Al residence la cognatina

di
genere
confessioni

Enzo ando a ricevere i parenti li fece parcheggiare nel garage,pago loro il ticket d'entrata e li accompagno al nostro appartamento. C'è la feci giusto in tempo a farmi un ditale, ero rimasta eccitata,dovevo per forza rischiare ed alla fine ce la feci. Dovete sapere che il mio orgasmo non è normale, no e molto rumoroso, grido al mondo il mio godimrndo, e non riesco a trattenere le mie grida di piacere. Certo fossero stati altri parenti tipo i miei essi sono abituati nel sentirmi godere ma si trattava dei genitori di Enzo. Mille volte mio marito mi aveva pregato di contenermi i suoi genitori non erano di mentalità aperta io protestavo e sbuffavo ma poi non gli ho fatto mai fare cattiva figura. Arrivarono , papa mamma e sorellina di Enzo baci abbracci e i soliti convenevoli ciò che mi colpi fu labbraccio con la sorella, sentii chiaramente una palpatina al culetto, che fossero vere le voci che correvano? Pensieri che svanirono subito stretta nell'abbraccio con il papà. La giornata era splendida ,assolata si ma con una brezza leggera che rendeva piacevole stare al sole. I miei suoceri in costume erano splendidi. Lei poco più di quarant'anni era nel pieno della maturazione , un fisico da favola poteva fare invidia a molte ventenni.
Il papà sembrava in bronzo di Riace era favoloso un fisico palestrato un costume a slippino dal quale si evinceva un pacco a riposo di considerevole misura,si vedeva che era il papà di Enzo ad occhio e croce avevano lo stesso pacco.
La sorella ben formata alta ma non tanto aveva un costume striminzito tanto scarso, il fratello la richiamo per questo ma la mamma intervenne dicendo che era giovane e quindi gli era permesso
In spiaggi però nonostante. La brezza il sole era cocente e a dire il vero si sudava anche. Immaginatevi io sudavo il doppio per il sole e perche sognavo che il cazzo di mio suocero mi chiavasse in tutti i buchi.
« Vieni Anna andiamo a fare una nuotata» disse Lucrezia , la sorella di Enzo. Nuotando arrivammo agli scogli, lei comincio a salirvi io la seguii. Una volta trovato uno scoglio piatto dove potevamo stare comodi si sedette e mi invitò a sedermi accanto.« Smettila non fare la stronza se ne accorgono tutti che guardi il pacco di papà »
Arrossii anche se dissi « no ti sbagli forse l'occhio sarà caduto li per caso». Allungò una mano e mi tocco la fessa «questa ti smentisce» portandosi la mano sotto il naso . Non risposi arrossii ancora, fui allora che mi carezzo il viso e poi avvicinò la sua bocca alla mia. Chiusi gli occhi ed aprii la bocca rimanendo per pochi istanti in attesa della sua. Non tardo ad arrivave è fu un tripudio di passione, un miscuglio di sensi, di voglie e di emozioni. Le lingue si cercavano si trovarono e si intracciavano, cominciarono una lotta a chi prevalesse,una lotta passionale, sensuale, dove non ci saranno vinti e vincitori ma sarà il trionfo sensuale. Quella ragazzina mi fece impazzire sapeva prendere ma soprattutto sapeva dare e quando ci unimmo in un sessantanove ululavo, non ero piu io ma la bestia del sesso prese posto in me. Bramavo la sua lingua le spigevo la testa tra le mie gambe, la squirtai in faccia. Lei gradi poi comincio a leccare daccapo unendo il tastare delle tette e lo spizzico dei capezzoli. Subivo la sua irruenza godevo tanto ma mi stava dominando ed allora volli uscire da quella situazione, comminciai ad usare la mia lingua , mossi le mie dita e la situazione si ribaltò ora era lei la passiva , lei subiva e nel contempo implorava« dammi la lingua ti prego non ti fermare mi stai portando in paradiso mmmmmmm siiiiii». Ci leccammo a lungo mentre il sole picchiava sempre di piu e gli scogli cominciarono a scottare , ma quello su cui eravamo noi era incandescente e non certo per il sole . Squirtavamo a turno ora l'una ora l'altra ma alla fine non squirtammo è vero ma venimmo insieme, solo allora ci fermammo stremate l'una nelle braccia dell'altra lei mi accarezzava il viso io le baciavo la mano eravamo contente , soddisfatte. Eravamo complici in un atto pieno di sensualità. Con il gommone passo il capobagnino gli chiesi un passaggio a riva. Prima di lasciarci mi disse questa sera ti aspetto alla gara di ballo ed andò via. Lei mi guardo non sembrava stupita ma affermo « e vero quel che si dice sei una vera troia »e ridendo fuggi sotto lombrellone la sabbia era troppo cocente.


scritto il
2026-08-09
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