Al residence in città
di
Messalina
genere
confessioni
[ ] Quel mattino accompagnammo Lucrezia alla stazione degli autobus. Speravamo di trovarne uno che avesse un posto libero per Napoli, ma la nostra ricerca fu vana. La stazione dei bus si trovava in città, una grande piazza confinante anche con la stazione ferroviaria. A circa cinquecento metri vi era la sede della guardia costiera, una vecchia caserma comprendente anche un porticciolo per lance e motovedette. Poco distante il piccolo porto dei pescatori affiancava unporto piu grande per nave e traghetti. Un autobus partiva in serata . Volevo visitare la città, enzo invece avevava voglia di mare allora lui tornò al villaggio, veniva a prendermi la sera per le diciotto ora in cui partiva il bus. Restate sole cominciammo a girate la città che a dire il vero non era tanto grade ed inoltre pareva concentrica ,tutte le strade portavano a quella piazza. Avevo fame, ero stata tutta la notte sveglia ed avevo nello stomaco solo sborra,nonostante ne fosse molta risentivo dei morsi della fame. Prima di cominciare il tour ci sedemmo fuori ad un bar a mangiare qualcosa. Lei prese un te con dei biscotti secchi io mangiai una brioche e bevvi un succo di frutta
[ ] Come prezzi erano un po carucci si vede che essere turisti equivale ad essere pollo da spennare. Feci le mie rimostranze al cassiere riportando anche lequivalenza turista uguale pollo. Uscendo dal bar due uomini sulla trentina ci fermarono« certo voi pollasrtre avete poche piume,sareste subito nude».
[ ] Tirammo dritte ed entrammo nel vicino negozio di scarpe. Cominciai a misurare modelli diversi dal classico al moderno, il pop, lo stravagante. Indossavo una minigonna ed un toppino striminzito. Il commesso sudava freddo nel provarmi le scarpe, ogni volta che prendeva il mio piede in mano fra le mie gambe si apriva il paradiso. Mia cognata assisteva divertita alla scena, e puntualmente ogni scarpa che provavo mon le piaceva vome mi calzava. Povero commesso non solo gli mettemmo a soqquadro un negozio, quando poi lo lasciammo a cazzo duro. Nel negozio di intimo mi provai alcuni completini, lascia la tenda del camerino aperta e dalla cassa si vedeva tutto . Il cassiere sembrava un contorsionista quando improvvisamente mi giravo verso di lui, per far vedere che non guardava si girava di scatto . Si fece rosso rosso in viso credevo che stesse scoppiando con la pressione, e con il cazzo nelle mutande. Fu piu fortunato comprai un minicostume, che a malappena copriva l'essenziale. Scendemmo poi verso il porto da lontano vedevamo un grappolo di uomini riuniti non si capiva intorno a che.«Buonuomo le che vine da quel gruppo mi sa dire cosa accade?» «è arrivato il pescato fresco» Ringraziai e proseguimmo sui nostri passi. Più ci avvicinavamo più sentivamo il brusio delle voci, non erano grida ma voci un po più alte che arrivano s superare il brusio per farsi sentire, non erano cattive. Arrivammo vicino, cerano cestini e bagnine piene di pesci cernie , Marsilio,qualche triglia e poi ancora scorfano, gallinelle ecc . In una bagnina un po piu grande nuotavano dei polipi Avrei pure comprato qualcosa ma poi si doveva cucinare lavare poi pentole piatti e stoviglie,nooo lasciamo perdere stiamo in vacanza. Andammo a mangiare in un ristorante non era molto grande ma era caratteristico si chiamava"Il buco del marinaio" non so perche quel nome faceva ridere un marinaio ha in solo buco , quello del culo . Mentre mangiavamo vennero sei pescatori parlavamo di reti , di pesci , reti da lancio e reti da strascico parlavano su quali scogli si potevano trovare i polipi e dove i ricci e granchi. Io li ascoltavo affascinata , amo il mare e poi mi incanto con i pesci di tutti i tipi , quelli di mare mi affascinano quelli di terra mi fanno sognare . Lucrezia al contrario di me si annoiava voleva andare via io le dicevo che saremmo andate via a breve . Uno di quei pescatori notò che si annoiava ed allora la invito a visitare la sua barca. Un cabinato rozzo , vecchio ma ben attrezzato per la pesca d'alto bordo . Passo un ora non tornava cominciai a preoccuparmi. Chiesi ad uno di loro se mi accompagnava al peschereccio . I due meno ubriachi mi presero sottobraccio e mi accompagnarono. Per strada le loro mani parevano tentacoli mi si intrufolavano dappertutto. A dir la verità non mi dispiaceva ma ero preoccupata per la mia cognatina , quindi gli spostavo le mani per fare presto. Quando arrivammo la sentivo lamentarsi, corsi allora verso quella voce,ma piu mi avvicinavo più capivo che non erano lamenti ma mugolii di piacere . La vidi li che li a pecora che lo stava prendendo in culo,mi fece un effetto strano,mi toccai. Era la prima volta che guardavo, ero stata sempre io la protagonista mentre ora ero una voyeur e mi piaceva. Non durò molto fui raggiunta dagli altri due che vedendo mia cognata prenderlo beatamente in culo si dettero da fare. Uno si piazzo davanti a lei dandoglielo in bocca ,l'altro si mise dietro me e strusciava il suo cazzo tra il solco. Ero partita ormai volevo essere chiavata« bello cosa aspetti? Su via infilamelo in culo»come sentii che puntava il buchetto spinsi il bacino indietro e mi penetrai da sola. Il buchetto non era ancora umettato,quindi stavolta era veramente una penetrazione a secco. Mi fece male ,una lacrima mi rigo il viso,mentre mi lamentavo dal dolore. Eppure lo prendevo in culo puntualmente tutti i giorni gia da qualche anno e molte volte ne prendevo pure due contemporaneamente. Ahia il grido echeggiò forte rimbalzando sulle onde del mare ed unendosi ai versi fatti dai gabbiani che in picchiata ,a pelo d'acqua catturavano gli ignari pesci.
[ ] Ripensandoci ora trovo una certa analogia tra noi donne e i gabbiani, tutteddue prendiamo pesci,e tutteddue facciamo baccano,emettendo versi di gioia. E come i gabbiani una volta avvistato il pesce giusto non gli restava scampo. Il dolore fu forte la tentazione di sfilando anche ma attesi qualche istante ,l'ano si abituò a quel pezzo di carne estraneo ed allora piano piano cominciai a muovere il bacino avandi e indietto mentre lui restava fermo «adesso tocca a te fammi impazzire » gli dissi. Comincio a cavalcarmi il culo prima con veemenza, poi più piano, alternava colpi forti a colpi leggeri, delicati oserei dire, io avevo una mano che giocava sulle mie tette alternando fra le dita ora uno ora l'altro capezzolo .
[ ] L'altra mano stava martiriando i capezzoli a mia cognata che dal canto suo ora lo stava prendendo nella fessa e in bocca
[ ] Uscito dalla fessa di Lucrezia il pescatore volleassaggiare la mia ,a suel punt avevo un cazzonel culo una lingua nella fessa ,la mia mano che giocava con i capezzoli. Mi spostai un po, arrivai con la testa tra le sue gambe e cominciai a pulirgli la fessa ,leccai tutta la sborra che pochi attimi prima aveva ricevuto dentro. Cazzo che resistenza aveva quello che si chiavava la bocca di Lucrezia. Tutti noi sborrammo lui imperterrito continuava,la cognatina era stanca , presi il suo posto mentre lei mi leccava la fessa e mi martoriava i capezzoli. Qualche colpo di lingua ben assestato e il giovane venne senza ritegno nella mia bocca. Avrei continuato ma purtroppo era tardi. Quando arrivammo alla stazione Enzo già era la , noi ci fermammo per strada e nel bagno di un bar ci risciacquammo e riordinammo alla meglio. Prima di partire Lucrezia mi diede un bacio mozzafiato « ciao troia ci rivediamo a Napoli » aggiunse. Solo ciao gli dissi sconcertata da quel bacio profondo e passionale. Al ritorno in auto vigeva un silenzio terrificante,si percepiva la forte incazzatura di Enzo. Con un autocontrollo pazzesco riusci a chiedere dove fossimo state, gli dissi che avevamo visitato un peschereccio« questo si sente dalla puzza» disse« ma si sente pure puzza di sborra» sentendogli pronunciare queste parole la fessa comincio a gocciolare come un rubinetto senza che perde « andiamo presto a casa mi farò perdonare » Enzo ingrano la marcia e spinse sull'acceleratore finalmente saremmo stati soli
[ ] Come prezzi erano un po carucci si vede che essere turisti equivale ad essere pollo da spennare. Feci le mie rimostranze al cassiere riportando anche lequivalenza turista uguale pollo. Uscendo dal bar due uomini sulla trentina ci fermarono« certo voi pollasrtre avete poche piume,sareste subito nude».
