Natale
di
Messalina
genere
confessioni
Era ormai il giorno di Natale la notte da poco finita ci aveva visto protagonista di tanti giochi. Fui io la prima a svegliarmi e per non dar fastidio andai fuori al giardino,mi.innaffiai i fiori e mi curai alcune piante. Mentre guardavo il mio arancio orgogliosa di quanti frutti aveva fatto sentii Lorenzo dire« posso farmi una premuta con le tue?» ovviamente risposi di si anzi dissi di coglierne quanti ne voleva. Venne con una cassa e comincio a cogliere, lo sbacchettio dei rami ne fece cadere alcuni, mi chinai per raccoglierli e mi trovai con una mano in culo. Per la verità non mi dispiacque anzi mi piaceva come quelle dita lavoravano il buchetto« mi piace il tuo culo troia, lho sempre desiderato da quando abito qui e adesso sono otto anni» non dissi niente ne mi scomposi a quel tocco. Si senti quindi autorizzato e prese a massaggiarmi con piu ardore il culo.cazzo sembrava un imbranato ,vedi che non ti dico niente, anzi ti assecondo cosa aspetti a cacciarlo fuori e a passarlo per il solco? Niente dovetti farlo io.,e piu lo strofinavo in mezzo al solco piu si induriva . Per dispetto non glielo presi in bocca ma per farlo ben indurire lo fzcevo entrare e subito uscire dalle grandi labbra. Wow come mi piaceva giocare cosi,anzi non nego che giocando giocando venni riempiendo il suo cazzo della mia cremina bianca mmmmm. Era peccato che andasse perduta ed allora glielo pulii con la bocca e dopo lo baciai, un bacio appassionato da mozzare il fiato che però gli fece sentire anche il mio buon sapore. Mentre ci baciavamo dal giardino adiacente srntii una voce dire « posso unirmi a voi?, sono sei hanni che ne ho una voglia matta». Pensai babbo natale già è venuto quindi oggi sarà l'Epifania per arrivare questi doni. Era ovvio che non trovassi obiezioni, e me lo caccio fuori ancora mezzo moscio, la mia lingua esperta non ci mise niente nel farlo diventare duro piu del marmo. Vollero fare un gioco , come fosse moscacieca io dovevo stare faccia a muro e loro mi prendevano a turno,il gioco mi piaceva mentre in casa dormivano tutti fuori il giardino in silenzio, ma non tanto, io ero faccia a muro col culo al vento che prendevo due cazzi anzi tre, erano no no quattro aspe ora pure il quinto mmmmmm e con questo son sei no set otto si otto presi otto cazzi sconosciuti e tutti mi sborrarono un po dentro e un po addosso. Wow quel mattino di natale fu meraviglioso erano appena le otto e già avevo preso otto cazzi diversi . Se andavo secondo l'orario quel giorno allora ne dovevo prendere ventiquattro giusto? Ero tutta contenta e mi feci una doccia, dopo mentre mi sditalinavo si svegliò Enzo che mi chiese cosa avessi fatto io gli dissi di aver giocato a scopone e che come sempre avessi vinto io.
Uno ad uno si svegliarono tutti mia suocera disse « siamo rimasti senza pane» . Cosa era successo? Un lutto? Una tragedia? Il fatto era che di mayale nessuno lo fa . Non se.brava piu una festa , mi venne in mente un amico conosciuto in ospedale che lo faceva per se e per pochi parenti provai a telefonarlo ,mi disse « vieni che qualche chilo ci esce anche per te». Non so perché tutti gli uomini scattarono pronti ad accompagnarmi, il piu lesto fu mio cognato Rino, mi prese il polso e mi trascino in macchina,io non capivo il perché. Comunque lo feai e gli dissi di aspettare dovevo prendere una mutandina perche questo alla fine la vera come trofeo, si non si prendeva i soldi del pane ma almeno una sveltina la dovevamo fare. Certo mi rodeva dirglielo a Rino ma senza mutandine questo non mo dava il pane ed il bello era che le doveva strappargli lui da dosso.« certo che ce ne di gente strana in giro» disse ,come il normale fosse lui che si chiavava la moglie del fratello. Al ritorno nessuno dei due parlava ma poi lui allungo le mani. Mi trovo sporca di sborra «cazzo potevi almeno pulirti» lo guardai ,poi presi sri fZzoletti imbevuto e dissi «tieni se mi vuoi pulita puliscono tu» lo stronzo tiro dritto per qualche minuto poi sterzo di brutto in una travera dissestata si fermo poco dopo anbasso il ribaltabile e mi chiavo mentre ero ancora sporca ,« stronza ,puttana mi fai impazzire vorrei essere Enzo per chiavarti sempre» fu violento, mi spezzata quasi fu meraviglioso venni e vennoi non so quante volte. Che fratello aveva enzo il suo opposto , uno forte violento quasi criminale unaltro calmo dolce si, no, mi completavano a vicenda Enzo era il mio amore lo amavo ,ma amavo anche il cazzo di Rino,beata la donna che aveva accanto. Un giorno parlai con lei ironia della sorte a lei piaceva Enzo la sua calma ,la sua dolcezza ,da come ne parlava quasi la vedevo sotto di lui gemere di piacere . Non ho mai saputo se fossero stati ai insieme alla domanda enzo è stato sempre vago , meglio per lui lo evirerei se fosse ,lui è mio e solo mio
Uno ad uno si svegliarono tutti mia suocera disse « siamo rimasti senza pane» . Cosa era successo? Un lutto? Una tragedia? Il fatto era che di mayale nessuno lo fa . Non se.brava piu una festa , mi venne in mente un amico conosciuto in ospedale che lo faceva per se e per pochi parenti provai a telefonarlo ,mi disse « vieni che qualche chilo ci esce anche per te». Non so perché tutti gli uomini scattarono pronti ad accompagnarmi, il piu lesto fu mio cognato Rino, mi prese il polso e mi trascino in macchina,io non capivo il perché. Comunque lo feai e gli dissi di aspettare dovevo prendere una mutandina perche questo alla fine la vera come trofeo, si non si prendeva i soldi del pane ma almeno una sveltina la dovevamo fare. Certo mi rodeva dirglielo a Rino ma senza mutandine questo non mo dava il pane ed il bello era che le doveva strappargli lui da dosso.« certo che ce ne di gente strana in giro» disse ,come il normale fosse lui che si chiavava la moglie del fratello. Al ritorno nessuno dei due parlava ma poi lui allungo le mani. Mi trovo sporca di sborra «cazzo potevi almeno pulirti» lo guardai ,poi presi sri fZzoletti imbevuto e dissi «tieni se mi vuoi pulita puliscono tu» lo stronzo tiro dritto per qualche minuto poi sterzo di brutto in una travera dissestata si fermo poco dopo anbasso il ribaltabile e mi chiavo mentre ero ancora sporca ,« stronza ,puttana mi fai impazzire vorrei essere Enzo per chiavarti sempre» fu violento, mi spezzata quasi fu meraviglioso venni e vennoi non so quante volte. Che fratello aveva enzo il suo opposto , uno forte violento quasi criminale unaltro calmo dolce si, no, mi completavano a vicenda Enzo era il mio amore lo amavo ,ma amavo anche il cazzo di Rino,beata la donna che aveva accanto. Un giorno parlai con lei ironia della sorte a lei piaceva Enzo la sua calma ,la sua dolcezza ,da come ne parlava quasi la vedevo sotto di lui gemere di piacere . Non ho mai saputo se fossero stati ai insieme alla domanda enzo è stato sempre vago , meglio per lui lo evirerei se fosse ,lui è mio e solo mio
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