Al residence, l'alba
di
Messalina
genere
confessioni
Ritornato a casa verso le quattro e trenta, Lucrezia si appoggiò sul lettino , cadde in un sonno profondo ,russava addirittura . Io dal canto mio non riuscivo a dormire non per il russare di mia cognata ne per le smanie di Enzo,ma perché avevo un cruccio,avevo voglia di mio marito . Lo sollecitavo ma lui niente si scansava aveva sonno non riusciva a stare sveglio, ma anche lui aveva il cazzo duro non mi importò che dormisse gli salii addosso cazzo mi spinse via. Andai vicino al mare,lo facevo sempre quando ero triste, quando avevo bisogno di risposte. Io esprimevo sl mare le mie paure,le mie incertezze i miei desideri e.mi sedevo li poco distante dalla battigia ad osservare il mare baciare le mani alla terra. Restavo li incantata a guardare per ore quel rito ormai monotono ma non sempre uguale. Con la mente viaggiavo in epoche lontane, passate,dove la donna veniva osannata e protetta. Non mi sentivo la Beatrice di Dante, ne la Laura del Petrarca, ma mi sentivo parte integrante delle novelle del Boccaccio, quelle racchiuse nel Decamerone. Io ero la protagonista di queste novelle,desiderata e amata da uomini diversi dal marito. Queste novelle parevano trasferirsi nel mio quotidiano con un distinguo però, nelle novelle la protagonista fa becco il marito mentre nel mio quotidiano non tradisco Enzo, mi diverto. Intanto la notte è volata via le prime luci dell'alba appaiono allorizzonte per avvolgere poi tutto il paesaggio. Assorta nella magia dell'alba non mi accorgo del sopraggiungere di un ragazzo« scusa mi siedo qua accanto a te se permetti, è il posto migliore per vedere il sorgere del sole.». Non mi giro e non rispondo assorta come ero a guardare l'orizzonte cercando di capire dove su quella linea avvenisse il prodigio. Ed ecco aveva ragione il ragazzo lo avevamo proprio di fronte era il posto migliore per guardarlo. Bagliori di luci rosse si stagliavano nell'azzurro del cielo li dove si baciava con il mare. Poi una palla di fuoco emerse dalle acque e come piena di elio saliva su nel cielo mentre una scia rossa avanzava verso terra. Più la palla emergeva dalle acque piu la scia rossa veniva verso noi, verso terra. Ed ecco il momento più emozionante , la palla di fuoco emerge tutta e dalle acque comincia a scalare il cielo e rispecchiandosi nel mare da luce a tutta la terra. Questo momento mi emoziona sempre,questo è il momento che faccio l'amore con Enzo. Lo cerco anche ora , lo vedo affianco a me ,senza una parola mi abbasso con la testa tra le sue gambe incurante di alcuni spazzini,e di qualche cinquantenne con la pancetta che fa footing . Gli prendo il cazzo in bocca
Lo lavoro un po di lingua e un po di labbra poi viene l'affondo, me lo sento in gola ,stranamente non mi da fastidio. Infondo è tutto strano,che si sia rimpicciolito il cazzo di Enzo ? Apro gli occhi per constatare,cazzo non è Enzo allora mi alzo saluto ma quel giovane mi ferma « Scusa mi lasci così,? prima mi ecciti e poi te ne vai? Ti sembra giusto?» No che non era giusto ,ma io volevo Enzo. Lui mi guardava con occhi supplichevoli allora lo distesi schiena a terra e gli salii sopra a cavalcioni mi.impalai la fessa. Nonostante non fosse Enzo mi piaceva,lui giocava con le dita attorno ai capezzoli stringendoli poi tra li pollice e l'indice, cambiando ogni tanto mettendoli fra il medio e l'indice . Intanto la mia fessa avvolgeva il suo cazzo e li mie dita giocavano con il clitoride. Dalla stazza fisica credevo fosse piu resistente ,invece come tutti gli adolescenti non riusci a trattenersi,mi venne dentro. Potevo chiuderla li andarmene Tanto il cazzo gli si era afflosciato, ma volli essere generosa così lo ripresi in bocca e lo riporta ai più alti splendori. Mi girai, con le mani.aprii le chiappe e dissi «ora dai un colpo solo,fammi vedere se ne sei capace». Un grido di dolore mi usci mentre mi entrava al quale poi seguirono gridolini goduriosi. Prese a chiavarmi il culo con forti botte,non capivo se mi stava chiavando o mi voleva aprire in due,comunque mi piaceva.per la mia gioia stavolta si trattenne più volte dandomi il tempo a me di godere due volte. Poi venne lui questa volta mi girò e mi sborrò in bocca, bevvi tutto non ne persi manco una goccia. Lui si ricompose e se ne andò io restai li cinque inuti ancora rimurginando sull'accaduto. Non era tradimento credevo fosse Enzo. A casa Enzo era sveglio faceva colazione con la sorella, mi chiese dove ero andata risposi «a far l'amore col mare» e senza batter ciglio me lo baciai in bocca.« strano sapore hai ma mi piace»
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