[ ] Tirammo dritte ed entrammo nel vicino negozio di scarpe. Cominciai a misurare modelli diversi dal classico al moderno, il pop, lo stravagante. Indossavo una minigonna ed un toppino striminzito. Il commesso sudava freddo nel provarmi le scarpe, ogni volta che prendeva il mio piede in mano fra le mie gambe si apriva il paradiso. Mia cognata assisteva divertita alla scena, e puntualmente ogni scarpa che provavo mon le piaceva vome mi calzava. Povero commesso non solo gli mettemmo a soqquadro un negozio, quando poi lo lasciammo a cazzo duro. Nel negozio di intimo mi provai alcuni completini, lascia la tenda del camerino aperta e dalla cassa si vedeva tutto . Il cassiere sembrava un contorsionista quando improvvisamente mi giravo verso di lui, per far vedere che non guardava si girava di scatto . Si fece rosso rosso in viso credevo che stesse scoppiando con la pressione, e con il cazzo nelle mutande. Fu piu fortunato comprai un minicostume, che a malappena copriva l'essenziale. Scendemmo poi verso il porto da lontano vedevamo un grappolo di uomini riuniti non si capiva intorno a che.«Buonuomo le che vine da quel gruppo mi sa dire cosa accade?» «è arrivato il pescato fresco» Ringraziai e proseguimmo sui nostri passi. Più ci avvicinavamo più sentivamo il brusio delle voci, non erano grida ma voci un po più alte che arrivano s superare il brusio per farsi sentire, non erano cattive. Arrivammo vicino, cerano cestini e bagnine piene di pesci cernie , Marsilio,qualche triglia e poi ancora scorfano, gallinelle ecc . In una bagnina un po piu grande nuotavano dei polipi Avrei pure comprato qualcosa ma poi si doveva cucinare lavare poi pentole piatti e stoviglie,nooo lasciamo perdere stiamo in vacanza. Andammo a mangiare in un ristorante non era molto grande ma era caratteristico si chiamava"Il buco del marinaio" non so perche quel nome faceva ridere un marinaio ha in solo buco , quello del culo . Mentre mangiavamo vennero sei pescatori parlavamo di reti , di pesci , reti da lancio e reti da strascico parlavano su quali scogli si potevano trovare i polipi e dove i ricci e granchi. Io li ascoltavo affascinata , amo il mare e poi mi incanto con i pesci di tutti i tipi , quelli di mare mi affascinano quelli di terra mi fanno sognare . Lucrezia al contrario di me si annoiava voleva andare via io le dicevo che saremmo andate via a breve . Uno di quei pescatori notò che si annoiava ed allora la invito a visitare la sua barca. Un cabinato rozzo , vecchio ma ben attrezzato per la pesca d'alto bordo . Passo un ora non tornava cominciai a preoccuparmi. Chiesi ad uno di loro se mi accompagnava al peschereccio . I due meno ubriachi mi presero sottobraccio e mi accompagnarono. Per strada le loro mani parevano tentacoli mi si intrufolavano dappertutto. A dir la verità non mi dispiaceva ma ero preoccupata per la mia cognatina , quindi gli spostavo le mani per fare presto. Quando arrivammo la sentivo lamentarsi, corsi allora verso quella voce,ma piu mi avvicinavo più capivo che non erano lamenti ma mugolii di piacere . La vidi li che li a pecora che lo stava prendendo in culo,mi fece un effetto strano,mi toccai. Era la prima volta che guardavo, ero stata sempre io la protagonista mentre ora ero una voyeur e mi piaceva. Non durò molto