In auto

di
genere
etero

Erano ormai diversi minuti che lo tenevo in bocca e lo succhiavo. Mi mancava l’aria, avevo bisogno di una tregua, ma lui mi teneva la mano sul capo e non mi faceva muovere. Ogni tanto sentivo un gemito, oppure un “brava, così”. Lui godeva ed io no. L’automobile è scomoda per fare l’amore. Eravamo sul sedile posteriore, lui comodo, stravaccato con le gambe aperte e il cazzo in piena libertà; io accovacciata tra il sedile posteriore e lo schienale di quello davanti, ero tutta accartocciata tra le sue gambe, col cazzo in bocca. Mi piaceva succhiarglielo, ma avevo bisogno di maggiore libertà, a casa, o sul divano o sul letto, me ne stavo comoda e averlo in bocca era un piacere grande. “Basta, basta se no vengo!” Finalmente potei respirare. “Laura, mi fai morire ..” mi disse. “Tu mi fai morire, fra poco morivo asfissiata””. Glielo presi in mano. Era bello e a me piaceva, glielo accarezzai a mo’ di sega: mi piaceva scappellarlo … gli usciva la testa rossa… Con l’altra mano gli presi lo scroto, glielo palpai… Una scossa elettrica percorse tutta la verga. Ti accarezza così tua moglie?”- “Magari! Tu sola hai le mani fatate”. – Glielo accarezzai di nuovo, poi gli sfiorai il buco del culo con un dito. “Mi piace anche quando mi metti il dito nel culo … sei porcella. Ora hai giocato abbastanza con me … siediti a fianco a me, fammi sentire il calore del tuo corpo … aspetta”. Si alzò per spostare il sedile davanti e fare più spazio. “Ora puoi allungare le gambe”. Lo feci. “Bene, ora piano piano tirati su la gonna …”. Tirai piano piano la gonna, spuntarono fuori le ginocchia, poi un po’ delle cosce. “Come sono bianche … mi piaci la tua pelle candida … ancora di più …”. La tirai fino agli inguini. “Posso sfilarti le mutandine? Ma certo, a questo punto anche se mi dici di no, te le sfilo io … “; e le tirò giù. Avevo la fica già gonfia per l’eccitazione che mi aveva procurato il pompino. Dal mio punto di vista vedevo il mio ventre, poi il monte di venere, un pochino di peluria e l’inizio delle grandi labbra ancora chiuse. Lui emise un fischio di compiacimento, poi coprì tutto con la mano aperta. “Chissà quanti desiderano palpartela come faccio io ora… scommetto anche qualche donna … mi sbaglio?”. “No, non ti sbagli, ultimamente ho avuto la sorpresa di conoscerne una …”. “Davvero? posso sapere chi?” – “Te lo dico perché non la conosci … è la mia sarta, abita a *** , è sposata e non me lo sarei mai aspettato”. “Te l’ha detto?”- “Non mi ha detto nulla, ma quando mi prendeva le misure della giacca, misurandomi la circonferenza del petto mi disse “che bel seno che ha, ci si potrebbero prendere grandi piaceri” e me lo palpò un po’ …” - La tua reazione?” – Rimasi un po’ inebetita …” - “Ti sarebbe piaciuto qualcosa in più?” – “Lì per lì, no, ma poi ripensandoci …”. Quando ci tornerai, ci proverai?”- “Credo di no, non mi sento forte abbastanza … poi, chissà.” – Mi baciò sulla bocca e mi accarezzò i seni, poi la mano andò giù posandosi sul monte di venere. “Ti piacerebbe fosse la mano della signora sarta? – “Boh...”- “Chiudi gli occhi … “. Mi mise un dito dentro la fica, io continuavo ad avere in mano la sua verga, sempre in tiro. “Sei dalla sarta, ha il metro in mano … Signora Laura, le devo prendere le misure del petto… può togliersi il golfino? Sì, così… per favore anche il reggiseno … oh mamma, com’è bella, che belle tette! Posso toccarle? Chissà suo marito come le gradisce … scommetto che gliele bacia … Oh, non arrossisca, sono cose che si fanno da sposate. Belle, ma anch’io non sono da meno, guardi! Non fanno cattiva figura in confronto alle sue”; e strofinò le sue sulle tue…”.
Il suo dito si muoveva lentamente sulla mia fica, mentre parlava; le immagini che richiamava mi sembravano come vere ed io vedevo me, col seno nudo davanti alla sarta e questa che lo guardava avidamente mentre si palpava il suo e si slacciava la camicetta: anche il suo era notevole, ci avrei messo volentieri il viso in mezzo. La carezza fra le mie gambe diventava sempre più gradevole e mi faceva desiderare di essere leccata. “Continua tu”, mi fa lui. Il suo ditalino mi aveva acceso la fantasia ed io immaginavo la sarta che si toccava il seno, che toccava il mio, me lo baciava, succhiava i capezzoli. Desideravo che mi mettesse la mano là … non vedevo più lui, ma lei che mi accarezzava le grandi labbra, mentre mi baciava, mi metteva la lingua in bocca e poi la tirava fuori per leccarmi il collo, le tette … Eccola, mi tocca la fica, ci smanetta sopra, mi prende il clito fra due dita, poi si abbassa, mi succhia le labbra, poi va su, mi lecca il clito, lo prende fra le labbra, lo succhia, mi infila due dita nel buchetto, mi masturba … vengo … vengo…
Apro gli occhi: sono ancora distesa a gambe larghe, la mano di lui mi copre tutta la fica, sono bagnata. “Come sei libidinosa! Lo sapevo e ti voglio così. Ti piacerebbe farlo veramente con la sarta? O con qualche altra?” – “Sì, non vorrei dirlo, ma mi piace … anche con la sarta, ha 15 anni più di me, ma mi piacerebbe toccarle la fica, accarezzargliela, e mi piacerebbe che lei mi contraccambiasse … “Come sarebbe interessante vedervi...Mi vorresti vicino mentre voi due … ? Ti piacerebbe?”. Domanda difficile. Ci pensai un po …’. “Forse mi piacerebbe perché mi vedresti come donna dell’amore, l’essenza del sesso ed io dedicherei i miei orgasmi a te: non so cosa significhi, ma vorrei essere vista e sentita mentre vengo per te, ma non per mano tua …” - “ E mentre ti guardo, che dovrei fare?”- “Mah? Forse masturbarti … mi fai vedere che ti seghi per noi due, per me ….”.
“E ora sai che facciamo? Ti alzi un po’, mi dai le spalle, io ti accarezzo il tuo bel culo, tu ti accovacci piano piano sul mio cazzo, quando arrivi al capolinea cominci a muoverti, su e giù: non ti stancherai molto, perché, lo sai, quella posizione per me è micidiale: dopo un po’ ti sborro fino ad allagarti la vagina … su dai, incomincia le danze …”
Me lo feci entrare tutto … e poi … ognuno prese la sua macchina e si tornò dalle nostre famiglie.
scritto il
2026-08-27
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