Al mercato ultimo atto

di
genere
confessioni

In quattro giorni al mercato avevo fatta molte buone azioni non facendo uscire in pubblico commercianti col cazzo duro nei pantaloni. Le cose fatte per beneficenza non possono definirsi corna ,nientaffatto. Nemmeno lesbicare è trsdimento. Potrebbe essere tradimento quello dei due salumieri ma nemmeno era una spiegazione pratica della differenza tra cotechino e zampone
Forse l'ho capita ma avrei bisogno di ripetizioni per essere certa , ma ormai non c'è piu tempo, vedremo se l'anno prossimo me lo ricordo. Erano le cinque del mattino che mi svegliai, non volevo fare troppo tardi ed allora mi feci una doccia per svegliarmi del tutto. Non so perché indugiai nelle parti intime lavando e strofinando ben bene,infondo io andavo a prendere il pesce. Arrivai alle sei fuori al banco dei pescii, stava servendo un cliente quando mi vide « Nicola servi tu il Signore io ho un po da fare» . Mi afferrò il polso e mi portò dietro la piila di banchi alti,tutto come laltra volta io in ginocchio presi il sup cazzo in bocca. E mentre mi domandavo il perché se ne aggiunse un'altro
Lasciai il primo e presi il secondo, mentre sentivo la lingua del primo stuzzicarmi la fessa. Ed ecco che si affianco un terzo allora lasciai il secondo e mi buttai sul terzo . Il secondo giocò un po col buchetto mentre il primo mi penetrava la fessa ,e dopo un pomi penetro il culo un po perché era enorme un po perche era impedito in parte da quello avanti dovette forzare un po di più per farlo entrare. Sentii dolore e pensai " menomale che la farmcia è aperta" . A questo punto avevo i tre buchi occupati cambiarono posto e poi il primo mi sborro in bocca mentre gli altri due continuarlno a chiavarmi chi il culo chi la fessa. Ingoiai tutto e mi trovai un'altro cazzo da leccare, i buchi pieni erano sempre tre mentre vedevo il primo andare via. Ci fu un'altro cambio e mi trovai col cazzo del secondo in bocca mentre la fessa e il culo eramo sempre piene anche questo mi sborro in bocca ed io ingoiai tutto. Gli pulii il cazzo mentre ancora mi chiavavano, il suo posto fu preso da un'altro ,era il quinto cazzo che succhiavo. Mi facevo i conti erano cinque ma arrivarono a sette mentre mi srntivo piu puttsna , piu troia, ne volevo di più ,sempre di più anche se cominciavo ad essere piena ,non deglutire piu tutta la sborra che mi colava ormai sul corpo. Non reggevo più il cazzo in bocca e allora sborravano sul mio viso ,sul mio corpo. I miei buchetti ormai incandescenti gridavano ancora vogliosi di cazzo ma non ce n'erano più . Tutti e sette i pescivendolo mi chiavarono prendendosi ognuno la sua razione di culo ,fessa e bocca. Il titolare mi diede dai frutti di mare ai crostacei , mi regalo delle astici e persino un'aragosta dicendomi troia te lo sei meritato tutto sto pesce. Io lorda di sperma andai via dopo essermi ripulita alla meglio, passai fuori allo stand dove presi lo zampone , ero tentata ad entrare ma non lo feci avevo preso troppo pesce e si sa il pesce puzza ,anche se fresco puzza. Poi a quella puzza si aggiunse la puzza di sborra allora preferii non entrare ma andare a casa a farmi una doccia fredda rigenerante poi calda ripulente.
Enzo dormiva candido,nemmeno stavolta lo avevo tradito ero andata li per prendere il pesce e ne presi in abbondanza. Il rumore del phon lo sveglio « amore ho sognato che mi tradivi» disse io gli presi la testa tra le mani lo guardai negli occhi e dissi «Non potrei mai tradirti sei e rimarrai il mio amore per sempre». Poi lo baciai, non avevo ancora lavato i denti , mi piaceva tenere quel sapore di sperma in bocca . « che buon sapore ha il tuo bacio stamattina » finnii di prepararmi e scesi in farmacia avevo bisogno dell'unguento miracoloso
scritto il
2026-09-21
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