fui raggiunta dagli altri due che vedendo mia cognata prenderlo beatamente in culo si dettero da fare. Uno si piazzo davanti a lei dandoglielo in bocca ,l'altro si mise dietro me e strusciava il suo cazzo tra il solco. Ero partita ormai volevo essere chiavata« bello cosa aspetti? Su via infilamelo in culo»come sentii che puntava il buchetto spinsi il bacino indietro e mi penetrai da sola. Il buchetto non era ancora umettato,quindi stavolta era veramente una penetrazione a secco. Mi fece male ,una lacrima mi rigo il viso,mentre mi lamentavo dal dolore. Eppure lo prendevo in culo puntualmente tutti i giorni gia da qualche anno e molte volte ne prendevo pure due contemporaneamente. Ahia il grido echeggiò forte rimbalzando sulle onde del mare ed unendosi ai versi fatti dai gabbiani che in picchiata ,a pelo d'acqua catturavano gli ignari pesci.
[ ] Ripensandoci ora trovo una certa analogia tra noi donne e i gabbiani, tutteddue prendiamo pesci,e tutteddue facciamo baccano,emettendo versi di gioia. E come i gabbiani una volta avvistato il pesce giusto non gli restava scampo. Il dolore fu forte la tentazione di sfilando anche ma attesi qualche istante ,l'ano si abituò a quel pezzo di carne estraneo ed allora piano piano cominciai a muovere il bacino avandi e indietto mentre lui restava fermo «adesso tocca a te fammi impazzire » gli dissi. Comincio a cavalcarmi il culo prima con veemenza, poi più piano, alternava colpi forti a colpi leggeri, delicati oserei dire, io avevo una mano che giocava sulle mie tette alternando fra le dita ora uno ora l'altro capezzolo .
[ ] L'altra mano stava martiriando i capezzoli a mia cognata che dal canto suo ora lo stava prendendo nella fessa e in bocca
[ ] Uscito dalla fessa di Lucrezia il pescatore volleassaggiare la mia ,a suel punt avevo un cazzonel culo una lingua nella fessa ,la mia mano che giocava con i capezzoli. Mi spostai un po, arrivai con la testa tra le sue gambe e cominciai a pulirgli la fessa ,leccai tutta la sborra che pochi attimi prima aveva ricevuto dentro. Cazzo che resistenza aveva quello che si chiavava la bocca di Lucrezia. Tutti noi sborrammo lui imperterrito continuava,la cognatina era stanca , presi il suo posto mentre lei mi leccava la fessa e mi martoriava i capezzoli. Qualche colpo di lingua ben assestato e il giovane venne senza ritegno nella mia bocca. Avrei continuato ma purtroppo era tardi. Quando arrivammo alla stazione Enzo già era la , noi ci fermammo per strada e nel bagno di un bar ci risciacquammo e riordinammo alla meglio. Prima di partire Lucrezia mi diede un bacio mozzafiato « ciao troia ci rivediamo a Napoli » aggiunse. Solo ciao gli dissi sconcertata da quel bacio profondo e passionale. Al ritorno in auto vigeva un silenzio terrificante,si percepiva la forte incazzatura di Enzo. Con un autocontrollo pazzesco riusci a chiedere dove fossimo state, gli dissi che avevamo visitato un peschereccio« questo si sente dalla puzza» disse« ma si sente pure puzza di sborra» sentendogli pronunciare queste parole la fessa comincio a gocciolare come un rubinetto senza che perde « andiamo presto a casa mi farò perdonare » Enzo ingrano la marcia e spinse sull'acceleratore finalmente saremmo stati soli
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