nostre di risposta, ma al di là delle intenzioni chiare ed erotiche su mia moglie si era dimostrato sempre educato e per questo stavamo al gioco anche noi.
Mandò altre sue foto, anche in costume da bagno per mostrarci il fisico.
“Che orrore!! “Esclamò con dileggio in dialetto genovese deridendolo quando le vide Anna.” Ma perché non si copre con questa pancia che fa ridere!... È calvo, brutto, ha la pancia e ha il coraggio di farsi vedere in costume e fotografare anche?”
Iniziai e continuai a far sì che fosse lei a scrivere e a rispondere alle sue mail, coinvolgendola sempre di più, rendendola partecipe e proponente di tutte le risposte che gli inviavamo.
” Tu cosa gli risponderesti?” … Le chiedevo.
“La verità non gliela direi, se no, ci resterebbe troppo male…” Ribatteva ridendo.
E mi piaceva ascoltare le sue considerazioni, a volte anche cattive, frutto della sua immaginazione e fantasia, dei suoi timori di donna entrata a forza in un gioco particolare più grande di noi.

Un giorno travolto dall’eccitazione incontrollata e improvvisa, con lo stimolo erotico di una fantasia travolgente di mia moglie con quell’Arturo, in cui si manifestano psicologicamente impulsi e comportamenti sessuali intrusivi, irrefrenabile, decisi di rispondergli all'insaputa di Anna, e nella mail gli scrissi che lei era ignara e non lo sapeva. Ero solo in casa quel pomeriggio, mia moglie era a Chiavari da mia figlia, non so nemmeno io perché lo feci, ero eccitato mentre scrivevo, come preso dalla frenesia, al punto da avere quasi l'erezione. E gli scrissi: “Ciao Arturo, sono Amedeo, il marito di Anna, mia moglie non c’è e non lo sa che ti scrivo da solo. Vorrei chiederti che intenzioni hai riguardo a questa corrispondenza, se dici davvero o scherzi quando scrivi che vorresti chiavarla. Lo hai già fatto con altre coppie?” E inviai.
Poco dopo mi rispose e dal messaggio vidi che scriveva dallo smartphone, probabilmente era al lavoro a quell’ora. “Ciao Amedeo, mi fa molto piacere che mi hai scritto da solo e all’oscuro di tua moglie, sai… tra noi uomini ci intendiamo meglio e di più su certe cose…” Aggiungendo:” Io sono disposto a chiavarla davvero tua moglie, con il tuo permesso si intende, anche davanti a te e fare come preferisci tu, come ti eccita di più. So che per le donne non è facile accettarlo, ma se c’è un po’ di complicità diretta tra di noi, con qualche espediente ci si riesce davvero, lo so per esperienza. Tu fammi sapere se sei d'accordo e disponibile a farmela chiavare realmente, se hai intenzione di farlo e lo faremo come vuoi tu, come piace a te. Studieremo qualcosa insieme per realizzare quello che vogliamo e vedrai che poi accetterà e piacerà anche a lei. “Proseguendo e spiegandomi:” Si, io li ho già praticati con altri coniugi genovesi questi incontri sessuali, anche con coppie della nostra età alla prima esperienza, con il marito che restava a guardare masturbandosi mentre gli chiavavo la moglie. Ma se tu lo preferisci, come è avvenuto con qualche coppia, la puoi accarezzare mentre te la chiavo e al termine puoi chiavarla anche tu dopo di me se sei eccitato e ce l’hai duro. O invece se ti sei già masturbato, perché credimi è molto eccitante guardare la moglie chiavata da un altro e a volte non si resiste, al termine puoi leccarle la figa subito dopo che te l’ho chiavata e vedrai che piacerà anche a te farlo, leccargliela e succhiargliela piena degli umori del suo godimento, ancora dilatata, succosa e calda umida, come è capitato ad altri mariti...
Sarebbe bellissimo realizzarlo in complicità io e te, è un bel gioco, un’esperienza riservata e segreta da provare almeno una volta per un marito e una moglie e come ti ho già detto, l’ho già fatto con altre coppie mentre il marito guardava o partecipava. Stai fiducioso che sono esperto.” Quel leggere la sua mail assurdamente mi provocava l’erezione, lo sentivo gonfiarsi e spingere dentro i pantaloni e continuai la lettura:” Potete stare tranquilli, sono serio, educato e pulito, sono sano e se vuoi ti invio gli esami del sangue che faccio ogni mese visto che sono un donatore di sangue e comunque se lo preferisci che ti dà più sicurezza, te la chiavo con il preservativo.” E terminò dicendo che aspettava la prossima mail.

Quando lessi cosa mi scriveva oltre ad eccitarmi pensai: “Ma questo è scemo!... Non si rende conto delle cose che scrive, ed è anche sgrammaticato. Come fa a chiedere al marito la complicità per chiavare la moglie? E con espedienti…. E io a leccarle la figa dopo che l’ha chiavata lui… È pazzo…!” Pensai.
Ma subito dietro mi arrivò un’altra mail che aprii.
“Ti chiedo se sei d’accordo di avere una corrispondenza diretta e segreta tra noi due, senza che tua moglie lo sappia, in modo che possiamo scrivere liberamente quello che vogliamo, che pensiamo e dobbiamo scrivere quando ci sarà lei, perché di certe cose non ne parleremo, la informerai poi tu. Così tra di noi uomini, possiamo parlare liberamente di cosa ci piace…e cosa fare, ed essere complici per indurla a cedere e farsi chiavare da me. Non so se vuoi farlo a questo indirizzo email e poi cancellare o ne hai un altro…?”
E quella seconda mail, confermò ancora di più la mia convinzione:” Questo è proprio scemo!” Mi dissi.
Comunque non so nemmeno io perché, forse per giocare o perché avere corrispondenza con lui e parlargli di mia moglie mi eccitava e anche perché mi credevo culturalmente superiore, pensando di divertirmi e prenderlo in giro, sta di fatto che accettai e decisi di continuare a corrispondere alcune volte solo con lui in segreto e altre con mia moglie vicino.
“Scrivi pure qui a questo indirizzo email , intanto apro e leggo sempre io la posta elettronica, poi cancello le mail che riguardano noi due.”
Mi eccitava avere quella corrispondenza all’insaputa della mia consorte, certo e convinto, che non sarei mai arrivato a far chiavare davvero Anna da lui.

Così aumentarono le mail tra noi, alcune dirette tra me e Arturo, senza che Anna sapesse nulla, altre con lei senza accennare che ci scrivevamo tra noi io e Arturo. E così i mesi di corrispondenza divennero due…
Quando eravamo solo noi, io e Arturo, ci scrivevamo mail brevi, una specie di telegramma e rispondevamo subito, quasi che sembrava una chattata con domanda e risposta.
Mi chiese come vivevamo la nostra sessualità, com’ero io e lei a letto.
E mi eccitava farglielo sapere, parlare e raccontargli di mia moglie a lui, persona virtuale e sconosciuta. Mi eccitavo a confidarmi e, titubante e agitato a volte mi giustificavo e gli rispondevo:” Come ti abbiamo detto all’inizio, è la prima volta che corrispondiamo a un annuncio. Non abbiamo mai compiuto niente di simile, siamo una coppia seria e fedele e sono sempre stato l'unico suo uomo, della sua vita oltre che marito e padre dei nostri figli.”
Ma nei giorni nel proseguo della corrispondenza, alle sue richieste particolare gli confidai la verità:
“Come sono sessualmente vuoi sapere?” Scrissi…:” Ora sono in fase calante… ho 61 anni compiuti, non ho più le erezioni di prima, ho problemi di prostata...”
“Ma la chiavi almeno?” Domandava.
“Qualche volta si, se riesco… se mi viene duro.” Rispondevo.
“Tipo? Ogni quanto la chiavi …?” Chiedeva curioso rispondendosi:” Ogni settimana?”
“Eh… magari è tanto se riesco ogni mese, fai una media di una volta ogni due tre settimane, più che altro sono masturbazioni che ci facciamo tra di noi, penetrazione e rapporto completo pochissimi.”
“Ma lei ti cerca? Lo vuole?”
“A volte si!” Rispondevo sinceramente:” Ma ora sa come sono e lo fa come piace a me…”
“Gliela lecchi la figa almeno?” Mi scrisse.
“Ora non più, da giovane qualche volta lo facevo…”
“Be se te la chiavo io e tu non riesci più a chiavarla, al temine gliela puoi leccare… Io so che alcuni mariti lo fanno e gli piace, si mettono in ginocchio davanti alla moglie e gliela baciano e leccano…”
Ero disgustato da quella pratica di leccarle la figa che mi suggeriva di compiere e praticavano alcuni mariti alle mogli dopo che erano chiavate dal partner, che pensai:” Che schifo!”” E gli scrissi:
“Ma come fanno a leccare subito la figa alla moglie dopo che l’ha appena chiavata un altro!? Senza lavarla? Senza pulirla? Non gli fa schifo?”
“Schifo? No! ...Anzi mi piace leccargliela e baciargliela ancora calda di chiavata, è qualcosa di testa, una sottomissione cerebrale, vedrai che se proverai piacerà anche a te vederla chiavare da me!” Mi scrisse.
Domandai: “Ma le chiavavi con il preservativo?”
Poco dopo mi arrivò un’altra mail…
“Non tutte con il preservativo, solo alcune, se loro vogliono e i mariti sono d’accordo le chiavo senza…”
E subito replicai scandalizzato:”
“Non mi dire che gli vieni dentro??”.
“Perché?” Rispose serio:” In genere quelle che chiavo io sono tutte donne mature, pulite, con la menopausa già avuta da parecchi anni anche se attive sessualmente e quindi ci si può sborrare tranquillamento dentro, così come alle vedove che non sono più fertili. Poi se qualcuno non vuole che le sborri dentro in vagina, ma vuole farlo lo stesso a pelle soltanto, cioè senza preservativo, nella eiaculazione interrompo, lo tiro fuori e le sborrò sulla pancia, come farò con tua moglie quando la chiaverò e tu gliela potrai leccare tranquillamente, succhiarla, sentire il gusto del suo godimento che lei avrà avuto con me e infilargli la lingua dentro in vagina visto che ce l’avrà dilatata… e chiavarla anche tu con la lingua avanti e indietro.”
Non risposi, mi disgustava, ma mi turbava quella pratica che diceva essere cerebrale...
A quel punto nelle nostre mail cambiando argomento mi chiese: “È calda come donna Anna?”
“Dipende… a volte si altre no, ma in genere no! Almeno, con me!”
“Le piace fare pompini?”
“No…è restia.” Rispondevo:” Le fa schifo prenderlo in bocca, anche a me che sono suo marito da quasi trent’anni.”
Ripeto, mi eccitava parlargli in quel modo sessuale e osceno di noi… di mia moglie intimamente.
“Tu invece come fai che sei single?” Domandai.
“Ah… a me piace chiavare… lo farei tutti i giorni se potessi, mi viene duro facilmente anche solo con il pensiero, senza toccarlo, ma purtroppo non sempre ho la donna disponibile, ci sono periodi che lo faccio spesso e altri no, comunque in un modo o nell’altro io chiavo un paio di volte alla settimana… “disse con sicurezza:” … se non chiavo mi faccio una sega al giorno, per esempio in questo periodo mi sono segato parecchie volte pensando e immaginando tua moglie Anna.”
Sorrisi.
“Scusa ma chi chiavi se sei single?” Domandai nella risposta.
Dipende, oltre che cercare sugli annunci a me piace ballare, sono un ballerino e a volte conosco signore nelle sale da ballo, se no con gli annunci trovo la donna singola o in coppia, chiavo lei … anche vedove!” Precisò.
“Vedove?” Scrissi io.
“Si ce ne sempre qualcuna e anche vogliosa, basta corteggiarle bene e non parlarle del defunto…” E mise una faccina ridente, aggiungendo:” Qualcuna l’ho chiavata. Ma in genere poi si pentono, hanno il rimorso di avere fatto cornuto il marito deceduto, soprattutto quando le fai praticare sesso spinto!”
“Cioè! Cosa intendi per sesso spinto?” Domandai.
“Orale, anale… loro subito non vogliono perché con i mariti non lo praticavano, ma poi cedono e quando l’hanno lo compiono vengono prese dai rimorsi, specie se era la prima volta che praticano l’anale… e così con alcune ci lasciamo, si pentono, ma intanto si son fatte fare il culo le vedovelle.”
“Ma perché tu fai anche orale e anale?” Scrissi.
“Certo!... Sono uno specialista… e se il marito è d’accordo Io alla moglie pratico tutto, anche leccare la figa e il culo!” Rispose:” Sono anche bravo a inculare, solo donne però!” Precisò:” Uomini niente!” Aggiungendo in un'altra mail che seguiva:
“Se no, al sabato sera se non trovo nessuna e non carico qualcuna nella sala da ballo vado a puttane…” Scrisse.
“Vai a puttane?” Chiesi confermandomi una certa idea che mi ero fatto di lui e che aveva avuto anche mia moglie.
“Si!... E le chiavo o in auto o in appartamento, a volte le porto anche a casa mia, ce n’è anche di belle e giovani che battono, ma sono tutte straniere e io preferisco le italiane mature.” Fece una pausa e scrisse:
“Per le coppie degli annunci ho in camera la poltrona del marito …”
“La poltrona del marito! Che cos’è?” Chiesi.
“Si io la chiamo la poltrona del cornuto, dove si siedono comodi i mariti quando guardano che gli chiavo la mogli e si masturbano…” E rise.

In quella corrispondenza telegrafica tra noi, in una mail mi chiese se davvero c'era la possibilità che la mia signora avrebbe accettato un incontro erotico con un altro uomo, in quel caso lui, oppure avrebbe avuto ripensamenti e scriveva soltanto per distrarsi e divertirsi?
Per non deluderlo e dirgli il reale pensiero che aveva Anna su di lui e farlo restare male, affermai: “Sai, lei inizia ora a partecipare e corrispondere con te, e seppur virtualmente ne è attratta. Io personalmente sarei favorevole se avvenisse quello che vuoi tu. Che la chiavi davvero.” Le confessai eccitato di confidarglielo, e mi resi conto con sgomento che in quel momento ero sincero nel dire quelle parole.” Però sai come sono le donne… e a lei le persone calve non piacciono…”
“E ma questi sono dettagli…” Mi interruppe con una mail di ritorno.
“Se sei d’accordo tu e mi aiuti, prima o poi la chiavo.” Ribadì sicuro di sé.
“Eh ma non è semplice, è una donna seria…è contro l’infedeltà e il tradimento e in più se uno non le piace è difficile che ci vada insieme!”
Lo avevo già messo sull’avviso che probabilmente non avrebbe fatto niente con mia moglie, di non farsi illusioni e che forse era meglio che ne cercava un’altra sugli annunci, ma era un testone perseverante e continuò con quella idea in testa. In quel modo di corrispondere ci scambiavamo anche dieci-quindici email brevi in un’ora e chiacchieravamo di molti argomenti riguardanti il sesso e la sessualità, e come dicevo era quasi come parlare direttamente in chat.

Passarono alcune settimane, mentre le nostre mail telegrafiche e a chat erano diventate bigiornaliere e a volte anche di più e sempre più amichevoli, confidenziali e intime, al punto, da confidargli eccitato quando corrispondevamo da soli, segreti e particolari sessuali di mia moglie che nessuno sapeva. Per poi scelleratamente masturbarmi al ricordo di avergliele dette. Il paradosso era che faticavo a chiavarla, ma in compenso a quei pensieri masturbandomi mi veniva duro più facilmente.
Anche Anna a volte partecipava all'appuntamento serale delle mail di sua iniziativa, curiosa e
interessata anche se non voleva mostrarlo.
Dopo la fase della presentazione, della descrizione fisica e della conoscenza virtuale, lui ci
mandò altre sue fotografie chiedendo a noi di fare altrettanto, di mandare almeno una fotografia di Anna che la voleva vedere, perché scriveva sapendo che la leggeva anche lei: “Passo le notti ad immaginarla e masturbarsi.” Facendola ridere, scandalizzandola, ma sotto sotto compiacendola.

