Fine anno
di
Messalina
genere
confessioni
Quel giorno la fermacia aveva qualche cliente in più,essendo l'ultimo dell'anno chiudeva prima.
Io nel retro aspettavo il dottorino che venisse a passarmi l'unguento quando arrivò il titolare della farmacia « Lei cosa fa col culo all'aria aspetta qualche trattamento?» Dico che sto aspettando Lino deve passarmi l'unguento antidolorifico. In altre occasioni mi sarei ricomposta ma ora non ne avevo la forza il dolore era forte e quella posizionne era la più comoda. Dall'uscio che dava in farmacia vide che c'era tanta gente ed allora disse che se volevo me lo metteva lui altrimenti avrei dovuto aspettare parecchio. Non mi parve vero ,una persona tanto seria, aveva delegato sempre Lino a farmi il trattamento ora mi avrebbe servita lui. Be in effetti la posizione in cui stavo aveva fatto il suo effetto lo si vedeva dal rigonfiamento nei pantaloni. Mi passo un po di unguento sul buchetto ,poi se ne spalmò un po sul cazzo e plop mi entro dentro con grande facilità pur essendo un cazzo di tutto rispetto , superava i venti , doveva essere un ventitre per cinque credo. Mi godetti quel cazzo pure se il dolore era passato ,manon lo dissi per paura si togliesse. Cercavo in tutti i modi di nascondere il piacere che provavo , ma poi non resistetti e mugolii di piacrre uscivano dalla.mia bocca mentre il mio corpo fremeva sotto quei colpi sapientemente assestati. Venni di culo e lui mi venne dentro, lo caccio e volle che glielo pulissi
Mentre lo pulivo riprese vigore « e adesso vediamo come va la figa»
Wow era quello che volevo ma mon osavo chiederlo. Mi penetrò dolcemente facendo attenzione a non entrare troppo per non farmi male l'utero, entrava piano fino a che lo toccava appena allora si ritraeva piano piano prese le misure e comincio a chiavare forte io gemevo tremante di piacere per non farmi urlare mi tappo la bocca con del cerotto,. Con le mani giocava con il seno stringendo i capezzoli tra le dita. Nonostante il cerotto i miei mugolii si srntivano in farmacia allora Lino lascio i colleghi venne nel retrobottega , tolse il cerotto e mi tappo la bocca con il cazzo. Lo succhiai alacremente,con una voracità mai espressa prima fu subito duro, e mi arrivava in gola a volte provocandomi anche conati.
Squirtai contorcemdomi anche se il titolare mi teneva bloccata con il cazzo dentro dentro la fessa. Mi sentivo troia mi sentivo bene. Poi il titolare mi venne nella fessa mugugnando e trattenendosi dal gridare il suo piacere,Lino Poi mi venne in bocca anzi direi in gola direttamente dei fiotto poderosi, ma non mi.imfastidorono c'ero abituata. Dissi a Lino « voglio che mi chiavi» disse che ora non poteva ma l'indomani mattina era di turno se andavo presto mi avrebbe accontentata. Me ne andai tutta stzzita senza nemmeno ringraziare
Mentre attraversavo la strada pensavo che finalmente mi ero chiavata il gelido titolare della farmacia, erano anni che lo volevo . Arrivata a casa Enzo stava preparando dei panini con la mortadella lo baciai e poi mi andai a lavare i denti. Quando ritornai disse «oggi hai proprio un buon sapore». Mangiammo il panino, ma io volevo il salame non la mortadella gli dissi lui mi rispose che non c'era tempo dovevamo preparare ancora molte cose.« Su diamoci da fare vengono i tuoi genitore e le tue sorelle a cena non vorrai fare brutta figura ». Che palle le mie sorelle menomale che i mariti erano giocherelloni.
Io nel retro aspettavo il dottorino che venisse a passarmi l'unguento quando arrivò il titolare della farmacia « Lei cosa fa col culo all'aria aspetta qualche trattamento?» Dico che sto aspettando Lino deve passarmi l'unguento antidolorifico. In altre occasioni mi sarei ricomposta ma ora non ne avevo la forza il dolore era forte e quella posizionne era la più comoda. Dall'uscio che dava in farmacia vide che c'era tanta gente ed allora disse che se volevo me lo metteva lui altrimenti avrei dovuto aspettare parecchio. Non mi parve vero ,una persona tanto seria, aveva delegato sempre Lino a farmi il trattamento ora mi avrebbe servita lui. Be in effetti la posizione in cui stavo aveva fatto il suo effetto lo si vedeva dal rigonfiamento nei pantaloni. Mi passo un po di unguento sul buchetto ,poi se ne spalmò un po sul cazzo e plop mi entro dentro con grande facilità pur essendo un cazzo di tutto rispetto , superava i venti , doveva essere un ventitre per cinque credo. Mi godetti quel cazzo pure se il dolore era passato ,manon lo dissi per paura si togliesse. Cercavo in tutti i modi di nascondere il piacere che provavo , ma poi non resistetti e mugolii di piacrre uscivano dalla.mia bocca mentre il mio corpo fremeva sotto quei colpi sapientemente assestati. Venni di culo e lui mi venne dentro, lo caccio e volle che glielo pulissi
Mentre lo pulivo riprese vigore « e adesso vediamo come va la figa»
Wow era quello che volevo ma mon osavo chiederlo. Mi penetrò dolcemente facendo attenzione a non entrare troppo per non farmi male l'utero, entrava piano fino a che lo toccava appena allora si ritraeva piano piano prese le misure e comincio a chiavare forte io gemevo tremante di piacere per non farmi urlare mi tappo la bocca con del cerotto,. Con le mani giocava con il seno stringendo i capezzoli tra le dita. Nonostante il cerotto i miei mugolii si srntivano in farmacia allora Lino lascio i colleghi venne nel retrobottega , tolse il cerotto e mi tappo la bocca con il cazzo. Lo succhiai alacremente,con una voracità mai espressa prima fu subito duro, e mi arrivava in gola a volte provocandomi anche conati.
Squirtai contorcemdomi anche se il titolare mi teneva bloccata con il cazzo dentro dentro la fessa. Mi sentivo troia mi sentivo bene. Poi il titolare mi venne nella fessa mugugnando e trattenendosi dal gridare il suo piacere,Lino Poi mi venne in bocca anzi direi in gola direttamente dei fiotto poderosi, ma non mi.imfastidorono c'ero abituata. Dissi a Lino « voglio che mi chiavi» disse che ora non poteva ma l'indomani mattina era di turno se andavo presto mi avrebbe accontentata. Me ne andai tutta stzzita senza nemmeno ringraziare
Mentre attraversavo la strada pensavo che finalmente mi ero chiavata il gelido titolare della farmacia, erano anni che lo volevo . Arrivata a casa Enzo stava preparando dei panini con la mortadella lo baciai e poi mi andai a lavare i denti. Quando ritornai disse «oggi hai proprio un buon sapore». Mangiammo il panino, ma io volevo il salame non la mortadella gli dissi lui mi rispose che non c'era tempo dovevamo preparare ancora molte cose.« Su diamoci da fare vengono i tuoi genitore e le tue sorelle a cena non vorrai fare brutta figura ». Che palle le mie sorelle menomale che i mariti erano giocherelloni.
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