Capitolo 15 – Percorso di sottomissione di una moglie schiava
di
Brucomela
genere
sadomaso
Il primo giorno fu di rodaggio perché come avevo intuito le 20 ragazze bianche non avevano capito nulla e quindi la Kapo a suon di frustate dovette far capire loro cosa dovevano fare alle ceste e al generatore.
Il lavoro delle ceste era più riposante anche se data la mia magrezza le punte delle pietre che foravano la cesta di vimini mi puntavano le scarne ossa provocandomi dolori atroci.
Poi arrivò il mio turno al generatore qui iniziarono i guai ….purtroppo 10 giri al minuto era un ritmo molto alto e le nuove nonostante fossero in carne non avevano l’abitudine a spingere. Inoltre le plug anali e vaginali quando non sei abituata ti rendono il muoverti molto complicato. Se si unisce il fatto che quando vi erano le scariche elettriche le decelebrate anziché tirare di più si fermavano e solo dopo una bella dose di frusta capivano che dovevano tirare più velocemente… il turno fu un incubo.
Le otto ore furono interminabili, i capezzoli erano diventati rosso fuoco perché la scossa era cosi forte che la temperatura degli anelli diventava subito rovente ustionandoti i capezzoli.
Inoltre al suono della sirena che sanciva il cambio turno visto che essendo bendate non avevamo la percezione dell’alternarsi di buio e chiaro mi venne spontaneo cadere a terra sfinita .
La kapo che in quel momento era proprio vicino a me si scaglio su di me con una violenza inaudita mi bastono senza pietà di fronte alle altre inveendo contro di me ..brutta merda devi dare l’esempio alle altre hai capito ..poi mi prese per l’anello al naso e disse questa sera salterai la cena e mi lego l’anello al naso con un lucchetto ad una catena.
Questo oltre ad impedirmi di mangiare mi impedì di bere e di riposare perché non potevo coricarmi inoltre fui costretta a fare i miei bisogni proprio sul mio giaciglio.
La sete mi attanaglio tutta la notte.
Quando con un calcio venni svegliata per il turno alle ceste mi sembrava di morire .
Senza alcun motivo la kapo mi picchiò e …..mentre accadeva questo…. vidi il ritorno dalla macina della mia sorellina che svenuta per la troppa fatica venne trascinata nella stalla dalle due di colore e lasciata svenuta sul pagliericcio. nessuno si curo di lei .
Ormai visto che si potevano trovare sull’isole dei re… femmine in vendita a 1000 euro al capo, viaggio compreso, la nostra misera vita era diminuita drasticamente di valore.
Passarono 3 mesi e come avevano prospettato le nuove arrivate iniziavano e far intravedere le costole e le ossa .
La produzione era buona ma nonostante questo il padrone pretendeva di più perché servivano più soldi.
I giri della macina furono elevati a 12 al minuto e pertanto anche il ritmo del trasporto del materiale era divenuto insostenibile in quando era necessario correre per tenere alimentate le macine.
Spesso il gruppo non era mai di 8 unità perché qualcuna era inabile al lavoro e questo rendeva necessario un impegno sempre maggiore.
A fine turno la bava alla bocca era la normalità dal tanto venivamo spremute al limite ….e per chi lavorava alla macina per aumentare gli stimoli a tirare più forte vennero aggiunti altri 2 elettrodi agli anelli della vagina.
Quando scattava la scossa il dolore diventava insopportabile e tutte tiravamo come delle bestie per aumentare prima possibile il ritmo che faceva terminare la scossa. Ogni turno erano 5760 giri da percorrere e gli ultimi erano praticamente fatti per buona parte con la scossa perché nonostante l’impegno massimo di tutte il ritmo era insostenibile.
Al padrone e alla kapo questo però non interessava anzi spesso ridevano e inoltre avevano chiamato dei cineoperatori che avevano girato un film dal titolo inferno e non ritorno.
Passò ancora un mese dove il fisico ormai esausto mi stava lasciando, la mia sorellina non parlava più dello sfinimento le altre erano poco più che animali le due ragazze di colore venivano continuamente costrette a doppi turni per la loro forza fisica ma cosi facendo erano ridotte a scheletri ambulanti……sembrava che ormai la fine fosse vicina quando un giorno accadde l’impensabile mio marito che avevo cosi tanto amato nonostante tutto e la sua amante una sera non tornarono.