Una sera, dopo una chiacchierata a cena, con Anna decidemmo di mandare ad Arturo una fotografia intera dove noi eravamo insieme ma con il volto coperto. Fu il primo passo verso la nostra conoscenza reale e la perdizione di Anna la inviammo con il volto cancellato.
A stretto giro di posta ci arrivò la sua risposta, dicendo: “Signora Anna, sei molto bella, come si fa a non desiderarti di chiavare? Presenti bene, hai un bel corpo formoso da donna matura che vorrei riempire di baci.” Scrisse:” Mi affascina il mistero del tuo volto, sono certo che sei anche molto bella di viso come scrivi tu, oltre che educata e graziosa.” Aggiungendo: “Devi essere senz'altro una donna attraente, spero molto presto di stringerti la mano e di baciarti la guancia.” E all’improvviso, senza richiesta ci inviò il suo numero di cellulare.
Fu molto galante ed educato.
Anna ne fu lusingata, ma seppur soddisfatta delle sue parole fece delle precisazioni:” Come fa a dire che ho un bel corpo se sono vestita?” Affermò ridendo.
“Ha il colpo d'occhio del maschio desideroso!” Le risposi sorridendo:” Te lo vorrebbe baciare tutto hai letto?!”
“Oh dai! ...Smettila con queste cose!” Esclamò però compiaciuta.
Nelle mail riservate che seguirono tra me e lui, gli ripetei ancora che essendo alla prima esperienza non eravamo certi di arrivare in fondo, anche se a me sarebbe piaciuto che accadesse e che comunque prendevamo tutto questo come un gioco trasgressivo e niente di più e quindi se voleva continuare doveva vedere lui, pur sapendo che non saremmo mai arrivati a quello che desiderava e immaginavamo.
“Nessun problema!... “Mi messaggiava in privato:” …Si arriva dove si può e si vuole e stop, non si va oltre. Tranquillo Amedeo, non avere timore, è bello anche solo che io te la corteggi e se vuoi te la guardi o se ci ai arriva te l'accarezzi sulle cosce se non vuoi che la chiavo.” Scrisse.
Dopo ancora qualche giorno, eccitato da quella situazione e dalle sue avances, mi feci coraggio e dopo averci pensato parecchie volte, come in preda a un trasporto sessuale improvviso più irrazionale che ragionato, lo chiamai al cellulare, fregandomene se vedeva il numero, anzi inconsciamente volendo che lo avesse, per richiamarmi lui e continuare la nostra situazione al telefono.
“Intanto ce l’hanno centinaia di persone il mio…” Mi giustificai.
Mi rispose con una voce calda e piacevole da fumatore.” Ciao Arturo sono Amedeo …” Dissi.
Dopo un momento rispose:” Ciao, finalmente mi hai telefonato… “
Ci furono i convenevoli e fu molto gentile e cordiale, mi mise a mio agio, , mi colpì la voce ferma e calda, con pause riflessive. Mi piacque, dava un senso di tranquillità.
Informai Anna che l’avevo chiamato allo smartphone, che mi chiese se ero pazzo…
“Gli hai telefonato?... Ma sei impazzito?? Non lo conosciamo nemmeno e se è un maniaco?”
“Ma no! Abbiamo chiacchierato un po’, mi sembra una persona a posto…”
“A posto? ...Ma se è un depravato, perverso! Hai letto anche tu cosa ha scritto.”
“Che ti vuole chiavare, se tutte le persone che ti vogliono chiavare fossero pazzi o maniaci, il palazzo sarebbe vuoto. È una persona come le altre…” Ribattei.
“Così adesso ha il tuo numero?”
“E io ho il suo!” Risposi sorridendo scioccamente ben sapendo che ce l’avevo già inviatoci da lui nelle nostre mail.
Non era d’accordo con quello che avevo fatto, ma lo accettò.
Smettemmo di scriverci mail e iniziammo previo messaggio d’avviso a scriverci in chat con WhatsApp oppure a telefonarci direttamente io e lui qualche pomeriggio o alla sera con lei che ascoltava in vivavoce cosa diceva, sapendo Arturo che ci sarebbe stata ad ascoltarlo.
Non glielo nascosi, ma Anna disapprovava che parlassi con quell’uomo, “Quel porco, quell’orrore…” come lo apostrofava lei quando eravamo soli. Ma erano soltanto telefonate di saluto davanti a lei di:” Come state? ...” Chiedeva
“Bene grazie! Hai lavorato oggi… “Domandavo io ecc…
Telefonate amichevoli, di cortesia le chiamavo io e non so perché le facevo, era un salto di qualità che ci avvicinava sempre di più al baratro, ma non me ne rendevo conto.
Una sera mi chiese di sentire la voce di Anna, se poteva parlare con lei, e al mio chiederglielo muovendo l’indice in segno negativo rispose a bassa voce: “Assolutamente no…Tu sei pazzo che io parlo con quello lì…Parlaci tu! Lo sai come la penso io…”
“Ma lo senti solo per voce, gli fai i saluti e basta.” La esortavo.
“No! Non voglio!... È una persona che non mi piace, viziosa. E tu sai benissimo cosa vuole da me! E che io non gli darò mai…” Esclamò.
Lasciai perdere.
Finché una sera che eravamo soli a casa, dopo che i nostri figli con i rispettivi compagni c’erano venuti a trovare, avevano cenato da noi, ed erano ripartiti, decisi di chiamare Arturo, insistendo con mia moglie che ci parlasse…
Lei non voleva assolutamente, ci misi un po' a convincerla, ma alla fine ci riuscii. Cedette alla mia ostinazione di parlargli, almeno salutarlo, ma contrariata e infastidita mi domandò: “Ma cosa le dico?... Non so cosa dire!?”
“Ma non devi dire niente amore lo saluti… Ciao Arturo e basta!”
“E se si mette a parlare?”
“Ascolti e rispondi!” Risposi.” Hai paura a parlare con una persona al telefono?”
Restò in silenzio poi borbottò:” Guarda che se dice delle porcate o accenna a qualcosa dell’annuncio, chiudo subito la conversazione.”
Lo chiamai e rispose quasi subito, dicendole:” Mia moglie ti vuole salutare Arturo…” E all’improvviso divertito misi lo smartphone con il vivavoce in mano ad Anna, che sentiva dire: “Anna!?... Anna! Ci sei??”
“Dai rispondi! Che il tuo ammiratore Arturo ti chiama.” La sollecitai:” Salutalo!”
Lei imbarazzatissima a sentire la sua voce non voleva, si bloccò, tergiversò furiosa con me, lo posò sul tavolino ma al sentire che la chiamava sempre: “Anna! … Anna! Ci sei!?” Lo riprese in mano e alla fine parlò.
Era imbarazzata e intimidita, parlarono meno di un minuto mentre io la osservavo sempre più divertito ed eccitato del suo imbarazzo.
Lui esclamò:” Ciao Anna!”
“Buonasera Arturo!” Rispose lei educata mantenendo le distanze.
“Dammi del tu per favore, abbiamo la stessa età, siamo coetanei… Hai una voce molto giovanile Anna, da ragazza. Ti esprimo un desiderio ... spero tanto di conoscerti di persona. Vuoi?”
Era sorpresa dalle sue parole educate e dal tono della sua voce calmo e caldo. Io ascoltavo vicino a lei nonostante il vivavoce: “Su rispondi dai!” La esortai visto che si era impappinata.
“Ma non credo che sia possibile…”
“Ti prego Anna mi fai male se rispondi così, dammi almeno una speranza.”
“Digli qualcosa di positivo le bisbigliai all’orecchio.
“Ma chissà!... Forse un giorno! ...Vedremo!” Rispose generica, agitata con voce tremante per non dirgli nuovamente di no.
“Lo spero con tutto il cuore!” Ribadì lui.” Stasera mi hai fatto felice, ti penserò con più ardore…”
Terminata la conversazione mi guardò scuotendo la testa ...
” Tu sei scemo! Ma cosa ti salta in mente di farmi parlare con lui!?.... Hai sentito cosa ha detto? Dio mio cosa mi fai fare!” Mormorò, scuotendo il capo e sorridendo suo malgrado:” Parlare con quel depravato…”
E tutto questo contribuì ad accrescere la nostra simpatia e fiducia in lui, almeno la mia e continuare il gioco. Eravamo giunti ad un punto che non avrei mai immaginato di arrivarci, qualche sera la facevo salutare da lui e parlare con mia moglie, anche solo per salutarsi e questo mi dava un senso di potenza su di lei, che alla fine significava che si lasciava influenzare e faceva sempre quello che volevo io:” E forse…” Pensai fiducioso:” … se la persuado bene la farò chiavare davvero da Arturo.”

La sua voce piacque ad Anna che la trovò calda, sensuale e rassicurante, al contrario del suo
aspetto fisico.
“Certo che se una lo sente solo parlare solo al telefono è un’altra cosa, sembra una persona seducente… ma se lo vede di persona…” Mormorò nel nostro dialetto genovese sorridendo…:” Sviene…”
“Addirittura?!” Esclamai.
Il gioco si stava facendo impegnativo e preoccupante, ma non me ne rendevo conto in quei momenti. Arturo prese a inviare messaggi con il desiderio che li facessi leggere a Anna. Roba da ragazzini: “Ti penso…!” Oppure a tarda sera messaggiava:” Buonanotte Anna, spero di sognarti!” O ancora al mattino presto:” Appena svegliato ho pensato a te Anna!” E così via, rinnovando sempre il desiderio di incontrarci di persona.
“Lo hai fatto innamorare …” Le dicevo orgoglioso scherzando.
Lei sorrideva, tutto sommato non gli dispiaceva: “E’ matto quello lì!” Ripeteva ridendo.

Un giorno Arturo scrisse una mail molto bella a entrambi, ma soprattutto rivolta ad Anna dove diceva che voleva conoscerci, diventare amici. Aveva cambiato tattica, non più parole oscene, ma romantiche e tra le altre cose scrisse: “Ora vorrei conoscervi, bere qualcosa insieme a voi. Sono una persona seria, conosciuta, ho il mio lavoro, potete stare tranquilli, vorrei solo incontrarvi, non si fa niente se non volete. Voglio vedere il volto misterioso che agita le mie notti e ruba il mio sonno...quello di Anna.” Scriveva.
Ora, mia moglie non era l’attrice cinquantenne delle copertine patinate dei rotocalchi, truccata ed elegante che pesa 50 chili a cui gli uomini fanno la corte. Mia moglie era la tipica donna normale e comune, consorte, casalinga, massaia, di quelle che si possono trovare ai supermercati con la borsa sottobraccio a fare la spesa o incrociare per strada o al mercato a fare acquisti. Anche fisicamente non era più un’acciuga come quando l’avevo conosciuta e sposata, come dicevo sopra era formosetta e secondo i periodi di golosità pure cicciottina, anche se la forma era ben distribuita nel corpo, ed era piacente, con un bel viso arrotondato e vestiva casual… Quindi che un uomo, un tipo come Arturo anche se la disgustava, la corteggiasse con il mio permesso, al di là del suo aspetto fisico sgraziato e antiestetico e delle volgarità iniziali che aveva proferito verso di lei, le procurava spavento e interesse…
Ne parlammo, a me sinceramente eccitava e intrigava conoscerlo, ma anche un po' mi intimoriva.
Lei pur essendo lusingata dalle belle parole nei suoi confronti era contraria, non dimenticava mai che lui all’inizio voleva presentarsi per chiavarla e lei assolutamente contraria e non voleva: “Ma io ho paura Amedeo, non voglio incontrarlo, non sappiamo chi è! E poi tu lo sai cosa vuole lui da me, lo ha scritto tante volte nelle email. Non mi piace questo gioco si sta spingendo troppo oltre.” ...Dichiarò:” Fermiamoci!”
“Ma no!” ...Gli rispondevo ridendo:” Non devi mica andarci a letto!... Si tratta solo di incontrarci e bere qualcosa. Vederci scambiare due parole e poi ciao… ognuno per la sua strada.”
Fui insistente:” Ma di cosa hai paura? Ci sono anch’io con te! Non sei sola e non permetterei nemmeno che ti tocchi con un dito.” E dopo altri giorni di mail e telefonate di amicizia e di approfondimento della nostra conoscenza seppur virtuale e solo telefonica, ed erano passati più di due mesi, quasi tre da quando scrivemmo la prima mail su mia insistenza e vista la confidenza virtuale che si era creata tra noi, ci persuademmo su sua ostinazione ad incontrarlo solo per un caffè. Anche se prima ne discutemmo e dovetti farle cambiare idea sulle sue paure, ma come si sa la curiosità è donna e alla fine acconsenti soltanto per un caffè.
Riuscii a convincerla e tranquillizzarla e come d’accordo feci rispondere a lei dietro mio suggerimento, anzi farei meglio a dire dettatura di un messaggio sul mio smartphone.
” Buongiorno Arturo, acconsento al suo invito solo per un incontro conoscitivo, senza obblighi di nessun tipo. Soltanto per bere un aperitivo. Se lei è d'accordo possiamo incontraci domenica alle 11 al centro commerciale Fiumara di Genova, visto che noi dovremmo compiere degli acquisti.
E inviò.
Lui rispose subito rimandando un altro messaggio WhatsApp a stretto giro di tempo che oltre a confermare l'incontro per domenica mattina, ribadiva che avremmo preso solo un caffè o un aperitivo e nient'altro.

Come scrivevo erano passati quasi tre mesi da quella prima email che scrivemmo a quell’uomo, Arturo e mai avremmo pensato che l'avremmo incontrato davvero.
Anna era timorosa, agitata, impacciata, ma anche curiosa di conoscere quell'uomo che la corteggiava
virtualmente. La intricava la situazione.
“Su fatti bella…” le dissi:” … che il tuo corteggiatore sconosciuto ti vuole vedere. Voglio che ti veda bellissima !!” Esclamai orgoglioso di lei quella mattina in bagno mentre ci preparavamo.
Era emozionata e imbarazzata come una ragazzina e mi sentivo strano anch'io.
Scoprivo dentro di me che mi piaceva mostrarla, come se fosse un trofeo...e mi esaltava vederla in quello stato ansioso che rasentava l’eccitazione. Mi allettava sapere che era desiderata da un altro uomo, che gli scriveva parole erotiche e dolci e che le aveva scritto chiaro e tondo che pur non conoscendola la voleva chiavare.
“Ma non so cosa mettermi!” Esclamò agitata Anna.
“Qualsiasi cosa sarà bella su di te!” Le dissi adulandola. Sorrise.
L'incontro avvenne come d'accordo la domenica mattina nel centro commerciale di Genova
Ovest “la Fiumara”, eravamo emozionati e impacciati, Anna si era truccata in modo leggero ma appariscente. Vestiva un tailleur creme con una camicetta bianca e un foulard leggero al collo, aperto sul davanti che lasciava intravvedere una collana di perle, due orecchini simili a clip ai lobi delle orecchie e un viso da fata, bello e arrotondato, coperto da grandi occhiali da sole, dietro i quali nascondeva i suoi splendidi occhi azzurri. Era molto signora e borghese, molto elegante e nel suo stile molto attraente.
Con i segnali convenuti, ci incontrammo, un saluto e una stretta di mano; che lui non fosse bello lo sapevamo, ma almeno era simpatico. Era alto brillante, calvo senza un pelo, con la pancia prominente e faceva presenza fisica. Appariva una persona ben distinta e ben vestita, ma soprattutto molto educata.
Dopo i convenevoli ci sedemmo al tavolino di in un bar, ordinammo e iniziammo a bere l’aperitivo, iniziando a chiacchierare.
Ci sapeva fare, io subito non l’avevo capito, ma lui era un donnaiolo, sicuramente era vero che aveva già avuto incontri con altre coppie. Fu Arturo a rompere il ghiaccio e a metterci a nostro agio dicendo: “Complimenti Anna, sei molto più bella di come ti immaginavo… e sono felice di averti conosciuta e che tra noi sia nata una bella amicizia.”
Restammo insieme una mezz'oretta, parlando del più e del meno, lavoro, tempo e altre cose, era loquace, scherzava anche in dialetto genovese cercando di fare ridere Anna. Solo negli ultimi minuti, parlò delle motivazioni dell'incontro, mettendoci sempre a nostro agio e ripetendo guardando Anna: “State tranquilli che non forzerò mai niente, mi basta la vostra amicizia perché siete una bella coppia e si vede che vi volete bene. Ma spero che si possa approfondire la nostra conoscenza in modo più intimo, senza forzature ed obblighi, ma per libera e scelta.”
Poi con sapiente capacità calcolata, chiese a Anna di togliere gli occhiali per poter vedere ancora i suoi splendidi occhi: “Non può lasciarmi senza farmi vedere oltre lo splendore del tuo viso e quello dei tuoi occhi! “Esclamò.
Io sorrisi del suo corteggiamento, tutto sommato mi faceva piacere ed eccitava. Anna guardandomi rise anche lei, esclamando:” Oddio!!” Era lusingata dalla sua richiesta… tolse gli occhiali. Era molto attraente senza.
“Meravigliosa!!!” Esclamò lui guardandola fissa scrutandole il volto, gli occhi, la bocca, il naso e la fronte come se cercasse qualcosa, imbarazzandola.
Effettivamente mia moglie era una donna leggermente curvy molto affascinante e attraente.
Facemmo ancora qualche chiacchiera e poi ci salutammo con l'accordo di risentirci, via email o con WhatsApp, oramai comunicavamo anche così.
Al ritorno quando fummo soli in auto, io e Anna, parlammo dell'incontro con Arturo.
Seppur non fosse un bell'uomo e non gli piacesse fisicamente, aveva fatto una bella impressione a tutte e due, ma soprattutto a lei che dalle email iniziali e dalle fotografie se lo immaginava peggio, un perverso e depravato e nonostante fosse imbarazzata ammise che era simpatico.
“Visto! È una persona normale come tutti gli altri, avevi paura che ti violentasse e invece hai visto?” Ripetei.
Non rispose, restò in silenzio come se ammettesse che si era sbagliata.
Quello stesso pomeriggio lui mi chiamò allo smartphone e io gli risposi non visto da Anna.
“E davvero bella tua moglie, mi piace molto, è proprio il tipo di donna che piace a me… formosa, un bel viso… la chiaverei subito…” Mi disse con enfasi.
Sorrisi contento da quelle affermazioni che le piacesse, come se Anna fosse una mia proprietà:” Eh… lo sai che ci sono alcune cose che non le vanno...” Affermai.
Ma lui sorvolando le mie precisazioni continuò a parlare: “Come sono andato? Cosa ti ha detto di me… gli piaccio? O è stato un giudizio negativo? Hai visto che sono stato educato.”
“Un giudizio negativo no…” Risposi:” … ma nemmeno positivo… Ha detto che sei simpatico… questo si, che fisicamente sei un tipo. Ma come ti avevo già detto a lei i calvi non piacciono… Vorrei aiutarti, ma non so come comportarmi…”
“Essere calvo non significa nulla, sono manie che hanno certe donne di volere l’uomo bello, vedrai che la perderà. Sai cosa devi fare per invogliarla a me?”
“No, cosa devo fare?” Domandai.
“Quando la chiavi o le fai un ditalino o l’accarezzi, qualsiasi cosa che di piacevole e sessuale le pratichi, le devi dire di pensare a me, farla giocare pensandomi. Le devi dire di far finta che tu sia io quando la tocchi sessualmente, che le tue dita quando la penetrano sono il mio cazzo, farle provare piacere e godere pensando a me…”
“Si… questo qualche volta lo abbiamo fatto, ma posso rifarlo, possiamo provare…” Risposi complice.
“Bene e tienimi informato… che io ci tengo a tua moglie.” Si raccomandò.
Sorrisi dentro di me, il fatto che si affidasse così tanto a me e mi dicesse cosa fare, mi faceva sentire importante, mi eccitava, non era un Adone fisicamente e anche per questo se mai fosse riuscito a chiavarla davvero, non ne ero geloso. E tutto sommato giocando ed eccitato ero giunto a metà del guado, con la speranza e l’intenzione che la chiavasse davvero.
Con Anna ne parlammo anche alla sera a letto, cercando o facendo l’amore se ci riuscivo:” Pensa a lui!” la esortavo iniziando ad avviarla a quel tipo rapporto sessuale mentale suggeritomi da Arturo. Ma lei subito non voleva.
“No dai questo no! Non mi piace pensare a lui.” Rispondeva.
“Ma dai! …Intanto è solo un gioco tra noi e io mi eccito. Visto che non lo farai mai chiavare realmente, almeno fatti chiavare mentalmente… giochiamo, non sono geloso con lui…” Affermai.
Lei chiuse gli occhi e io inizia a dire:” Pensa che lui ti vorrebbe chiavare…” E intanto l’accarezzavo.
“Dai Amedeo… no, non essere volgare…” Borbottò.
“E’ la verità, hai letto anche tu quante volte te lo ha scritto che ti vuole chiavare. Comunque hai fatto colpo. Le piaci, ti mangiava con gli occhi…”
“Ah sì!” Esclamò sorridendo compiaciuta sempre con gli occhi socchiusi:” E non sei geloso tu?”
“Di lui no... te lo detto, da lui ti lascerei chiavare davvero se tu lo volessi, non vedi ti corteggia davanti a me e non dico nulla.”
Lei era già con la mente a fantasticare e non rispose.
Eccitato com'ero di quell’inizio e della sua accettazione e partecipazione a quel nuovo gioco, al pensiero che ora immaginasse che io fossi Arturo che la chiavasse, dopo che l’aveva visto in faccia e incontrato, mi venne l’erezione e riuscii a penetrarla, sentendo la sua vagina umida e lubrificata di umori. Non mi sembrava vero.
La sentivo godere silenziosamente e mi eccitavo sempre di più nel sapere che godeva pensando di essere chiavata da Arturo.
La chiavai, anche se non fu un rapporto edificante, solo verso la fine persi l’erezione e mi tornò mollo, ma continuai a chiavarla lo stesso, per poi toglierlo e masturbarmi al pensiero che Arturo la possedesse e venni su di lei, sulla sua bella pancia pallida.

Tempo dopo ne parlammo ancora e continuammo a corrispondere con lui, io sempre con lei e da solo con lui.
Mentalmente forse per far contento me, Anna con il tempo su mia istigazione l'aveva accettato come amante virtuale anche se per gioco, non solo quando eravamo a letto, ma anche chiacchierando giornalmente chiamandolo il suo ammiratore o confidenzialmente Arturo. E quando la masturbavo, le facevo il ditalino, l’accarezzavo, la facevo pensare a lui e acconsentiva:” Pensa ad Arturo che ti chiava…”
Sussurravo, e non so nemmeno io perché, ma mi dava una sorta di orgasmo mentale istigarla, indurla con il pensiero a lui, di stordimento piacevole. Mentre inconsapevolmente con quel modo di fare le stavo praticando una sorta di lavaggio di cervello, facendole associare al piacere all’immagine seppur disgustosa per lei di Arturo.
Lei si vergognava a stare a quel gioco, ma esortata da me e sapendo che non ero geloso si lasciava andare e gradiva, sapendo che era soltanto fantasia.
Oramai le sere quando praticavamo sesso pensavamo a lui, eravamo sempre in tre, e le ripetevo fino all’inverosimile di immaginarlo al mio posto che la baciava, accarezzava e che se lo faceva eccitava anche me e non solo lei. Fino a giungere nell’arco di alcune settimane realmente l’effetto che lei associava da sola Arturo al piacere fisico quando la chiavavo e ci riuscivo o la masturbavo quasi giornalmente; pensava a lui e godeva, era davvero diventato il suo amante virtuale e fantasioso ed io ne ero soddisfatto e nelle nostre telefonate lo informavo su quello che praticavo e come reagiva e lui mi informava su come proseguire.

