Il Padrone celato - Seconda parte
di
Serena Rossi
genere
dominazione
Resto catatonica in auto per un lasso di tempo lungo e impossibile da quantificare. La mente è in una sorta di letargia, è come se i pensieri faticassero a fluire nel suo normale circolo. È avvenuto tutto con una velocità tale da essere in uno stato di vertigine disorientante.
La signora che mi bussa al finestrino mi riporta alla realtà, il suo sguardo dopo avermi chiesto se sto bene è un misto fra lo stupore e il fastidio.
Anche il viaggio in auto è un susseguirsi di vie, strade e incroci senza memoria apparente, forse ho violato qualche semaforo oltre ad altro del codice stradale.
Incrocio davanti casa un anziano signore che porta a passeggio il cane, abita in fondo alla via ed è sempre di una cortesia e squisitezza impeccabili, ora invece biascica un saluto strozzato accelerando il passo.
Mi rendo conto solo in questo momento di aver conservato la stessa mise fra vestiario (se così si può dire) e oggetti vari, le pinzette ovviamente visibilissime.
Mi affretto a entrare in casa, mio marito è seduto in poltrona con il tablet, non mi saluta continuando a guardare lo schermo. Mentre mi avvicino vengo trafitta al cuore dal sonoro inconfondibile. Solo adesso Nicola gira lo schermo, è un filmato catturato all'interno del bar.
Lo stoppa mentre sto venendo con Enzo che mi strizza i capezzoli.
“Come lo hai avuto?”
“Come è possibile che tu ci sia cascata ancora?”
La sua domanda non ha un pregiudizio, è laconica come il suo sguardo.
Gli racconto quanto è accaduto durante la giornata. È incredulo con un misto di rassegnazione.
“Camilla se non sapessi che è sepolto sotto terra da un paio di anni potrebbe essere sempre lui. Ti ricordi come finisti allora per non sapere mettere un freno alle tue pulsioni? Ti ritrovasti per una strada... Ma come è possibile mettere in gioco così sciagurato la tua reputazione di donna d'affari? Eppure ti ho sempre concesso la libertà più totale! Ti avevo chiesto e tu mi avevi giurato che non sarebbe più successo!”
Lo guardo per un istante e poi osservo la mia figura, il modo come sono conciata da prostituta da strada. Ho le lacrime agli occhi per l'ennesima delusione che gli ho dato.
Il silenzio viene rotto dallo squillo del mio telefono.
“Enzo...”
“Mi perdoni Dottoressa...”
Ha una voce rotta dal pianto.
“ Dottoressa sono in auto ho chiuso il bar e ho urgente bisogno di vederla, fra cinque minuti sono da lei, la prego mi faccia salire è una questione vitale..”
Sono interdetta, Nicola è senza espressione, questa allucinante giornata sembra non aver fine.
Attendiamo in un attonito silenzio.
Quando entra in casa fra i singhiozzi finalmente Enzo si spiega.
“Dottoressa il suo Padrone ha preso in scacco anche me, ha acquistato il mio debito con la finanziaria e se non gli invio il video entro mezz'ora mi metterà in mora. La prego Dottoressa mi aiuti, sono rovinato...”
Guardo Nicola che ha gli occhi vitrei. "Dobbiamo aiutarlo, l'ho cacciato io in questo guaio.."
“Dottore la prego, mi perdoni, deve filmare lei, da quando inizia dovremmo recitare un copione come vi ho raccontato prima”
Nicola, come tutti noi non ha più reazioni, ci sentiamo come dei pupi mossi nonostante l'assenza di fili.
Mi inginocchio ai piedi di Enzo mentre Nicola inizia a filmare.
Slaccio i pantaloni a Enzo, estraggo il suo cazzo che definire moscio è riduttivo, gli chiedo (quasi lo imploro di concentrarsi.
Lo lecco iniziando dai testicoli tenendomi aggrappata ai suoi glutei.
Quando lo ingoio finalmente entra nella parte.
“Grandissima Troia prendilo tutto!”
Nicola ha un respiro affannato mentre fortunatamente Enzo si sta indurendo.
Adesso ha una erezione potentissima, alterna rantoli a epiteti spaventosi tenendomi sempre più forte la testa e i capelli. Cerco di impegnarmi per farlo arrivare prima possibile cercando di non dimenticarmi di non ingoiare come da copione.
Viene, sborra quasi con una disperazione che sembra provocargli un pianto.
Come richiesto dal Padrone, Nicola passa il telefono a Enzo, mio marito si inginocchia e raccoglie lo sperma nella sua bocca e ingoia.
Enzo non perde tempo a tirarsi su i pantaloni che invia il video.
Dopo un minuto arriva la risposta.
"Enzo dì alla Troia che avrà presto mie notizie".