Passo un intero giorno senza che vennero a darci da mangiare la solita sbobba.
Ero terrorizzata cosa fare? ….nella mia vita non avevo mai deciso nulla ma questa volta mi feci carico di decidere per tutte ….non avremmo lavorato …..tutte mi guardarono con gli occhi pieni di lacrime perché vedevano in me una speranza.
Siccome sapevo dove tenevano i sacchi delle crocchette per cani presi una pietra e ruppi la serratura.
Purtroppo come già vi ho detto le mie compagne erano poco più che animali e si scagliarono sul cibo come bestie . Mangiammo fino a scoppiare per due interi giorni…. Poi però mi guardai intorno ….24 donne scheletriche con la pancia piena ..senza un vestito senza un soldo senza un padrone che potesse guidarci.
Non sapevo cosa fare ma poi arrivò un camion dal quale scesero due donne e due uomini…noi come pecore non tentammo nemmeno la fuga ….vennero nella stalla dove ci trovarono tutte riunite e ci dissero …il vostro padrone e la sua amante sono morti in un incidente in moto ora siete di nostra proprietà.
La notizia non provoco in me nessun sentimento ormai anche se il mio amore per lui era stato forte al punto di lasciarmi distruggere mentalmente e fisicamente ….la fame e le sofferenze avevano rotto ogni legame con lui.
Ci caricarono sul camion senza troppi convenevoli…. Il cassone del camion non aveva fessure e il caldo che presto si fece all’interno era opprimente … inoltre per la paura tante continuano a pisciare e pertanto oltre al caldo si uni un odore acre di urina a cui piano piano si uni quello di cacca che usciva dai nostri ani in quantità dovuta all’abbuffata di crocchette.
Il viaggio duro giorni due forse tre durante i quali nessuno si preoccupo di darci da bere ne tantomeno da mangiare.
Poi improvvisamente si aprirono le porte ci fecero scendere ci diedero da bere e da mangiare e dopo fummo fatte entrare in un container e caricate su una nave
Dopo altri giorni di viaggio venimmo scaricate dalla nave …si aprirono le porte del container ….vedemmo due donne molto robuste con un collare rosso che ci ordinarono di scendere…..purtroppo la mia sorellina non ce l’aveva fatta era troppo debilitata ed era morta durante il viaggio senza che nessuna di noi se ne fosse accorta. Giaceva sul fondo del container fra gli escrementi ….
Quando si accorsero che una era morta un grosso uomo disse ad altre donne usatela come cibo per le bestie.
Venimmo allineate tutte e li iniziammo a capire ove eravamo finite …..eravamo sull’isola dei re.
Davanti a noi un uomo bianco grassissimo seduto su una poltrona con le ruote trainata da 4 donne schelettriche con la schiena e i glutei pieni di segni di frusta, con i morsi in bocca che le schiacciavano le guance…. le donne con il collare rosso dovevano svolgere ruoli di coordinamento delle altre.
Velocemente presero la mia povera sorellina la buttarono in una cesta e la fecero portare via da altre 3 donne che di corsa arrivarono e se ne andarono.
Poi vennero vicino a noi e ci dissero …qui davanti a voi potete ammirare re Riccardo XVIII sovrano supremo del nostro regno che ha avuto la bontà di venirvi a salvare.
Ad eccezione di noi donne elette voi non potrete mai parlare non godrete di nessun diritto se non quello di lavorare sino alla morte per il vostro signore che ogni giorno vi dona l’onore di rimanere in vita.
Mangerete come ogni donna di basso rango un giorno si e uno no, lavorerete ogni giorno dall’alba al tramonto.
Poi arrivarono altre due donne elette riconoscibili per il collare rosso fuoco che portavano una donna molto magra e devastata dai segni di frusta su tutto il corpo.
Padrone disse una di loro questa bestia stava lavorando nella piantagione del the …l’abbiamo scoperta a mangiarne una foglia anche se è vietato ..la poveretta piangendo iniziò a baciare i piedi del padrone che con un calcione la allontanò.