Anna si rendeva conto che era diventato un appuntamento quasi fisso praticare sesso in quel modo e pensando a lui, potrei dire con lui, anche se la maggior parte erano masturbate. Godeva realmente quando lo immaginava e durante il gioco alternava momenti di desiderio ad altri di timore. In quel periodo a volte prevaleva la sua moralità ed iniziava ad avere ripensamenti che io pronto distruggevo ripetendogli che era solo un gioco e nulla di più quello che praticavamo.
Dopo mesi di corrispondenza, un incontro conoscitivo, arrivai al punto che eccitato una sera mentre ci masturbavamo gli dissi:” Potremmo provare ad incontrarci in modo intimo davvero, senza forzatura, solo con carezze sulle cosce e il sedere e se non ti va smettiamo subito.”
Subito reagì e si irrigidì:” Ma sei pazzo? Fare davvero questi atti sessuali con Arturo?”
Oramai lo chiamavamo confidenzialmente così e non più “il tuo ammiratore…” ma non erano più le reazioni di prima, assolute, scandalizzate e disgustate, psicologiche personali, erano più che altro risposte di ordine morale, coniugale.
“Cosa c’è di male?” Rispondevo:” … Lo facciamo sempre virtualmente, che una sera potremmo provare sul serio, ma in maniera soft, solo carezze, senza penetrazione e rapporto sessuale, soltanto carezze esterne.” Precisai.
Ci fu una pausa di silenzio come se fosse indecisa e poi replicò: “No!... Meglio di no! … Ho paura a fare queste cose… “Precisando sinceramente:” … in certi momenti anche se non mi piace sono attratta sessualmente da Arturo quando lo immagino e lo penso, ma in altri ho paura. Ti sono stata sempre fedele, sei stato l'unico uomo della mia vita e che mi ha toccato e accarezzato nelle intimità.
Forse è meglio che smettiamo davvero Amedeo.” Pronunciò:” Lo sappiamo cosa vuole lui da me…mentalmente va bene, ma io non voglio tradirti realmente fisicamente.”
Apprezzavo la sua fedeltà, ma in quel momento non mi interessava più, anzi inconsciamente desideravo che mi tradisse.
“Paura di cosa? ...” Gli chiesi precisando: “Ci sono sempre io con te e poi vedrai che non arriveremo ad avere un incontro sessuale completo, non lo voglio nemmeno io, ma solo un incontro intimo con un po' di carezze, qualche bacio sulla pelle e farai tutto con il mio permesso davanti a me. Ci divertiremo, le mostrerai un po' le gambe e le cosce e lui ti guarderà desiderandoti. E questo ecciterebbe anche te lo so! … È solo un gioco trasgressivo Anna e come tale dobbiamo prenderlo e giocarci. Arturo è un tuo spasimante, è normale che sia così voglioso di te, basta solo guidarlo e controllarlo.”
Il silenzio di Anna non era né un sì e né un no, era titubante, indecisa come dicevo probabilmente più per problemi morali che fisici e allora la rassicurai: “Il nostro amore, la nostra vita insieme, la stima e il rispetto che ho per te non verranno mai meno, anzi aumenteranno se giocheremo insieme, perché saremo complici io e te. Hai visto anche tu negli annunci quante coppie ci sono che praticano questo gioco, questa trasgressione… Proviamo anche noi…non c’è nulla di male se siamo entrambi consenzienti… facciamo una prova… se poi non ti va smettiamo.”
Poi come a giustificare un eventuale comportamento eccessivo di Arturo e a prepararla mentalmente aggiunsi: “Certamente lui ci proverà… cercherà di toccarti e se ci riesce di chiavarti davvero perché ti desidera, le piaci ed è quello che vorrebbe. Ma se noi gli diremo no! Basta ora! .... Lui non farà niente. Hai visto anche tu che tipo è…”
Quello era l’espediente che mi aveva suggerito Arturo, di dirle e farle credere che avrebbe fatto una cosa e invece poi si sarebbe arrivati a compierne un’altra. E io lo sapevo e complice assecondavo i consigli e desideri di Arturo.
“Si, ma io mi vergogno a fare queste cose a lasciarmi toccare, accarezzare da un altro davanti a te che sei mio marito…”
“Ma è proprio qui il bello amore… che lo facciamo insieme, come fanno le altre coppie, non è un tradimento… non ti devi vergognare di me perché assisto. Se ti metto a disagio, tu guarda da un’altra parte e non me…” Replicai.
Ma lei continuò ad esternare le sue preoccupazioni: “E poi lui, mi fa senso davvero, non mi piace fisicamente, mi disgusta Amedeo. Un conto è giocarci virtualmente immaginare una cosa, un’altra averlo davvero davanti che ti tocca… ti accarezza con le sue mani… te l’ho detto, mi vergogno e non voglio.”
E con pazienza e perseveranza ripetei: “Vergogni? Di cosa ti vergogni se ci sono anch’io?! Te lo detto non è mica un tradimento e poi anche se non ti piace di aspetto, mica te lo devi sposare, lo vediamo solo lì e basta! E se le sue carezze ti facessero ribrezzo, smettiamo” La rassicurai serio ma sorridendo: “Se non ti va ce ne andiamo, non ci conosce, ha solo il mio numero di telefono e l’indirizzo email… e possiamo scomparire da lui quando vogliamo.
“Proviamo! ...” Ripetei:” … Se non ti va ci tiriamo indietro. Siamo una coppia di ferro io e te, quasi trent’anni di matrimonio cosa vuoi che mi facciano due carezze sulle cosce, il sedere o le mutandine di mia moglie?”
Era titubante, incerta, ma la convinsi, si fidava di me e soprattutto riuscivo sempre a farle compiere quello che le consigliavo. L'avevo tranquillizzata, decidemmo di provare, mi ritenevo e la ritenevo oramai matura e preparata per questa prova, questa nuova esperienza di coppia e soprattutto ero sicuro della sua lealtà coniugale.
Contattai Arturo allo smartphone, dicendogli che come aveva suggerito lui, avevo convinto Anna a incontrarci, ma che aveva posto delle condizioni.
“Qualunque condizione per lei… “Scrisse subito.
E io ribattei:” Lei non vuole che si vada oltre le carezze…”
Poco dopo mi rispose:” Certo! Per iniziare, ma ti dico per sperienza che dopo si lascerà andare… vedrai.” Proponendomi come sua condizione:” Però se Anna si lascerà andare.” Scrisse: “Tu non farai niente per fermarla, lascerai che andiamo avanti fino in fondo e te la chiavo!”
Pareva molto sicuro di sé, della sua esperienza.
Accettai quel patto scellerato, sicuro che Anna non si sarebbe lasciata andare oltre il dovuto concordato tra me e lei, ma di farsi accarezzare solo le cosce da quell'uomo che non gli piaceva e che vergognosa com'era non saremo mai arrivati oltre.
Eccitato preparai per mail tutti i particolari senza la partecipazione di mia moglie, accordandoci solo io e lui sulle modalità.
A differenza di quello che avevo fatto intendere ad Anna, che lui le avrebbe praticato solo carezze sulle gambe, il seno e toccato le mutandine, il nostro accordo privato prevedeva anche che lui avrebbe potuto spingersi fino in fondo e oltre, se Anna non l'avesse fermato, cioè fino a chiavarla realmente e che io sarei stato sempre presente ed eventualmente sarei potuto intervenire.
Concordammo come due complici a danno di mia moglie il luogo: “Venite a casa mia, è pulita… li staremo tranquilli.” Affermò.
Non mi andava portarla direttamente a casa sua, volevo vedere prima come reagiva Anna e decisi di incontrarci in un bar a bere qualcosa e solo dopo eventualmente se ci fossero state le condizioni saremmo andati a casa sua.

Il pomeriggio concordato ci preparammo, non sapeva cosa indossare
“Togli la canottiera intima…” Le dissi: “Intanto fa caldo, siamo quasi in estate. Metti solo il
reggiseno e la camicetta, e anche le mutandine… non mettere quelle grandi che indossi di solito che ti arrivano quasi all’ombelico e ti fanno il culo più grosso di quello che hai e non sono sexy; indossa quelle rosse che ti ha regalato Marta per capodanno, che sono basse con i pizzi ed erotiche e che non ti sei mai messa ma le hai solo provate una volta. E non indossare i collant com’è tuo solito sopra le mutandine, almeno in questa occasione, così quando ti accarezza le gambe non avrai il problema di sentire il nailon e di toglierli e sentirai le sue dita sulla pelle. E metti la gonna larga…” La consigliai.
Così fece, si vestì dietro i miei suggerimenti e mi piaceva ed eccitava che lo facesse, che fossi regista del suo apparire e lei l’attrice da presentare ad Arturo come volevo io.
Si profumò e si tirò i capelli sulla nuca lasciando il collo libero, devo dire che era molto erotica nel suo corpo
maturo, giunonico, che mostrava eroticamente le sue forme curvy arrotondate in modo accentuato.
Ci avviammo e incontrammo nel luogo convenuto, vicino a un bar nella zona di casa sua. Anna era tesa ed agitata, cercava di essere calma, ma dentro era irrequieta.
Vedemmo l’auto di Arturo ferma e ci avvicinammo con la nostra, lui scese, era elegante, venne al finestrino, salutò e sorrise a Anna e poi ci informò: “Il bar è chiuso per turno di riposo… Cosa ne dite se andiamo direttamente a casa mia a bere qualcosa… solo a bere. Giuro!” Precisò.
Quell’imprevisto non era preventivato e oggi non so dire quanto fosse stato voluto da lui, si saltava tutta la fase preliminare all’incontro e si andava direttamente a casa sua. Guardai Anna che dopo una pausa di silenzio disse:” Non c’è un altro bar…?”
“Qui no… bisognerebbe cercarlo. Ma venite a casa mia, beviamo solo qualcosa dai…” Ribatté Arturo sorridendo simpaticamente.
Guardai ancora Anna tesa che non diceva nulla e presi quel suo silenzio come un sì.
“Va bene!” Risposi giustificandomi:” Intanto dovevamo andarci l stesso o prima o dopo…”
“Bene… seguite la mia auto.” Ci invitò lui.
E ci portò in una palazzina nella periferia di Genova ovest a Sampierdarena. Posteggiata l’auto scendemmo e ci guidò in un appartamentino bilocale al terzo piano di uno stabile, non era molto grande, ma bello, semplice, ben arredato e soprattutto pulito. Ci diede un’impressione di ordine oltre che pulizia, ed Anna era sempre attenta a quelle cose.
Entrati la tapparella era abbassata oltre alla metà della finestra e il soggiorno era in penombra per dare una sensazione di privacy. Accese la luce e ci fece accomodare sul divano, percepivo l'imbarazzo e il timore di mia moglie, soprattutto il turbamento di trovarsi lì, nella casa di un estraneo, uno sconosciuto, di Arturo che avrebbe dovuto accarezzarla.
Arturo mise della musica anni 70-80 chiedendoci cosa volevamo bere.
“Whisky, vodka o altro?” Tutte bevande alcoliche.
Io presi un Whisky come lui, Anna voleva una bibita, ma disse che non ne aveva. Allora chiese il caffè, ma lui rispose che lo avrebbe fatto dopo e le suggerii di bere un whisky pure lei anche se non era abituata, che le dava più energia, la scaldava e disinibiva un po’ e anch'io fui d’accordo:” È solo un po’ più forte del vino bianco che beviamo ai pasti.” La rassicurai.
Lui pronto con il bicchiere le propose:” Visto che non sei abituata, riempi la bocca e mandalo giù di colpo, sentirai bruciare subito un pochino la lingua e poi passerà.”
“Bevi Anna!” La esortai io.
Lei emozionata, e forse per farsi coraggio e vivere quella situazione senza apprensione e timore, come vide fare a lui, diede grosse sorsate, deglutendo in poco tempo quasi tutto il bicchierino di Whisky che le aveva dato, aspirando e soffiando aria al termine, sorridendo per il bruciore sulla lingua.
Era nervosa, agitata, non sapeva come e dove mettere le mani, le muoveva in continuazione
guardandosi in giro e cercando di non osservare mai lui negli occhi, aveva soggezione di Arturo e si toccava il viso e i capelli sciogliendoli e lasciandoli cadere sulle spalle.
Era impensierita e turbata da quello che stava per avvenire.
Mi mormorò mentre lui era in cucina:” Torniamo indietro Amedeo, andiamo a casa, ho cambiato idea non voglio più.”
Ma oramai ero eccitato da quella situazione e anche lei lo era e le risposi:” Ma dai! ... Non essere sciocca! ...Oramai siamo qui, non c'è niente di pericoloso, giochiamo un po’ come eravamo d'accordo, ti fa qualche carezza alle cosce e basta…. Stai tranquilla ci sono io con te, non farà sesso completo, non lo permetterò, ti accarezzerà solo, come ci siamo accordati.”

Ero eccitato, inspiegabilmente esaltato da quella situazione, con un fervore sublime, mai provato prima, in un misto di gelosia e di piacere. Lei era mia, mia moglie, la madre dei miei figli, la mia fedele compagna di vita e dentro il pantalone sentivo spingere il cazzo gonfiare e diventarmi duro. Avevo i sintomi dell'erezione nel pensarla e vederla offerta da me sessualmente a quell'uomo.... lì in casa sua, sul divano. Tutto mi elettrizzava.
Inaspettatamente con il suo bicchiere Arturo, venne a sedersi nel divano al suo fianco, lei si trovò tra me e lui, restando in mezzo.
Parlammo subito del più e del meno e di musica e poi di lei, di Anna, che iniziò ad accaldarsi. Lui iniziò a corteggiarla davanti a me, a decantare il suo fascino, a sfiorarle il braccio con il suo e toccare la sua gamba con la sua.
Lei era accalorata, il whisky iniziava a manifestarsi oltre che per il calore del corpo che faceva sudare, con il rossore del suo viso. Arrivando al punto da non distinguere la sua espressione, se era di vergogna o si stava accendendo di desiderio in quella penombra.
Turbata dalla sua intraprendenza improvvisa, si voltò dalla mia parte e mi guardò negli occhi come a supplicarmi di intervenire per farlo smettere, mentre la mano di Arturo tirandole su la gonna aveva iniziato ad accarezzarle la coscia superiormente. Ma io restavo fermo e silenzioso come ad acconsentire di lasciarsi accarezzare le gambe e le cosce da lui.
All'improvviso Arturo le infilò la mano tra le cosce che teneva unite, lei si irrigidì, sussultò con il busto e per reazione le strinse più forte serrandole tra di loro con la sua mano dentro e mi guardò ancora, ma restai in silenzio e mia moglie non reagì.
Lui ne approfittò per spingere la sua grossa mano più all’interno e in alto verso il tessuto della mutandina rossa che ricopriva la figa, ci arrivò con forza nonostante le gambe strette di mia moglie e le toccò la figa, la premette con le dita.
Solo un oooohhhhh usci dalle labbra di Anna ormai accaldata a quel contatto fedifrago, congiuntamente a un fremito che la pervase in tutto il corpo, Arturo si avvicinò e la baciò sul collo, mentre io taciturno osservavo eccitato e lei tesa e rigida restava ferma.
“Che buon profumo che hai Anna!” Esclamò annusandole il collo come un cane.
All'improvviso tolse la mano tra le cosce e gli disse invitandola: “Vieni balliamo! Ti piace ballare?”
Mia moglie esitò e lui tirandola verso sé per il braccio, la fece alzare a forza e lei lo seguì.
Con un allungo della mano spense il lampadario e accese la lampada sul mobile lasciando la stanza in chiaroscuro. Arturo mi guardava e sorrideva, Mia moglie mi osservava smarrita.
La portò dritta al centro del soggiorno, con la gamba spostò il tavolinetto basso di lato, prese le sue mani e si porto le braccia intorno al collo mentre lui l’abbracciava alla vita e ai fianchi carnosi accarezzandoli e pappandoli, iniziando a ballare un lento strusciandosi come se fossero due ragazzini in una discoteca.
Anna era impacciata e timida, si vergognava e si voltava sempre a guardarmi, sperando che
Intervenissi a fermare quella situazione, io invece le sorridevo e annuivo, dandole sempre il mio consenso per qualsiasi cosa chiedesse volesse compiere lui e continuò a lasciarsi toccare, accarezzare e stringere dalle sue mani. Era turbata.
“Ora pensiamo un poco a noi!” Gli sussurrò Arturo ballando cingendola per i fianchi e tirandola a sé, con il ventre di mia moglie contro la sua pancia con movimenti sensuali.
Nella penombra della lampada, iniziò a baciarla sul collo, a bisbigliargli parole che non capivo, lei per reazione cercava di allontanare la testa e il collo, ma le sue labbra la seguivano e riprendevano a baciarla e a sussurrare.
Io seduto sul divano, come uno spettatore guardavo eccitato Anna, mia moglie imbarazzata che ballava con lui che si strusciava e l’accarezzava anche sulla schiena, aspettavo il momento in cui avrei deciso di dare lo stop e farli smettere.
Ma una strana sensazione in quel momento mi prese e mi avvolse, vivevo una bizzarra condizione, mi sentivo il proprietario di mia moglie, decidevo io per lei cosa dovesse compiere Arturo, se farla chiavare da lui o no e quella sensazione mi piaceva, mi eccitava, mi faceva sentire importante, superiore a loro.
Senza che ce l’aspettassimo con le mani sui fianchi pieni, accarezzandoli, Arturo gli sganciò la chiusura della gonna, tirando poi giù la cerniera, facendogliela cadere ai piedi sospinta dalla sua mano che le accarezzava il sedere, mentre lei accaldata continuava ad essere forzatamente trattenuta da lui abbracciata al suo collo, mostrandomi ballando il suo culo pieno e rotondo spingere dentro le mutandine rosse protendendosi in fuori. Fui colpito ed eccitato maggiormente dalla sua manovra inaspettata, da arrivare a sganciare la gonna, fargliela cadere ai piedi e mettere la sua grossa mano sulle sue natiche, tanto che decisi di farlo andare avanti.
Anna sentendo la gonna scivolare sulle cosce, tolse una mano dal collo di Arturo per agguantarla, fermarla e non farla scendere, ma non ci riuscì e le cascò ai piedi. Arturo come se niente fosse sorridendole e dandole bacini all’orecchio la riprese riportandosela al collo sulle spalle, guardandola negli occhi continuando a ballare al sottofondo musicale, dove lei praticamente in mutandine sulle scarpe con in tacco e la gonna ai piedi continuava a lasciarsi danzare trasportata da lui; imbarazzata di essere restata in mutandine rosse con pizzo. E guardava me come a dirmi:” Questo no… non era previsto…. Che fai? Non intervieni? Mi ha tolto la gonna hai visto? Non fai nulla?”
Ma io seduto continuavo a fare lo spettatore a osservarla soggiogata a lui.
Sempre ballando quel lento corpo a corpo Arturo tolse Anna da sopra la gonna e con il piede la spostò, gliela spinse lontano al lato del soggiorno.
Scelleratamente vederla ballare e spogliare lentamente da lui era più che eccitante, era elettrizzante. In piedi su scarpe con tacchi anche se modesti, le gambe lunghe, nude e pallide, le cosce piene e arrotondate, continuavano in un sedere rotondo e voluminoso fasciato dallo slip stretto traforato con merlatura di pizzo sui bordi regalatole da nostra figlia, che la rendevano curvy e sexy.
Era eccitantissima, su quelle gambe adulte che parevano più lunghe e slanciate di quello che erano nella realtà, anche se dietro mostravano un filo di cellulite e sopra di esse quel suo culo meraviglioso, alto, tenero, pronunciato e maturo dondolava con le anche ai movimenti del ballo.

