Aura
di
Angelo B
genere
prime esperienze
Il Patto della Carne
---
Angelo propone ad Aura un gioco provocatorio: ogni mattina, lei dovrà presentarsi alla sua porta con il corpo preparato, un promemoria fisico della loro notte. Aura, ancora tremante, accetta, sapendo che la sua sottomissione sarà messa alla prova.
---
Aura giaceva immobile tra le lenzuola bianche, ora trasformate in una tela di macchie umide e grigiastre. Il suo corpo, ancora tremante, era incollato al tessuto dalla miscela di sudore, sborra e succhi femminili. I capelli biondi le si spargevano sul cuscino come un'alone scompigliato, mentre le guance arrossate testimoniavano l'intensità di quanto avevano appena condiviso. Angelo, appoggiato sul gomito accanto a lei, la osservava con un'espressione di possesso quasi animale. La sua mano scivolò lungo la schiena di lei, tracciando sentieri di brivido sulla pelle ancora sensibile.
"Ho un'idea," disse Angelo, la sua voce un ruggito sussurrato che vibrava nel petto di Aura. "Un gioco che ho in mente da settimane." Le sue dita accarezzarono il curve dei fianchi di lei, avvicinandosi lentamente alla fica ancora gonfia e rossa. "Voglio che da domani mattina, tu venga alla mia porta già pronta."
Aura si girò leggermente per guardarlo, gli occhi ancora velati dall'estasi. "Pronta?" chiese, la voce roca.
"Sì," continuò Angelo, il suo respiro caldo sul collo di lei. "Voglio che la tua fica sia perfettamente rasata, liscia come la seta. Voglio che le tue cosce siano ancora lucide dei nostri liquidi della notte prima, come un promemoria di a chi appartieni." La sua mano scese più in basso, sfiorando le labbra gonfie di lei. "E soprattutto, voglio che il tuo buco sia ancora indolenzito, ancora ricordo di quanto l'ho riempita stanotte."
Un sussulto percorse il corpo di Aura mentre le parole di Angelo penetravano nella sua mente stanca ma eccitata. "E... e se qualcuno mi vedesse?"
"Non ti importa cosa pensano gli altri," rispose Angelo con durezza, le sue dita ora che premevano leggermente sull'ingresso della fica di lei. "Voglio che la mia sborra ti colga sempre di sorpresa, piccola troietta." Il suo sussurro era veleno e miele insieme. "Voglio che tu non sappia mai quando deciderò di riempirti di nuovo. Potrebbe essere appena aperta la porta, potrebbe essere mentre ti prepari il caffè."
Senza preavviso, Angelo infilò due dita nella fica ancora umida di Aura. La penetrazione, sebbene non violenta, la fece sobbalzare. Le pareti vaginali, ancora sensibili dopo l'ultimo orgasmo, si strinsero immediatamente attorno alle dita di lui.
"Angelo..." gemette Aura, le mani che si aggrappavano al lenzuolo.
"Questo dimostra quanto sono serio," disse lui, iniziando a muovere le dita dentro di lei con movimenti lenti ma profondi. "Ogni mattina, voglio trovarti così. Bagnata, aperta, pronta a essere presa. Voglio che l'odore della nostra notte ti accompagni per tutto il giorno."
Le dita di Angelo si curvarono, trovando il punto sensibile dentro di Aura. La sua schiena si inarco involontariamente, il seno che si sollevava mentre il respiro si faceva più corto.
"Promettimi," ordinò Angelo, la sua voce ora più dura mentre accelerava il ritmo delle sue dita. "Promettimi che sarai la mia troietta del mattino."
Aura non riusciva a formare parole coerenti. Le dita di lui la stavano già portando verso un altro orgasmo, incredibilmente presto dopo il precedente. La fica le pulsava, contraddendosi attorno alla invasione piacevole.
"Promettimelo, Aura," ripeté Angelo, il pollice che ora trovava il clitoride ancora sensibile di lei. "Promettimi che ogni mattina verrai alla mia porta pronta a essere riempita di sborra."
