Mi faccio sbattere del prete
di
pennabianca.
genere
corna
Mi chiamo Fabiola, ho 38 anni, sono di media statura, capelli castani chiari, occhi chiari, seno di una quarta abbondante, fianchi allargati a seguito di una gravidanza, un bel culetto prominente, che è possibile ammirare al culmine di due lunghe cosce ben tornite. Da vent'anni sono sposata con Marco, un bel ragazzo di due anni più grande di me e, insieme abbiamo messo al mondo Angela. Son rimasta incinta a 18 anni e lui mi ha subito sposato, oggi nostra figlia convive con un ragazzo in un'altra città. La mia vita, da circa nove anni, è diventata monotona in maniera esasperante! Marco è affetto da SLA. Il suo corpo e, con esso, la sua vita si sta spegnendo giorno dopo giorno ed io mi prendo cura di lui in maniera totale e completa. Sono una moglie devota, casalinga rassegnata e triste, perché da quando gli è stata diagnosticata questa malattia la mia vita è cambiata radicalmente. Sono sempre stata un'ottima moglie e madre, attenta e premurosa, costantemente pronta a correre in aiuto della mia famiglia, a soddisfare le esigenze di mia figlia e mio marito che, però, ormai non riesce più a soddisfare le mie. Mi manca il sesso in una maniera incredibile! Sono nove anni che non provo un orgasmo intenso e completo. Non ho voluto tradirlo! Questo però solo negli ultimi nove anni, perché prima lo avevo tradito con decine e decine di uomini, senza che lui sospettasse nulla, dal momento che, allora, trascorreva la maggior parte del tempo in viaggio per affari. All’epoca ero una gran maialina, amavo farmi scopare da più uomini contemporaneamente, ero la “regina delle Gang Bang”, amavo farmi fottere in spiaggia, alle prime luci del mattino d’estate o in montagna sotto un albero, da più uomini: marinai, boscaioli, venditori ambulanti, ogni occasione era buona per farmi prendere nel culo, mentre succhiavo un bel cazzone. Amavo sentirmi posseduta, urlare come una cagna in calore ed esser sborrata sul volto, ero una vera porca…. Ero? Nonostante la mia castità forzata e la mia facciata da moglie e madre amorevole, devota inappuntabile, ogni sera ero solita fantasticare, sognare di esser scopata ancora da più uomini, come una volta, bramando il cazzo di un virile omaccione, pronto a riempire ogni mio buco. Ero sempre più triste e depressa e, una volta, mi son trovata a casa di un'anziana vicina che conosceva la mia situazione e, complici alcuni bicchierini di limoncello gelato, a motivo di sfogarmi, le ho rivelato il mio desiderio di esser in riva al mare in compagnia di altri uomini, per farmi fottere con forza, senza alcun ritegno. Ovviamente non immaginavo che quella vecchia puttana era intima amica di Don Pietro, il prete della nostra parrocchia e, poiché, in passato, gli aveva succhiato il cazzo un’infinità di volte da perdere il conto, era corsa subito a raccontare a quel porco quelli che erano i miei desideri. Non le era parso vero riferire a quel gran maiale che, se fosse stato in cerca di una troia che gli svuotasse le palle, dal momento che lei ormai non era più in grado di soddisfarlo a dovere, poteva benissimo rivolgersi a me. Don Pietro era un uomo alto, dall'aspetto e dal fisico possente, con uno sguardo austero, molto penetrante e dominante, che in maniera molto discreta, si era già scopato buona parte delle parrocchiane anche se avevano quasi tutte superato la sessantina, mentre io ero carne fresca, molto appetitosa. Due giorni dopo aver raccontato alla mia vicina di quella mia insofferenza, ho portato Angela al catechismo, perché prossima a far la cresima e, mentre una signora impartiva i necessari rudimenti a lei e a circa una decina di ragazzine e ragazzini, lui mi ha tirato in disparte.
