Neri cazzi circoncisi

di
genere
gay

Io e le due piccanti francesine, Claire e Clantal, siamo le femmine dell'equipaggio.
Sonia no, è troppo bella, Dimitri ne è geloso e non le fa fare la puttana gratis per i suoi marinai.
Sullo yacht sono in nove dal capitano al macchinista, più i due gorilla di Dimitri. Sono tutti veri marinai, maschi cento per cento etero certificati che si portano le francesine in cuccetta per spupazzarsele per bene. A loro il frocetto biondo non interessa, serve solo per scaricarsi i coglioni quando ne hanno bisogno e per darsi ogni tanto una lucidata al cazzo.
Dimitri li ha scelti con cura, tutti marinai che non vedono e non sentono, che non raccontano certo cosa succede sul suo yacht. Dimitri, il mio papi-padrone, è a mezza via tra un uomo d'affari di successo e un boss della mafia russa e i marinai sono i suoi fedeli soldati. Li paga bene e non fa mancare loro belle puttane. In mare servono.
Il più fidato è Karim, sullo yacht è il braccio destro di papi. Il capitano greco si occupa solo di far muovere la barca da quaranta milioni di euro, mentre Karim controlla tutto il resto.
Karim piace anche a me, un tipo solido che per ordinare gli basta lo sguardo. È alto e grosso con l'ampio torace coperto da una peluria riccia che gli scende fino al pube. Il cazzo marrone scuro, spesso e con profonde vene sul dorso, gli spunta fuori da un cespuglio nero. È circonciso, il glande è scoperto anche ad uccello moscio, largo e carnoso con la corona ben marcata e un po’ più chiara rispetto all'asta. Glielo ciuccio al mattino, quando sul ponte non si muove ancora nessuno. Karim mi vuole prima di pisciare. Non mi tocca nemmeno, sono un frocio, si siede su una sdraio, mani incrociate dietro la testa e bermuda già sbottonati, e si fa lavorare il cazzo per dieci minuti. Ci vado piano, glielo tiro e glielo succhio lentamente, mi eccita troppo questo maschio. Non si è fatto ancora la doccia, i peli pubici impregnati dell'intenso odore di sudore, il corpo rilassato ma con la forza nascosta di un toro. Gli lecco l'interno cosce, gli piace. Quando sborra non mi tocca nemmeno la testa, sussulta sul bacino battendomi la cappella sul palato.
È una boccata di sborra densa ed appiccicosa, incollato con le labbra al glande mi faccio riempire la bocca. Inghiotto in una sola volta e gli lecco l'asta lungo le vene in rilievo. Non una parola, mi vuole ancora per pulirgli i coglioni e intanto pensa.
Si rialza all'improvviso e sente l'aria col naso, è un marinaio che sa sempre dove tira il vento. Mi spinge verso il bordo, contro la battagliola, la ringhiera di corde che protegge il ponte dello yachth. Sotto di me il mare azzurro. Mi appoggio di culo alla corda bianca, ho il vento in faccia, sono nudo come un frocetto per marinai, le mani strette sulla corda per non cadere, lo yacth taglia le onde. Karim è davanti a me, con due dita sostiene l'uccello pesante, incurvato verso il basso con la grossa cappella scoperta. È alto Karim, mi fa sentire la cappella contro l'ombelico.
E mi piscia addosso.
Butto indietro la testa e chiudo gli occhi, sento i mare sotto di me e il vento nei capelli,
Piscia in pressione contro il mio ventre, goccioline calde mi arrivano sul viso. Poi è pisciata tranquilla che sento scorrere giù, sulla gabbietta che mi chiude l'uccello. Mi si raccoglie sotto lo scroto teso e mi scende lunghe le cosce. Sto beato come il peggior frocetto di merda, sto passiva totale, contenta di avare la gabbietta che mi castra il cazzo.
Mi richiama con uno sguardo duro. M'inginocchio all'istante, perfetta posizione gay di sottomissione, i palmi delle mani nella pozzanghera calda. Apro da slogarmi la mandibola. Mi appoggia la cappella sulla lingua e scrolla l'uccello.
Cominciano così tutte le mie giornate da femmina.

Karim ha fatto assumere a bordo suo figlio, Omar.
Omar è un bel marinaio di ventidue anni, fisico da palestra e cazzo circonciso come il padre. Si depila, gli piace la figa e mette in mostra i suoi addominali. Claire è la sua preferita, ci fa notti di kamasutra in cuccetta, ma si spupazza anche Chantal se Claire sta scopando qualche altro marinaio. Omar non è come papà Karim, è uno che si vanta del suo uccello, che per la verità è un signor randello, duro e cattivo, curvo verso l'alto e scappellato col glande scuro. Passa la giornata a raccontare le trombate che si è fatto, le fighe che ha fatto godere e i culi che ha rotto con la sua potente nerchia. Io per lui esisto solo per lucidargli il cazzo di culo.
Me lo ficca bastardo. D'improvviso mi porta dietro un angolo o giù in stiva e mi spara in culo la sborrata che deve scaricare. Ma mi usa anche per eccitare le due puttanelle francesi, da vero coatto si tira il cazzone in mano e me lo picchia in culo davanti a loro. Io devo gemere e godere come una cagna, altrimenti mi strizza i coglioni.

