Ci pensa mamma -parte tre-
di
Jack Off
genere
incesti
Ancora non riusciva a spiegarselo.
Ma come cazzo era successo? Da dove era uscito quel cazzo di video?
Ora che la mamma lo stava facendo rilassare nel modo migliore i pezzi cominciavano ad incastrasi soprattutto perché Marianna pareva più brava di lui a fare i puzzle.
“Dunque ciò che sappiamo è che il video è stato fatto probabilmente dal sedile posteriore. Era l’unico modo perché si potesse vedere bene in faccia sia me che lei e contemporaneamente inquadrare il mio uccello nella sua bocca. Ma, e sono certo, sul sedile posteriore non c’era nessuno”.
“Lei ha detto che aveva lasciato il cellulare acceso per caso giusto?” disse Marianna accomodandosi sul divano accanto a lui.
“Si ma come abbia fatto il cellulare a finire dietro, mettersi nella giusta posizione e riprendere la pompa…non so. Al massimo se le fosse caduto acceso dalla borsa ci avrebbe ripreso dai piedi verso l’alto e non così bene”.
“Peccato che non hai il video” disse Marianna accandendosi una sigaretta.
“A porcella mi vuoi vedere spompinato da quella”.
“Sciocco -disse lei- mentre si toglieva la sigaretta di bocca e gliela porgeva per fargli fare due tirate- dicevo che magari col video avremmo qualche indizio in più. E poi, se voglio vedere mio figlio che si fa spompinare faccio da sola” rise e visto che erano già entrambi completamente nudi si chinò sul grembo di Mattia poggiandogli addosso le belle tettone, lo prese in bocca già parecchio duro e iniziò a succhiare beatamente.
“Cristo che succhio mamma” genette Mattia in estasi. Per anni Marta gli aveva negato il sesso orale, diceva che il cazzo in bocca non le piaceva molto. Mattia si era adattato rinunciando a quel piacere per amore suo. Adesso, dopo tre giorni a casa di sua madre sentiva che si stava rifacendo con gli interessi di tutto quel sesso orale negato.
Marianna amava succhiare cazzi. Non solo si mostrava sempre disposta a fare un lavoretto di gola ma lo faceva anche con il dovuto entusiasmo di chi sta facendo una cosa che gli piace.
Mentre Mattia si godeva beato la sua sigaretta la mamma continuò in apnea, con la lingua che leccava la cappella nei punti giusto mentre gli batteva sulla gola.
Le venne in bocca. Marianna bevve quasi tutto come se fosse miele.
Si alzò con la sborra del figlio che ancora le colava dalla bocca giù lungo il seno, lo baciò in bocca. Poi fissandolo seria gli disse “Ragazzo mio secondo me ti hanno incastrato”.
“Incastrato? In che senso mamma?”.
“Ti spiego -disse mentre con un fazzoletto si puliva lentamente le tettone sborrate- due mesi fa hai finito di pagare il mutuo giusto?”.
“Si, dopo vent’anni la casa è nostra…”.
La madre annuì “adesso è molto probabile che se la tenga visto che è casalinga e ci vive con tua figlia. Non sono esperta di legge ma mi sa che la casa te la frega”.
“Probabile” annuì lui.
“E poi ci sono i soldi. Il fondo che ti ha lasciato tuo padre. Duecentomila euro ben investiti che ti danno un bel gruzzolo ogni anno esatto?”.
Mattia annuì di nuovo pulendosi il cazzo con lo stesso fazzoletto della madre.
“Siccome non avete accordi prematrimoniali metà di quei soldi vanno a lei giusto?”.
“Temo di si” sbuffò Mattia incazzato.
“Se non sbaglio mi hai detto che il fondo quest’anno deve essere rinnovato se non si vuole disinvestire”.
“Si, si…”.
“E quando dovresti rinnovarlo?”.
“Un paio di mesi mi pare…non ricordo bene mamma”.
Per riavere la sua attenzione Marianna allungò la mano e gli pizzicò il cazzo.
“Aia!”.
“Ci sei figlio mio? Sei sveglio?”.