«Fabiola, vedo la tristezza dipinta sul tuo volto e mi son permesso di chiedere ad alcune persone se c'è un modo per poterti aiutarti ad alleggerire questa tua pena, questo tuo pesante fardello. Sei una brava moglie, una fervente devota, un'anima in difficoltà che ha bisogno sicuramente di una mano ed è per questo che vorrei che tu, questa sera, dopo che hai messo a letto tuo marito e tua figlia, mi raggiungessi qui in chiesa, dove ho riunito alcune persone che potranno aiutarti.»
Per un attimo son rimasta un po' titubante, ma, complice la stanchezza, il morale a terra per la situazione pesante, ho accettato e così, la sera stessa, mi son recata all'appuntamento con lui. Giunta a destinazione, lo trovai sull’uscio ad attendermi, con il suo solito sguardo fiero ed austero. Appena mi ha visto, mi è venuto incontro e preso per mano.
«Vieni, andiamo di là, in oratorio: staremo più comodi!»
Appena sono entrata, lui ha chiuso la porta dietro di me e mi son trovata davanti tre giovani preti; subito Don Pietro mi ha abbracciato da dietro.
«Fabiola, sono a conoscenza del tuo forte desiderio di godere; ora noi siamo qui per darti tutto l'aiuto di cui hai bisogno. Questa sera faremo in modo che il tuo corpo si liberi di tutta la voglia repressa che hai accumulato in tutto questo tempo. Lasciati andare e non temere!»
Mentre parlava, ho sentito qualcosa di grosso premere contro il mio culetto e, intanto, le sue mani, con estrema abilità, hanno sollevato la mia maglietta e subito si sono impossessate dei miei capezzoli, mentre uno dei tre si è avvicinato e mi ha baciato in bocca; ho sentito premere qualcos'altro di duro contro il mio ventre. Per un attimo, ma, solo un attimo dovuto allo stupore, son rimasta alquanto passiva, ma poi ho deciso di lasciarmi andare e, con una mano, ho afferrato quel grosso membro che premeva contro la mia pancia. Un attimo dopo, lui mi ha fatto piegare in avanti e mi son trovata davanti alla faccia una verga grossa e dura che, in meno di un nanosecondo, mi è stata infilata in bocca. Nello stesso tempo, gli altri due mi hanno alzato la gonna, mi hanno sfilato le mutande ed una lingua calda è venuta a leccare le labbra della mia fighetta, che già stava emettendo umori. Stavo già godendo per quel cazzo in bocca, mentre sentivo che mi esploravano ogni buco. Mi hanno sollevato di peso e mi son ritrovata distesa di schiena su di un tavolo, quasi completamente nuda. Quello che mi aveva leccato, si è spostato di lato ed un altro ha preso il suo posto; senza neanche un attimo di respiro, ho sentito qualcosa di grosso premere tra le labbra della mia fighetta e, un attimo dopo, ho percepito che la mia vagina si apriva sotto la spinta di qualcosa di grosso, che stava entrando dentro. Mi son sentita aprire, dilatare e riempire nello stesso tempo, senza aver modo di dir alcunché, perché avevo la bocca di nuovo piena di un altro cazzo. Intanto, il toro che mi stava montando, ha sorriso contento.
«Accidenti! Questa giovane puttanella è un po' che non viene chiavata perché la sento molto stretta! Non ti preoccupare, troia: ci penseremo noi a farti recuperare il tempo perso!»
Ha preso a pomparmi con un ritmo molto sostenuto, facendomi raggiungere due orgasmi in rapida successione. Poi, di colpo, se ne è uscito e subito il suo posto è stato preso da un altro, che però ha sollevato un po' le mie gambe e, con esse, il mio corpo e, dopo aver strofinato la punta del suo membro su/giù lungo lo spacco della figa, è scivolato più in basso e, con una spinta più che decisa, me lo ha infilato nel culo, senza nessun riguardo. Ho provato a mugolare un po' per il dolore provato, ma avevo ancora la bocca piena, mentre lui, felice, me lo spingeva dentro con sempre più forza.
«Anche il culo è bello stretto! Don Pietro, questa troia è tutta da aprire!»
Lui ha sorriso e si è avvicinato; mentre quest'altro torello mi pompava di gusto, lui ha preso a strizzare i miei seni ed a torturare i miei capezzoli, mentre io non smettevo ad alternare i due cazzi degli altri, in bocca.
