Al mercato 3
di
Messalina
genere
confessioni
Eravamo agli sgoccioli , ormai l'anno stava per finire,dovevo sbrigarmi non volevo arrivare al trentuno senza sapere i prezzi di tutto. Il pesce se andavo presto lo trovavo gratis, anche le banane e verdure varie erano assicurate. Avevo gia preso le mutandine rosse,un completino che era un bijoux. Avevo preso pure una maglietta con relative gonne anch'esse regalate da una coppia di novelli sposi.
Quel mattino ripresi il giro nel mercato passai vicino al banco dei salumi«signurì teng o salam bell chill Napolitano, e tengo o zampone e Modena oppure o cotechino Emiliano » Gia mi ero dimenticata proprio che mi mancava il zampone ma passai oltre volevo comprare un paio di stivaletti. Trovai uno stend che aveva una grande scelta tra stivali e scarpe. Volli provarne alcuni, guardo i modelli e scelgo , vi erano slcuni bellissimi. Chiamo il commesso mi fa accomodare su uno sgabello non molto alto poi pende il primo modello, mi sfila la mia ballerina, nel mentre gli occhi cadono in mezzo alle mie gambe. Cominciò a sudare , si aspettava una mutandina non certo la parte più intima del mio corpo nuda. Vedeva la mia pelle partire nuda dall'inguine,salire e formare le grandi labbra della vagina . Allora avevo il pelo rosso , non era di moda il radersi la fessa,certamente era piu bella allora. Ricordo quanfo immergevo la mia lingia in una fessa, avebo quei peli ,il più delle volte bagnati,che mi.accarezzavano il viso ,una sensazione straordinaria
Ma anche come estetica era piu bella, potevi aggiustare quei peli come volevi in modo da dare alla fessa un tocco personale. La sorpresa di quel commesso si tramutò in eccitazione, ed io sadica lo provocavo continuamente
«No questa è troppo stretta, no questa non mi piace ,proviamo qualcosa di diverso ? » . Aveva degli stivali lunghi ch arrivavano a fasciare anche mezza coscia ma se tirati bene risalivano fino all'inguine
Con la scusa di sistemarli mi strusciava la fessa sudava come um maiale in quella impeccabile divisa da lavoro. Aveva un maglioncino di lana con lo scollo a V sopra una camicia rigorosamente bianca ed una cravatta che gli cingeva il collo un pantalone classico di panno pesante e delle scarpe classiche con suola in vero cuoio. Mi faceva pena vederlo sudare così e mi compiacevo vedendo l'effetto che facevo al suo cazzo che quasi rompeva la patta dri pantaloni per uscire da quella che ormai sembrava una gabbietta
Anche io non ne potevo piu tutto quello strofinare mi aveva eccitata.
Mentre mi dava l'ennesima strusciata gli bloccai la mano e me la misi dentro emanando un gemito di piacere. Il ghiiaccio era rotto allora mi prese per mano e mi porto dietro degli scatoloni , lo caccio fuori e volle chiavarmi . Io a quattro zampe ero una cagna ululante dal piacere lui si alternava nei due buchi. Questa particolare tecnica moi portò a godere contemporaneamente di culo e di fessa e posso assicurare che fu meraviglioso. Poi mi sborrò in culo , ma non pago me lo rimise nella fessa e gli pisciò dentro. Wow era la prima colta che subivo un lavaggio così ,dal piacere forte squirtai di nuovo . Non avevo mai pensato ad una pratica come il pissing, non so se sia il termine giusto, ma scoprii che essere pisciata dentro mi piaceva eccome, col tempo scoprii che mi piaceva pure essere posciata in bocca . Non trovai gli stivaletti che cercavo e il commesso disse che lindomani me li avrebbe procurati. Piu avanti trovai il banco dei salumi, mi servivano delle olive verdi da mettere nell'insalata e delle acciughe salate per lo stesso scopo. Sia le acciughe che le olive erano piccole allora stavo andando via quando il venditore mi fermo . « vien cu me to dong io ch'ella ca vuo» Lo seguii senza parlare e dietro il furgone caccio il cazzo fuori sempre in silenzio. Lo so dovevo andare via ma le mie ginocchia si piegarono e cominciai a sbaciucchiarlo. Gli presi le palle in bocca una alla volta ,cazzo come erano grandi poi con la lingua risalii l'asta leccandola tutta poi aprii la bocca per accoglierlo dentro , cazzo quasi mi slogava la mascella, mi ci volle un po per abituarmi a quella misura ma alla fine feci un buon lavoro . Quando mi pernetrò la fessa fu come mi sverginasse di nuovo eppure ero abituara a cazzi grandi. Alla fine la mia fessa si abituò e avvolse bene quel cazzo enorme . Dal canto mio provavo sempre più piacere , i nostri gemiti si mischiarono i nostri mugolii sembravano suoni gutturali.