Lei arrendevole e passiva com’era nel suo carattere, visto che io non dicevo nulla lo lasciava fare, diventandone suo malgrado prigioniera sempre più dei sensi e di lui, delle sue carezze non volute ma che le piacevano, dalla vergogna, accaldata anche dal whisky a cui non era abituata.
Arturo lentamente ballando, staccandosi un poco da lei, iniziò a sbottonarle la camicetta bottone per bottone, aprendola sul davanti ma lasciandogliela addosso, muovendo lateralmente il bacino contro quello di mia moglie a farle sentire il suo cazzo duro a ritmo di musica, premendo la sua asta rigida contro il suo sesso, strusciandola forte; e intanto danzando adagio a sua insaputa sospingendola indietro verso la camera da letto.
Ero rapito da quella scena, della sua tattica nel vederlo sospingere mia moglie in camera da letto a ritmo di danza, sempre stringendola a sé, con una mano sulla spalla e l’altra sui lombi. Sapevo del pericolo che correva e cosa significasse portarla in camera, avrei voluto farli smettere, ma non ci riuscivo, inaspettatamente avevo il cazzo duro in erezione anch’io e mi dicevo:” Ancora un po’!... Poi li faccio smettere… Ancora un po'…!” Ero sicuro di me.
Anche lei si era eccitata a sentirsela strusciare sopra la mutandina dal suo cazzo duro e si sentiva coinvolto e rapito suo malgrado. L’insicurezza e il timore iniziale avevano lasciato il posto al richiamo della lussuria, alla seduzione sessuale e all’eccitazione che nonostante i suoi propositi di non compiere nulla l’avevano presa, provando verso quell'uomo che non gli piaceva e i suoi gesti che praticava sul suo corpo, piacere.
Osservandolo, si capiva che Arturo era pratico di quelle situazioni e che naturalmente non era la prima volta che aveva quegli atteggiamenti verso signore mature, sapeva ballare e le coinvolgeva realizzando quei passi e quei gesti di sfiorarle il sedere e la schiena con le dita e con padronanza.
In quel momento guardando Anna nel suo volto smarrito, mi chiesi:” Chissà quante mogli prima della mia sono passate da qui!?” E tutti quei ragionamenti e paragoni mi eccitavano maggiormente. Arturo non era bello ma era un donnaiolo lo devo ammettere, un tipo che assurdamente ad alcune donne piaceva per i suoi modi di fare e la sua bruttezza. Aveva un fascino non convenzionale, aveva il volto e il corpo con caratteristiche atipiche e imperfezioni che rompevano i canoni classici di bellezza, risultando però nella loro disarmonia e bruttezza estremamente attraenti e magnetici. Il suo essere grottesco generava un senso di piacevole stupore e curiosità.
Lui dal canto suo esibiva la sua bruttezza con orgoglio e consapevolezza, essendone quasi fiero. I difetti li faceva diventare fascinosi. Come diceva Umberto Eco nel suo celebre saggio “Storia della Bruttezza, dove spiega che a differenza della bellezza i cui canoni sono stati definiti il brutto è sempre stato un concetto relativo e mutevole, legato all'immaginazione e capace di suscitare tanto ribrezzo quanto attrazione ed estasi. Lu analizzò quelle qualità, di come la repulsione e le brutture abbiano generato nel corso dei secoli una forma di seduzione estetica e intellettuale in certi tipi di donna.

Intanto Arturo tenendola sempre per i fianchi, iniziò a baciarla in fronte e sui capelli con lei che spostava solo in capo di lato per non ricevere i suoi baci, ma nient’altro di più, lasciandoseli dare, mentre lui premeva sempre maggiormente la sua asta dura contro la mutandina rossa di mia moglie e sul suo sesso, che lasciava intravvedere fuoriuscire dagli inguini i peli da casalinga.
Trainandola lentamente dietro di sé a ritmo di musica la portò in camera da letto e prima di entrare, essendo io seduto di spalle a mia moglie, mi fece cenno con la mano appoggiata alla sua schiena di alzarmi e seguirlo.
Mi batteva il cuore fortissimo, mi alzai come un automa tremante ed eccitato con il cazzo duro che esternamente me lo toccavo con le dita e dopo di loro entrai anch'io nella stanza. Avevo il batticuore e vedendo e conoscendo la passività della mia consorte, sapevo che se non facevo nulla, Arturo l’avrebbe chiavata realmente.
Mia moglie quando si rese conto di essere nella sua camera da letto non disse nulla, si guardò attorno e agitata guardò me. Al centro c’era un grande letto matrimoniale con due comodini ai lati con abatjour sopra. Alla parete un grande armadio di quelli a soffitto e a specchio sugli sportelli, che ingrandivano la stanza maggiormente e si poteva osservare l’immagine sia direttamente davanti, che posteriormente riflessa allo specchio; e nell’altra parete un comò con una ampia specchiera sopra.
Arturo mi fece cenno con l'indice una grossa poltrona, soffice e comoda di fronte al letto, forse messa lì appositamente per i mariti cornuti a osservare le loro mogli chiavate da lui, ma eccitato mi sedetti comodo quasi sprofondando.
Era una postazione ottima per osservare da spettatore e in più chi era nel letto veniva riflesso da tutti i lati e angolazioni dagli specchi e ancora pensai:” Chissà quanti mariti si sono seduti qui dove sono io ora...?”
Oramai ero pienamente eccitato e non riuscivo fermarmi e mentalmente a farli smettere.
Anna accaldata iniziava a sudare e a muoversi, aveva la camicetta aperta sul davanti dove dal reggiseno mostrava le grosse mammelle che spesso stringendola a sé Arturo comprimeva sul suo torace. E in attimo prendendone i margini del tessuto, la tirò indietro facendogliela scendere dalle spalle e scorrere sulle braccia fino a toglierla, lasciandola in reggiseno nero e mutandine rosse sulle scarpe con tacco, mostrando la sua biancheria intima da casalinga, spezzata, bicolor, un pezzo diverso dall’altro ad Arturo.
Anna mi osservava eccitata con lo sguardo stravolto e io gli annui ancora con il capo, come dire:” Va tutto bene, stai tranquilla…vai pure avanti… lascialo fare…”
Con gesti precisi, decisi e capaci, in un attimo Arturo si spogliò, tolse la sua camicia e slacciò la
cintura dei pantaloni facendoli cadere ai suoi piedi e come aveva fatto con la gonna di Anna, senza chinarsi con il piede li spostò di lato e subito la baciò sul collo sudato, leccandoglielo.
Lei passiva, ma ormai infervorata dentro, accalorata con la sensazione di benessere che le procuravano le sue mani e la situazione, chiuse gli occhi.
Dal collo Arturo passò sulle labbra iniziando a baciarla, a leccargliele e succhiarle infilando dopo una debole resistenza la sua lingua calda, insalivata e ruvida in bocca a mia moglie, dentro la sua, leccando, succhiando e attorcigliandola con quella di Anna che eccitata seppur passiva ricambiava lasciandolo fare.
Era tutto precipitato, ci stava sfuggendo tutto di mano. Arturo era chinato con il capo e le spalle su di lei e con le braccia e le mani afferrava il suo sedere stringendole forte le natiche, piene e tenere da deformarle alla pressione delle dita, tirandola e comprimendola a sé con forza, facendogli sentire la sua voluminosa pancia contro il suo ventre e il cazzo duro contro la figa.
Abbracciandola portò le mani sulla schiena e accarezzandola le sganciò il reggiseno merlato tirandolo a sé, sfilando le spalline dalle braccia, avvertendo mia moglie staccarsi le coppe dal seno e allontanarsi, esibendo a sé stesso le sue splendide mammelle nude, candide, grandi, morbide e pendenti dalla prosperità. Il suo seno pallido era solcato sotto pelle da piccole venuzze azzurre che lo mostravano maturo ed eccitante e chinandosi su di una mammella, prese tra le labbra il capezzolo turgido e iniziò a leccarlo e a succhiarlo come se si allattasse, lo ciucciava come avevano fatto i nostri figli, Marta e Roberto con il suo seno quand’erano nati. Arturo con quella suzione improvviso le donava enorme piacere, facendole portare per reazione il capo indietro e sospirare.
Aveva ragione lui che tutto sarebbe cambiato una volta iniziato, mia moglie era partita e se io non lo impedivo, l’avrebbe chiavata….
Aveva un approccio mai usato da me nemmeno da giovane. Gli praticava con le labbra e la lingua delle leccate che non le avevo mai fatto io.
Nel frattempo con gli indici prese l'elastico delle mutandine poco sotto le sue maniglie dell'amore e smettendo di succhiarle il capezzolo abbassandosi le tirò giù, fino alle ginocchia. Si soffermò accovacciato con il volto davanti alla sua grossa figa coperta da peli fini e scarsi, che non riuscivano a coprire il pallore sottostante e lasciavano intravvedere la vulva con la lunga fessura che divideva le grandi labbra vaginali. Arturo avvicinandosi si mise ad annusare la sua eccitazione e baciare il suo sesso.
Quel gesto inaspettato ci travolse e coinvolse potentemente tutti i sensi era un’esperienza sensoriale e visiva eccezionale, che a mia moglie la scandalizzava a mostragli il sesso nudo farle avvertire nell’olfatto il suo odore avvolgente intimo ed eccitato e a me perché per la prima volta qualcuno vedeva e baciava la figa di mia moglie.
Poco dopo Arturo le spinse le mutandine alle caviglie, mentre Anna tesa, ferma, eccitata e arrendevole, ad occhi chiusi come per esorcizzare ed estraniarsi da quello che accadeva si lasciava piacevolmente togliere la mutandina e baciare il sesso.
Il suo corpo completamente nudo, pallido e giunonico, accentuato nelle forme dalle gravidanze e dall’età, mostrava il ventre prominente, latteo, sormontato da due grosse mammelle ciondolanti con areole e capezzoli color rosa vivo, grandi e dritti dall’eccitazione,
I fianchi pieni, striati come il ventre da iniziali piccole smagliature si mostravano datati ma erotici.
Il sedere era prominente, morbido e alto e le cosce prospere, solcate a tratti nel pallore da minuscoli capillari viola che sparivano nel nulla sottopelle e mostravano nella loro unione con le natiche carnose, una lunga e profonda linea orizzontale di giunzione tra le cosce e il sedere tenero, presentando nei riflessi di luce un inizio di cellulite. Piccoli difetti estetici normali in una moglie e mamma di 53 anni che non aveva mai compito niente di correzione estetica, erano dovuti all’età, alle gravidanze e ai peccati di gola, che però Anna sapeva mascherare e nascondere bene con la biancheria intima e l'abbigliamento, rendendosi piacente pur essendo leggermente formosa; e anche nella sua nudità si mostrava curvy e attraente.
Era lo stesso bella, seducente, sensuale e sessuale.

In quella situazione era nuda. Nuda tra le braccia di un altro uomo che la baciava e accarezzava, riflessa su tutte le pareti e da tutti i lati dagli specchi, di lato e posteriormente.
Mi sentivo leggero, confuso, era come se non fossimo noi ma un’altra coppia, tutto era esaltante, al punto che invece di fermarli, infervorato restai seduto su quella poltrona dei cornuti e come un automa avendolo duro, lo tirai fuori dai pantaloni e iniziai ad accarezzarmelo con le dita, osservando mia moglie ormai nuda accarezzata e baciata da lui. Ed era bello guardarla e mi piaceva quello che facevo.
Arturo tiratosi su, la ribaciò sul viso e staccatosi da lei, con un gesto dolce delle braccia la spinse indietro, facendole urtare con i polpacci il lato del letto, cadendoci dolcemente seduta sopra, producendo dal peso della caduta il dondolare di tutto il materasso. Lui la seguì e si sedette al suo fianco sprofondando il sedere, sussurrandole:” Ora inizia la parte più bella! ...Vedrai!!...Proverai il paradiso con me! ...Godrai come tuo marito non ti ha fatto godere mai.”
Lei mi gettò uno sguardo timoroso e scioccato e abbassò gli occhi, sapeva che era una situazione di sopraffazione, oramai aveva capito che ero d’accordo che lui la chiavasse e pur a parole contraria, ma piena di voglia, desiderandolo anch’ella, a quel punto non fece nulla per impedirlo.
Mia moglie lo osservava imbarazzata, ma eccitata, gli occhi con movimenti rapidi scattavano da un lato all’altro, da me a lui alla ricerca di una via di fuga analizzando costantemente l'ambiente circostante. La bruttezza di Arturo e il suo essere calvo non la disgustavano più, li accettava e iniziava a fremere e ad ansimare alle sue carezze e parole.
Arturo la spinse ancora sul busto facendola sdraiare completamente con la schiena sul lenzuolo e con la sua grossa mano iniziò ad accarezzarle la figa, insalivare le dita e cercare tra i peli radi senza nemmeno guardare, la fessura del suo sesso per inserirli e masturbarla come una ragazzina.
Era inebriante vedere quei due corpi formosi, maturi, cinquantenni e nudi che si avvinghiavano e stringevano libidinosi baciandosi e desiderandosi.
Era infervorante guardare Anna nuda, stringere a sé quella specie di molosso calvo che solo qualche mese prima guardando le sue fotografie diceva che gli faceva ribrezzo e che ora invece eccitata cercava e accettava.
In quel momento con un gesto veloce delle mani Arturo, abbasso i boxer, lasciando uscire il suo cazzo oscillante, duro ed enorme, lungo, ma soprattutto molto grosso di circonferenza alla base.
Non solo lui esteticamente e fisicamente era riprovevole, ma anche a livello genitale sembrava malfatto, pareva il corno di un rinoceronte con una cappella non molto grossa e la radice larga. Non ne avevo mai visti così. Era senza peli, tutto rasato e ritto gli oscillava davanti.
Anna sdraiata non poteva vederlo, ma eccitata lo toccò con le dita allungando il braccio accompagnato dalla sua mano, e lo sentì duro ed eretto, virile e lo accarezzò, capendo che era diverso e molto più voluminoso del mio.
Più che di gelosia ebbi una sensazione di invidia a vedere il suo cazzo così grosso ed eretto, duro, davanti alla figa di mia moglie, cosa che così non era mai stato il mio. Avrei voluto averlo io così come Arturo, avere la sua virilità e vigore.
Sapevo cosa sarebbe accaduto da lì a poco, ma mi sentivo impotente a impedirlo, incapace di reagire, prigioniero del piacere e del godimento che provavo nel masturbarmi lentamente guardandoli.
Intanto Arturo bagnandosi le dita, prese a insalivare ancora la figa di mia moglie, lubrificandola con la sua bava. Le bagnò ancora con le falangi insalivate la vulva e i peli già umidi di loro della sua eccitazione ad essere spogliata e accarezzata da lui. Lo stesso fece con la sua asta di carne dura.
Lo vidi afferrarle le gambe alle caviglie e divaricarle e portarsi sprofondando con le ginocchia sul materasso e il lenzuolo davanti a mia moglie, chinandosi con il capo sul suo volto a baciarla e accarezzarle i capelli dicendole paroline dolci… del tipo: “Mi piaci...Ti desidero Anna…”
È messosi tra le sue cosce, allungando la mano continuò con le dita a manipolare il sesso tra i peli, cercando la via per entrare…
“Vedrai che sarà bello!” Ripeteva eccitato Arturo, mentre mia moglie come sospesa e fuori dalla realtà, ormai ferma e piacevolmente rassegnata, attendeva.
Vedevo il materasso sotto di loro muoversi al loro peso, affondando all’inginocchiarsi di Arturo quando salì sopra, agli atti di assestamento e accostamento che compiva per arrivare tra le sue cosce anteriormente alla figa di mia moglie, ricoperta solo dalla poca peluria umida e dalla saliva che gli cospargeva continuamente sopra lui accarezzandogliela, procurandole dei fremiti; mentre con l’altra mano le manipolava le mammelle.
Osservando negli specchi dell’armadio dall’altra parte del letto, vidi riflesso il suo pene eretto e oscillante davanti a lui, nudo senza preservativo, puntato con il glande verso il sesso di mia moglie Anna, malgrado tutto in attesa a gambe divaricate
Chiusi gli occhi un attimo per non vederlo, per estraniarmi da quella situazione incredula che non volevo che avvenisse ma desideravo, che avevo creato io, dove mia moglie per la prima volta mi avrebbe reso cornuto. Ma quando li riaprii vidi il glande di Arturo gonfio strofinarsi e scorrere lungo la fessura sotto il rado cespuglio di mia moglie su e giù come a pennellare o a segnarne il territorio.
Anna dal suo sguardo e dalla sua espressione pareva che l’aspettasse, che lo desiderasse e anche se passiva, ormai attendeva che la penetrasse, di farsi chiavare da lui.
Lo guardai fermarsi al centro della fessura, puntandole bene la cappella tra le grandi labbra e premere sulla vulva e con una spinta lenta, ma decisa e inesorabile del bacino, penetrarla, introducendo il suo glande come una testa d’ariete ad aprire quelle che vengono considerate da molti < le porte del piacere>, le grandi e piccole labbra e continuare a spingere, spostandole e divaricandole, proseguendo ad entrare in vagina… con l’asta rigida.
Anna ebbe un sussulto alla penetrazione, un “…oooohhhhh…” di piacere che le morì in gola e le uscì tenue dalle labbra e si inarcò contemporaneamente piegandosi indietro sulla schiena e alzando il bacino, sentendosi trafitta dalla sua spada di carne. Istintivamente per reazione lo strinse a sé e lo abbracciò, con più enfasi, iniziando lui dopo averlo introdotto a muoversi.
In quel momento mi resi conto che l’aveva penetrata completamente e avrebbe chiavato davvero mia moglie, che era riuscito nel suo intento iniziale dell’annuncio. Tutto era precipitato e si era giunti a quel punto di non ritorno, a quel momento non voluto e non programmato, ma solo fantasticato e desiderato e oramai in quella situazione accettato anche da Anna che non indugiava più ad accoppiarsi carnalmente con Arturo, ma oramai rassegnata e desiderosa attendeva quella realtà che non poteva più mutare e che si stava concretizzando, di essere chiavata da Arturo.
Io nonostante l’eccitazione, ebbi un momento di gelosia e mancamento, di apnea, come quando ci si infila di colpo sotto una doccia fredda e manca l’aria e si inspira forte e si trattiene quella poca che si riesce a introdurre assieme a quella che si ha già nei polmoni. Ebbene fu così per me, andai in apnea e mi mancò l’aria nel vedere il suo glande seguito dalla sua asta entrare lentamente nella sua vagina, fino a fermarsi come un fine corsa in fondo contro l’utero di mia moglie.
L’aveva penetrata completamente, guardai mia moglie che osservava il volto congesto di lui incredula, con uno sguardo allucinato, come a chiedersi se fosse tutto vero quello che succedeva, come se anche lei si rendesse conto solo in quel momento di quello che accadeva realmente, e dicesse a sé stessa:” Ma che sta accadendo? ...Mi ha penetrata davvero…? Diooo… Arturo mi ha penetrata davvero… non è possibile?”
E voltando il capo cercava e guardava me, con un sorriso smarrito, mentre per reazione alla piacevolezza di quella massa di carne eretta e virile che aveva in vagina, estasiata sorrideva incredula e accarezzava la fronte sudata di quell’uomo oramai dentro lei, padrone del suo sesso e del suo corpo.
Io seduto comodo sulla poltrona dei cornuti lo osservavo, lui iniziò a muoversi, sia con la pancia contro il ventre di Anna, che spingendo la sua asta di carne dentro la vagina. In un attimo realizzai che la stava chiavando, la stava possedendo.
Era virile Arturo, la sua asta eretta era dentro il sesso di mia moglie.
Anna era tesa, smarrita e lui per tranquillizzarla le accarezzava continuamente il viso baciandola sulle labbra, sussurrandole:” Lascia fare a me… Tu lasciati solo andare, il resto verrà da solo.” E lei a occhi socchiusi lo seguiva.
Per reazione a quell’essere posseduta dai movimenti della sua asta di carne in vagina, lo stringeva e gli accarezzava il viso, il cranio calvo e lo baciava... Non provava più ribrezzo ne vergogna per lui e sudata anche lei lo abbracciava e stringeva, mentre lui con le mani l’accarezzava i fianchi e il seno.
A un certo punto vidi il volto di mia moglie eccitato e congesto dall’esaltazione che mi sorrideva stupidamente abbracciata a lui perché godeva, pensando che anch’io fossi contento perché lei godeva, ma non era così...
Arturo mi guardò, scrutai il suo volto spettrale, calvo, sudato e avvertii i suoi occhi con un sorriso trionfante posarsi su di me, mentre godente accarezzava il corpo, le mammelle i capezzoli a mia moglie intanto che lei godeva come belando…” Ah- ah- ah-ah- ah…”
“Vedi come te la faccio cantare dal piacere… “Esclamò forte Arturo in modo che io ascoltassi.
Mi sentivo stordito, spaesato e intimorito dal piacere che provava a farsi chiavare da lui baciandogli le labbra e limolandolo con la lingua in bocca, aumentando la mia paura ed eccitazione.
Nudo, senza preservativo, il suo pene a pelle, eretto le scorreva dentro, entrava e quasi ne usciva dalla sua vagina ormai dilatata dagli umori del piacere. Solo allora realizzai della pazzia che avevo provocato spingendola a farsi chiavare da lui e a lasciarglielo fare senza precauzioni, senza preservativo; prima preso dall’enfasi non ci avevo ragionato… Arturo era un umo che chiavava anche altre donne, vedove, moglie di coppie di annunci e bagasce a pagamento soprattutto e provavo un senso di angoscia ed eccitazione a sapere che il suo cazzo che era stato nella figa di tutte quelle donne, ora era dentro a quella di mia moglie facendola gioire.
Restai scioccato a vederlo nudo dentro la figa di Anna, scossi la testa.” No… no…non dovevamo arrivare a questo punto…” mi dissi tra me:” No…” Ma oramai era tardi…