Siamo tre anime perse, sconfitte, incapaci di reagire, di parlare.
Enzo guadagna l'uscita con la morte nel cuore mentre Nicola si chiude in bagno e io mi accascio a terra.
La signora che mi bussa al finestrino mi riporta alla realtà, il suo sguardo dopo avermi chiesto se sto bene è un misto fra lo stupore e il fastidio.
Anche il viaggio in auto è un susseguirsi di vie, strade e incroci senza memoria apparente, forse ho violato qualche semaforo oltre ad altro del codice stradale.
Incrocio davanti casa un anziano signore che porta a passeggio il cane, abita in fondo alla via ed è sempre di una cortesia e squisitezza impeccabili, ora invece biascica un saluto strozzato accelerando il passo.
Mi rendo conto solo in questo momento di aver conservato la stessa mise fra vestiario (se così si può dire) e oggetti vari, le pinzette ovviamente visibilissime.
Mi affretto a entrare in casa, mio marito è seduto in poltrona con il tablet, non mi saluta continuando a guardare lo schermo. Mentre mi avvicino vengo trafitta al cuore dal sonoro inconfondibile. Solo adesso Nicola gira lo schermo, è un filmato catturato all'interno del bar.
Lo stoppa mentre sto venendo con Enzo che mi strizza i capezzoli.
“Come lo hai avuto?”
“Come è possibile che tu ci sia cascata ancora?”
La sua domanda non ha un pregiudizio, è laconica come il suo sguardo.
Gli racconto quanto è accaduto durante la giornata. È incredulo con un misto di rassegnazione.
“Camilla se non sapessi che è sepolto sotto terra da un paio di anni potrebbe essere sempre lui. Ti ricordi come finisti allora per non sapere mettere un freno alle tue pulsioni? Ti ritrovasti per una strada... Ma come è possibile mettere in gioco così sciagurato la tua reputazione di donna d'affari? Eppure ti ho sempre concesso la libertà più totale! Ti avevo chiesto e tu mi avevi giurato che non sarebbe più successo!”
Lo guardo per un istante e poi osservo la mia figura, il modo come sono conciata da prostituta da strada. Ho le lacrime agli occhi per l'ennesima delusione che gli ho dato.
Il silenzio viene rotto dallo squillo del mio telefono.
“Enzo...”
“Mi perdoni Dottoressa...”
Ha una voce rotta dal pianto.
“ Dottoressa sono in auto ho chiuso il bar e ho urgente bisogno di vederla, fra cinque minuti sono da lei, la prego mi faccia salire è una questione vitale..”
Sono interdetta, Nicola è senza espressione, questa allucinante giornata sembra non aver fine.
Attendiamo in un attonito silenzio.
Quando entra in casa fra i singhiozzi finalmente Enzo si spiega.
“Dottoressa il suo Padrone ha preso in scacco anche me, ha acquistato il mio debito con la finanziaria e se non gli invio il video entro mezz'ora mi metterà in mora. La prego Dottoressa mi aiuti, sono rovinato...”
Guardo Nicola che ha gli occhi vitrei. "Dobbiamo aiutarlo, l'ho cacciato io in questo guaio.."
“Dottore la prego, mi perdoni, deve filmare lei, da quando inizia dovremmo recitare un copione come vi ho raccontato prima”
Nicola, come tutti noi non ha più reazioni, ci sentiamo come dei pupi mossi nonostante l'assenza di fili.
Mi inginocchio ai piedi di Enzo mentre Nicola inizia a filmare.
Slaccio i pantaloni a Enzo, estraggo il suo cazzo che definire moscio è riduttivo, gli chiedo (quasi lo imploro di concentrarsi.
Lo lecco iniziando dai testicoli tenendomi aggrappata ai suoi glutei.
Quando lo ingoio finalmente entra nella parte.
“Grandissima Troia prendilo tutto!”
Nicola ha un respiro affannato mentre fortunatamente Enzo si sta indurendo.
Adesso ha una erezione potentissima, alterna rantoli a epiteti spaventosi tenendomi sempre più forte la testa e i capelli. Cerco di impegnarmi per farlo arrivare prima possibile cercando di non dimenticarmi di non ingoiare come da copione.
Viene, sborra quasi con una disperazione che sembra provocargli un pianto.
Come richiesto dal Padrone, Nicola passa il telefono a Enzo, mio marito si inginocchia e raccoglie lo sperma nella sua bocca e ingoia.
Enzo non perde tempo a tirarsi su i pantaloni che invia il video.
Dopo un minuto arriva la risposta.
"Enzo dì alla Troia che avrà presto mie notizie".
Siamo tre anime perse, sconfitte, incapaci di reagire, di parlare.
Enzo guadagna l'uscita con la morte nel cuore mentre Nicola si chiude in bagno e io mi accascio a terra.
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