Dopo l'ansia
di
minkanku91
genere
gay
Io e Tom eravamo entrati furtivamente in quel magazzino senza neppure sapere cosa ci fosse davvero all'interno. L'oscurità era interrotta solo da qualche raggio di luce che filtrava dalle grate in alto e dall'odore di polvere e legname vecchio.
Mentre ci aggiravamo curiosi tra i bancali, all'improvviso abbiamo sentito un rumore distinto di passi pesanti. Una voce maschile, forse il proprietario o una guardia di vigilanza, ha urlato nel vuoto: "C'è qualcuno?!"
Il panico è scattato all'istante. Senza pensarci due volte, ci siamo arrampicati in tutta fretta su uno scaffale alto e profondo. Lo spazio era risicato e ci stavamo strettissimi: io mi ero appiattito davanti e Tom si era schiacciato subito dietro di me, col fiato sospeso. L'adrenalina era a mille.
Dopo pochi secondi di silenzio assoluto, abbiamo sentito un gran trambusto di scatoloni rovesciati in fondo al corridoio e l'uomo esclamare frustrato: "Maledetto di un gatto!", prima che i suoi passi iniziassero ad allontanarsi.
Con il pericolo immediato sventato, la tensione si è trasformata all'improvviso in qualcos'altro. Tom, che mi era rimasto incollato alle spalle, ha iniziato a sfregare con decisione il suo cazzo ormai duro contro il mio culo. Sentivo tutto il suo calore premere sulla mia pelle attraverso i vestiti.
"Fermo, rischiamo di cadere da qui sopra!" l'ho interrotto a voce bassa, col respiro corto.
Siamo scivolati giù dallo scaffale il più velocemente e silenziosamente possibile, ritornando coi piedi per terra nell'angolo più nascosto e buio del magazzino.
"Non è la prima volta che lo facciamo così, ricordi?" gli ho sussurrato provocatorio mentre mi giravo verso di lui.
"Certo che ricordo," ha risposto Tom con un sorriso malizioso, facendosi ancora più vicino e mettendomi le mani sui fianchi. "Ma allora eravamo piccoli... Ora possiamo fare qualcosa anche spogliandoci."
Tom mi ha abbassato i jeans con mossa rapida e io l'ho aiutato a farlo, trovandomi col culo completamente scoperto nel buio. Si è fermato un secondo a bocca aperta, ha allungato le mani per stringermi le natiche e ha detto con la voce rauca dall'eccitazione: "Cazzo, hai il culo più bello che abbia mai visto... liscissimo, senza nemmeno un pelo, un vero culo da donna. Vorrei mettertelo adesso... ma immagino già che mi dirai di no."
Mi sono girato leggermente a guardarlo negli occhi e gli ho risposto subito: "E chi ha intenzione di rifiutare?"
Prima di andare fino in fondo, Tom si è preso del tempo per esplorare ogni centimetro. Mi ha fatto piegare in avanti appoggiato al legno dello scaffale e ha iniziato a massaggiarmi le natiche con forza, poi è sceso con la bocca. Mi ha riempito di baci caldi, mi ha leccato con foga attorno e sopra il buchino, poi ha infilato le dita per prepararmi per bene. Dopo avermi lavorato in ogni modo, si è spogliato completamente anche lui, rimanendo nudo con il cazzo in tiro.
Ero in posizione, immacolato e pronto. Tom mi ha afferrato per i fianchi, ha appoggiato la cappella ed è entrato dentro di me con una spinta decisa. Sentire il suo calore che scivolava in profondità mi ha strappato un sospiro rumoroso. Ha iniziato a muoversi con affondi profondi e ritmici, mentre il rumore dei corpi che si scontravano riempiva l'angolo buio. L'adrenalina della guardia poco lontana rendeva tutto ancora più forte. Tom ha spinto con foga sempre maggiore finché non si è svuotato del tutto dentro di me, tenendomi stretto al suo petto nudo.
Ci siamo rivestiti in fretta e siamo scivolati fuori da una porta secondaria. Una volta in strada e al sicuro, Tom mi fa: "Da piccoli eravamo vestiti, ma oggi è stato completamente diverso. Dobbiamo rifarlo, voglio un posto dove posso tenerti per me tutta la notte."
Ero carico e senza freni: "Perché non andiamo al fiume e lo rifacciamo subito?"
Tom si è illuminato: "Sei insaziabile... ma mi piace da morire come idea!"
Ci siamo diretti subito verso la sponda del fiume, nascosti tra gli alberi al riparo da sguardi indiscreti. Arrivati sull'erba morbida vicino all'acqua, ci siamo spogliati di nuovo completamente, lasciando cadere ogni vestito. Al lume della luna l'abbiamo fatto nuovamente, lasciandoci andare a una passione ancora più forte e libera rispetto a prima.
Finito l'atto, ancora accaldati, ci siamo tuffati insieme nell'acqua fresca del fiume per rinfrescarci e ridere della folle serata. Rimanendo a galla abbracciati, abbiamo deciso che non poteva finire lì: saremmo ritornati a breve in quello stesso posto con una tendina canadese, per passare insieme tutta la notte al riparo e senza fretta.