Venni tra spasi gemiti e urla gi piacere,non avevo ritegno non mi interessava se qualcuno ci scorgesse , volevo gridare al mondo tutto il mio piacere. Mi prese di sorpresa mentre godevo mi giro e puntò il mostro ,io lo lasciai fare anzi, lo assecondai,quando diede il colpo per entrare gli andai incontro col bacino. Wow che dolore ma poi comi ciò a piacermi , mentre sentivo del liquido caldo scorrere vicino la gamba «Ti ho rotto il culo stai sanguinando» « Dai continua è cosi bello». Ero proprio una grande troia non badavo al sangue ma al piacere che mi dava il cazzo venni piu volte doi culo. Sgrillettarmi il clitoride mentre avevo la bestia nel culo mi faceva andare ai matti urlavo continuamente e lui divertoto mi chiavava piu forte. Poi sborro mentre spingeva ilcazzo sempre piu dentro quasi a voler fare entrare pure le palle, mi teneva per i fianchi stretta a lui io sentivo i fiotti di sborra arrivarmi quasi alla gola ne fece molta poi si rilasso , mi rimase dentro finché moscio ne usci da solo. Si rivesti memtre io mi sentivo vuota,avevo un grande buco dietro mi alzai a stento per il dolore lui mi diede olive verdi e acciughe grandi. Dolorante ma soddisfatta tornai a casa avevo fatto altre due opere buone, altrimenti avrebbero fatto brutta figura presentandosi con i cazzi duri davanti ai clienti
A casa non ci potevo stare dal dolore , mi venne in mente che il farmacista aveva una pomata miracolosa ma la farmacia era in orario di spacco mi tocco aspettare.
Quel mattino ripresi il giro nel mercato passai vicino al banco dei salumi«signurì teng o salam bell chill Napolitano, e tengo o zampone e Modena oppure o cotechino Emiliano » Gia mi ero dimenticata proprio che mi mancava il zampone ma passai oltre volevo comprare un paio di stivaletti. Trovai uno stend che aveva una grande scelta tra stivali e scarpe. Volli provarne alcuni, guardo i modelli e scelgo , vi erano slcuni bellissimi. Chiamo il commesso mi fa accomodare su uno sgabello non molto alto poi pende il primo modello, mi sfila la mia ballerina, nel mentre gli occhi cadono in mezzo alle mie gambe. Cominciò a sudare , si aspettava una mutandina non certo la parte più intima del mio corpo nuda. Vedeva la mia pelle partire nuda dall'inguine,salire e formare le grandi labbra della vagina . Allora avevo il pelo rosso , non era di moda il radersi la fessa,certamente era piu bella allora. Ricordo quanfo immergevo la mia lingia in una fessa, avebo quei peli ,il più delle volte bagnati,che mi.accarezzavano il viso ,una sensazione straordinaria
Ma anche come estetica era piu bella, potevi aggiustare quei peli come volevi in modo da dare alla fessa un tocco personale. La sorpresa di quel commesso si tramutò in eccitazione, ed io sadica lo provocavo continuamente
«No questa è troppo stretta, no questa non mi piace ,proviamo qualcosa di diverso ? » . Aveva degli stivali lunghi ch arrivavano a fasciare anche mezza coscia ma se tirati bene risalivano fino all'inguine
Con la scusa di sistemarli mi strusciava la fessa sudava come um maiale in quella impeccabile divisa da lavoro. Aveva un maglioncino di lana con lo scollo a V sopra una camicia rigorosamente bianca ed una cravatta che gli cingeva il collo un pantalone classico di panno pesante e delle scarpe classiche con suola in vero cuoio. Mi faceva pena vederlo sudare così e mi compiacevo vedendo l'effetto che facevo al suo cazzo che quasi rompeva la patta dri pantaloni per uscire da quella che ormai sembrava una gabbietta
Anche io non ne potevo piu tutto quello strofinare mi aveva eccitata.