"Prometto... ti prometto..." riuscì a dire Aura, le parole spezzate da gemiti crescenti. "Sarò tua... ogni mattina..."
La soddisfazione si lesse sul viso di Angelo mentre aumentava ancora l'intensità. Le dita la scopavano con forza ora, il suono bagnato che riempiva la stanza insieme ai lamenti di lei.
"Brava ragazza," sussurrò Angelo, sentendo le contrazioni iniziare a prendere il controllo del corpo di Aura. "Vieni per me. Dimostrami quanto desideri essere la mia puttana del mattino."
L'orgasmo travolse Aura con la violenza di un'onda improvvisa. Il suo corpo si contrasse, le gambe che si chiusero attorno alla mano di Angelo mentre la fica le spruzzava succhi abbondanti. Gridò il suo nome, la voce che si spezzava in un gemito strozzato di puro piacere.
Angelo non si fermò, continuando a stimolarla mentre l'orgasmo la scuoteva. Solo quando il corpo di Aura crollò di nuovo sul materasso, esanime e tremante, ritirò lentamente le dita, ora completamente ricoperte dei succhi di lei.
Le portò le dita alle labbra. "Assaggia," ordinò. "Assaggia cosa succede quando obbedisci."
Aura aprì la bocca senza esitazione, leccando le dita di Angelo con devozione. Il sapore della sua eccitazione le riempì i sensi, confermando la sua sottomissione totale.
"Da domani," disse Angelo, ritirando le dita e accarezzandole il viso. "Ogni mattina. Non voglio scuse."
Aura annuì, gli occhi che già brillavano di anticipazione. "Sarò lì," promise, la voce ora ferma. "Pronta per te."
Angelo sorrise, un'espressione di trionfo puro. "Buona. Molto buona." Si sdraiò di nuovo accanto a lei, il corpo che ancora pulsava di energia nonostante la fatica. "E ora, riposati. Domani inizia il tuo nuovo addestramento."
Aura si strinse contro di lui, il corpo esausto ma la mente già correre alle possibilità del giorno successivo. Era completamente sua, e non avrebbe voluto essere in nessun altro posto.
---
Angelo propone ad Aura un gioco provocatorio: ogni mattina, lei dovrà presentarsi alla sua porta con il corpo preparato, un promemoria fisico della loro notte. Aura, ancora tremante, accetta, sapendo che la sua sottomissione sarà messa alla prova.
---
Aura giaceva immobile tra le lenzuola bianche, ora trasformate in una tela di macchie umide e grigiastre. Il suo corpo, ancora tremante, era incollato al tessuto dalla miscela di sudore, sborra e succhi femminili. I capelli biondi le si spargevano sul cuscino come un'alone scompigliato, mentre le guance arrossate testimoniavano l'intensità di quanto avevano appena condiviso. Angelo, appoggiato sul gomito accanto a lei, la osservava con un'espressione di possesso quasi animale. La sua mano scivolò lungo la schiena di lei, tracciando sentieri di brivido sulla pelle ancora sensibile.
"Ho un'idea," disse Angelo, la sua voce un ruggito sussurrato che vibrava nel petto di Aura. "Un gioco che ho in mente da settimane." Le sue dita accarezzarono il curve dei fianchi di lei, avvicinandosi lentamente alla fica ancora gonfia e rossa. "Voglio che da domani mattina, tu venga alla mia porta già pronta."
Aura si girò leggermente per guardarlo, gli occhi ancora velati dall'estasi. "Pronta?" chiese, la voce roca.
"Sì," continuò Angelo, il suo respiro caldo sul collo di lei. "Voglio che la tua fica sia perfettamente rasata, liscia come la seta. Voglio che le tue cosce siano ancora lucide dei nostri liquidi della notte prima, come un promemoria di a chi appartieni." La sua mano scese più in basso, sfiorando le labbra gonfie di lei. "E soprattutto, voglio che il tuo buco sia ancora indolenzito, ancora ricordo di quanto l'ho riempita stanotte."
Un sussulto percorse il corpo di Aura mentre le parole di Angelo penetravano nella sua mente stanca ma eccitata. "E... e se qualcuno mi vedesse?"