Vederla chiavare con un altro, mi fece un certo effetto, anche se l’avevo fantasticato, desiderato parecchie volte ed ero preparato ebbi una reazione che non immaginavo, fui pervaso da tremore e batticuore, mi chiesi:” Cosa cazzo sto facendo…? Sono davvero impazzito a farla chiavare realmente da lui?” Ma in quel momento fui simultaneamente attraversato da emozioni contrastanti, di gelosia e invidia, ma anche di pentimento e piacere che mi annullarono le reazioni mentali.
Era tremendo e sconvolgente quello che osservavo, quell'Arturo, grazie a me, alla mia disponibilità con il mio permesso stava chiavando mia moglie Anna davvero facendola godere e io assistevo passivo ed eccitato masturbandomi. Come dicevo era quello che avevo fantasticato e desiderato, ma ora che si avverava mi lasciava l’amaro in bocca…
Osservavo Anna che per reazione al suo possederla, si muoveva sotto di lui, smaniava, l’abbracciava e stringeva a sé gemendo e gridando dal piacere, portando i talloni sui suoi glutei per accompagnarlo nei movimenti con spinte pelviche e vaginali. Con me non lo aveva mai fatto e quella visione pur eccitandomi, mi dava fastidio e malessere.
Ero sconvolto a vederla così partecipe, non me l'aspettavo, non sembrava mia moglie quella donna. Guardavo i loro corpi pieni e arrotondati, come una carne unica, avvinghiati, sudati, stretti tra le loro braccia baciarsi. Era perverso quello che osservavo e vivevo, la sentivo gemere, ansimare, lei così pudica nel fare sesso con me, quasi al buio e con la porta chiusa, da madre e da moglie per bene; ora si era lasciata andare come una donnaccia lussuriosa.
Arturo la penetrava con capacità e con foga, spingendolo a fondo il suo cazzo fino ad avere i suoi inguini contro quelli di mia moglie, segno che gliel’aveva infilato tutto dentro a toccarle l’utero con la cappella, come un amante appassionato e focoso, baciandola sulla bocca e succhiando le sue labbra e la lingua, stringendola a sé mettendogli le dita tra i capelli. Mi aveva reso cornuto… ora ero realmente un cornuto consenziente.
Ci sapeva fare quel bastardo, conosceva come fare godere le donne e mi sentivo ingannato e umiliato, sapevo che frequentava coppie, vedove e puttane per sua stessa ammissione, ma vista anche la sua corporatura pingue non me lo immaginavo così bravo e virile come amatore. La stava chiavando davanti a me facendola letteralmente impazzire dal piacere come non aveva mai goduto prima, era lì, con la sua carne dura dentro lei, sul letto a godere del corpo e della mente di mia moglie.
I loro corpi sudati e formosi, schioccavano uniti dai colpi secchi che gli dava in figa spingendolo tutto dentro, facendola sussultare, alzare con il busto e le braccia e stringersi a lui.

Incapace di intervenire la scrutavo godere, abbracciarlo, stringerlo a sé e lasciarsi baciare in bocca, succhiare le labbra, leccare le orecchie e in un attimo di razionalità non potevo credere che eravamo giunti davvero a quel punto, da farla chiavare sul serio da … Arturo. Non potevo credere che quella donna formosa che ansimava e gemeva di piacere sotto quel grosso uomo pelato e viscido di sudore fosse mia moglie, la mia Anna.
E pensavo:” Noi siamo una coppia seria, rispettata e stimata. Come abbiamo potuto giungere a questo punto?”
Ma la mia riflessione si perdeva in me, sopraffatto dall'eccitazione e dal piacere.
Osservandoli, mi chiedevo come poteva essere accaduto, che per la prima volta dopo quasi trent’anni di matrimonio, l'avevo, io ... come in un gioco .... concessa ad un altro, lei che aveva dato a me la sua verginità, due figli, la sua fedeltà e la sua vita coniugale.
Domande, domande e domande, ma inconsciamente mi piaceva guardarli e volevo continuare a farlo, mentre lui sopra di lei dava colpi vigorosi e profondi, facendo colare il sudore del suo corpo insieme agli odori della sua pelle su quello di Anna e quello del suo cranio calvo e della sua fronte liscia sul suo viso e sulla sua bocca.
Interrogativi, interrogativi e interrogativi, ma inconsciamente mi piaceva e volevo continuare e la mia riflessione si perse in me, sopraffatto dall'eccitazione e dal piacere della visione e dall’ascolto del loro amplesso.
Lo vedevo muovere dentro di lei che la riempiva di carne dura e da come smaniava e si muoveva mia moglie sotto di lui, senz’altro arrivava a toccarle l’utero con il glande quando penetrandola completamente giungeva a fine corsa. Mi resi conto che oltre più bravo il suo cazzo era di dimensioni maggiori del mio e intanto che la chiavava, le toccava e accarezzava le mammelle e le cosce.
A vedere mia moglie Anna a godere con lui cercai di estraniarmi, non volevo più osservarla, non volevo più provare piacere guardandola godere mentre era chiavata da Arturo, ma non ci riuscii era più forte di me, a osservarli e ad ascoltare i suoi gemiti provai all’improvviso un gran calore violento dentro me e sul viso e incominciai a sudare con il respiro corto, mentre lei sotto di lui si muoveva e smaniava abbracciandolo, godendo e ansimando.
“Te l’ho detto che ti sarebbe piaciuto!” Mormorava Arturo sorridendo guardandola negli occhi, staccandosi un poco da mia moglie che soffia dal piacere e allungando il braccio prese la sua mano nella sua incrociando le dita, stringendola in modo che fosse sempre un legame tra loro. Arturo dava spinte e colpi profondi, le cosiddette cappellate all’utero e a osservarli non riuscivo a fare a meno di godere e godevo anch’io. Le accarezzava e stringeva il seno deformandolo sotto la pressione delle dita, glielo baciava e leccava e a un certo punto le riprese un capezzolo tra le labbra e iniziò a succhiarlo, sempre più forte, davvero come se si allattasse, ed era bello e impressionante osservarli con mia moglie estasiata che pareva lo allattasse realmente, lui calvo, con il cranio liscio imperlinato di sudore era tremendamente eccitante.
Anna in quel momento era completamente in balia di quell’uomo, che continuava a succhiarle il capezzolo, ripetendo staccandosi:” Rilassati che è bello, vedrai che ti piacerà e godrai tanto Anna…” e poi a riprendere. A un certo punto Arturo alzò la testa dal capezzolo e mi guardò godente mentre io osservavo lui, con il suo viso congesto e sudato sopra quello di mia moglie e mi fece una smorfia trionfante con le labbra, osservandomi eccitato e sorridente, direi soddisfatto e felice in quel momento.
Anna respirava forte e brevemente e le teneva una mano posata sul cranio calvo, senza più ribrezzo o fastidio.
All’improvviso ebbe quella reazione attiva e partecipe perché era in astinenza, era da parecchio che non praticavamo sesso completo e mai lo avevamo fatto in quel modo carnale e passionale neanche nei giochi di pensiero. Era preda di piccoli orgasmi che si ripetevano a cicli e si scrollava tutta nel corpo, scuotendo il capo e le mammelle da una parte all’altra forsennatamente, sbattendo la testa e i capelli sul cuscino, iniziando a fremere e agitarsi, godendo sempre più e a un certo punto la vidi contrarsi come se bruciasse dal piacere al ritmo di quella asta di carne dura dentro lei; e anch’io sentii arrivarmi un brivido caldo forte violento allo stomaco. Godevo ma stavo male.
Da madre e da moglie seria, ora si era lasciata andare come una donna lussuriosa.

Era impressionante, si era creato un cortocircuito carnale tra mia moglie e lui e ora lo desiderava mentre lui la possedeva dando colpi profondi al suo utero facendola gioire. Stringeva forte Arturo a sé madido del suo sudore, a ogni spinta che dava dentro di lei, sobbalzava e lo stringeva di più, mostrando sul viso il piacere che provava. Era come un fremito unico carnale e di eccitazione.
Osservarla e ascoltare i suoi gemiti alla sua asta rigida che si muoveva in lei mi elettrizzava, stordiva.
A un certo punto Anna si mise a godere non più sospirando, ma gridando…era terribile e impressionante guardarli e lui avvicinandosi con il volto al suo la baciò ancora sulla bocca, spingendo la lingua tra le labbra, i denti, contro la sua che in una confusione sessuale totale ricambiava avvinghiandosi e succhiandogliela in quel piacere meraviglioso, unico e mai provato….

Ebbero un orgasmo intenso, fortissimo, violento, simultaneo. Anna a gambe larghe e bocca aperta dal godere belava come una capretta, dimenandosi tutta, facendo ondulare le mammelle e la sua massa di carne bianca dallo scuotimento.
Ero sconvolto a vederla così, ad agitarsi tutta stringendolo d’istinto, ad appoggiare le sue mani sulla schiena di Arturo a cingergli il voluminoso torace con le braccia; e con le gambe divaricate avvolgere i fianchi pingui rialzando i talloni, appoggiandoli sul suo retro coscia comprimendo e spostandosi in avanti con il bacino per attrarlo di più a sé.
A un certo punto non ce la feci più e anche io ebbi l’orgasmo, dandomi gli ultimi colpi con il mio cazzo in mano, riversando il mio piacere insano sul pavimento.
Intanto Arturo dopo averci dato intensamente lo spinse maggiormente dentro inarcandosi, ma subito lo tirò fuori per venire con un urlo che pareva un rantolo e velocemente iniziò a eiaculare abbondantemente sulla sua pancia, appoggiandoglielo caldo con ancora lo sperma che fuoriusciva a getti e si riversava sul ventre di mia moglie, lasciandola sdraiata ansimante.
Sudato si rigirò sulla schiena e tirandola a sé la baciò ancora sulle labbra come un vero amante, mentre Arturo con l'altra mano, prese la sua e le fece cospargere tutto lo sperma sul ventre come se fosse una crema.
“Sei stata brava! ...bravissima!” Le sussurrò mentre glielo spalmava facendola arrossire di più di quello che era nella congestione del rapporto sessuale.
Era impressionante e disgustoso osservarli, Anna aveva tutto lo sperma di Arturo spalmato sul ventre sotto l’ombelico e la mano sporca di esso.
Per Arturo era stata una semplice chiavata classica, con una delle sue donnine, ma io e Anna eravamo sconcertati, scioccati, l’avevamo vissuta come qualcosa di speciale, peccaminoso di profondamente trasgressivo.
Si staccò da lei e si tirò in piedi, forse trionfante per avermi fatto godere la moglie, lo osservai e vidi la sua asta ancora eretta e dura che era appena uscita da dentro la vagina di mia moglie, era bagnata e luccicante dai suoi umori vaginali di piacere, e oscillava ancora eretta davanti a lui. Mi sentii sconvolto e a disagio a quella visione oscena, nel vedere il suo fallo ancora eretto e sporco di sperma sulla cappella che era appena uscito dalla figa di mia moglie, mi sentii, accaldato e sudato. Anche Anna era sconvolta, non era mai stata di un altro uomo al di fuori di me e ora era stata di Arturo che a giudicare dal risultato l’aveva fatta godere bene e molto, più e meglio di me.
Anche mia moglie con vergogna gli guardava il cazzo eretto oscillante, lo focalizzava e ne scrutava i particolari e la forma a cormo di rinoceronte diversa dal mio e pareva lo osservasse con ammirazioni con l'intensità dello sguardo e contrazione dei muscoli facciali come a chiedersi:” Era dentro di me prima e mi ha dato piacere. “
Certamente il suo cazzo come lui non era bello da vedere per la forma che aveva, ma lo sapeva far funzionare bene.
A un certo punto Arturo andò sul como prese la bottiglia dell’acqua e la trangugiò bevendo al collo, poi prese un asciugamano e si asciugò il sudore sul viso, sul cranio e la pancia, passandola poi sotto le ascelle, asciugando anche quelle e gettandola sul comò e andò vicino a mia moglie ancora sdraiata a gambe divaricate con la fessura dilatata dal rapporto sessuale.
Sembrava che tutto fosse finito, che di lì a non molto ci saremmo salutati e tornati a casa, invece prendendola per le mani la tirò su in piedi facendola scendere dal letto e la portò davanti a me che ero ancora seduto sulla poltrona dicendo: “Adesso giochiamo un po' anche con te Amedeo, come faccio con le altre coppie… vedrai che ti piacerà…” Esclamò deciso: “Dai leccagliela… Abbiamo appena finito di chiavare, ce l’ha ancora bella calda e bagnata di godimento e sudore … Leccagliela bene e vedrai che ti piacerà.”
Restai basito e incredulo da quella richiesta, sembrava un comando… ma non dissi nulla, restai fermo e seduto a guardarli.
Mia moglie non so se per sua vergogna o contrarietà mormorò … “No dai…questo no!”
Ma Arturo la zitti in maniera autorevole: “Lascia fare che a tuo marito gli piace leccartela dopo che ti ho chiavato” E avvicinandosi a me nudo con la sua asta che stava ritornando in riposo, mi prese un braccio e tirandomi mi fece alzare e cadere in ginocchio sul mio stesso sperma sul pavimento, davanti a mia moglie nuda.”
“Su dai ora giochiamo un po', io per divertimento ti dirò parole umilianti e te la farò leccare a tua moglie, vedrai che ti piacerà leccarla e ascoltare, capita a molti mariti.....Ora leccagliela bene che l’ho appena chiavata e ce l’ha calda, dilatata e piena di umori; che io e tua moglie guardiamo. “
E prendendomi a me la testa e lei per un braccio ci spinse più vicini uno contro l’altro e mi spinse verso il sesso di mia moglie e lo vidi, vicino, vicinissimo, sudato, con i peli umidi e radi che si erano arricciati, il foro della vagina dilatato che emanava un odore di sesso forte e intenso, mentre mia moglie restava ferma davanti a me.
“Su dai! Leccagliela!”
Mi esortò ancora Arturo spingendomi il capo portandomi quasi con il viso a urtare la figa di mia moglie. Mi sentivo inferiore a lui, lo riconoscevo maschio alfa e non so cosa mi successe, mi sentivo accaldato, turbato.
Vedere mia moglie in piedi davanti a me con i fianchi pieni e arrotondati e le sue cosce tondeggianti, con la fica umida di sudore e piacere dopo che Arturo l’aveva chiavata e fatta godere, era un qualcosa che mi sconvolgeva ed elettrizzava. Avvertivo un senso di umiliazione ma che mi procurava sensazioni indescrivibili, anche di piacere.
Forse la libidine o il forte odore di sesso che emanava, che entrandomi nelle narici mi arrivava al cervello come una droga volatile, l’osservare la sua figa appena posseduta da un altro davanti a me bagnata di umori di piacere mi stordiva.
Non sapevo che fare, e osservavo il suo corpo nudo ancora eccitato avvolto dall'acre odore del sudore e dall'aroma di sesso che saturava l’aria della stanza calda e mi confondevano. Le scrutavo la figa, le grandi labbra della vulva erano dischiuse quasi circolarmente con il foro della misura del diametro dell’asta sessuale di Arturo che era entrato in lei e lucide, dalle quali fuoriuscivano ancora rivoli di piacere sottoforma di schiuma di umori che si affacciavano bagnando i pochi peli già umidi che c’erano sul margine. Anche l’interno coscia era sudato e umido e quella visione mi procurava fremiti che mi scuotevano interiormente e mi attiravano con la stessa forza irresistibile e profumo intenso di sesso che emanava la vagina.
Come la visione di un’opera d’arte che provoca la sindrome di Stendhal, quella condizione e il sesso di Anna mi provocarono tachicardia, capogiri, vertigini e stordimento ad essere così vicino alla vulva di mia moglie appena chiavata, come se anch’essa fosse un’opera d’arte. Un’opera d'arte di straordinaria bellezza.
La distanza alla spinta di Arturo che mi sollecitava era limitata e minima, diventata di pochi centimetri che mi faceva mancare l’aria e avvertii una sensazione di malessere di fronte al suo sesso, la sua figa e a sentire le incitazioni di Arturo come comandi di leccargliela.
All’improvviso avvertii un gran calore al viso, sembrava che bruciasse e non mi dava disgusto che l’avesse appena chiavata, ma anzi mi eccitava e non so nemmeno io perché, distinto mi caccia sulla figa di mia moglie ancora dilatata e bagnata di umori e gliela baciai e di seguito la leccai tutta, succhiandogliela, sbattendo la fronte contro il suo basso ventre arrotondato e imbrattato dello sperma eiaculato di Arturo, colpendolo con la fronte e sporcandomi. Mi sentivo come un drogato ad annusarla e leccarla.
Arturo mi osservava e sorrideva quasi ad accarezzarmi la testa.
“Te l’avevo detto che ti sarebbe piaciuto leccarla a tua moglie dopo che te l’avrei chiavata io…? “Disse. Mentre mia moglie Anna, incredula ma ferma, con il sesso sul mio viso, guardando me inginocchiato dall’alto in basso con Arturo di fianco a lei, se la lasciava leccare, succhiare, quasi mangiare da me.