Poi ordinò ridendo ….cucinatela viva che la serviremo alle bestie come cena.
Subito dopo la portarono via.
Il lavoro delle ceste era più riposante anche se data la mia magrezza le punte delle pietre che foravano la cesta di vimini mi puntavano le scarne ossa provocandomi dolori atroci.
Poi arrivò il mio turno al generatore qui iniziarono i guai ….purtroppo 10 giri al minuto era un ritmo molto alto e le nuove nonostante fossero in carne non avevano l’abitudine a spingere. Inoltre le plug anali e vaginali quando non sei abituata ti rendono il muoverti molto complicato. Se si unisce il fatto che quando vi erano le scariche elettriche le decelebrate anziché tirare di più si fermavano e solo dopo una bella dose di frusta capivano che dovevano tirare più velocemente… il turno fu un incubo.
Le otto ore furono interminabili, i capezzoli erano diventati rosso fuoco perché la scossa era cosi forte che la temperatura degli anelli diventava subito rovente ustionandoti i capezzoli.
Inoltre al suono della sirena che sanciva il cambio turno visto che essendo bendate non avevamo la percezione dell’alternarsi di buio e chiaro mi venne spontaneo cadere a terra sfinita .
La kapo che in quel momento era proprio vicino a me si scaglio su di me con una violenza inaudita mi bastono senza pietà di fronte alle altre inveendo contro di me ..brutta merda devi dare l’esempio alle altre hai capito ..poi mi prese per l’anello al naso e disse questa sera salterai la cena e mi lego l’anello al naso con un lucchetto ad una catena.
Questo oltre ad impedirmi di mangiare mi impedì di bere e di riposare perché non potevo coricarmi inoltre fui costretta a fare i miei bisogni proprio sul mio giaciglio.
La sete mi attanaglio tutta la notte.
Quando con un calcio venni svegliata per il turno alle ceste mi sembrava di morire .
Senza alcun motivo la kapo mi picchiò e …..mentre accadeva questo…. vidi il ritorno dalla macina della mia sorellina che svenuta per la troppa fatica venne trascinata nella stalla dalle due di colore e lasciata svenuta sul pagliericcio. nessuno si curo di lei .
Ormai visto che si potevano trovare sull’isole dei re… femmine in vendita a 1000 euro al capo, viaggio compreso, la nostra misera vita era diminuita drasticamente di valore.
Passarono 3 mesi e come avevano prospettato le nuove arrivate iniziavano e far intravedere le costole e le ossa .
La produzione era buona ma nonostante questo il padrone pretendeva di più perché servivano più soldi.
I giri della macina furono elevati a 12 al minuto e pertanto anche il ritmo del trasporto del materiale era divenuto insostenibile in quando era necessario correre per tenere alimentate le macine.
Spesso il gruppo non era mai di 8 unità perché qualcuna era inabile al lavoro e questo rendeva necessario un impegno sempre maggiore.
A fine turno la bava alla bocca era la normalità dal tanto venivamo spremute al limite ….e per chi lavorava alla macina per aumentare gli stimoli a tirare più forte vennero aggiunti altri 2 elettrodi agli anelli della vagina.
Quando scattava la scossa il dolore diventava insopportabile e tutte tiravamo come delle bestie per aumentare prima possibile il ritmo che faceva terminare la scossa. Ogni turno erano 5760 giri da percorrere e gli ultimi erano praticamente fatti per buona parte con la scossa perché nonostante l’impegno massimo di tutte il ritmo era insostenibile.
Al padrone e alla kapo questo però non interessava anzi spesso ridevano e inoltre avevano chiamato dei cineoperatori che avevano girato un film dal titolo inferno e non ritorno.
Passò ancora un mese dove il fisico ormai esausto mi stava lasciando, la mia sorellina non parlava più dello sfinimento le altre erano poco più che animali le due ragazze di colore venivano continuamente costrette a doppi turni per la loro forza fisica ma cosi facendo erano ridotte a scheletri ambulanti……sembrava che ormai la fine fosse vicina quando un giorno accadde l’impensabile mio marito che avevo cosi tanto amato nonostante tutto e la sua amante una sera non tornarono.