"Non ti importa cosa pensano gli altri," rispose Angelo con durezza, le sue dita ora che premevano leggermente sull'ingresso della fica di lei. "Voglio che la mia sborra ti colga sempre di sorpresa, piccola troietta." Il suo sussurro era veleno e miele insieme. "Voglio che tu non sappia mai quando deciderò di riempirti di nuovo. Potrebbe essere appena aperta la porta, potrebbe essere mentre ti prepari il caffè."
Senza preavviso, Angelo infilò due dita nella fica ancora umida di Aura. La penetrazione, sebbene non violenta, la fece sobbalzare. Le pareti vaginali, ancora sensibili dopo l'ultimo orgasmo, si strinsero immediatamente attorno alle dita di lui.
"Angelo..." gemette Aura, le mani che si aggrappavano al lenzuolo.
"Questo dimostra quanto sono serio," disse lui, iniziando a muovere le dita dentro di lei con movimenti lenti ma profondi. "Ogni mattina, voglio trovarti così. Bagnata, aperta, pronta a essere presa. Voglio che l'odore della nostra notte ti accompagni per tutto il giorno."
Le dita di Angelo si curvarono, trovando il punto sensibile dentro di Aura. La sua schiena si inarco involontariamente, il seno che si sollevava mentre il respiro si faceva più corto.
"Promettimi," ordinò Angelo, la sua voce ora più dura mentre accelerava il ritmo delle sue dita. "Promettimi che sarai la mia troietta del mattino."
Aura non riusciva a formare parole coerenti. Le dita di lui la stavano già portando verso un altro orgasmo, incredibilmente presto dopo il precedente. La fica le pulsava, contraddendosi attorno alla invasione piacevole.
"Promettimelo, Aura," ripeté Angelo, il pollice che ora trovava il clitoride ancora sensibile di lei. "Promettimi che ogni mattina verrai alla mia porta pronta a essere riempita di sborra."
"Prometto... ti prometto..." riuscì a dire Aura, le parole spezzate da gemiti crescenti. "Sarò tua... ogni mattina..."
La soddisfazione si lesse sul viso di Angelo mentre aumentava ancora l'intensità. Le dita la scopavano con forza ora, il suono bagnato che riempiva la stanza insieme ai lamenti di lei.
"Brava ragazza," sussurrò Angelo, sentendo le contrazioni iniziare a prendere il controllo del corpo di Aura. "Vieni per me. Dimostrami quanto desideri essere la mia puttana del mattino."
L'orgasmo travolse Aura con la violenza di un'onda improvvisa. Il suo corpo si contrasse, le gambe che si chiusero attorno alla mano di Angelo mentre la fica le spruzzava succhi abbondanti. Gridò il suo nome, la voce che si spezzava in un gemito strozzato di puro piacere.
Angelo non si fermò, continuando a stimolarla mentre l'orgasmo la scuoteva. Solo quando il corpo di Aura crollò di nuovo sul materasso, esanime e tremante, ritirò lentamente le dita, ora completamente ricoperte dei succhi di lei.
Le portò le dita alle labbra. "Assaggia," ordinò. "Assaggia cosa succede quando obbedisci."
Aura aprì la bocca senza esitazione, leccando le dita di Angelo con devozione. Il sapore della sua eccitazione le riempì i sensi, confermando la sua sottomissione totale.
"Da domani," disse Angelo, ritirando le dita e accarezzandole il viso. "Ogni mattina. Non voglio scuse."
Aura annuì, gli occhi che già brillavano di anticipazione. "Sarò lì," promise, la voce ora ferma. "Pronta per te."
Angelo sorrise, un'espressione di trionfo puro. "Buona. Molto buona." Si sdraiò di nuovo accanto a lei, il corpo che ancora pulsava di energia nonostante la fatica. "E ora, riposati. Domani inizia il tuo nuovo addestramento."
Aura si strinse contro di lui, il corpo esausto ma la mente già correre alle possibilità del giorno successivo. Era completamente sua, e non avrebbe voluto essere in nessun altro posto.
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Aura la vicina
Commenti dei lettori al racconto erotico