Mi misi a leccare e risucchiare ogni goccia sulla sua vulva aiutandomi anche con le dita, allargando di più le gradi labbra già dilatate infilando come un piccolo pene la lingua nella vagina calda e umida. Mentre gliela leccavo lei mi accarezza i capelli e godeva a sentire la mia bocca sottomessa ad Arturo leccarle la figa e io provavo un’emozione nuova a sottomettermi e ad avvertire la sua mano su di me come a degradarmi di più.
L’umido e l’odore forte insieme al sapore del suo sesso mi avvolgevano il viso e mi spronavano a darci di più, con più foga e stimolavano in me energie sconosciute, procurandomi eccitanti e violente scariche di adrenalina! Era indescrivibile quello che provavo a essere umiliato e sottomesso da Arturo e mia moglie.
Mi piaceva leccarle la figa proprio perché lui l’aveva appena chiavata.
La lambivo con la lingua e sentivo i peli radi sotto essa e mi nutrivo dell’umore di piacere che le aveva fatto produrre Arturo e mi piaceva, godevo nel farlo, a risucchiare ogni angolo della sua vulva, dalle grandi e piccole labbra al clitoride e all’inizio dell’orifizio della vagina calda e color corallino.
Mia moglie sorridendo ingenuamente mi accarezza i capelli osservandomi nel mio ardore e subendo la foga della lingua che mi piaceva muovere, non so se capiva che mi stavo umiliando e sottomettendo a lui e a lei, ma certamente Arturo l’aveva capito. E il piacere cerebrale che assurdamente provavo, mi incitava a leccarle maggiormente la fica, a entrarle dentro con la lingua e bere tutto anche gli umori, sapore e l’odore del sesso nudo di Arturo.
“Questo è per te...lecca...bevi cornuto…” Disse all’improvviso Arturo scioccandomi e umiliandomi di più:” “Bevi…lecca…il succo del tradimento di tua moglie… Cornuto!... Sei solo un cornuto… nutriti con gli umori che la tua femmina, tua moglie ha versato per me…Bevi! ...Bevi! ...E puliscila bene con la lingua, falla godere ancora un po’... se sei capace, se ci riesci. Almeno con la lingua visto che non riesci più a farla godere e nemmeno a chiavarla…. “
Era tremendo, impressionante, umiliante sentire quelle parole, quello che diceva con me in ginocchio davanti a mia moglie, mi offendeva e io non reagivo, sottomesso continuavo a leccarle la figa lasciandomi ingiuriare.
“Lecca … lecca e ripuliscile la figa... succhia… cornuto! La prossima volta le sborro dentro e te la faccio leccare con il mio sperma…” Dichiarò ridendo:” Ti farò bere anche la sborra che gli spruzzerò dentro la figa contro l’utero mentre mi fa godere e te la farò godere come una troia…” Accarezzando con la mano mentre diceva quelle parole il sedere o la mammella gonfia e turgida di mia moglie, mentre lei lo guardava in silenzio e proseguiva:” La farò diventare la mia troia …sei contento Amedeo?” Esclamò avvicinando il capo a me per farmi sentire meglio.
Assurdamente annuii in preda a un impulso cerebrale incontrollabile, con il mento tutto sbavato e la fronte sporca del suo sperma abbondante e appiccicoso.
Sentivo fortissimo nelle narici l'odore del sesso di mia moglie mescolato a quello di Arturo ed era per me un misto di umori di inebriante profumo stordente, una combinazione unica di sudore di figa fresco, saliva e fluidi vaginali che davano un sentore muschiato, leggermente salato e acidulo.
Avevo nella lingua e nella bocca il sapore dei fluidi della mia sposa, che rilasciava quando le leccavo la vulva piena di umori.
In quei momenti ero pervaso da una smania umiliante, con lievi tremori, accompagnato da un
incontenibile desiderio masochista di umiliazione e sottomissione e mi piaceva.
Dopo averle ben ripulita la figa e fatta godere ancora, sotto lo sguardo dominante e compiaciuto di Arturo, d’istinto mi strinsi a lei, alle sue cosce abbracciandole, mentre Arturo mi spingeva con la faccia di più contro la sua grossa figa. Mi mancava il fiato, sentivo solo l’odore nel naso e il sapore pungente nella bocca. della figa goduta di mia moglie....
Lei era lì, muta, completamente nuda, sudata, il seno pendente e il ventre sporto verso me e seguiva i consigli di Arturo affianco a lei, restando con le gambe leggermente divaricate, le cosce aperte mentre dal suo sesso dischiuso, cadevano filamenti lucidi di umori assieme alla mia saliva e qualche pelo.
Anna non diceva nulla, era passiva e silenziosa, quasi assente e completamente immobile, pareva timorosa di Arturo, non parlava, accennandomi solo un sorriso mentre in ginocchio davanti a lei leccando e succhiando giravo gli occhi in su e la guardavo dal basso in alto.
Intanto Arturo non so quanto preso dal gioco e dalla sua parte, con lo spirito ironico che l'aveva sempre contraddistinto continua a dirmi:” Visto che ti piace essere cornuto… che piace anche a te leccare la figa della tua bella moglie dopo che ha chiavato con un altro!?.... Sei un cornuto Amedeo… ti devi accettare. Sei un cornuto contento, un cuckold, e da oggi sarò io il maschio di tua moglie e tu me la porterai ancora a chiavare…”
Ero spaventato di me stesso, di quello che avevo fatto e stavo compiendo, più che del fatto che lui si era chiavata mia moglie. Ero spaventato che mi piaceva essere offeso e considerami io stesso un cornuto contento; di asciarmi umiliare così davanti a lui e mia moglie con cui ero sempre stato autorevole. Mi dispiaceva essere in quella condizione, ma mi piaceva, ne godevo mentalmente, cerebralmente....
Quel sorriso ironico e quelle frasi dette per gioco da Arturo, cambiarono la mia vita e quella di Anna per sempre.
“Ora basta cornuto! Gliel’hai leccata abbastanza…” Disse Arturo sorridendo.
E come un automa mi alzai con il mento sbavato e qualche pelo di figa di mia moglie sulla lingua che oramai perdeva come capelli, con la fronte sporca e appiccicosa del suo sperma che sfregavo con le dita. Non riuscivo a guardarla negli occhi, ora ero io che mi vergognavo di me…
Assurdamente mi sentivo sottomesso a lei e a lui e mi piaceva esserlo, era un lato oscuro di me che non conoscevo e che scoprii quel pomeriggio.
Anna mi osservava spettinata, sudata e imbarazzata con il viso sconvolto dalla sua chiavata e seppur apparentemente indifferente, vergognandosi che io gliel’avessi leccata in quel modo umiliante per me, che lui avesse detto quelle parole a me cornuto e a lei troia e che la scrutassi, era timorosa di un mio giudizio su lei e della sua partecipazione all’amplesso.
Mi guardava come a dirmi:” Sei stato tu che hai voluto che lo facessi. Io non volevo, l’ho fatto per te.” Come a chiedermi di perdonarla per essersi lasciata andare con Arturo...
Quando mi alzai, dopo le effusioni che le fece Arturo complimentandosi con lei, vedendoci smarriti disse:
” Non spaventatevi… che tutto quello che viene detto resta qui! Fa parte del gioco e dei ruoli. Se io dico una parola volgare a tua moglie Anna, non è che lo penso realmente, ma serve solo a eccitarci di più, a divertirci e giocare. Lo stesso con te Amedeo, non offenderti se ti dico cornuto… fa parte del gioco, io ho rispetto per te e tua moglie.” Aggiungendo:” In genere si gioca così con le coppie. Anche il leccare la figa alla moglie dopo che è stata chiavata da un partner, lo fanno anche le altre coppie e gli altri mariti. Se non vi va che non volete giocare così ditelo.”
Con quel -ditelo- dava già per scontato che ci saremmo rivisti.
Ma aveva visto che mi era piaciuto essere considerato e apostrofato cornuto davanti a mia moglie.
A un certo punto vedendo Anna che stringeva le gambe come per urinare esclamò:” C'è il bagno se vuoi andare anche a lavarti!” Segnando con il dito una porta del soggiorno.
Anna si affrettò, raccolse da terra il reggiseno e le mutandine rosse e con il suo corpo leggermente curvy quasi correndo senza nemmeno guardarmi, passò dal soggiorno, prese la sua borsa e andò a rinfrescarsi e risistemarsi in bagno.
Arturo si avvicinò ancora nudo, con il suo grosso cazzo ormai penzolante e quasi bisbigliando mi disse:” Se sei d'accordo, la chiavo ancora qualche volta così, poi incominciamo a svezzarla! ...La inizieremo al sesso esplicito, la faremo diventare una vera porcellina!” Aggiunse sorridendo.
“Svezzarla! ...Iniziarla! “Riflettei. Capii subito cosa intendeva dire con quelle parole, trasformarla, e invece di indignarmi e offendermi mi eccitavo a sentire le sue intenzioni.
Come dicevo dava già per scontato che ci saremmo rincontrati e anche a me ripeté:” Non preoccuparti di quello che ti dico, è solo per eccitarci di più e poi a te piace lo so, piace a tutti i mariti se no non farebbero chiavare la moglie con un altro e ho visto come gliela leccavi con avidità. Sei un cornuto vero!” Esclamò sorridendo dandomi una pacca sulla spalla.
Sembrerà strano e incomprensibile, ma mi piaceva quella sensazione che provavo nel sentirmi complice a lui, nel sentirlo chiedermi il permesso e l'autorizzazione per agire su mia moglie, per chiavarla ancora e nel darmi del cornuto.
Mi considerava il suo complice e mi trattava come tale, come un cuckold e quella sensazione non mi dispiaceva ed era furbo, conosceva la mia psicologia e faceva apparire ogni cosa che chiedeva come se la proponessi io.
“Se tu vuoi e sei d'accordo e mi dai il permesso…” Mormorò mentre parlavamo:” …. dalla prossima volta posso sborrarle dentro la figa, visto che ha già avuto la menopausa e non corre più rischi di ingravidamento e io sono sano, sai che sono donatore di sangue e mi praticano tutti i mesi gli esami clinici per le malattie. Così gode di più a sentirsi schizzare dentro lo sperma liberamente contro l’utero; con altre signore con il permesso dei mariti l’ho già fatto e le è piaciuto molto.”
“Ma non so se accetterà…” Bisbigliai.
“No!... Lei non deve saperlo, lo sapremo soltanto io e te. La prossima volta che la chiaverò, quando ho finito le sborrerò dentro, glielo chiederò nel momento dell’orgasmo, vedrai che dirà d si.”
Ero frastornato da quella richiesta, anche se avessi accettato di rincontrarlo, non volevo che gli eiaculasse dentro in vagina, ma paradossalmente tutto quello che diceva lo vivevo con eccitazione erotica.
Continuò: “Poi si può fare anche altro, di più…. dipende da voi, ma soprattutto da te visto che ti ubbidisce
molto.” Affermò.
Mi stava chiedendo di usare il corpo di mia moglie come quello di una donnaccia.
“Senza offesa Amedeo!” Aggiunse all’improvviso: “Ha ancora tutta la figa pelosa, spelacchiata, se sei d'accordo la prossima volta gliela raso completamente io e poi a me piace la figa rasata, liscia che si possa anche leccare bene e piacerà anche a te vedrai quando la leccherai ancora dopo che l’ho chiavata. Come hai visto anch'io mi raso! Si è più puliti, igienici.” Rispose ridendo.
Capii che voleva renderla come piaceva a lui e anche se mi eccitava che avesse rasata la figa, dissi di no, più che altro per dissentire con qualche motivazione da quel che diceva lui e far valere la mia autorità di marito ed esclamai per ripicca: “No! ...Non le raseremo i peli ...A me piace pelosa.” Lo pronunciai serio facendo valere la mia decisione su di lei. Pensando” Mia moglie deve piacere a me e fare quello che dico io e non lui.”
Nel frattempo Anna ritornò con lo sguardo basso, si era lavata e pettinata ed era in reggiseno e mutandine e mentre rientrava in camera a vestirsi, Arturo mi esortò: “Vai in bagno a lavarti la faccia… È quella porta dove è uscita tua moglie!” E me la indicò segnandomela con il dito.
Entrato nel bagno e chiusa la porta tra l’odore del bagno schiuma sconvolto iniziai a pensare: “Dio mio, sii è chiavato mia moglie davvero, la mia Anna, le ha dato della troia e a me del cornuto… ha detto che la chiaverà ancora e gli sborrerà dentro in figa e me la farà leccare con il suo sperma…”
Consideravo ma non reagivo, anzi provavo compiacenza a sentirmi mortificato, a sentire darmi del cornuto assurdamente mi eccitava e paradossalmente mi piaceva pensare di esserlo diventato veramente.
Riflettevo.
Non sapevo cosa mi stesse succedendo, fino a sessant’anni non avevo mai avuto tendenze masochiste di umiliazione né aspirazioni da voyeur o cornuto contento! Non ero mai stato sottomesso, né mai alcuno aveva esercitato su di me pressioni umilianti specialmente riguardo a mia moglie!
Il fatto incomprensibile e sconcertante era che insieme alle mie pulsioni mi sentivo preda di quelle particolari perversioni sessuali o di altro genere che mi portava a vivere Arturo e mi piacevano.
Vestiti lo salutammo, quando fu davanti a mia moglie le prese la mano, la tirò a sé e la baciò sulle labbra imbarazzandoci entrambi visto che l’enfasi e l’eccitazione era scemata e non volevo che si pigliasse certe confidenze davanti a me, Anna era sempre mia moglie.

In silenzio raggiungemmo l'auto Il viaggio del ritorno fu silenzioso eravamo entrambi increduli dell’accaduto e tornando a casa ero adirato con me stesso, perché l'avevo fatta chiavare da un altro, da quell’Arturo degli annunci. Lei che era stata sempre e solo mia. In quel momento ero pentito, non avrei voluto che fosse accaduto, era mia moglie. Ma quello che mi bruciava di più non era il fatto che si era chiavato mia moglie facendola godere davanti a me, quanto il fatto che mi era piaciuto guardarli che lo facesse, mi aveva umiliato e dato del cornuto davanti a lei e io l’avevo accettato…
E mi chiedevo come sarebbero stati i rapporti tra me e mia moglie dopo quel fatto, dopo che lei su esortazione di Arturo mi aveva visto in ginocchio leccarle la figa appena chiavata da lui…e aveva ascoltato darmi sentirmi del cornuto e a lei darle della troia e io su sua sollecitazione annuire che lo eravamo davvero.
E mi chiedevo anche con lui, con Arturo come sarebbero i rapporti ora? Aveva detto chiaro e tondo anche se lo diceva per gioco che l’avrebbe chiavata di nuovo… svezzata.
E pensavo a come reagire, a cosa fare….
Nel nostro silenzio eravamo pentiti di quello che avevano compiuto, ma assurdamente soddisfatti, avevamo raggiunto un equilibrio perverso perfetto: “Lei facendosi chiavare da Arturo e io a guardarli chiavare e poi leccargliela.” E pensavo:” Il rapporto tra me e Anna è sempre stato perfetto, idilliaco e ora? Lei come me è sconvolta di essere stata chiavata e aver goduto con Arturo…:” Io… io mi ha offeso umiliato…” Ripetevo mentalmente.

Giungemmo a casa sempre in silenzio, posteggiai e salimmo.
Appena entrati mi disse mia moglie: “Vado in bagno…” Posando la borsetta sulla mensola, togliendosi le scarpe e mettendo le ciabatte.
Ero pensoso, mi vergognavo di me stesso per averla offerta ad Arturo ma soprattutto per essermi umiliato ai suoi comandi e avergliela leccata dopo che l’aveva chiavata e aver accettato che mi dicesse più volte che ero un cornuto.
Eppure mi era piaciuto, mi chiedevo cosa mi stesse succedendo, perché avvenivano queste trasformazioni in me. Vivevo in contrasto con me stesso. Disprezzavo quanto avevo compiuto sia ad Anna che a me, però mi era piaciuto e se ci pensavo mi eccitavo ancora. Ma Anna era mia moglie da quasi trent’anni, la mia consorte e dovevo parlarle chiaro.
Quando ritornò mormorò:” Mi cambio e vado a mettere su qualcosa per preparare cena …”
“No ... aspetta! “Pronunciai:” Dobbiamo parlare di quello che è accaduto oggi.”
Lei imbarazzata pensando che volessi incolparla di qualcosa rispose subito sulla difensiva balbettando: “Io non volevo Amedeo... l’ho fatto per te lo sai…Sei tu che hai insistito.”
Ma non era quello che mi interessava.
“Di me!... Cosa pensi di me…? Dopo quello che ho lasciato succedere?” Domandai determinato.
Restò in silenzio, mii guardò e poi si avvicinò sicura:” Cosa vuoi che penso?... È stato un gioco, lo hai sempre detto tu… Se lo hai fatto è perché ti piaceva. “E cercando di confortarmi aggiunse:” E poi lo ha detto anche Arturo che ci sono alcuni mariti che lo fanno, che dopo il rapporto sessuale la leccano alla moglie…” E capendo il mio turbamento si sedette vicino a me accarezzandomi il braccio.
“Dobbiamo prenderlo come un gioco Amedeo, come dicevi. Se lo fanno anche le altre coppie non vedo cosa ci sia di male a farlo tu alla propria moglie.” Ribatté.
“E il fatto che mi lasciassi dire cornuto!?…” Esclamai.
Ci fu un attimo di silenzio, poi borbottò:” Ma è un gioco Amedeo, l’ha detto per scherzo in quel contesto… non devi prendertela! Tu non sei un cornuto!” Esclamò:” Io ti amo…”
A quelle parole confortanti non volli insistere, la guardai e non dissi nulla, cambiai discorso:” Ti piaceva fare sesso con Arturo…?” Le domandai.
Lei diventò rossa come un peperone… “Te l’ho detto, l’ho fatto perché anche tu volevi …”
“Si d’accordo, ma ti è piaciuto però? “Chiesi rompendo la tensione che c'era tra noi.
Mi scrutò senza rispondere e imbarazzata annuì con il capo.
“Ho visto come godevi...Godevi tanto, più di quando lo facevi con me, anche da giovani!” ... Replicai.
Arrossi, impacciata, aprì la bocca come per dire qualcosa, ma non le uscì niente e la richiuse.
“Forse hai goduto perché c'è l'ha più grosso del mio o perché chiava meglio?” Prosegui. E anche se l’avevo visto e lo sapevo domandai subito perfidamente:” C'è l'ha più grosso del mio?”
Anna annuì senza guardarmi.
“E Chiava anche meglio di me vero? ...Sii sincera.” Continuai.
Era imbarazzatissima, rossa in viso. Sussurrò un:” Si!” ... Flebile. Lo ammise.
“Ma io l’ho fatto perché hai voluto tu!” Ripeté. “L’ho fatto per te, so che volevi, che ti piaceva se lo facevo!” Mi disse come per giustificarsi.
“Certo risposi, era quello che volevamo ...godere! Ed abbiamo goduto. Tu poi molto più di me. Sai....Arturo quando eri in bagno a lavarti mi ha chiesto se lo rifacciamo, che le piaci…!” La informai serio.
Non parlò restò in silenzio e a un mio sollecito:” Hai sentito cosa ho detto?”
Replicò rompendo il silenzio: “Non so! … Se vuoi tu! ...Tu vuoi?”
Anche lei mi chiedeva il permesso per rifarlo, dovevo decidere io per lei e questo nella mia debolezza mi rendeva forte, sicuro, potente su di lei, la sentivo sottomessa a me, non come quando le leccavo la figa e Arturo mi diceva cornuto.”
“Se vuoi possiamo rifarlo!” Ribattei.
Mi guardò impacciata:” Se vuoi tu!” Ripeté imbarazzata.
“Ma tu vuoi rifarlo con lui? Mi devi dire solo sì o no?” Domandai con voce autoritaria seduti sul divano.
Esitò, poi rispose ancora:” Per me sì! ...Se vuoi tu…”
“Allora ti è piaciuto parecchio!” Esclamai.
Annuì ancora con il capo e un sorriso imbarazzato senza proferire parola. Si vergognava di me e di sé stessa.
“E ora? … E ora che facciamo?” Domandai a mia moglie.
Restò in silenzio. Poi esclamò: “Se vuoi non lo vediamo più…”
“Ma tu vuoi rivederlo?” Ripetei con un pizzico di eccitazione e gelosia.
“Non so te l’ho detto, se vuoi tu Amedeo… scegli tu per me… Te lo detto per me si, mi è piaciuto sessualmente, ma mi rimetto a quello che decidi tu per me.” Quella risposta mi fece sentire potente su di lei al che le ricordai: “Hai sentito cosa ha detto Arturo? Quelle parole… ha detto anche che ti vuol sborrarti dentro… fare diventare troia…”
Restò perplessa è ripeté:” Ha detto così?”
“Si quando eri in bagno ed è giusto che tu lo sappia prima di continuare.”
Restò in silenzio e poi esclamò minimizzando: “Oh ma le avrà dette così… ma ha anche precisato alla fine che le diceva per gioco, per eccitarci di più, che ognuno a un suo ruolo, non le diceva davvero. Anche con te quando ti diceva cornuto… scherzava… lo faceva per gioco.”
“Sei sicura?” Domandai sapendo che non era così come immaginava lei, ma avendo parlato con lui in privato ero a conoscenza che voleva farla diventare davvero una porcella.
“Io penso di sì e poi se non vogliamo non lo facciamo…” Ribatté ingenua.
“Già se! ...Se non vogliamo! ...” Pensai.
Poi le domandai:” Ma lui ti piace?”
“Come mi piace?” Replicò.
“Fisicamente, senti qualcosa per lui, lo ami?”
“Nooo!!! Assolutamente, sei pazzo! Io amo solo te… solo te Amedeo!” Ribadì e in quel momento era sincera.
“Però godevi con lui…lo cercavi e baciavi in bocca?” Tornai a dire per tormentarla e farla sentire in colpa.
“Eh ma…perché non mi so controllare… mi piaceva fare sesso con lui, questo è vero, è bravo, ma non altro di lui, è brutto, calvo…” Esclamò trattenendo il ridere.
È brutto e calvo però godevi, lo bacavi in bocca, le accarezzavi il cranio lucido anche se dicevi sempre che ti faceva schifo…”
Restò senza parole non sapendo cosa dire:” Si… ma prima di conoscerlo, ora è anche simpatico. Ma poi io… in quei momenti non capivo… ero smarrita…. Non so! Certo, ora che ho praticato sesso con lui non provo più la repulsione di prima… non dico che mi attrae, ma mi soddisfa… se è quello che vuoi sapere e in quei momenti di confusione mentale e piacere non guardi se è bello o brutto… la sua bruttezza nel piacere aveva… e ha…” Si corresse:” … una sua attrazione e simpatia …” Aggiunse con un briciolo di contentezza.
“Va bene! “Esclami prendendole la mano nella mia: “Vedremo nei i prossimi giorni!”
Lei mi diede un bacio sulla guancia alzandosi:” Ora vado a preparare cena.”
Sembrava che tra noi ci fossimo chiarificati e ritornati nei propri ruoli, lei di moglie e io di marito anche se eravamo indecisi di trasgredire nuovamente.”
Non dicemmo più nulla, tornammo, alle nostre cose, alla nostra vita normale, telefonammo anche ai nostri figli.
Mi preparò cena come se nulla fosse successo, poi si sedette di fronte a me a tavola e cenammo. Ma anche se non lo mostravamo l'uno all’altro, dentro di noi oramai eravamo cambiati.
Quella sera osservandola guardare la TV, ritornarono in me sentimenti vari e contrastanti, gelosia e rabbia per averla fatta chiavare da un altro e soprattutto perché io mi ero sottomesso a lei e a lui. Con lui aveva goduto e provato benessere e appagamento dal corpo di mia moglie.
Se devo essere sincero, non capivo proprio come potessi essermi fatto trascinare dagli eventi.
Eravamo una coppia felice, nella nostra maturità e tranquillizza coniugale, appagati di quello che avevamo e facevamo, non capisco come abbia potuto farmi prendere da quei desideri perversi e farmi sconvolgere, fino a coinvolgere anche lei. mia moglie. Sentivo e intuivo già fin dalle prime volte che quell’Arturo sarebbe statala la nostra rovina, che era un porco… eppure continuavo a scrivergli. Mi sentivo avvolto da quelle fantasie e sensazioni piacevoli che la sua corrispondenza mi dava.
Quella sera dopo l’incontro la vedevo con occhi diversi, in me si era spezzato qualcosa, non capendo da egoista quale ero, che anche in lei era accaduta la stessa cosa.