Passo un intero giorno senza che vennero a darci da mangiare la solita sbobba.
Ero terrorizzata cosa fare? ….nella mia vita non avevo mai deciso nulla ma questa volta mi feci carico di decidere per tutte ….non avremmo lavorato …..tutte mi guardarono con gli occhi pieni di lacrime perché vedevano in me una speranza.
Siccome sapevo dove tenevano i sacchi delle crocchette per cani presi una pietra e ruppi la serratura.
Purtroppo come già vi ho detto le mie compagne erano poco più che animali e si scagliarono sul cibo come bestie . Mangiammo fino a scoppiare per due interi giorni…. Poi però mi guardai intorno ….24 donne scheletriche con la pancia piena ..senza un vestito senza un soldo senza un padrone che potesse guidarci.
Non sapevo cosa fare ma poi arrivò un camion dal quale scesero due donne e due uomini…noi come pecore non tentammo nemmeno la fuga ….vennero nella stalla dove ci trovarono tutte riunite e ci dissero …il vostro padrone e la sua amante sono morti in un incidente in moto ora siete di nostra proprietà.
La notizia non provoco in me nessun sentimento ormai anche se il mio amore per lui era stato forte al punto di lasciarmi distruggere mentalmente e fisicamente ….la fame e le sofferenze avevano rotto ogni legame con lui.
Ci caricarono sul camion senza troppi convenevoli…. Il cassone del camion non aveva fessure e il caldo che presto si fece all’interno era opprimente … inoltre per la paura tante continuano a pisciare e pertanto oltre al caldo si uni un odore acre di urina a cui piano piano si uni quello di cacca che usciva dai nostri ani in quantità dovuta all’abbuffata di crocchette.
Il viaggio duro giorni due forse tre durante i quali nessuno si preoccupo di darci da bere ne tantomeno da mangiare.
Poi improvvisamente si aprirono le porte ci fecero scendere ci diedero da bere e da mangiare e dopo fummo fatte entrare in un container e caricate su una nave
Dopo altri giorni di viaggio venimmo scaricate dalla nave …si aprirono le porte del container ….vedemmo due donne molto robuste con un collare rosso che ci ordinarono di scendere…..purtroppo la mia sorellina non ce l’aveva fatta era troppo debilitata ed era morta durante il viaggio senza che nessuna di noi se ne fosse accorta. Giaceva sul fondo del container fra gli escrementi ….
Quando si accorsero che una era morta un grosso uomo disse ad altre donne usatela come cibo per le bestie.
Venimmo allineate tutte e li iniziammo a capire ove eravamo finite …..eravamo sull’isola dei re.
Davanti a noi un uomo bianco grassissimo seduto su una poltrona con le ruote trainata da 4 donne schelettriche con la schiena e i glutei pieni di segni di frusta, con i morsi in bocca che le schiacciavano le guance…. le donne con il collare rosso dovevano svolgere ruoli di coordinamento delle altre.
Velocemente presero la mia povera sorellina la buttarono in una cesta e la fecero portare via da altre 3 donne che di corsa arrivarono e se ne andarono.
Poi vennero vicino a noi e ci dissero …qui davanti a voi potete ammirare re Riccardo XVIII sovrano supremo del nostro regno che ha avuto la bontà di venirvi a salvare.
Ad eccezione di noi donne elette voi non potrete mai parlare non godrete di nessun diritto se non quello di lavorare sino alla morte per il vostro signore che ogni giorno vi dona l’onore di rimanere in vita.
Mangerete come ogni donna di basso rango un giorno si e uno no, lavorerete ogni giorno dall’alba al tramonto.
Poi arrivarono altre due donne elette riconoscibili per il collare rosso fuoco che portavano una donna molto magra e devastata dai segni di frusta su tutto il corpo.
Padrone disse una di loro questa bestia stava lavorando nella piantagione del the …l’abbiamo scoperta a mangiarne una foglia anche se è vietato ..la poveretta piangendo iniziò a baciare i piedi del padrone che con un calcione la allontanò.
Poi ordinò ridendo ….cucinatela viva che la serviremo alle bestie come cena.
Subito dopo la portarono via.
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