I giochi erotici di Francesca 2

di
genere
etero

Tornammo in spiaggia tutti e tre e come se niente fosse accaduto, ma io non riuscivo a non pensare a quello che era appena successo e di come Francesca mi avesse fatto una sega in acqua davanti a sua sorella Giada senza che lei se ne accorgesse. La sorellina della mia migliore amica era una troietta a cui piaceva fare questo genere di giochi. Non me lo sarei mai aspettato, e da come si era comportata con naturalezza, non doveva essere la prima volta. Ma adesso ero sull’attenti e avrei sfruttato ogni occasione per poter giocare con lei, volevo che tutto ciò continuasse, ma sarei dovuto stare attento a non farmi scoprire da Giada.
«Mettiamoci a dormire, sono stanchissima» disse Giada, sdraiandosi sull’asciugamano e chiudendo gli occhi. Feci lo stesso, dovevo calmarmi e pensare, poi non potevo di certo fare qualche mossa lì, in bella vista vicino a Giada. Aprii gli occhi per vedere Francesca, il suo asciugamano era oltre quello di Giada e quindi non potevo raggiungerla. Lei era seduta sull’asciugamano e mi guardava. Mi fece il gesto di stare in silenzio con il dito e si girò verso di me e allargò le gambe. Giada era girata verso di me e perciò non poteva vederla anche se avesse aperto gli occhi all’improvviso. Francesca si spostò il costume di lato e mi fece vedere per bene la sua fica, bella, gonfia dalla voglia, senza un pelo. Se la allargò ai lati con entrambe le mani per farmela vedere meglio, bella allargata che si vedeva l’interno rosa delle labbra. Voleva farmi impazzire ancora e ci stava riuscendo, ma non potevo muovermi e sentivo il cazzo che stava svegliando di nuovo. Lei lo aveva capito e si infilò due dita bella fica e la allargò ancora di più per farmi vedere l’interno. Quella ragazza era una pervertita e mi stava piacendo troppo. Le piaceva farsi guardare e le piaceva il brivido di poter essere scoperta dalla sorella maggiore.
Tolse mani da dentro la fica e cominciò a masturbarsi sul clitoride, mentre con una mano si tirò fuori una tetta dal costume. Aveva delle tette veramente grandi e il suo capezzolo aveva un areola bella larga. Era più pallida del resto del corpo che invece doveva già essersi leggermente abbronzato in qualche altra occasione.
La fissavo voglioso di scoparla, ma lei continuò tranquillamente il suo spettacolino iniziando a sditarlinarsi mettendo dentro due dita, mentre si strizzava la tetta che aveva di fuori. Si vedeva che le stava salendo il piacere, perché stava respirando più lentamente. Lasciò la tetta, mi fece l’occhiolino e inizio a mimare un rapporto orale con la mano all’ altezza della bocca. Era incredibile, mi stavo godendo quella scena troppo eccitante. Lei continuava a succhiare quel cazzo invisibile davanti a lei mentre si masturbava, e io mi immaginavo essere lì con il cazzo nella sua bocca, cosa che a questo punto era ovvio sarebbe successo presto, non vedevo l’ora di scoparmela.
Si fermò e prese il telefono per farsi un selfie. Assurdo. Poi si girò di spalle e fece un altro selfie, assicurandosi di riprendere se stessa con il seno di fuori, sua sorella che dormiva e me che la guardavo. Poi si girò di nuovo e mi scrisse un messaggio. Presi il telefono e lo lessi “Di che vai a casa a preparare il pranzo, io ti raggiungo”. La guardai e feci così. Giada era mezza sveglia e mi rispose piano con un Ok. Mi alzai e feci per andarmene, quando Francesca disse:
«Vengo pure io, che tanto devo andare in bagno, poi ti do una mano»
«Va bene»
Lasciammo lì Giada a riposare e tornammo a casa.
Già mi stavo pregustando la scopata, ma quando entrammo in casa Francesca mi disse subito, ridendo come al solito:
«Allora, tu fai quello che dico io e i giochi continuano, non lo fai e i giochi finiscono. Ok?»
«Ok»
Era stata chiara, comandava lei e si faceva quello che voleva lei. A me stava bene, e in fondo avrei potuto cercare di sottometterla nel frattempo, anche se non sembrava un’impresa facile.
«Per iniziare dobbiamo toglierci di dosso la sabbia, vieni a farmi il bidet»
Ero sorpreso, ma feci come diceva. Poi la cosa assurda era come lo diceva, non faceva la sexy o la provocatrice, no, per lei era normale, stava giocando, e lo diceva come se fosse un gioco qualsiasi, allegra e divertente.
Andammo in bagno sicuri di non essere disturbati, avevamo noi la sola chiave e l’avevamo messa dentro casa, così se fosse arrivata Giada avrebbe dovuto bussare.
In bagno lei si inginocchiò subito, mi tolse il costume, mi aprì bene il cazzo e se lo mise in bocca. Poi si tolse e si rimise in piedi. Aveva finito così, senza neanche cominciare.
