La mia cugina segaiola
di
minkanku91
genere
etero
Tra me e mia cugina Antonella c'era sempre stato un segreto speciale. Tutto era iniziato quattro anni prima, durante un'estate in campeggio con tutti i parenti. Un pomeriggio l'avevo sorpresa per caso insieme a un ragazzo: lui con la mano sotto la sua maglietta e lei con la mano dentro i suoi jeans, praticamente con il cazzo di lui in pugno. Nonostante l'imbarazzo, ero girato subito sui tacchi andandomene via senza dire mai nulla a nessuno.
Solo tre o quattro giorni dopo, Antonella mi aveva visto nell'accampamento con addosso solo il costume da bagno. Con la scusa di schiacciarmi qualche brufolo sulla schiena, mi aveva fatto distendere pancia a terra su un lettino. A un certo punto mi aveva detto che ne avevo uno sul fianco e che dovevo girarmi un po'. Nel ruotare il corpo, il mio costume si era spostato e il mio cazzo, duro come la roccia, era balzato fuori del tutto. Antonella non si era fatta problemi: con naturalezza aveva detto "A lui ci penso dopo" e, mentre finiva di schiacciarmi il brufolo, mi aveva fatto una sega fantastica.
In campeggio non era facile restare soli, ma era riuscita a farmene un'altra alla prima occasione. Finito il campeggio, nostra nonna aveva avuto bisogno di assistenza 24 ore su 24 e la famiglia aveva organizzato dei turni. Antonella ci stava di giorno e io di notte. L'unico momento possibile per noi era il cambio guardia, la sera quando arrivavo o la mattina quando me ne andavo.
Una sera le avevo sollevato la maglietta per guardarle il seno e avevo notato che non aveva il segno del reggiseno. Mi aveva raccontato che di pomeriggio, per non annoiarsi, si era fatta portare una piscina gonfiabile e, restando sola in giardino, faceva il bagno in topless. Un pomeriggio caldissimo avevo deciso di farmi il bagno in quella piscina insieme a lei.
Da quel giorno la piscina gonfiabile nel giardino della nonna era diventata il nostro punto di incontro fisso di tutti i pomeriggi. Poi l'estate era finita, erano iniziate le scuole, lei si era fidanzata e il nostro gioco si era fermato lì.
A distanza di quattro anni, Antonella aveva organizzato una bellissima festa per i suoi 20 anni, invitando amici e parenti stretti. Quando sono arrivato a farle gli auguri, le ho chiesto dove fosse il suo ragazzo. Mi ha risposto che era tornata single dopo averlo sorpreso a letto con una collega, e mi ha chiesto se anche io fossi ancora single. Le ho risposto con un sorriso che ero single e che non vedevo l'ora che lo fosse pure lei. Antonella ha sorretto subito il gioco con un sorriso, capendo perfettamente a cosa alludessi.
Verso la fine della serata, mentre gli invitati cominciavano a salutare, mi ha fatto un cenno impercettibile verso il corridoio che porta al bagno. L'ho seguita e sono entrato subito dopo di lei, chiudendo la porta a chiave.
Lì dentro, però, la ruota ha girato in modo diverso: si è inchinata e per la prima volta me lo ha preso in bocca, alternando la bocca alle dita con una naturalezza disarmante, fino a finire con la solita mano esperta per farmi venire del tutto.
Mentre si puliva davanti allo specchio e si risistemava i vestiti, mi ha guardato con un sorriso furbo e mi ha detto piano: "Oggi è andata così, un po' come ai vecchi tempi... ma la prossima volta forse si cambia."
Quel "forse" è rimasto sospeso nell'aria mentre lei usciva dal bagno. Che significava? Che dopo quattro anni il gioco delle sole mani stava per essere superato del tutto e che, al nostro prossimo incontro da soli, saremmo andati fino in fondo?
Solo tre o quattro giorni dopo, Antonella mi aveva visto nell'accampamento con addosso solo il costume da bagno. Con la scusa di schiacciarmi qualche brufolo sulla schiena, mi aveva fatto distendere pancia a terra su un lettino. A un certo punto mi aveva detto che ne avevo uno sul fianco e che dovevo girarmi un po'. Nel ruotare il corpo, il mio costume si era spostato e il mio cazzo, duro come la roccia, era balzato fuori del tutto. Antonella non si era fatta problemi: con naturalezza aveva detto "A lui ci penso dopo" e, mentre finiva di schiacciarmi il brufolo, mi aveva fatto una sega fantastica.
In campeggio non era facile restare soli, ma era riuscita a farmene un'altra alla prima occasione. Finito il campeggio, nostra nonna aveva avuto bisogno di assistenza 24 ore su 24 e la famiglia aveva organizzato dei turni. Antonella ci stava di giorno e io di notte. L'unico momento possibile per noi era il cambio guardia, la sera quando arrivavo o la mattina quando me ne andavo.
Una sera le avevo sollevato la maglietta per guardarle il seno e avevo notato che non aveva il segno del reggiseno. Mi aveva raccontato che di pomeriggio, per non annoiarsi, si era fatta portare una piscina gonfiabile e, restando sola in giardino, faceva il bagno in topless. Un pomeriggio caldissimo avevo deciso di farmi il bagno in quella piscina insieme a lei.
Da quel giorno la piscina gonfiabile nel giardino della nonna era diventata il nostro punto di incontro fisso di tutti i pomeriggi. Poi l'estate era finita, erano iniziate le scuole, lei si era fidanzata e il nostro gioco si era fermato lì.
A distanza di quattro anni, Antonella aveva organizzato una bellissima festa per i suoi 20 anni, invitando amici e parenti stretti. Quando sono arrivato a farle gli auguri, le ho chiesto dove fosse il suo ragazzo. Mi ha risposto che era tornata single dopo averlo sorpreso a letto con una collega, e mi ha chiesto se anche io fossi ancora single. Le ho risposto con un sorriso che ero single e che non vedevo l'ora che lo fosse pure lei. Antonella ha sorretto subito il gioco con un sorriso, capendo perfettamente a cosa alludessi.
Verso la fine della serata, mentre gli invitati cominciavano a salutare, mi ha fatto un cenno impercettibile verso il corridoio che porta al bagno. L'ho seguita e sono entrato subito dopo di lei, chiudendo la porta a chiave.
Lì dentro, però, la ruota ha girato in modo diverso: si è inchinata e per la prima volta me lo ha preso in bocca, alternando la bocca alle dita con una naturalezza disarmante, fino a finire con la solita mano esperta per farmi venire del tutto.
Mentre si puliva davanti allo specchio e si risistemava i vestiti, mi ha guardato con un sorriso furbo e mi ha detto piano: "Oggi è andata così, un po' come ai vecchi tempi... ma la prossima volta forse si cambia."
Quel "forse" è rimasto sospeso nell'aria mentre lei usciva dal bagno. Che significava? Che dopo quattro anni il gioco delle sole mani stava per essere superato del tutto e che, al nostro prossimo incontro da soli, saremmo andati fino in fondo?
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