“Mamma io…”
“Ma ragiona cavolo. Sono anni che scopate col contagocce, che vi sopportate e solo adesso con la casa pagata e il fondo libero di essere usufruito lei pianta questa grana della separazione.
E tu lo sai, perché lo sai, che si terrà la casa, centomila euro e probabilmente dovrai anche passarle qualcosa per tua figlia almeno fino ai 21 anni. Ma ragiona cavolo ti pare un caso?”.
“Mamma io… non lo so… io non sai come mi pento di aver messo il cazzo in bocca a quella stronza che non succhiava nemmeno tanto bene”.
“Ecco appunto. Anche li… a questa stai quasi sui coglioni per vent’anni e poi una sera, di punto in bianco ti succhia il cazzo… guarda caso davanti a una telecamera? Ma non ti fa strano? E poi, quando arrivate al dunque, quando provi a farle un servizio completo lei chiude le gambe? Ma dai. Fidati, ne so qualcosa, se succhi i cazzi sotto hai le fregole, la fica ti pulsa per essere tappata subito. Fidati, lo so per esperienza”.
Lui sorrise, su questo non aveva dubbi.
“Ti hanno fregato figlio mio. Hanno creato questa messa in scena del tradimento per darti il ben servito e spremerti il più possibile”.
Mattia scosse la testa. Difficile accettarlo ma la mamma aveva ragione.
Si alzò in piedi rabbioso “Cristo adesso vada da Marta e la piglio a schiaffoni”.
“Ecco bravo così ti denuncia anche… bravo scemo!”.
Dalla rabbia il cazzo gli era venuto durissimo e svettava in salotto come un bastone.
“E allora che cazzo devo fare mamma?”.
Lei gli si avvicinò e gli accarezzo delicatamente la verga. “Adesso andiamo a letto così plachiamo questa bella erezione e ti calmi anche un po’ dopo qualcosa faremo. La tua mamma ha già un idea” sorrise baciandolo ancora mentre gli strofinava i seni sul petto.
Detto fatto andarono in camera da letto. Marianna si mise subito a pecorina per offrirgli il meglio di se. Mattia eretto al massimo la montò da dietro rabbioso, arrapato ma anche fiducioso.
Se la mamma aveva un piano nulla era ancora perduto.
Ma come cazzo era successo? Da dove era uscito quel cazzo di video?
Ora che la mamma lo stava facendo rilassare nel modo migliore i pezzi cominciavano ad incastrasi soprattutto perché Marianna pareva più brava di lui a fare i puzzle.
“Dunque ciò che sappiamo è che il video è stato fatto probabilmente dal sedile posteriore. Era l’unico modo perché si potesse vedere bene in faccia sia me che lei e contemporaneamente inquadrare il mio uccello nella sua bocca. Ma, e sono certo, sul sedile posteriore non c’era nessuno”.
“Lei ha detto che aveva lasciato il cellulare acceso per caso giusto?” disse Marianna accomodandosi sul divano accanto a lui.
“Si ma come abbia fatto il cellulare a finire dietro, mettersi nella giusta posizione e riprendere la pompa…non so. Al massimo se le fosse caduto acceso dalla borsa ci avrebbe ripreso dai piedi verso l’alto e non così bene”.
“Peccato che non hai il video” disse Marianna accandendosi una sigaretta.
“A porcella mi vuoi vedere spompinato da quella”.
“Sciocco -disse lei- mentre si toglieva la sigaretta di bocca e gliela porgeva per fargli fare due tirate- dicevo che magari col video avremmo qualche indizio in più. E poi, se voglio vedere mio figlio che si fa spompinare faccio da sola” rise e visto che erano già entrambi completamente nudi si chinò sul grembo di Mattia poggiandogli addosso le belle tettone, lo prese in bocca già parecchio duro e iniziò a succhiare beatamente.
“Cristo che succhio mamma” genette Mattia in estasi. Per anni Marta gli aveva negato il sesso orale, diceva che il cazzo in bocca non le piaceva molto. Mattia si era adattato rinunciando a quel piacere per amore suo. Adesso, dopo tre giorni a casa di sua madre sentiva che si stava rifacendo con gli interessi di tutto quel sesso orale negato.