Mentre ci aggiravamo curiosi tra i bancali, all'improvviso abbiamo sentito un rumore distinto di passi pesanti. Una voce maschile, forse il proprietario o una guardia di vigilanza, ha urlato nel vuoto: "C'è qualcuno?!"
Il panico è scattato all'istante. Senza pensarci due volte, ci siamo arrampicati in tutta fretta su uno scaffale alto e profondo. Lo spazio era risicato e ci stavamo strettissimi: io mi ero appiattito davanti e Tom si era schiacciato subito dietro di me, col fiato sospeso. L'adrenalina era a mille.
Dopo pochi secondi di silenzio assoluto, abbiamo sentito un gran trambusto di scatoloni rovesciati in fondo al corridoio e l'uomo esclamare frustrato: "Maledetto di un gatto!", prima che i suoi passi iniziassero ad allontanarsi.
Con il pericolo immediato sventato, la tensione si è trasformata all'improvviso in qualcos'altro. Tom, che mi era rimasto incollato alle spalle, ha iniziato a sfregare con decisione il suo cazzo ormai duro contro il mio culo. Sentivo tutto il suo calore premere sulla mia pelle attraverso i vestiti.
"Fermo, rischiamo di cadere da qui sopra!" l'ho interrotto a voce bassa, col respiro corto.
Siamo scivolati giù dallo scaffale il più velocemente e silenziosamente possibile, ritornando coi piedi per terra nell'angolo più nascosto e buio del magazzino.
"Non è la prima volta che lo facciamo così, ricordi?" gli ho sussurrato provocatorio mentre mi giravo verso di lui.
"Certo che ricordo," ha risposto Tom con un sorriso malizioso, facendosi ancora più vicino e mettendomi le mani sui fianchi. "Ma allora eravamo piccoli... Ora possiamo fare qualcosa anche spogliandoci."
Tom mi ha abbassato i jeans con mossa rapida e io l'ho aiutato a farlo, trovandomi col culo completamente scoperto nel buio. Si è fermato un secondo a bocca aperta, ha allungato le mani per stringermi le natiche e ha detto con la voce rauca dall'eccitazione: "Cazzo, hai il culo più bello che abbia mai visto... liscissimo, senza nemmeno un pelo, un vero culo da donna. Vorrei mettertelo adesso... ma immagino già che mi dirai di no."
Mi sono girato leggermente a guardarlo negli occhi e gli ho risposto subito: "E chi ha intenzione di rifiutare?"
Prima di andare fino in fondo, Tom si è preso del tempo per esplorare ogni centimetro. Mi ha fatto piegare in avanti appoggiato al legno dello scaffale e ha iniziato a massaggiarmi le natiche con forza, poi è sceso con la bocca. Mi ha riempito di baci caldi, mi ha leccato con foga attorno e sopra il buchino, poi ha infilato le dita per prepararmi per bene. Dopo avermi lavorato in ogni modo, si è spogliato completamente anche lui, rimanendo nudo con il cazzo in tiro.
Ero in posizione, immacolato e pronto. Tom mi ha afferrato per i fianchi, ha appoggiato la cappella ed è entrato dentro di me con una spinta decisa. Sentire il suo calore che scivolava in profondità mi ha strappato un sospiro rumoroso. Ha iniziato a muoversi con affondi profondi e ritmici, mentre il rumore dei corpi che si scontravano riempiva l'angolo buio. L'adrenalina della guardia poco lontana rendeva tutto ancora più forte. Tom ha spinto con foga sempre maggiore finché non si è svuotato del tutto dentro di me, tenendomi stretto al suo petto nudo.
Ci siamo rivestiti in fretta e siamo scivolati fuori da una porta secondaria. Una volta in strada e al sicuro, Tom mi fa: "Da piccoli eravamo vestiti, ma oggi è stato completamente diverso. Dobbiamo rifarlo, voglio un posto dove posso tenerti per me tutta la notte."
Ero carico e senza freni: "Perché non andiamo al fiume e lo rifacciamo subito?"
Tom si è illuminato: "Sei insaziabile... ma mi piace da morire come idea!"
Ci siamo diretti subito verso la sponda del fiume, nascosti tra gli alberi al riparo da sguardi indiscreti. Arrivati sull'erba morbida vicino all'acqua, ci siamo spogliati di nuovo completamente, lasciando cadere ogni vestito. Al lume della luna l'abbiamo fatto nuovamente, lasciandoci andare a una passione ancora più forte e libera rispetto a prima.
Finito l'atto, ancora accaldati, ci siamo tuffati insieme nell'acqua fresca del fiume per rinfrescarci e ridere della folle serata. Rimanendo a galla abbracciati, abbiamo deciso che non poteva finire lì: saremmo ritornati a breve in quello stesso posto con una tendina canadese, per passare insieme tutta la notte al riparo e senza fretta.
2
voti
voti
valutazione
1.5
1.5
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
I timonieri di Checco
Commenti dei lettori al racconto erotico