Mentre mi dava l'ennesima strusciata gli bloccai la mano e me la misi dentro emanando un gemito di piacere. Il ghiiaccio era rotto allora mi prese per mano e mi porto dietro degli scatoloni , lo caccio fuori e volle chiavarmi . Io a quattro zampe ero una cagna ululante dal piacere lui si alternava nei due buchi. Questa particolare tecnica moi portò a godere contemporaneamente di culo e di fessa e posso assicurare che fu meraviglioso. Poi mi sborrò in culo , ma non pago me lo rimise nella fessa e gli pisciò dentro. Wow era la prima colta che subivo un lavaggio così ,dal piacere forte squirtai di nuovo . Non avevo mai pensato ad una pratica come il pissing, non so se sia il termine giusto, ma scoprii che essere pisciata dentro mi piaceva eccome, col tempo scoprii che mi piaceva pure essere posciata in bocca . Non trovai gli stivaletti che cercavo e il commesso disse che lindomani me li avrebbe procurati. Piu avanti trovai il banco dei salumi, mi servivano delle olive verdi da mettere nell'insalata e delle acciughe salate per lo stesso scopo. Sia le acciughe che le olive erano piccole allora stavo andando via quando il venditore mi fermo . « vien cu me to dong io ch'ella ca vuo» Lo seguii senza parlare e dietro il furgone caccio il cazzo fuori sempre in silenzio. Lo so dovevo andare via ma le mie ginocchia si piegarono e cominciai a sbaciucchiarlo. Gli presi le palle in bocca una alla volta ,cazzo come erano grandi poi con la lingua risalii l'asta leccandola tutta poi aprii la bocca per accoglierlo dentro , cazzo quasi mi slogava la mascella, mi ci volle un po per abituarmi a quella misura ma alla fine feci un buon lavoro . Quando mi pernetrò la fessa fu come mi sverginasse di nuovo eppure ero abituara a cazzi grandi. Alla fine la mia fessa si abituò e avvolse bene quel cazzo enorme . Dal canto mio provavo sempre più piacere , i nostri gemiti si mischiarono i nostri mugolii sembravano suoni gutturali.
Venni tra spasi gemiti e urla gi piacere,non avevo ritegno non mi interessava se qualcuno ci scorgesse , volevo gridare al mondo tutto il mio piacere. Mi prese di sorpresa mentre godevo mi giro e puntò il mostro ,io lo lasciai fare anzi, lo assecondai,quando diede il colpo per entrare gli andai incontro col bacino. Wow che dolore ma poi comi ciò a piacermi , mentre sentivo del liquido caldo scorrere vicino la gamba «Ti ho rotto il culo stai sanguinando» « Dai continua è cosi bello». Ero proprio una grande troia non badavo al sangue ma al piacere che mi dava il cazzo venni piu volte doi culo. Sgrillettarmi il clitoride mentre avevo la bestia nel culo mi faceva andare ai matti urlavo continuamente e lui divertoto mi chiavava piu forte. Poi sborro mentre spingeva ilcazzo sempre piu dentro quasi a voler fare entrare pure le palle, mi teneva per i fianchi stretta a lui io sentivo i fiotti di sborra arrivarmi quasi alla gola ne fece molta poi si rilasso , mi rimase dentro finché moscio ne usci da solo. Si rivesti memtre io mi sentivo vuota,avevo un grande buco dietro mi alzai a stento per il dolore lui mi diede olive verdi e acciughe grandi. Dolorante ma soddisfatta tornai a casa avevo fatto altre due opere buone, altrimenti avrebbero fatto brutta figura presentandosi con i cazzi duri davanti ai clienti
A casa non ci potevo stare dal dolore , mi venne in mente che il farmacista aveva una pomata miracolosa ma la farmacia era in orario di spacco mi tocco aspettare.
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