«Vedi, Fabiola, come ci stiamo dando da fare per aiutarti? A partire da oggi, due volte a settimana, verrai la sera qui, a casa mia, e io ti farò montare come una vera vacca. Sarai scopata da alcuni maschi selezionati accuratamente, ma, per mantenere il segreto, sia tu che essi, sarete mascherati! Sta tranquilla che ti riempiremo così bene, che, al confronto, assistere tuo marito diventerà qualcosa di molto piacevole!»
Subito dopo aver pronunciato queste parole, quello che mi stava scopando il culo si è tirato fuori, poi si è sdraiato sopra una panca e subito dopo mi son ritrovata a cavalcarlo con il suo membro piantato davanti; solo un attimo, ed ho sentito un altro entrare come un ariete impazzito nel mio culo. Ero piena e stavo godendo come una maiala; finalmente stavo raggiungendo quel grado di benessere che mi mancava da tempo. Mi son girata ed ho sorriso a Don Pietro.
«Grazie! Grazie per l'aiuto che mi state dando! Adesso però, fatemi godere!»
Ho visto che ha sorriso contento, poi ha aperto i pantaloni e mi ha messo in bocca un cilindro di carne così grosso, che dubitavo che le mie labbra potessero accoglierlo; temevo potessi lacerarmi, per quanto la mia bocca ha dovuto aprirsi! Non potendo ingoiarlo, mi son messa a succhiarlo con forza; mentre me lo stavo gustando in bocca, quello che mi pompava il culo, ha sborrato urlando.
«Che bello riempire questo culo stretto! Adesso te lo troverai ben lubrificato, così, quando si farà avanti Pietro, potrai sentirlo scivolar dentro come si deve!»
Nel sentir le sue parole, ho avuto un attimo di autentico terrore, ma il calore che sentivo riempir il mio intestino, è stato come un toccasana. Si è svuotato dentro di me, poi è uscito e, prima di Pietro, è entrato l'altro, che mi ha inculato a sua volta con forza, ma è durato poco: mi ha sborrato anche lui nel culo. Poi, è stata la volta di quello che mi stava chiavando in figa: ha preso a sbattermi dal basso e anche lui, dopo un po', mentre ero scossa dai fremiti di un orgasmo, mi ha riempito con la sua sborra. Dopo avermi farcito meglio di un bignè, mi hanno sollevato e mi hanno di nuovo messa distesa sul tavolo, a cosce svettanti in alto ed è stato allora che si è avvicinato Don Pietro; ho visto quel grosso cilindro puntare contro la mia fighetta e, quando ha cominciato a penetrare, ho sentito la vagina dilatarsi più o meno come quando avevo partorito! Mi ha letteralmente aperto in due! Ho spalancato la bocca, ma non son riuscita ad emettere un suono e, quando lui è stato quasi tutto dentro di me, ha dato ancora una spinta più forte; i miei seni hanno sobbalzato verso l'alto, mentre la punta del suo membro è venuta a sbattere contro la bocca del mio utero; ho avvertito una forte scarica elettrica, attraversare il mio corpo, giungere al cervello e folgorarmi all'istante. Un attimo dopo, il mio corpo è stato scosso da un orgasmo talmente forte che son svenuta. Quando ho riaperto gli occhi, lui era ancora piantato dentro di me e mi sorrideva.
«Sei così carica, che l'orgasmo che provi ti sconvolge al punto da farti perdere i sensi! Sta tranquilla; provvederemo a farti godere più volte ed a lungo!»
Mi ha pompato per non so quanto tempo ed ho goduto in continuazione, come se quello che c'era stato prima, non fosse neanche esistito! Pensavo che mi avrebbe sborrato dentro, invece, quando si è sentito soddisfatto per come mi aveva fatto godere, è uscito, mi ha fatto poggiare i piedi per terra, piegata in avanti, distesa sul tavolo ed ho sentito quel grosso randello puntare il mio buco del culo. Mi son girata fortemente preoccupata.
