Come sorelle

di
genere
gay

'Tu dormi con tua sorella.' mi dice.
Papi è sul suo lettone rinforzato, culone peloso in aria e il grasso cazzo piantato profondo nel culetto di Sonia, sepolta e sprofondata sotto di lui nel morbido materasso.
Glielo spreme per richiamarla:'A te sta bene? Non ho altre cuccette libere.'
Sonia, compressa dal maiale sulla schiena, risponde: 'Sì papi, tutto quello che vuoi.'
Dimitri è un bastardo.
Il ricchissimo grasso magnate russo è proprietario di questo yacht e di noi due.
Sonia è la sua strafica da esibire.
Io sono un suo giocattolo: il biondino di vent’anni che si spupazza come e quando ne ha voglia, anche davanti a Sonia. Sono il suo bel frocetto, più disponibile di una puttanella di Bangkok e col secondo culetto più bello a bordo dopo quello di Sonia. Ma ho anche un bell’uccello importante, e questo lo diverte moltissimo: me l’ha messo in gabbietta sotto chiave.
Sono il suo maschietto senza uccello, il suo schiavetto eunuco, posso o masturbarmi scopare solo col suo permesso.
Volta il testone verso di me.'Non mi ringrazi? Ti ho messo in cuccetta con Sonia.''
Gli lecco le pesanti palle pelose e la base del cazzone ficcato fra le chiappette di Sonia. Godo male sentendo l’eccitazione di papi. Il desiderio mi preme sotto senza erezione, mi sento una merda. Vorrei farla godere io. Ho bisogno di incularla come ieri, col mio cazzone libero e potente che le scorre in culo mentre lei geme. Ma con questa dannata gabbietta che mi castra, io e Sonia siamo ormai fratello e sorella.
No: due sorelline. Le puttanelle di papi.
Dimitri grugnisce. Con la mano indietro mi preme la faccia fra le sue chiappe pelose mentre scopa a materasso la mia sorellina. Ci va pesante, mi fa sbattere il naso. Sonia geme soffocata a ogni calata di culo, papi la sfonda di peso. Gli faccio un rimming anale e gli succhio i coglioni per farlo venire il prima possibile.
E la sborrata è fenomenale.
Dimitri produce un cc di sborra densa per chilo di grasso e pesa almeno centotrenta chili, molti di più di noi due messi insieme. Si leva girandosi su un fianco e resta sdraiato sulla schiena, sudato e ansimante come un toro che si è appena inculato una gazzella di quarantacinque chili.
Tra le cosce ancora tremanti di Sonia s'allarga una pozzanghera bianca che cola dal suo bucetto a caverna.
Lecco il cazzo grasso ancora fumante, lucido di sborra, quello che ha fatto godere Sonia. Papi mi fa di sì col testone: per me è disposto a un altro sforzo. Mi giro, gli do la schiena e m’impalo da solo, seduto sul suo cazzone, tutto in culo fino ad appoggiare le mie palle lisce sui suoi coglioni ispidi. Un brivido che solo un frocetto conosce. Sto beato palo in culo, ma ho voglia di sborra calda. Mi spingo in avanti, ripulisco di lingua il lenzuolo fra le cosce bagnate di Sonia e lecco le sue gambe lisce e le chiappette impiastrate della sborra di papi.
Sonia si rigira, si rialza seduta a fatica, ha il culetto demolito. M’abbraccia tutto e mi limona impastandoci le bocche. Dimitri si fa sentire con un paio di colpi maledetti, ma non ha più la forza di scopare, s'accontenta di tenermi a cappuccio sulla sua nerchia.
Io sono nudo, seduto col cazzo in culo e la gabbietta nera sopra le palle, praticamente senza uccello. Sonia non resiste a quattro palle da succhiare, infila la testa e succhia i suoi maschi. Mi fa morire dentro. Sborro non so come, vergognandomi, due gocce da incontinente che sbrodolano nella gabbietta. Sono un verme. Vorrei che papi si risvegliasse e mi rompesse il culo come a Sonia.

La notte in cuccetta, incastrati sul lettino, è una tortura.
Sonia si è messa un baby doll vaporoso, ma serve a poco, un suo solo centimetro di pelle nuda mi fa soffrire. E il suo profumo caldo mi uccide.
Impazzisco e mi dispero per la gabbietta all'uccello. Sonia mi consola dicendomi che poi sarà ancora più folle, quando Dimitri si deciderà a togliermela.
Intanto sono la sua sorellina in calore. Mi bacia e mi lecca, cerca di dormire voltata dall'altra parte, il culetto che preme sul mio pacco imprigionato.
Non è giusto per lei.
'Va' da Jamal.' le dico.
Jamal e il negro in crociera con noi. Dimitri l'ha lasciato a cazzo libero, lui e i suoi due amici fanno felice Sonia.
'No, non ti lascio solo, mi spiace troppo per te.'
'Allora fallo venire qui.'
'Lo vuoi davvero?' Mi sorride da monella felice.
Dopo tre minuti sono seduto gambe incrociate sul tavolino della cuccetta. Le gambe di Sonia sono aperte al soffitto, le sue mani graffiano la schiena lucida del negro che se la scopando con la sua nerchia da sventratore, un cazzo che non vedi nemmeno su pornhub.
Jamal me la lascia senza voce, sfinita d'orgasmi.
È un bastardo, prima d'andarsene fisso la mia gabbietta e me lo mette in mano. È pesante, caldo e lucidato dalla fica di Sonia. 'Impara, ragazzo.' mi dice lo stronzo.
Sonia adesso può addormentarsi sulle lenzuola umide. Vuole che la stringa da dietro.
Volta indietro la testa, un bacetto sulle labbra, 'grazie Mirko' e s'addormenta.