Il tempo trascorse normale, vita di tutti i giorni, lei accudire alla casa, sentire i figli, io al lavoro che si rappresentante che si svolgeva lungo tuta la riviera, sia di levante che di ponente e naturalmente c’era anche lui, Arturo, lo sentivamo per email o messaggiavamo quando c’era mia moglie, ma durante le giornate nelle pause del lavoro quando ero solo ci parlavamo allo smartphone. Fin dai primi giorni le sue email o messaggi al di là dei convenevoli erano piene di richieste per un altro incontro, era educato, non diceva più porcate, a me non accennò più a quello detto quel pomeriggio di: “Sei un cornuto!” E a Anna non disse mai:” Ti voglio far diventare una troia…”
Sembrava che quei termini fossero davvero rilegati al gioco, anzi con me era amichevole e scherzoso e con Anna romantico, la corteggia senza mai scrivere del sesso che avevano praticato.
Tentennavamo anche se la voglia di riprovare c’era e più passavano i giorni, più in me saliva il desiderio di rivedere Anna chiavata da lui e poi io leccargliela di nuovo… e sì perché quel desiderio mi era rimasto dentro e mi piaceva umiliarmi, inginocchiarmi davanti a mia moglie e leccarle la figa subito dopo che lui, il suo amante Arturo l’aveva chiavata… È difficile da spiegare e da capire certi desideri e non pretendo che lo facciate.
Di quei nuovi incontri che chiedeva, ne parlavamo tra di noi, io e Anna, eravamo possibilisti ma non sicuri, finché un giorno dopo vari ripensamenti decidemmo di sì, di riprovare, di aver un altro incontro sessuale con lui. In fin dei conti c’era piaciuto e anche se lo praticavamo nuovamente nessuno avrebbe saputo niente.
“Lo conosciamo, siamo già stati a casa sua, sappiamo come si comporta e cosa fa e se va bene a noi incontriamolo ancora…” Ci dicemmo.

Così dopo quasi un mese sentendoci frequentemente per emali, chat e smartphone, ci facemmo incantare dalle sue richieste e avemmo un altro incontro sessuale, sempre con riservatezza e discrezione. Il secondo fu più piacevole del primo perché eravamo meno tesi, maggiormente preparati ed eravamo più in confidenza.
Ci incontrammo ancora a casa sua: “Posto più tranquillo e sicuro di questo non c’è!” Diceva Arturo, ed era vero e ci portò ancora su nel suo appartamento.
Una volta all’interno ci mettemmo comodi, Arturo mise della musica, bevemmo un po' di whisky, anche mia moglie per disinibirsi e tra l’imbarazzo che c’era sempre tra di noi, chiacchierammo. Poco dopo Anna si alzò e andò in bagno a urinare, lui era diverso da come parlavamo di solito al telefono, più sicuro di sé, quasi autoritario. Mi si avvicinò all’orecchio dicendo:” Allora siamo d’accordo?”
“Accordo a cosa?” Domandai smarrito non ricordandomi più dopo quasi un mese cosa aveva intenzione di praticare.
“Come a cosa?... “Trasalì:” Che le sborro in figa…” Dichiarò.
Restai fermo, mi eccitava il pensiero che lui sborrasse davvero nella figa a mia moglie, ma non dissi nulla, volutamente non risposi e lui lo prese come un sì.
Ritornata Anna chiacchierammo ancora, poi lui prendendola per mano la tirò a sé, la fece alzare e spostando il tavolinetto iniziarono a ballare i lenti nel soggiorno come la volta precedente, stringendola e strusciandola con il suo sesso in erezione sotto i pantaloni poco sopra a quello di mia moglie. E di nuovo con lei in silenzio ma seguendolo ballando la portò nuovamente in camera da letto.
Entrai anch’io e dopo che mi ero seduto nella poltrona dei cornuti a osservare, ballando lentamente Arturo la spogliò, pezzo per pezzo finché fu nuda, con il suo seno pallido e pendente, il sedere pieno e protendente in fuori e la baciò in bocca, sul collo, seno e di seguito si spogliò anche lui rivelando fuori dallo slip la sua asta eretta a forma di corno di rinoceronte che oscillava su e giù, con la cappella, premendola e battendola sopra la vulva.
A osservargli il pene non potei fare a meno di chiedergli:” Come mai ce ‘hai così Arturo?”
Lui sorrise mentre anche mia moglie lo guardava ed esclamò:” Visto! Siamo in pochi ad averlo così. Ci sono nato, madre natura mi ha fornito in questo modo…” Disse mostrandocelo meglio:” È lungo 18 centimetri e ha una larghezza progressiva, dalla più stretta sul glande alla più larga alla radice, che le dà questa forma.” E rise da solo… continuando:” Il diametro varia da 3 centimetri sulla cappella a 6 cm in fondo alla radice. Ha una forma simile a un corno di rinoceronte rivolto in su e strutturato così provoca molte più sensazioni eccitanti e piacevoli alle donne.” Aggiungendo volgarmente: Da ragazzo ero a disagio, mi vergognavo, ma poi usandolo e facendo godere le ragazze ho capito che era una fortuna. Quando chiavo, con la parte superiore e stretta del cazzo arrivo e urto l’utero con la cappella, mentre con la parte inferiore dell’asta che si allarga sfrego la parte superiore della vagina e, intanto che chiavo struscio intorno alle labbra vaginali e con il dorso del cazzo il clitoride eccitandolo, dando doppio piacere… vaginale e clitorideo.” Sorridendo orgoglioso proseguì: “I rapporti sessuali risultano diversi, profondi e intensi grazie alla curvatura. la penetrazione è piacevole perché essendo rivolto in alto tocca la zona G delle donne e le faccio godere e provoco stimoli diversi, rendendo la chiavata passionale e lussuriosa.”
“Per questo godono così tanto…le donne con te!” Esclamai io.
“Si, e tua moglie non è meno delle altre…” Imbarazzandola.
Fece sdraiare Anna sul letto tra le sue gambe divaricate, la penetrò e prese a chiavarla con foga e passione, facendola godere quasi subito e di nuovo abbracciarsi e baciarsi come la prima volta, con me seduto in poltrona che osservavo godendomi il loro amplesso, toccandomi e iniziando a masturbarmi… accelerando il ritmo e l'intensità del movimento della mia mano.
La chiavava con impeto, come un forsennato, muoveva tutto il letto, la faceva gemere, gridare e godere, la vedevo stringerlo a sé, baciarlo in bocca con la lingua e sul viso, accarezzandogli il cranio calvo…. Si limonavano come due ragazzini, con me seduto difronte a loro nella poltrona dei mariti o meglio dei cornuti come li apostrofava lui, osservandoli anche da posteriormente attraverso gli specchi a parete dell’armadio,
Quando Anna stava per venire, Arturo iniziò a darci più forte, facendo cigolare il letto e battere la testiera nel muro e far gemere e gridare di più mia moglie dal piacere, fino all'orgasmo ...dove ansimando come una forsennata esclamava: “Siiii!! ...Siiiii!!!”
Era impossibile trattenersi dal masturbarsi.
Anna godeva in preda a un orgasmo incontrollato e lui dietro il suo stava per eiaculare e all’improvviso in quei momenti concitati le disse:” Ti vengo dentro… ti borro in figa… vuoi?”
Ci fu un attimo di esitazione che ruppe il suo ansimare, ero convinto che mia moglie rispondesse:” No! Dentro non voglio! Assolutamente!”
Sapevo che era contraria a quella pratica di lasciarsi eiaculare in vagina e anche lei non si aspettava quella richiesta. Dopo i figli non aveva più voluto nemmeno che le sborrassi io in vagina, in conseguenza a quel rifiuto mentale e morale che aveva da cattolica. Noi eravamo contrari per principio, cultura e religione agli anticoncezionali. non aveva mai voluto prenderli... e nemmeno praticarlo con il preservativo. Quando praticavamo sesso lo interrompevamo, io venendo sempre fuori, uscendo dalla vagina all'ultimo momento mentre lei godeva, sborrandole sulla coscia o sulla pancia... Le uniche volte che le avevo sborrato dentro era il periodo della fecondazione e precedente alla nascita dei figli, quando lo avevo fatto per ingravidarla; e in quel periodo che eiaculavo liberamente le era piaciuto, avvertendo lei al termine dei nostri rapporti sessuali e del piacere, non più l’interruzione improvvisa, ma il godimento continuo dentro di lei e gli schizzi caldi del mio sperma che la ingravidavano, oltre che maggiore piacere fisico e psicologico.
Ma al di là delle convinzioni morali, anche a me sarebbe piaciuto eiacularle in vagina a mia moglie, ma non voleva, però mi aveva sempre eccitato pensare e fantasticare che qualcun altro lo facesse.
Che la maggior parte degli uomini preferisse venire in vagina lo sapevo, ma noi eravamo sempre stati contrari a quel tipo di pratiche, le accettavamo solo per avere i figli. E proprio per quel nostro modo di pensare e di essere non avrei mai permesso ad Arturo di sborrare in vagina a mia moglie, essendo certo che lei quando lui glielo avrebbe chiesto avrebbe rifiutato quell’atto sessuale, anche se aveva finito da poco la menopausa e non correva rischi.
E invece mia moglie alla sua richiesta, riprendendo ad ansimare farfugliò sì:” Siii!! Siiii!!” Disse abbracciandolo e, Arturo sudato invece di tirarlo fuori si mosse con più vigore.
“Ti riempio tuttaaaa!!!” Urlò all’improvviso inarcandosi, spingendo il suo pancione contro il ventre di mia moglie e sotto di esso il suo fallo eretto nella vagina di Anna contro l’utero, e fermandosi all’improvviso, iniziò a eiacularle internamente la vagina, contro l’utero, mentre lei con le braccia al suo collo in preda all’orgasmo e alla smania mentale del piacere, si tirava su con la testa a baciarlo in bocca e in viso muovendo il bacino contro di lui come a volerlo chiavarlo anche lei. Fui preso dal tremore e batticuore a quella scena. Chiavandola Arturo le sborrò in figa nel momento che Anna aveva l’orgasmo, in quel momento era soggetta al piacere della carne che la pervadeva. Lui si comportò come aveva detto, e lei non fece nulla per impedirlo, ma anzi alla sua richiesta sussurrata rispose scelleratamente di sì. Non reagì e lo lasciò eiaculare liberamente dentro di lei.
Restai sorpreso dalla sua accettazione, chiaro che in preda all’orgasmo non era in lei, ma ansimava e partecipava piacevolmente stringendolo a sé a sentirlo sborrare dentro lei, avvertendo suoi abbondanti fiotti caldi di sperma che per la prima volta le invadevano la vagina, colpendole l’utero. Io nel vederlo sborrare dentro, inarcarsi, fermarsi ed eiaculare, fui preso da un gran calore negli organi genitali e in viso. Ero eccitato ... in quel momento non mi dispiaceva che lo facesse, anzi seppur con risentimento e contrariato mi piaceva e lo approvavo. Ma fu tremendo, impressionante ed eccitante assistere impotente alla eiaculazione di Arturo nella vagina di mia moglie.
Oltre ad aversela chiavata le eiaculava pure in vagina… Lui mi portava ad accettare anche atti che non volevo e condannavo, così fu per quella richiesta di un mese prima.
Quando lo tolse dalla vagina ancora duro ed eretto, con mia moglie estasiata a cosce divaricate e figa aperta, c’era ancora un filo bianco di sperma che dalla fessura della figa usciva attaccato al meato urinario della cappella di Arturo e che il glande tirava in fuori allungandolo finché la distanza dalla figa e la tensione non furono tali che lo ruppero facendo ritornare un filamento spezzato verso la figa di mia moglie e un altro sul suo glande.
Vederlo fuoriuscire dalla sua vagina, oltre che eccitarmi mi fece arrabbiare e sentire umiliato, l’aveva contaminata con il suo seme e lei non gliel’aveva impedito come pensavo io; ma quella scena mi diede anche una forte carica sessuale e di adrenalina, eccitandomi maggiormente nel vedere la figa di mia moglie, aperta, con quel filo bianco di sperma che fuoriusciva dall’interno che rompendosi cadeva sulla coscia. A quella visione diedi due colpi con la mano ed eiaculai anch’io il mio poco sperma… Assurdamente godevo anche che lui aveva chiavato e sborrato in figa a mia moglie.
Quando lo fece fui preso da una sorta di impulso irresistibile ma anche se mi eccitava l’idea che gli eiaculasse in vagina come detto ero contrario e per questo non avevo risposto alla sua richiesta quando me la propose; e mentalmente ora che era l’avvenuto che l’aveva compiuto mi giustificavo da solo dicendomi:” E vero non gli ho detto di non farlo… ma non gli ho detto nemmeno di si, di farlo. Arturo glielo ha chiesto nel momento dell’orgasmo e lei invece di dire no ha risposto di sì e le ha permesso di eiaculare direttamente dentro. È lei che ha voluto.” Pensavo per giustificarmi discolparmi di quell’atto vergognoso.
Dentro di me non volevo che accadesse perché un avvenimento del genere tra loro con eiaculazione in vagina sarebbe stato qualcosa di molto intimo e presupponeva una complicità, una confidenza e affettuosità che non c'era tra loro e mai avrebbe dovuto esserci un coinvolgimento da parte di mia moglie ad accettarlo, sia fisico, mentale che carnale. Il suo seme dentro la madre dei miei figli non lo credevo possibile e mai me lo sarei aspettato. Non lo sapevo, ma quel gesto la portò in silenzio a invaghirsi di lui...
Come dicevo quel giorno non avevo risposto alla richiesta di Arturo, perché sapevo e soprattutto speravo che Anna alla sua richiesta lo avrebbe spinto indietro da far uscire dalla vagina il suo pene e allontanarlo, magari imprecandogli contro:” No! Questo non…voglio!”.
In quel momento di vuoto mentale riflettendo in un lampo, mi venne inconcepibile credere che Arturo aveva sborrato in vagina a mia moglie e lei avesse dato il suo assenso a farlo senza impedirlo. Era un salto di qualità non indifferenti nei nostri rapporti amichevoli e sessuali di una intimità che non doveva prendersi con mia moglie e lei non doveva accettare e dargliela.
Ma soprattutto nei miei ragionamenti, non capivo perché io l’accettavo, non era soltanto l’eccitazione che mi spingeva ad acconsentire che le venisse in vagina.
Oltre quella c’era una sorta di rancore istintivo e inconscio verso mia moglie, perché mi ero umiliato in ginocchio a leccarle la figa chiavata Da Artura e in quel modo inconsciamente volevo punirla, umiliarla lasciandola eiaculare in vagina da Arturo, conoscendo quanto fosse contraria lei a quell’atto…Ma non fu così. Invece di una sua umiliazione creai una condizione lussuriosa che in seguitò si ripeté. Al termine il rituale fu come la volta precedente, l’aiutò alzare e nuda la mise davanti a me, facendomi inginocchiare dicendo ancora:
“Lecca cornuto… Lecca la figa di tua moglie che ha appena chiavato con me, lo so che ti piace … Cornuto! “
Quella umiliazione davanti a mia moglie, il sentirmi dare del cornuto impotente, scelleratamente mi eccitava.
La leccai di nuovo anche in quel modo avvertendo a volte lo sperma di Arturo che le colava fuori e pur facendo attenzione lo toccavo con la lingua e lo sentivo caldo. Ma invasato com’ero non smettevo, cercavo di spostarlo e toglierlo con le dita, ma non sempre ci riuscivo e qualche linguata gliela davo, avvertendo sulla lingua qualcosa di gelatinoso, caldo, dal sapore selvatico e di mandorle, era lo sperma di Arturo. D’altronde oramai avevamo accettato tutto e in quelle ore come d’accordo per gioco eravamo diventati suoi succubi e lui decideva per noi.
Ci trovammo assoggettati a lui non solo sessualmente, ma anche psicologicamente e lui vedendo la nostra debolezza e incapacità a reagire e a contrastarlo, faceva di noi quello che voleva.
Anna in quel momento era sua sessualmente, era diventata la sua donna, la sua troia come diceva lui e io il suo marito-amico, cornuto contento.

Dopo quella seconda volta iniziammo a rivederci con cadenza mensile, che nell’arco di sei mesi diventò quindicinale e alla fine dopo quasi un ano settimanale. Si tutte le settimane come vecchi amici andavamo a casa sua e si chiavava sempre mia moglie davanti a me. All’inizio di quella situazione ero convinto di gestire io la circostanza e di poter smettere e far smettere mia moglie quando avrei voluto. Ma non avevo tenuto conto di una variabile importante, il cervello delle donne, la testa di mia moglie non ragionava come il mio e cominciava a pensare a modo suo. Lei si sentiva coinvolta con lui carnalmente e di conseguenza anche psicologicamente, non dico si fosse innamorata, ma invaghita e avvinta di lui probabilmente sì.
Ogni incontro era sempre più spinto di quello precedente e senza accorgercene entrammo in una spirale sessuale peccaminosa. Come diceva Arturo, lentamente la svezzò e incominciò con lei consenziente a farle praticare porcate sessuali davanti a me.
Anna negli incontri prese ad avere un atteggiamento attivo e sempre più partecipe con lui, non più pigro e attendista, scherzando al suo allungare le mani, si lasciava scoprire le cosce e se le lasciava toccare anche in auto o a casa nostra... dare le pacche, le manate sul sedere scherzando e ridendo.
E come era prevedibile, in quel periodo in uno degli incontri su sua sollecitazione e mia incapacità a impedirlo finì con avere un rapporto orale con lui… a succhiarle il cazzo a forma di corno di rinoceronte, altro che non le piaceva prenderlo in bocca e fare i pompini, con me forse…. Con lui non diceva nulla, glielo leccava come se ne subisse la personalità e ubbidiva, salvo poi farlo in seguito con piacere negli incontri anche di sua iniziativa.

