Al residence 4

di
genere
confessioni

Non dormii bene quella notte pesavo agli avvenimenti della giornata, alla mia festa di annivrrsario. Avevo festeggiato abbondantemente lunico neo che trovai fu che il mio consorte risutava non pervenuto . Già ,mi fecero la festa in tanti quel giorno, solo Enzo non partecipò . Ripensavo agli avvenimenti e mi sparavo i ditalino ,mi eccitava molto ripensare alle botte che ricevevo mentre Enzo ubriaco cercava di capire qualcosa. Mi svegliai di mattino presto, lodore acre della sborra secca mista ai miei umori mi pervase le narici. Enzo russava come un maiale decisi quindi di fare una doccia. Ci volle tempo e fatica per togliermi da dosso quella sborra ormai secca. Ero ancora insaponata quando mio marito entrò e reggendosi sulle gambe traballante fece la pipì, più quella che andò fuori che quella che centro la tazza, poi si sedette, mi guardò e disse«ho mal di testa» « ovvio dopo quanto hai bevuto» risposi . « Mi è sembrato persino che due uomini ti chiavavano affianco a me, fa proprio un brutto effetto l'alcol » « tesoro io non lo farei mai,mi basta il tuo cazzo » mentii spudoratamente . Intanto finii di farmi la doccia mi avvolsi uin un asciugamano , avevo dei panni da stendere al sole li presi e andai in giardino «dieci.minuti e sono da te aspettami che ho voglia del tuo cazzo». Andai in giardino per stendere i panni avvolta nell'asciugamano, ma quando alzai le braccia per stendere il primo indumento mi scivolò di dosso lasciandomi nuda. Il sole nascente non illuminava solo i balconi,ma si rifletteva anche in binocoli e non erano pochi. Consapevole ed incurante di essere guardata continuai come nulla fosse,ma ad un tratto mi sentii accarezzare il culo ,«tesoro t'avevo detto di aspettarmi che arrivano subito dopo aver steso i panni » lo dissi senza voltarmi,poi mi abbassai per prendere un indumento e mi sentii la cappella sulla fessa. Spinsi il bacino all'indietro e mi impalai da sola mmmmmmm bello,ma qualcosa non quadrava non era il cazzo di Enzo, quello era piu sottile e meno lungo. Cazzo chi mi stava chiavando? Ormai c'ero mica mi tiravo indietro, solo volevo vedere chi era, con chi chiavavo,mi girai. Anche se aveva il cazzo più piccolo si dava da fare il vicino,dava dei colpetti secchi e ben assestati che toccavano quasi tutti i punti erogeni nella fessa che a sua volta avvolgeva e stringeva quel cazzo come si fa con un palloncino per farlo scoppiare. Chissà quanti di quei guardoni che stavano sui balconi del vicinato avrebbero voluto stare al suo posto. Questo pensiero mi balenava per la mente vedendo quanti guardavano attenti anche ai minimi particolari. Sentivo i loro mormorii « che troia,quanto e bona, me la voglio fare anch'io, ha una fessa fantastica , il culo è stupendo»e mi eccitavo sempre di più. «Amore che stai facendo ?» « vengo » gridai mentre l'orgasmo esplodeva in me « finisco di scopare e vengo » « ok amore fai con comodo» rispose Enzo¹. Il vicino dal canto suo si senti autorizzato,usci dalla fessa mi punto il culo e lo infilo fino in fondo. Trattenni il grido di dolore ma non riuscii a trattenere uno godurioso« siiiii che bello » gridai «amore che e successo? » domando «niente il vicino mi ha dato il pesce appena pescato» poi feci attenzione a non urlare più . Cazzo sbattuta da dietro con le mani sulle tette e i capezzoli torturati in mezzo alle dita era impossibile non urlare di piacere allorapresi uno slip del costume e me lo misi in bocca cosi ché ogni grido veniva attenuato. Come mi sentivo? Mi sentivo come una troia che ama il cazzo e non solo, ama dominare ed essere dominata,ama trasgredire, ma non tradisce lunico cazzo che ama è di suo marito il resto è puro divertimento. Mi sborro in bocca,ingoiai tutto poi con la lingua raccolsi i residui rimasti sul cazzo.
« Devo andare ma ci rivedremo » dissi raccogliendo l'asciugamano e rientrando in casa. «Ancora mal di testa? Ora ci penso io» e gli diedi un bacio in bocca.«strano sapore ha la tua bocca stamattina, però e piacevole ». Non risposi ma baciando e morsicando scesi in basso fino ad arrivare al cazzo. Non appena lo presi in bocca lo spiker dal microfono ci invitava ad andare all'ingresso per accogliere i nostri parenti . « Non andare» dissi « devo» rispose. Uffa adesso mi toccava un'altro ditale.



scritto il
2026-08-09
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