Il cenone ancora

di
genere
confessioni

Il cenone continuava fra risate e toccatine la frittura del pesce misto e poi il baccalà, una vera delizia. Mentre si friggeva questa delizia bussarono alla porta Cristina corse ad aprire già sapeva che era il fidanzato. Lo presentò a tutti si chiamava Roberto un tipo forse timido non saprei definirli, lei una
bella ragazza q,quel coso insipido strideva accanto a lei. Dopo il baccalà ci fu una pausa il terrazzo ormai era pieno di gente decisi di scendere per andare in giardino ,sarei stata più tranquilla. Appena arrivo giu vedo Cristina sola senza il suo lui,gli domando come mai lei risponde evasivamente ,non insisto .«ricordi quella volta che ci baciammo,era di natale proprio come ora» mi disse, io la guardai era bellissima quella capigliatura corvino, gli occhi? Gocce di stelle naso e bocca piccoli e graziosi si era bella, bella da vero. Ero tentata di baciarla d'altronde l'atmosfera rra giusta ma avevo paura ,si perche allora mi rifiuto. Risposi allora « si ricordo ma eravamo piccole , forse non sapevamo quello che facevamo e poi alla fine ti ritraesti» Pronta fu la risposta « adesso no adesso continuerei» era una richiesta? Una proposta? Come poteva una donna cosi bella ,una dea, interessarsi a me ? Mentre mi ponevo queste domande mise una mano dietro la mia nuca ed avvicinò il suo viso al mio. Cazzo volevo morire lo avevo sempre sognato ed ora si stava avverando. Fu l'incontro di due morfologia diverse , lei la classica donna mediterranea, scura di pelle e di capelli,io la classica nordica molto più chiara, non bionda ma rossa,sembravo piu scozzese che italiana. La sua lingua mi porto in paradiso la usava come non avesse mai fatto altro. Eravamo intente a fare un sessantanove quando mi sentii un coso duro penetrarmi dietro, volevo girarmi per vedere chi fosse siccome era la prima volta che sentivo quella forma. Disse« non ti distrarre è solo il mio fidanzato,ti prego continua a leccare.». Figuratevi me ,che goduria avevo un cazzo in culo e una lingua nella fessa mentre io ne leccavo una tanto agognata wow godevo in contonuazione , mi sentivo troia,puttana,zoccola, mignotta ,e non so con quanti altri epiteti mi definivo, ma ero contenta ,ero soddisfatta. Quel cazzo mi lavoro bene il culo e la linngua mi aveva sembrava un trapano,non smettevo di venire. Mentre ancora mi chiavavano un richiamo,l'insalata russa era in tavola a me personalmente non piaceva ma a Cristina si. Io avrei mangiato ancora dalla sua fessa ,quella cremina bianca aveva un sapore speciale mi attraeva e ne avrei mangiata in quantita industriale forse piu della crema che fece il fidanzato. Tornati a tavola mi sedetti un po vicino ad Enzo che mi chiese se mi stavo divertendo, gli rosposi «a tratti tesoro mio qui sembra un mortorio». Ormai il vino era quasi finito , mi tocco scenderei in cantina per prenderne ancora. Non lo dissi a nessuno si sarebbero offerti in troppi . Proprio fuori le porte della cantina trovai Gianni un amico di Enzo stava venendo per giocare a carte, gli chiesi se mi accompagnava un attimo in cantina per prendrte qualche bottiglia di vino non si tiro indietro anzi ,mentre ero china si appoggio dietro urca che cazzo aveva ,non si poteva rifiutare mica . Mi alzai la gonna e mi feci prendere a novanta gradi . Mi disse che si stava realizzando un sogno mentre io gridavo il mio piacere. Non ci credevo ero proprio una puttana quella sera ne presi di cazzi, quanto pesce mangiai, eppure non ero mai sazia. Portai il vino sopra poi la bimba aveva sonno ,la portai a dormire,mi appoggiai accanto a lei e mi addormentai anch'io. Mi sveglio il cazzo di Enzo lo sentivo nella fessa ,e siccone mi bruciava un po gli dissi «no dai stasera non ho voglia» sbuffo ma poi si tolse e si addormentò . Si sentiva chiasso provenire dalla cucina,co sarei andata ma loro non giocavano a strip poker ed allora mi addormentai pensando che avevo altri due giorni per festeggiare

scritto il
2026-09-10
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