La prima volta che lo fece fu una sera a casa nostra, lo avevamo invitato perché spesso lui ci invitava a casa sua o fuori al ristorante a cena, come detto in un anno si era creata un’amicizia. Seduto sul divano all’improvviso aprì e lo tirò fuori dalla cerniera eretto come una banana e ridendo e scherzano prese la testa di mia moglie tra le mani seduta affianco a lui, l’abbassò e le mise la cappella del cazzo in bocca davanti a me che li osservavo ridere e scherzare e non dicevo nulla:” Su dai succhialo un po' …” Le ripeteva Arturo sorridendo accarezzandole i capelli.
Mia moglie imbarazzata mi osservava, rideva e non disse nulla alla sua richiesta abbassò il capo, tirò fuori la lingua e incominciò a leccarlo e succhiarlo.
Il cazzo era lungo il glande piccolo non le riempiva la bocca e lo succhiava bene, quando pensavo alla figa di mia moglie e a come poteva averla allargata con quelle dimensioni intorno alle grandi labbra. Essendo alla radice molto voluminoso di diametro. Non era eccezionale, ma leggermente fuori dalla norma.
Anna continuò a succhiarglielo delicatamente, con lui che accarezzandole capelli le diceva come fare, i tempi e modi, come muovere la lingua o la bocca.
“Un po’ con la lingua, leccalo bene sulla cappella su… Ora prova con le labbra soltanto, prendilo in bocca e succhialo, aspira, succhia bene la cappella… “Ripeteva Arturo.
Anche in seguito, le dava lezioni e le indicava come fare quando la invitava a farle i pompini. E io incredulo osservavo lei con calma leccargli la cappella, poi l’asta scendendole fino ai i coglioni, rasati. “Prendili in bocca, allargala bene la bocca … “Le diceva e lei uno alla volta facendo la bocca grande-grande come le diceva la dentista una alla volta li prendeva in bocca e li solleticava con la lingua facendogli provare brividi di piacere.
Lo leccava e succhiava… fino con il tempo a lasciarsi eiaculare in faccia e sulla lingua e a bere il suo sperma….
E la vedevo immobile con il volto pieno di sborra di Arturo, quasi accecata ... sorridere stupidamente.
Ero sconvolto. Ma come avrete capito se la lasciavo fare era perché piaceva anche a me vederla così, svezzata e porcellina come diceva Arturo, per non dire altre parole volgari. Spesso praticavano sesso con lei in ginocchio davanti a lui seduto sul divano con le gambe divaricate e i pantaloni giù, con il suo sapore di sperma in bocca e.…non riuscivo a credere che tutto quello stesse succedendo sul serio a mia moglie e io lasciassi fare. Questo giochetto lo ripetevano spesso quando era invitato a casa nostra.
Finché un giorno arrivò a dirle la fatidica frase davanti a me per umiliarmi di più: “Sei diventata veramente brava, quasi come una bocchinara della sopraelevata!” Ridendo con lei, che lo osservava compiaciuta, di quel paragone con la bagascia da strada, contenta di quel giudizio, che era diventata brava. E successivamente andava in bagno a sputare e a lavarsi la bocca, per tornare ed essere dopo mezz'ora tutte e tre a tavola a pranzare o cenare, come veri amanti.
In quell’anno mi era sfuggito tutto di mano per troppa sicurezza o perché non ero stato bravo a tenermela come lui a prendermela.

Pensavo spesso che all’inizio ero io a condurre il gioco, ma pian piano lo sono diventati loro, dico loro perché mia moglie, come prima si lasciava influenzare da me, a seguire era lui che la influenzava.
Già dai primi mesi Arturo le aveva messo in testa strane idee, come l'andare a ballare qualche sera tutti e tre o anche loro da soli oppure cenare insieme il sabato sera o andare al cinema o passeggiare tutti e tre. Con la scusa di farle prendere coraggio, sia negli incontri sessuali iniziali che avevamo, che a ballare, l’aveva abituata a bere alcolici forti, lei come me era abituata a bere soltanto vino ai pasti.
Arturo aveva un atteggiamento poco rispettoso, ma scherzoso nei suoi confronti, contraccambiato da Anna, che verso di lui lo aveva troppo permissivo e condiscendente. Lui si permetteva alcune confidenze e lei gli lasciava fare apprezzamenti o battute eccessive, esagerate, fuori dal rispetto reciproco; e una volta lo sentii dire mentre ridevano e scherzavano, punzecchiandosi, sul fatto che mia moglie cambiasse partner ballando, e dirle che avrebbe dovuto provare a farsi chiavare da qualche altro uomo.
Erano solo battute che faceva dandole delle patte nel sedere ridendo…ma a me quelle cose non piacevano e glielo dissi ad Anna e lei si giustificò dicendo che ballare le piaceva, stava imparando bene e che per il resto Arturo scherzava, che per imparare a danzare bene, per forza di cose bisognava cambiare partner, che non si può danzare sempre con la stessa persona, se no, non si impara.
“Lo dice scherzando Arturo…credimi Amedeo…” Mi diceva mia moglie:” … non c'è niente di male a ballare con altri, anche se lui fa battute del tipo che ha qualche amico pulito, sano e riservato e che potrebbero ballare e fare sesso con me anche se io volessi. Ma quando dice queste cose lo mando al diavolo… Sono solo battute, non lo farei mai.” Precisava in dialetto ridendo:” Non sono una di quelle da sotto la sopraelevata…” intendendo le prostitute genovesi.
Comunque tutta questa confidenza e intimità fuori dal nostro frequentarci non mi piaceva.
Lei gli incontri, sia sessuali che danzanti aveva preso a praticarli con piacere e meno male che Arturo gli faceva ribrezzo ed era viscido e sembrava un maialino….
Dopo un anno, mi resi conto che Anna era cambiata, non era più la moglie arrendevole e remissiva che conoscevo e che mi ascoltava e assecondava sempre, era diventata diversa, sfacciata, vestiva come voleva, in maniera provocante quando andava a ballare anche da soli senza di me. I rapporti sessuali erano diventati settimanali, si era rasata tutta la figa o meglio gliel’aveva rasata lui, ed era senza un pelo di sotto. E quando ormai stanco, geloso e in parte infastidito dal loro comportamento, affrontai la situazione con lei, ma oramai era già tardi.
Chiesi ad Anna di smettere che la nostra esperienza e trasgressione era finita, di non avere più quegli incontri sessuali e vedersi con Arturo, nemmeno per andare a ballare perché non mi piaceva la piega che avevano preso loro due. Le ricordai che vicini sparlavano e non volevo che i parenti e i nostri figli sospettassero qualcosa. Dopo un confronto verbale che prima non si sarebbe mai permessa di avere in quel modo, mi disse:” No, io continuo a vederlo e incontralo lo stesso. Non c'è niente di male sei stato tu a farmelo conoscere e a farmi incominciare una relazione sessuale con lui. A volere che ci incontrassimo sessualmente perché ti piaceva guardare e ora che piace a me farlo dovrei smettere? ...Perché?” Mi domandava continuando dire:” “Tu non devi essere geloso Amedeo, perché io amo te, lui mi piace soltanto sessualmente, tu sei mio marito, il mio uomo, abbiamo due figli insieme e di quello che dice la gente o i vicini dobbiamo fregarcene… “ Proseguendo:” Non c'è niente di male se mi incontro con lui, tu sai cosa facciamo e una volta alla settimana andiamo a ballare, ora sono capace, ho imparato, mi piace, puoi venire anche tu se vuoi nessuno te lo impedisce a me fa piacere non credere…”.
Avemmo un colloquio, lungo e profondo, fatto di discussione e litigio, ma a tratti anche commovente.
Ci parlammo francamente lei era turbata, alle mie richieste mi ripeté che mi amava, che ero l'uomo della sua vita ma... quel -ma-, era Arturo tra di noi.…
Arrivai a punto nel litigio, dove preso dalla rabbia per la sua perseveranza a vederlo lo stesso e perché non si comportava come volevo io che minacciai se non smetteva di frequentarlo, che l’avrei cacciata fuori di casa, e toccai con mano fino dove era giunta la loro relazione e L’influenza di Arturo su di lei, andando subito a raccontare tutto a lui.
A nulla servì parlare tra di noi, era cambiata.
Arrivò al punto di dirmi:” Lo sai cosa mi ha detto Arturo?... Che se mi cacci fuori di casa o voglio andarmene io, posso andare a casa sua a vivere con lui… lui m’accoglie subito.”
Mi disarmò con quelle parole:” E ‘questo che vuoi?” Le domandai con gli occhi lucidi.
“No, sei tu che mi spingi a farlo, io voglio restare qui con te, sei mio marito e ti voglio bene, ma non rinuncio a divertirmi e non voglio tornare a vivere come prima, come una suora. “
Ed è per quello che lasciai continuare che fosse l’amante di Arturo. Accettai di continuare la situazione di vivere in tre praticamente, Anna restò con me, ma decise di continuare a frequentarlo e io accettai pur di non perderla. Ricordandole: “Si però mi raccomando Anna, la riservatezza, anche con i vicini e i parenti e se vai a ballare da sola con lui, non farti vedere che ti viene a prendere a casa, vedetevi giù in strada… più in là. Nessuno dovrà mai sapere nulla, Arturo è solo un amico di famiglia per te...” Ricordati...” Ripetei.
Mi ero sempre chiesto che fine avesse fatto quella sua repulsione iniziale che aveva per Arturo, perché sembrava fosse sparita nel nulla all’improvviso. Ora lo accettava così com’era, brutto, anzi pareva che provasse attrazione per lui alla sua bruttezza, la eccitasse.
Sarebbe troppo facile e semplicistico dire:” Perché la faceva godere quando la chiavava.” Forse si, anche quello senz’altro, ma non solo.
Avevo in testa quelle parole dette da Umberto Eco nel suo saggio sull’estetica della bruttezza e curioso mi informai e siccome a volte andavo da uno psicologo per me che mi seguiva per la depressione che mi era venuta, glielo domandai dicendole che era per solo curiosità e rispose: “Ehh signor Amedeo, come si fa a dire cosa succede nella testa di una donna? Il mondo è pieno di questi casi in tutti i campi, ma soprattutto nel mondo dello spettacolo di donne bellissime che vengono attratte da uomini brutti, fino a innamorarsene, sposarsi e fare dei figli con loro. Ci sono varie teorie sull’estetica del piacere …” Fece una pausa e guardandomi proseguì: “L’attrazione per il brutto, rientra in quella che viene definita ‘sindrome di decadimento’, che altro non è che l’attrazione per cose o persone brutte o non belle... Può manifestarsi già da bambini o rivelarsi in età adulta, verso qualcosa o qualcuno che prima non si poteva vedere bella o sopportare e dava disgusto e poi invece quasi all’improvviso, misteriosamente si accetta. Questa manifestazione è in stretta correlazione con la modifica del modo di pensare. Specie se all’inizio è qualcosa o una persona insopportabile e porta a squilibri interiori significativi.
Psicologicamente a volte si sceglie la strada più semplice per la distruzione di quello che ci dà repulsione, cioè inconsciamente lo trasformiamo e lo accettiamo e iniziamo a vederlo e considerarlo come qualcosa di positivo e costruttivo.” Fece un’altra pausa riflettendo e guardando in giro continuò: “Molte volte la repulsione attrae e affascina. L'origine di questa inspiegabile attrazione va ricercata a partire dalla mitologia greca fino alla letteratura moderna; il mondo è pieno di scambi di emozioni, sensazioni, attrazioni. Prima si ama qualcuno alla follia e poi si odia fino alla morte o viceversa, così è per l’attrazione-repulsione e viceversa.
Tale fascino raggiunge il suo apice quando l’uomo o la donna modificano la realtà quotidiana che vivono con nuove emozioni, interessandosi e accettando quello che prima rifiutavano, il soprannaturale, il fantastico, il brutto e anche il deforme. In loro nasce una nuova estetica della bellezza e del piacere, che non è solo la perfezione ma anche l’imperfezione e quindi può essere anche il brutto, l’orrendo che le attira, come i film Horror che piace vederli anche se fanno paura e disgusto, soprattutto ai giovani. C’è anche nelle fiabe dei bambini, la storia della < La bella e la bestia…> Dove lei si innamora di un uomo bruttissimo.
E questo avviene in varie fasi psicologiche.” Precisò.
“La fase del decadimento o repulsione si trasforma in fase del ricevimento e dell’accettazione del nuovo modo di vedere e valutare, del viverlo.
Comunque è molto complesso da spiegare, gli studi su questo tipo di parafilie sono iniziati da poco tempo…” Mi guardò dicendo sorridendo:” … ma perché? È attratto da qualche donna brutta?... Sua moglie è una bella signora, ha i suoi anni ma ha il suo fascino e adesso è anche dimagrita…”
“No, non c’è nessuna, è solo una mia curiosità.” Risposi sorridendo non avendo nemmeno capito molto bene quanto aveva detto.

Anche ora che sono passati tre anni continuo a chiedermi se ho sbagliato, non dovevo avvicinandomi alla vecchiaia fare queste cose, coinvolgere Anna ormai cinquantenne in questo gioco, creare o risvegliare in lei queste voglie sessuali assopite che non aveva mai avuto neanche da giovane.
Tuttavia mi domando se ho fatto bene a continuare a trasgredire e a farla chiavare altre volte da Arturo facendola diventare realmente la sua amante? E alla fine mi dico di sì, ho fatto bene…perché a parte la arrabbiatura che non sia più solo mia siamo tutti e tre soddisfatti sessualmente.
Penso che tra loro a mia insaputa si fosse instaurata più di una simpatia, non solo un’attrazione sessuale, ma anche qualcosa di emotivo. Avere rapporti completi per una donna è diverso da un uomo, che per quanto possa essere brutto e disgustoso il partner, se pratica sesso, viene coinvolta emotivamente nel rapporto e non solo carnalmente.
Anna è stata influenzata da Arturo e io mi sono lasciato convincere a lasciarla continuare a vedersi con lui, ad andare ballare e a fare sesso con il mio permesso, diventandone sempre più dipendente. In me si erano formate nuove sensazioni ed emozioni, in certi momenti mi angosciavo a saperli a ballare o a casa di Arturo a chiavare da soli, in altri momenti mi piaceva e al ritorno desideravo che mi raccontasse cosa facevano quando io non c’ero. Oltre il leccarle la figa dopo aver chiavato con Arturo, si stavano formando in me alcune tendenze particolari, che seppi dopo, consultando internet, erano tipiche componenti che caratterizzavano il rapporto sessuale cuckoldiano o Cuckoldry come dicono gli inglesi, in pratica stavo diventando un vero cuckold…un cornuto contento detto in italiano.


Begli incontri scoprii che a mia insaputa si era lasciata rasare completamente la figa e ora la porta sempre depilata, perché a lui piace così e visto che ha terminato la menopausa da parecchi anni, nei rapporti sessuali oramai da quella maledetta seconda volta che lo facemmo, si lascia eiaculare dentro da quella bestia calva e me lo dice anche.
Lentamente si è trasformata in una porca, lei si sente ancora giovanile, una quarantenne con lui e io invece più vecchio di prima. Mentre lei si emancipava e non solo sessualmente, io con il mio carattere chiuso e riservato regredivo di più, fino a deprimermi, finché non sono cambiati i ruoli coniugali ed è diventata lei a decidere insieme a lui i giorni, il modo e i tempi dei loro incontri, quasi sempre a casa di Arturo.
A volte si incontrano da soli, dopo aver ballato si appartano o in auto o vanno a casa sua e chiavano. La nostra oramai è una vita a tre… Anna mi vuole bene lo so… lo sento e me lo dimostra e vuole vivere con me, ma si sente sedotta da lui purtroppo.

In quel periodo Arturo giocava a umiliarmi sempre di più, diceva che mi sarebbe piaciuto davanti a mia moglie essere chiamato cornuto, e in parte era vero. Alcune volte voleva che lo preparassi io come maschio da monta di mia moglie pronto a possederla… e voleva che lo masturbassi per farglielo venire duro per chiavarla. E mentre lei era sdraiata nuda sul letto a gambe larghe che aspettava che arrivasse lui e la penetrasse, io facevo il porgitore come si avviene nelle monte dei cavalli, gli prendevo in mano il cazzo e lo portavo ad appoggiarlo sulla figa di mia moglie e quando era tra le grandi labbra lo spingevo sui lombi, fino a farla penetrare completamente. Era terribile ed eccitante.
All’inizio non volevo farlo, poi… tra le sue insistenze e anche perché mi piaceva compierlo, mi chiamava e glielo prendevo in mano mentre lui mi guardava trionfante e lo masturbavo un po’: “Vieni qua cornuto! Fammelo diventare bello duro che devo chiavare tua moglie…” Diceva sorridendo, aggiungendo:” … la mia amante… “E quando era ben eretto con la cappella girata in su a corno di rinoceronte mi esortava:” Ora appoggialo sulla figa della tua bella moglie e spingimi dietro sulla regione lombare, così sarai tu a farmela penetrare e te la chiaverò come si deve, da vero uomo, te la farò godere un po'…” E penetrandola davvero alla mia spinta iniziava a chiavarla mettendosi in ginocchio tra le sue cosce…oppure dietro con lei a carponi e la pigliava e possedeva in quel modo alla pecorina.”
Era un gioco a cui partecipavo anch’io e all’inizio mi piaceva… poi mi ha preso il rimorso.
Come dicevo, all’inizio si concedeva a lui solo saltuariamente e con il mio permesso, poi nel tempo e nella nostra evoluzione, iniziò a “darsi” senza la mia autorizzazione, sostituendomi di autorità con il suo amante, con me consenziente.
Che dirvi ancora? Non davanti a me ma credo che in più di un anno di relazione quando si incontravano soli, si perché capitava qualche pomeriggio che io ero al lavoro in riviera e lontano da casa fino a sera, abbia avuto anche rapporti anali con lui, porco com’era non lo escludo anche se Anna non me l’ha mai detto per vergogna e senz’altro qualche sera che andavano a ballare senza di me si siano incontrati in tre con qualche amico di Arturo. È più che una supposizione quella che ho, è una certezza. Ma non ho mai voluto approfondire di più per non stare male.
In quel periodo il mio comportamento verso di loro e soprattutto verso me stesso era mutato, senza quasi che io me ne accorgessi.
Il nostro rapporto aveva assunto connotazioni ben diverse da quelle iniziali del gioco trasgressivo, in quanto non si trattava più di avere un semplice rapporto sessuale con me che osservavo, ma era nata un’amicizia particolare tra loro due e un legame morboso e perverso tra noi, dove ne facevo parte anch’io ...che travalicava il sesso ed entrava a fare parte della vita quotidiana.

Come scrivevo sopra, vederli entrare in amicizia ed in intimità non solo sessuale ma anche affettiva e confidenziale subito non mi disturbava, non lo vivevo come il tradimento di mia moglie nei miei confronti, e quindi non lo subivo come un oltraggio e offesa verso di me, in quanto ero consapevole e consenziente del rapporto extraconiugale che si era stabilito tra me e Anna, ma anzi di quella situazione che andava formandosi e consolidandosi ne traevo addirittura godimento e un immenso piacere. Accettavo la sua infedeltà con Arturo, traendone un personale piacere fisico, ma soprattutto cerebrale...perché lei era sempre mia…
La nostra vita coniugale all’apparenza esternamente era normale e uguale a prima, il lavoro, la casa, il sentire i figli, il rapporto tra noi fatto di stima e rispetto oltre che di sentimenti e amore. Il rispetto dei vicini, amici e conoscenti ignari di tutto, della nostra doppia vita. Persino i figli conobbero Arturo un giorno che vennero a trovarci e credevano fosse un mio amico e non della mamma.
Con me mia moglie aveva una normale vita matrimoniale e sociale, probabilmente abitudinaria, solo sessualmente era modificata.
Anche se è difficile da capire chi non prova queste emozioni, in definitiva mi ero trasformato, ero diventato un uomo che subiva e accettava l'infedeltà della propria moglie, ma che si eccitava sessualmente da quella situazione e le piaceva ad essere chiamato dal suo amante cornuto… impotente... te la chiavo io tua la moglie e la faccio godere più di te…. Te la faccio diventare una troia…” Tutte parole che all’inizio mi eccitavano.
In quei primi mesi di incontri, trascuravo e non vedevo che anche in Anna stava avvenendo un mutamento emozionale, cerebrale e sessuale.
Non avevo la sensibilità di ascoltarla e di rendermi conto della condizione che le creavo facendole vivere l’infedeltà come un fatto normale, il tradimento come giusto e comune a molte coppie.

E così siamo andati avanti qualche anno. Ora accetto questa situazione, con Arturo mi sono riappacificato e sono diventato amico e cuckold pienamente e come diceva lui non devo vergognarmene perché c'è né tanti mariti così come me, che io devo godere a modo mio, come piace a me e non agli altri, che a chiavare e fare godere mia moglie ora ci pensa lui e io devo solo guardare, porgerglielo e leccare la figa a mia moglie…

Ci son alcune cose nella vita coniugale, specie sessuali, di cui ci si vergogna enormemente, ma piace anche tanto, tantissimo pensarle e praticarle.

Buonasera Amedeo.



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scritto il
2026-09-12
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