«Don Pietro, mi piace nel culo, ma... ti prego: sta attento, non vorrei far ricorso ad un intervento chirurgico, fa piano!»
Lui non ha risposto, ha solo sorriso ed ha iniziato a spingere. Ho sentito il mio buchetto resistere alla sua intromissione, ma poi ha ceduto di colpo e lui è scivolato dentro di me dritto come un siluro! Stranamente non ho provato nessun dolore, ma uno strano senso di pienezza nel sentir quella notevole verga dentro il mio intestino. È rimasto immobile, lasciando che i muscoli interni si adeguassero alle sue dimensioni e poi ha iniziato a pompare anche quel buco, avanti/indietro in maniera sempre più forte e, soprattutto, profonda. Ho avuto anche in questo caso un magnifico orgasmo, forte ed intenso; mentre il mio corpo fremeva ancora per il piacere, lui è rimasto immobile e subito dopo ho sentito un'ondata di calore riempire le mie budella; poi lui si è tirato fuori, mi ha preso per i capelli e mi ha fatto inginocchiare davanti a sé: ho ricevuto in faccia altri cinque schizzi di crema, che ho cercato di intercettare con la bocca, mentre lui rideva soddisfatto.
«Molto bene, puttana! Adesso ti ho davvero battezzato! Ora sarai la mia troia, la puttana del prete, che sarà usata a mio piacimento!»
Stranamente mi sentivo bene! Mi sembrava di esser tornata ai vecchi tempi, a quando scopavo con quattro/cinque maschi insieme e mi facevo riempire la faccia di sborra. Da quella sera, sono trascorsi diversi anni. Mio marito è morto e mia figlia è andata all'università; ora convive con un bravo ragazzo, mentre io, lungo tutto questo tempo, ho continuato a recarmi due volte a settimana da lui e, ogni volta, ho trovato sempre quattro/cinque maschi, che mi hanno montato e riempito in ogni buco; posso affermare che, esser la puttana del prete, è ancora oggi qualcosa di veramente entusiasmante
«Fabiola, vedo la tristezza dipinta sul tuo volto e mi son permesso di chiedere ad alcune persone se c'è un modo per poterti aiutarti ad alleggerire questa tua pena, questo tuo pesante fardello. Sei una brava moglie, una fervente devota, un'anima in difficoltà che ha bisogno sicuramente di una mano ed è per questo che vorrei che tu, questa sera, dopo che hai messo a letto tuo marito e tua figlia, mi raggiungessi qui in chiesa, dove ho riunito alcune persone che potranno aiutarti.»
Per un attimo son rimasta un po' titubante, ma, complice la stanchezza, il morale a terra per la situazione pesante, ho accettato e così, la sera stessa, mi son recata all'appuntamento con lui. Giunta a destinazione, lo trovai sull’uscio ad attendermi, con il suo solito sguardo fiero ed austero. Appena mi ha visto, mi è venuto incontro e preso per mano.
«Vieni, andiamo di là, in oratorio: staremo più comodi!»
Appena sono entrata, lui ha chiuso la porta dietro di me e mi son trovata davanti tre giovani preti; subito Don Pietro mi ha abbracciato da dietro.
«Fabiola, sono a conoscenza del tuo forte desiderio di godere; ora noi siamo qui per darti tutto l'aiuto di cui hai bisogno. Questa sera faremo in modo che il tuo corpo si liberi di tutta la voglia repressa che hai accumulato in tutto questo tempo. Lasciati andare e non temere!»