Marianna amava succhiare cazzi. Non solo si mostrava sempre disposta a fare un lavoretto di gola ma lo faceva anche con il dovuto entusiasmo di chi sta facendo una cosa che gli piace.
Mentre Mattia si godeva beato la sua sigaretta la mamma continuò in apnea, con la lingua che leccava la cappella nei punti giusto mentre gli batteva sulla gola.
Le venne in bocca. Marianna bevve quasi tutto come se fosse miele.
Si alzò con la sborra del figlio che ancora le colava dalla bocca giù lungo il seno, lo baciò in bocca. Poi fissandolo seria gli disse “Ragazzo mio secondo me ti hanno incastrato”.
“Incastrato? In che senso mamma?”.
“Ti spiego -disse mentre con un fazzoletto si puliva lentamente le tettone sborrate- due mesi fa hai finito di pagare il mutuo giusto?”.
“Si, dopo vent’anni la casa è nostra…”.
La madre annuì “adesso è molto probabile che se la tenga visto che è casalinga e ci vive con tua figlia. Non sono esperta di legge ma mi sa che la casa te la frega”.
“Probabile” annuì lui.
“E poi ci sono i soldi. Il fondo che ti ha lasciato tuo padre. Duecentomila euro ben investiti che ti danno un bel gruzzolo ogni anno esatto?”.
Mattia annuì di nuovo pulendosi il cazzo con lo stesso fazzoletto della madre.
“Siccome non avete accordi prematrimoniali metà di quei soldi vanno a lei giusto?”.
“Temo di si” sbuffò Mattia incazzato.
“Se non sbaglio mi hai detto che il fondo quest’anno deve essere rinnovato se non si vuole disinvestire”.
“Si, si…”.
“E quando dovresti rinnovarlo?”.
“Un paio di mesi mi pare…non ricordo bene mamma”.
Per riavere la sua attenzione Marianna allungò la mano e gli pizzicò il cazzo.
“Aia!”.
“Ci sei figlio mio? Sei sveglio?”.
“Mamma io…”
“Ma ragiona cavolo. Sono anni che scopate col contagocce, che vi sopportate e solo adesso con la casa pagata e il fondo libero di essere usufruito lei pianta questa grana della separazione.
E tu lo sai, perché lo sai, che si terrà la casa, centomila euro e probabilmente dovrai anche passarle qualcosa per tua figlia almeno fino ai 21 anni. Ma ragiona cavolo ti pare un caso?”.
“Mamma io… non lo so… io non sai come mi pento di aver messo il cazzo in bocca a quella stronza che non succhiava nemmeno tanto bene”.
“Ecco appunto. Anche li… a questa stai quasi sui coglioni per vent’anni e poi una sera, di punto in bianco ti succhia il cazzo… guarda caso davanti a una telecamera? Ma non ti fa strano? E poi, quando arrivate al dunque, quando provi a farle un servizio completo lei chiude le gambe? Ma dai. Fidati, ne so qualcosa, se succhi i cazzi sotto hai le fregole, la fica ti pulsa per essere tappata subito. Fidati, lo so per esperienza”.
Lui sorrise, su questo non aveva dubbi.
“Ti hanno fregato figlio mio. Hanno creato questa messa in scena del tradimento per darti il ben servito e spremerti il più possibile”.
Mattia scosse la testa. Difficile accettarlo ma la mamma aveva ragione.
Si alzò in piedi rabbioso “Cristo adesso vada da Marta e la piglio a schiaffoni”.
“Ecco bravo così ti denuncia anche… bravo scemo!”.
Dalla rabbia il cazzo gli era venuto durissimo e svettava in salotto come un bastone.
“E allora che cazzo devo fare mamma?”.
Lei gli si avvicinò e gli accarezzo delicatamente la verga. “Adesso andiamo a letto così plachiamo questa bella erezione e ti calmi anche un po’ dopo qualcosa faremo. La tua mamma ha già un idea” sorrise baciandolo ancora mentre gli strofinava i seni sul petto.
Detto fatto andarono in camera da letto. Marianna si mise subito a pecorina per offrirgli il meglio di se. Mattia eretto al massimo la montò da dietro rabbioso, arrapato ma anche fiducioso.
Se la mamma aveva un piano nulla era ancora perduto.
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