'Fermo, non ti muovere!'
'Ma dai, non voglio sembrare una trans!'
Sonia mi sta passando la matita sugli occhi. Stasera si scende dallo yacht.
Dimitri ci porta a cena al ristorante e poi a ballare al Paradise Beach, e Sonia s’è messa in testa che devo essere bellissimo. M’ha dato una tinta ai capelli, ora sono biondo chiarissimo; me li ha tagliati e pettinati lei. È brava, devo ammetterlo.
Mi ha anche applicato un tatuaggio temporaneo appena sopra il pube: fiori stilizzati aperti a ventaglio, una cosina sexy niente male. Ma essere truccato proprio no!
Sono su una sedia, lei mi è seduta in braccio a cavalcioni, nuda in mutandine, e mi preme con la figa calda contro il pacco. Non rischia nulla: sono due giorni che ho la gabbietta all’uccello. Due giorni che non mi viene duro e che non sborro, a parte deprimenti sgocciolamento di sborra che mi ha lasciato peggio di prima. Due giorni che piscio seduto sul cesso.
'Guardati!'
Mi gira lo specchio. Dovrei chiederle scusa, ha fatto un lavoro incredibile, sembro un modello.
'Adesso questa!'
Mi fa alzare in piedi. Si riempie le mani e mi passa una crema tra i capelli, poi sulla fronte e sulle guance. Ne prende altra e continua su collo e spalle, e sulla schiena e sul torace con ampi movimenti, massaggiandomi che è un piacere.
Cerco di pensare ad altro: l’uccello comincia a premermi sulla macchinetta. Ma lei continua facendo finta di niente, mi massaggia natiche e cosce. Lei gambe fino ai piedi e poi non si ferma, mi prende in mano le palle lisce, chiuse nell’anello che mi fissa quella dannata cintura di castità. Sto male.
E non capisco a cosa serva, la crema è appena lucida e non profuma nemmeno.
Sonia mi fa vedere. Accende la luce del cellulare e la punta vicina al mio braccio: la mia pelle s'illumina di e s’illumina di brillini.
'Aspetta a vedere questa notte, l'effetto che ha alle luci della disco.'
Figa, non so se essere felice o preoccupato. Sarebbe stato più onesto mettermi un cartello sulla schiena con scritto 'Fuck me'.
Faccio per abbracciarla.
'No, è tardi, devi mettermela tu!'
Si sfila le mutandine e le getta via. Prima devo applicarle lo stesso tatuaggio cinque centimetri sopra il pube, sotto il pancino meraviglioso. Lei ha un brillantino all’ombelico. Sto attento a centrarlo bene: le vene mi pulsano alle tempie e non mado a quel che sento nella gabbietta.
Poi le spalmo la crema dei brillini. Comincio a metterla dalla figa depilata e gliela spalmo bene anche sulle chiappe, come ha fatto lei con me.
Sto male, e sto anche peggio quando le ungo i capelli biondi. Lei invece gode, dice che sono eccitante da paura con la gabbietta e che è ancora più folle così, da castrato (ma non usa questa parola)
'Siamo come fratello e sorella!'
Non le credo: su questa barca, da Dimitri in giù, ha tutti i cazzoni che vuole.
'Adesso ci vestiamo uguali!'
Per lei è un gioco. Per me la peggiore umiliazione.
Mi passa un perizoma bianco. Lo indosso: è sgambatissimo, l’elastico m'arriva fino alle anche. Me lo sistema lei, tira su bene l’elastico e mi mette dentro le palle. Per l’uccello non serve, ci sta benissimo, e ora ho anche un dannato filo tra le chiappe. Sono depresso
'Aspetta a vedere!' mi dice.
Cazzo, mi mette una gonnellina turchese a pieghe, cortissima. Me la sistema in vita e l’abbassa davanti fino a scoprire interamente il tatuaggio sopra il pube. Dietro mi risale sul culetto scoprendomi un po’ di chiappe nude. L'elastico del perizoma esce fuori spudoratamente.
So di essere messo peggio di una puttana, ma quando vedo lei in gonnellina turchese e perizoma a vista mi esalto. È bellissima.
Siamo due sorelline bellissime. Mi passa la paranoia: sono eccitato da frocio.
Infila gli anfibi neri, li metto anch’io e ci guardiamo allo specchio. I capelli biondi le nascondono le tette giovani, i miei capezzoli sono totalmente esposti.
'Vieni, corri! Dobbiamo farci vedere da papi.'
Non capisce, mia sorellina è una monella tutta scema. La adoro.


Medterraneo da godere 3
di
scritto il
2026-08-01
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