Mentre parlava, ho sentito qualcosa di grosso premere contro il mio culetto e, intanto, le sue mani, con estrema abilità, hanno sollevato la mia maglietta e subito si sono impossessate dei miei capezzoli, mentre uno dei tre si è avvicinato e mi ha baciato in bocca; ho sentito premere qualcos'altro di duro contro il mio ventre. Per un attimo, ma, solo un attimo dovuto allo stupore, son rimasta alquanto passiva, ma poi ho deciso di lasciarmi andare e, con una mano, ho afferrato quel grosso membro che premeva contro la mia pancia. Un attimo dopo, lui mi ha fatto piegare in avanti e mi son trovata davanti alla faccia una verga grossa e dura che, in meno di un nanosecondo, mi è stata infilata in bocca. Nello stesso tempo, gli altri due mi hanno alzato la gonna, mi hanno sfilato le mutande ed una lingua calda è venuta a leccare le labbra della mia fighetta, che già stava emettendo umori. Stavo già godendo per quel cazzo in bocca, mentre sentivo che mi esploravano ogni buco. Mi hanno sollevato di peso e mi son ritrovata distesa di schiena su di un tavolo, quasi completamente nuda. Quello che mi aveva leccato, si è spostato di lato ed un altro ha preso il suo posto; senza neanche un attimo di respiro, ho sentito qualcosa di grosso premere tra le labbra della mia fighetta e, un attimo dopo, ho percepito che la mia vagina si apriva sotto la spinta di qualcosa di grosso, che stava entrando dentro. Mi son sentita aprire, dilatare e riempire nello stesso tempo, senza aver modo di dir alcunché, perché avevo la bocca di nuovo piena di un altro cazzo. Intanto, il toro che mi stava montando, ha sorriso contento.
«Accidenti! Questa giovane puttanella è un po' che non viene chiavata perché la sento molto stretta! Non ti preoccupare, troia: ci penseremo noi a farti recuperare il tempo perso!»
Ha preso a pomparmi con un ritmo molto sostenuto, facendomi raggiungere due orgasmi in rapida successione. Poi, di colpo, se ne è uscito e subito il suo posto è stato preso da un altro, che però ha sollevato un po' le mie gambe e, con esse, il mio corpo e, dopo aver strofinato la punta del suo membro su/giù lungo lo spacco della figa, è scivolato più in basso e, con una spinta più che decisa, me lo ha infilato nel culo, senza nessun riguardo. Ho provato a mugolare un po' per il dolore provato, ma avevo ancora la bocca piena, mentre lui, felice, me lo spingeva dentro con sempre più forza.
«Anche il culo è bello stretto! Don Pietro, questa troia è tutta da aprire!»
Lui ha sorriso e si è avvicinato; mentre quest'altro torello mi pompava di gusto, lui ha preso a strizzare i miei seni ed a torturare i miei capezzoli, mentre io non smettevo ad alternare i due cazzi degli altri, in bocca.
«Vedi, Fabiola, come ci stiamo dando da fare per aiutarti? A partire da oggi, due volte a settimana, verrai la sera qui, a casa mia, e io ti farò montare come una vera vacca. Sarai scopata da alcuni maschi selezionati accuratamente, ma, per mantenere il segreto, sia tu che essi, sarete mascherati! Sta tranquilla che ti riempiremo così bene, che, al confronto, assistere tuo marito diventerà qualcosa di molto piacevole!»
Subito dopo aver pronunciato queste parole, quello che mi stava scopando il culo si è tirato fuori, poi si è sdraiato sopra una panca e subito dopo mi son ritrovata a cavalcarlo con il suo membro piantato davanti; solo un attimo, ed ho sentito un altro entrare come un ariete impazzito nel mio culo. Ero piena e stavo godendo come una maiala; finalmente stavo raggiungendo quel grado di benessere che mi mancava da tempo. Mi son girata ed ho sorriso a Don Pietro.
«Grazie! Grazie per l'aiuto che mi state dando! Adesso però, fatemi godere!»
Ho visto che ha sorriso contento, poi ha aperto i pantaloni e mi ha messo in bocca un cilindro di carne così grosso, che dubitavo che le mie labbra potessero accoglierlo; temevo potessi lacerarmi, per quanto la mia bocca ha dovuto aprirsi! Non potendo ingoiarlo, mi son messa a succhiarlo con forza; mentre me lo stavo gustando in bocca, quello che mi pompava il culo, ha sborrato urlando.
«Che bello riempire questo culo stretto! Adesso te lo troverai ben lubrificato, così, quando si farà avanti Pietro, potrai sentirlo scivolar dentro come si deve!»