«Spogliami e lavami» mi disse girandosi e alzando i capelli per farsi slacciare il reggiseno del costume.
Ero confuso da quella ciucciata breve, ma stavo iniziando a capire che forse a lei non interessava fare sesso, voleva soltanto provocarmi il più possibile. Così le sciolsi il costume superiore e le sfilai quello sotto, lasciandola completamente nuda, come me. Era veramente bella e sensuale, ma non me ne ero mai accorto prima.
«Siediti sul bidet»
Ubbidii. Lei si poggiò a me schiacciando le sue enormi tette sulla mia schiena. Erano fredde e bagnate, ma comunque mi fecero eccitare molto.
Ero già bello duro e lei mi prese il cazzo in mano e aprì l’acqua, poi me lo lavò per bene, facendomi una specie di sega. Mi tastò per bene in ogni centimetro del mio pene, poi andò a massaggiarmi dolcemente le palle. Improvvisamente le strinse e si piegò a leccare l'asta e la cappella, travolgendomi di piacere. Anche questa volta non durò molto, mi fece alzare e si sedette sul bidet.
«Fa lo stesso anche a me»
«Va bene»
Iniziai lavarle la fica, e come lei aveva messo le sue tette su di me, io le strofinavo il mio cazzo sulla sua schiena. La lavai per bene, bagnandomi la mano e passando le dita in ogni piega della sua vagina, che a sua volta mi bagnava la mano con i suoi umori. La accarezzavo dolcemente, poi allargavo le dita, le picchiettavo e facevo pressione sui punti in cui sentivo che le davo più piacere, il suo interno era così caldo e piacevole che ci avrei passato delle ore. Lei iniziò ad ansimare e io mi feci spinto, infilandole le dita nella fica, mentre con l’altra mano prendevo l’acqua e gliela buttavo sulle tette per lavarle. Non ci credevo che gliele stavo toccando e ci stavo giocando liberamente erano così morbide e burrose che avevo dimenticato la fica e avevo iniziato a lavarle con tutte e due le mani e a palparle tutte di gran gusto. Lei continuava a toccarsi da sola, mentre io le strizzavo le tette e le spingevo il cazzo contro la schiena. Lei si girò appena, per farmi giocare meglio con le sue tette, e il mio cazzo finì sull’incavo tra l’ascella e il braccio. D’istinto, le presi il braccio e lo alzai, le infilai il cazzo tra le ascelle e richiusi il braccio, iniziando a scoparle l’ascella. Lei mi guardò divertita e disse «Ok, va bene» mettendosi a ridere.
Mentre le scopavo l’ascella ripresi a masturbarla insieme a lei, lei strofinava il clitoride e io le infilavo le dita nella fica, fino a che ebbe un orgasmo.
«Adesso basta, devo fare pipì»
«E falla» risposi, era già nel bidet, poteva farla lì.
«No, sdraiati a terra, è la punizione per avermi scopato le ascelle»
La guardai confuso.
«Forza, o fine dei giochi!» insistette lei.
Non volevo che tutto questo finisse, mi stava piacendo troppo, così obbedii e mi sdraiai a terra. Lei si mise sopra di me a gambe larghe, si abbassò mi prese il cazzo in mano e si impalò la fica. Fece su e giù tre volte di numero, facendo rimbalzare quegli enormi seni, poi si sfilò dal cazzo e iniziò a fare pipì. Era assurdo, non riuscivo a crederci, la sua pipì calda mi stava colando lungo il cazzo e mi stava pure piacendo. Avrei voluto scoparla in quell’ istante, ma dovetti desistere, era chiaro che era il suo gioco. Così guardai la fica di Francesca mentre mi pisciava sul cazzo, poi si spostò più in su facendomela sul petto e quando ebbe finito si sedette su di me, sul mio petto bagnato da lei. Riprese fiato per qualche secondo, le dissi:
«Sei davvero una maiala! Mi piace!»
Lei scoppiò a ridere come al solito, poi si alzò di poco e mi mise la fica in faccia. Iniziai a leccargliela e lei si allungò all’indietro per prendere il mio cazzo e tornare a segarlo.
«Oggi non devi più sborrare, devi tenertela per stasera che la voglio tutta insieme e deve essere tanta. Possiamo comunque continuare a giocare, almeno ne accumuli un bel po’»
«Va bene» dissi parlandole direttamente nella vagina.
Poi si alzò e mi disse di pulire tutto e lavarci. Ci siamo fatti una doccia veloce insieme e poi siamo andati in cucina a preparare il pranzo.
Io mi sono rimesso i bermuda, che si erano salvati dalla pipì di Francesca, mentre lei era andata prendere un cambio di pantaloncini e t-shirt, ma non li aveva indossati, li teneva a portata nel caso tornasse la sorella, poi disse a me:
«No! Togliti i pantaloncini, ti voglio a cazzo di fuori finché non torna Giada»
Stavolta fui io a ridere, Francesca era veramente matta, ma stavo iniziando a capirla e mi stavo divertendo, in fondo mi piacevano un sacco quei suoi giochi sessuali.
scritto il
2026-09-03
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