Al mercato

di
genere
confessioni

Natale era passato con i suoi pro e contro. Certo ne ho combinato tante per far arrabbiare Enzo, non geloso mi lascia libera,ma stavolta devo averlo toccato di brutto per arrabbiarsi così. Comunque pare che l'ultimo giorno l'ho recuperato,ci siamo scambiati senza nessun acredine la moglie di suo fratello.
Lasciai questi tre giorni alle spalle con il mio proposito di essere una buona moglie per Enzo, si avvicinava fine anno ed io volevo fosse orgoglioso di me. Mi sentivo forte , sapevo che ci sarei riuscita ,ero determinata ,sicura di me.
Andai al mercato rionale per farmi un idea su i prezzi, credevo si abbassassero, utopia Passai vicino al banco dei pesci« signuri venite ca ve faccio o scont,venite venite ve faccio vere che bellu pesc ca teng». A guardarlo era un arnese magro,cadente ,sembrava quasi che non si reggesse in piedi. Lo seguii dietro una pila di scanni uno nell'altro che celavano alla vista ciò che cera dietro , e dietro c'eravamo noi. Lui con il cazzo da fuori io in ginocchio a succhiare. Mi domandavo perché lo stessi prendendo in bocca . Lui di certo non mi aveva forzato, mi stava mostrando il pesce più bello. Continuai a succhiare finché noni sborrò in bocca ,ingoiai tutto, gli ripuliti il cazzo mi alzai e stavo andando via mi disse che se il trentuno mi serviva il pesce di ritornate la che lo avrebbe regalato, « però venite di mattino presto cosi vi servo meglio ». Lo stand successivo vendeva indumendi intimi, diedi uno sguardo ,cercavo una mutandina rossa. Ne vidi una assai carina mi chiesi se mi calzava beme. Io non le indosso mai lultimo dell'anno si, poco prima della mezzanotte per dare il benvenuto al nuovo anno. Che usanza sciocca,non è meglio stare nuda ? Tanto poi quella notte se ne rompono parecchie. «Se le vuole provare vada nel furgone li c'è pure uno specchio» In effetti nel furgone c'era un angolo adibito a cabina di prova. Indossai quelle mutandine quasi con riluttanza,mi quardai allo specchio ma non vedevo bene dietro allora chiamai l'aiutante del commerciante che quasi timoroso sali nel furgone«Srcondo te come mi sta?» chiesi girando lentamente su me stessa. Il ragazzo sudava eppure faceva freddo poi disse « signo parit na dea» e rimase li incantato mentre io me le sfilavo.
«Che bellu cul ca tenit »disse mentre mi accarezzo una chiappa. Volevo prenderlo a schiaffi ma quando mi girrao vidi il suo volto sudato che senza parlare implorava di avermi. Mi piegai a novanta e dissi« forza un bel colpo forte fammi male» lui cercava del lubrificanti io dissi che lo volevo a secco. Caccio un cazzo asinino ,vedendolo pensai che mi avrebbe ucciso,poi lo punto sul buchetto e mentre con una mano teneva il cazzo in posizione laltra mi tappo la bocca. Aia strillai dal dolore,poi piano piano cominciò a piacermi,infondo ero abituata a prenderne anche due alla volta dentro e quello li equivaleva. Mi chiavò con forza ed io godetti tanto squirtai anche,poi mi vemne dentro. Mi regalo la mutanda gli diedi un bacio ed andai via . Si era fatto tardi ed avevo il culo im fiamme decisi di tornare a casa sarei ritornata lindomani a vedere altri stand. Per strada con la sborra che mi colava dal culo e mi rigava le gambe pensavo che non avevo tradito Enzo ma avevo fatto due opere buone.
scritto il
2026-09-18
237
visite
5
voti
valutazione
5.4
il tuo voto
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

L'epilogo

racconto sucessivo

Al mercato 2

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.