Nel sentir le sue parole, ho avuto un attimo di autentico terrore, ma il calore che sentivo riempir il mio intestino, è stato come un toccasana. Si è svuotato dentro di me, poi è uscito e, prima di Pietro, è entrato l'altro, che mi ha inculato a sua volta con forza, ma è durato poco: mi ha sborrato anche lui nel culo. Poi, è stata la volta di quello che mi stava chiavando in figa: ha preso a sbattermi dal basso e anche lui, dopo un po', mentre ero scossa dai fremiti di un orgasmo, mi ha riempito con la sua sborra. Dopo avermi farcito meglio di un bignè, mi hanno sollevato e mi hanno di nuovo messa distesa sul tavolo, a cosce svettanti in alto ed è stato allora che si è avvicinato Don Pietro; ho visto quel grosso cilindro puntare contro la mia fighetta e, quando ha cominciato a penetrare, ho sentito la vagina dilatarsi più o meno come quando avevo partorito! Mi ha letteralmente aperto in due! Ho spalancato la bocca, ma non son riuscita ad emettere un suono e, quando lui è stato quasi tutto dentro di me, ha dato ancora una spinta più forte; i miei seni hanno sobbalzato verso l'alto, mentre la punta del suo membro è venuta a sbattere contro la bocca del mio utero; ho avvertito una forte scarica elettrica, attraversare il mio corpo, giungere al cervello e folgorarmi all'istante. Un attimo dopo, il mio corpo è stato scosso da un orgasmo talmente forte che son svenuta. Quando ho riaperto gli occhi, lui era ancora piantato dentro di me e mi sorrideva.
«Sei così carica, che l'orgasmo che provi ti sconvolge al punto da farti perdere i sensi! Sta tranquilla; provvederemo a farti godere più volte ed a lungo!»
Mi ha pompato per non so quanto tempo ed ho goduto in continuazione, come se quello che c'era stato prima, non fosse neanche esistito! Pensavo che mi avrebbe sborrato dentro, invece, quando si è sentito soddisfatto per come mi aveva fatto godere, è uscito, mi ha fatto poggiare i piedi per terra, piegata in avanti, distesa sul tavolo ed ho sentito quel grosso randello puntare il mio buco del culo. Mi son girata fortemente preoccupata.
«Don Pietro, mi piace nel culo, ma... ti prego: sta attento, non vorrei far ricorso ad un intervento chirurgico, fa piano!»
Lui non ha risposto, ha solo sorriso ed ha iniziato a spingere. Ho sentito il mio buchetto resistere alla sua intromissione, ma poi ha ceduto di colpo e lui è scivolato dentro di me dritto come un siluro! Stranamente non ho provato nessun dolore, ma uno strano senso di pienezza nel sentir quella notevole verga dentro il mio intestino. È rimasto immobile, lasciando che i muscoli interni si adeguassero alle sue dimensioni e poi ha iniziato a pompare anche quel buco, avanti/indietro in maniera sempre più forte e, soprattutto, profonda. Ho avuto anche in questo caso un magnifico orgasmo, forte ed intenso; mentre il mio corpo fremeva ancora per il piacere, lui è rimasto immobile e subito dopo ho sentito un'ondata di calore riempire le mie budella; poi lui si è tirato fuori, mi ha preso per i capelli e mi ha fatto inginocchiare davanti a sé: ho ricevuto in faccia altri cinque schizzi di crema, che ho cercato di intercettare con la bocca, mentre lui rideva soddisfatto.
«Molto bene, puttana! Adesso ti ho davvero battezzato! Ora sarai la mia troia, la puttana del prete, che sarà usata a mio piacimento!»
Stranamente mi sentivo bene! Mi sembrava di esser tornata ai vecchi tempi, a quando scopavo con quattro/cinque maschi insieme e mi facevo riempire la faccia di sborra. Da quella sera, sono trascorsi diversi anni. Mio marito è morto e mia figlia è andata all'università; ora convive con un bravo ragazzo, mentre io, lungo tutto questo tempo, ho continuato a recarmi due volte a settimana da lui e, ogni volta, ho trovato sempre quattro/cinque maschi, che mi hanno montato e riempito in ogni buco; posso affermare che, esser la puttana del prete, è ancora oggi qualcosa di veramente entusiasmante
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