Il vicino

di
genere
confessioni

Non avevo voglia di giocare ne a tombola ne a carte ,allora andai fuori in giardino. Faceva freddo è vero ma il cielo era sgombro da nuvole,tappezzato da migliaia di stelle che mi facevano sognare.
Mi distesi sul lettino dove pocanzi ero stata chiavata e andai indietro nel tempo. Ritornai ad un cenone di alcuni anni fa l'anno in cui ero stata ad Ischia. Papà per ringraziare zia la invitò a trascorrere le feste natalizie insieme tutta la famiglia nostra ospite. La zia declinò in parte l'invito adducendo come scusa gli animali da governare e il negozio che in quei giorni non poteva restare chiuso,ma aggiunse che per il cenome e capodanno ci sarebbe stata. Appresa la notizia gioivo dentro me già pensavo a cosa avrei fatto con i miei cugini. Quella sera infatti memtre sparavano i fuochi io chiavavo con loro due. Più tardi lo zio chiese un bocchimo e glielo feci mentre il piu grande dei cugini mi inculava. Godetti tanto sllora come stavo godendo ora che mi stavo sparando un bel ditale rilassante. Da un balcone mei dintorni « una voce mi disse « sigmora vengo io a darle piacere?» «siiiiii siiiiii » mi scappo per il godimento non come risposta a lui
Me lo trovai in un attimo accanto a me , aveva scavalcato la recensione e mi puntava il cazzo gia duro alla bocca. Senza togliere le dita dalla fessa comimciai a succhiarlo anche se mi domandavo chi fosse. Squirtai come una fomtana e subito dopo lui mi penetrò, quel cazzo importante che accolsi nella fessa mi accese nuovi stimoli. Le pareti della mia fessa si allargavano e si stringevano al passaggio di quel membro, mi sembrava come la folla che si allargava e si inchinava al passaggio del re. Mentre fantsasticavo su questa cosa lo tirò fuori e mi pernetrò il culo. Era ancora largo per le chiavate precedenti ed allora entro facile, indolore quasi. Ando avanti per un po' poi lo tolse e ritorno nella fessa
Stabilì un alternanza due colpi nella fessa,e tre nel culo
Disse che gli piaceva di piu nel culo perché era piu stretto ,lo avvolgeva meglio. Avrei voluto continuasse in eterno ma non fu così, volle sborrarmi sulle zizze e sulla pancia, volle che la spalmassi e non la pulissi lasciandola seccare addosso. Ubbidii,e mentre me la spalmavo lui mi fece un video col suo telefono. I miei paremti giocavano ancora nessuno credo si sarebbe accorto di nulla. Papà er ormai stanco mi chiese se lo accompagnassi in camera ,la mamma gia dormiva da un pezzo lui si sedette sul letto accanto a lei e mentre gli slacciavo le scarpe lui si aprì la zip dei pantaloni cacciando fuori la sua bestiolina già quasi dura . A volte penso che io abbia preso da mio padre, mentre mia madre apatica era poco propensa al sesso io come papà ero sempre pronta e vogliosa . Ero gia china ed allora glielo presi in bocca e comincia um bocchino con i fiocchi. Mi tornava in mente la guida dello zio quando mi insegno a fare i bocchini.
« lecca ,prendilo tra le labbra , succhia , apri la bocca fallo arrivare in gola » mi diceva questo ed altro ed alla fine mi diceva che avevo un talento innato e che sarei diventata una grande bocchinara. Poi però si arrabbio quando sputai lo sperma,la sera successiva non voleva farmi succhiare ,io lo supplica promettendo che avrei ingoiato la sua crema ,ed allora mi accontento come io accontentai lui e dopo mi leccai pure le labbra in segno di gradimento. Intanto il membro di papa era bello dritto « troia ti voglio». Lo feci stendere a fianco a mamma e a cavalcioni mi calai su quel cazzo incurante del respiro pesante, quasi un russare, della mamma. Mmmmmmmm godetti quasi come lo prendessi la prima volta oggi, lui non si muoveva si limito a giocare con.ilmio seno, i miei capezzoli. Divennero come proiettili e dopo un po venni. Il suo cazzo era zuppo dei miei umoro allora mi girai sempre a cavalcioni dandogli le spalle gli diedi pure il culo. Mia madre girata su un lato dormiva anche se non sentivo piu il rifiatare pesante , chissà forse era sveglia ma non me ne fregava volevo solo godermi il cazzo del mio papa ,quello che amavo di più. « troia vacci piano non urlare così potresti svegliare mamma» parole andate al vento anzi mi fecero perdere il controllo e accellerai la chiavata , saliva e scendeva dentro di me con una velocità da formula uno godetti alla grande urlando forte il mio piacere poi lui mi sborrò dentro quando mi spostai disse « sei proprio una zoccola che volevi fare? Volevi si svegliasse?» Non risposi imboccai la porta ma prima di uscire mi girai e la guardai aveva il viso rigato dalle lacrime , allora a testa alta lasciai la stanza. Non ha mai accennato una sola volta a quell'episodio.
scritto il
2026-09-27
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