Ma Karim ha altri due figli, Yassim e Medhi, gemelli, in vacanza come mozzi sullo yacht di Dimitri. Sono giovanissimi che papà deve firmare per loro. Sono la mia spina nel culo, sono sempre arrapati, non hanno un cazzo da fare a parte pulire in giro e le due francesine non li cagano, preferiscono gli uomini veri dell'equipaggio. Due ragazzotti col testosterone a palla sono solo una scocciatura.
Dimitri, il mio papi grasso come un maiale, è molto soddisfatto dei due mozzi. È  un padrone bastardo, sa che godo ad essere umiliato e che la gabbietta che m'ha messo all'uccello non mi basta. Anzi, dopo due giorni ne sono orgoglioso, mi sembra un gioiello che attira lo sguardo dei maschi, è poggiata sulle mie palle giovani e piene sotto il ventre liscio. La gabbietta è un brillante nero che valorizza il mio corpo favoloso di twink. Sono esibizionista, so di essere uno schianto di biondino, un frocetto che lo rizza ai maschi, mi piace essere guardato e desiderato e la piccola gabbietta nera mi rende ancora più conturbante per i porci.
Ma i due gemelli proprio no!
Ho vent'anni, i maschi per me devo essere più grandi, devono farmi sentire puttanella, un frocetto da scopare, sono il desiderio nato nei coglioni pesanti. I miei maschi sono cavalli di razza che dopo essersi scopati fighe e culi mi vedono e non resistono, me lo devono ficcare in culo, devono far godere il frocetto biondo.
Yassim e Medhi, invece, sono due pischelli che si masturbano in continuazione nel mio culo. Mi usano bocca e culo per le loro frenetiche seghe  nemmeno gli piace il mio corpo, esistono solo i loro cazzi circoncisi.
È inculata libera tutto il giorno, li ho addosso sui materassini, in stiva, nell'ufficio di Dimitri e in cucina prima e dopo il cuoco. Di notte mi entrano anche in cuccetta, con Sonia che mi guarda si spremono il cazzo un'ultima volta.
Sono due coglioncini ma non posso mandarli fanculo, deluderei il mio papi e irriterei Karim, i due gemelli segaioli sono la luce dei suoi occhi. Per non parlare del loro fratello, Omar non aspetterebbe altro per strapparmi le palle.

Siamo all'ancora davanti alla costa tunisina. Sono scesi tutti, Dimitri mi ha lasciato solo col capitano e un paio di marinai.
Non mi toccano, Dimitri ha in mente qualcosa.
Nel pomeriggio torna il gommone con su Yassim e Medhi e gli amichetti che si sono fatti giocando a pallone in spiaggia. Sei giovanissimi negri, magri coi denti bianchi, gli occhi eccitati per la figata di salire su uno yacht. Me li manda Dimitri.
I ragazzi non sono davvero male visti da vicino, bei campioncini in erba con le cosce da calciatori.
Il primo è Yassim, mi monta davanti a tutti, ma questa volta se l'è unto prima. Mi scivola in culo dentro e fuori fino alla sborrata. Spinge forte e quando si leva mi spinge un plug di gomma. E con un pennarello rosso mi fa un tratto sulla chiappa.
'Lo vuole Dimitri.'
Mi spiega il suo fratello gemello, Medhi, che mi si mette lui cavalcioni addosso. Mi stappa il culo e ficca il cazzo. Sono una merda, la cosa mi eccita da paura, godo di culo e di testa. Oggi mi fa il culo la squadra junores di calcetto.
Dopo il primo giro 'sti dannati ragazzi sborrano come la prima volta. Le iniezioni di sborra Yassim e Medhi fanno visite guidate sullo yacht mentre io ho il mio negretto di turno che mi riempie il culo. Godo rilassato sul materassino morbido attendendo l'iniezione di sborra, ogni tanto mi appisolo con un cazzo scappellato in bocca. I ragazzi litigano, hanno ancora urgenza di fottere, Yassim decide lui a chi tocca. È una gara, una partita a calcio a chi fa più gol, una corsa a chi resiste di più.
Quando ritornano tutti io ho paura di muovermi, sto pancia iin giù sui materassini con mezzo litro di sborra tappata in culo.
Sonia mi carezza i capelli sudati. 'Sei un porco Mirko, nemmeno Dimitri pensava che l'avresti fatto davvero.'
Con la punta delle dita conta le sborrate, i segni col pennarello rosso. Ho le chiappe e la schiena piene. '… trentasei e trentasette!!!
Ho trentasette carichi tappati in culo.
Sonia stringe con due dita la base del plug.
Aspetto questo momento da quattro ore.


Mediterraneo da godere
di
scritto il
2026-08-03
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