Capitolo 14 – Percorso di sottomissione di una moglie schiava

di
genere
sadomaso

Dopo quella brillante serata ove il Padrone guadagno 30.000 euro in 2 ore….le serate continuarono.
Fummo sottoposte alle prove/torture più tremende per il mero divertimento dei tanti ricchi perversi che di volta in volta venivano a vedere lo spettacolo portato in scena da 2 povere sventurate ridotte ormai ad una massa di ossa …prive di qualsiasi dignità.
A tale condizione ci eravamo arrivate dopo un anno di lavoro massacrante, alimentazione insufficiente e continue punizioni che avevano annullato completamente la nostra forza mentale di ribellione.
Ormai trovavamo normale la nostra condizione di animali da lavoro, schiave sessuali e al bisogno cessi umani o mere cavie su cui sperimentare gli attrezzi più disparati pensati esclusivamente per far soffrire noi schiave sventurate.
Eravamo ridotte male a tal punto che il ciclo mestruale si era interrotto e le nostre chiappe su cui sempre più spesso cadevano i colpi della frusta per incitarci a lavorare più svelte non esistevano più.
Non so quanto pesavamo ma eravamo ormai due larve umane.
La fame era talmente tanta che non vi nascondo che ormai quando ognuna di noi defecava quei piccoli pezzi di cacca che venivano espulsi settimanalmente, viste le razioni piccolissime che ci venivano concesse era ormai normale che reciprocamente ci avventassimo prima che l’altra riuscisse a girarsi per mangiare a suo volta i propri escrementi su quei miseri pezzi di cacca che ingurgitavamo in un sol boccone …..la fame era cosi tanta che ormai anche la nostra cacca ci sembra buon cibo.
Stante questa situazione la kapo aveva relazionato più volte il padrone circa la nostra condizione e quest’ultimo, forse mosso a compassione, autorizzò di aumentarci le razioni di cibo.
Infatti oltre al solito pastone ci vennero aggiunte delle crocchette energetiche per cani della marca più scadente.
Spesso chi di noi due era alla macina non era più in grado di farla andare con un ritmo sufficiente a triturare per bene il materiale e questo rendeva la produzione di pessima qualità e di conseguenza anche i guadagni iniziarono a diminuire drasticamente.
Ormai anche la frusta con le palline non aveva più effetto .
A questo punto il padrone prese una decisione drastica ..era necessario rimodernare i macchinari e aumentare di molto, la mandria per continuare a guadagnare e fare la bella vita a cui ormai sia lui che la sua amante si erano abituati.
Durante la settimana arrivarono 3 nuove macine, 4 motori elettrici e un altro strano macchinario che non avevo mai visto prima.
Arrivarono degli operai e noi due per non essere viste venimmo rinchiuse in due piccoli porcili di dimensioni ridottissime ove rimanemmo per circa due settimane tempo necessario per effettuare lavori di ammodernamento ai macchinari.
Una volta al giorno ci veniva buttato nel porcile per terra fra i nostri escrementi una buona dose di croccantini per cani.
Durante quel tempo di riposo ho dormito praticamente 15 ore al giorno tanta era la stanchezza accumulata.
Dalla piccola fessura della porta del porcile vedevo l’aia e pertanto una domenica sera vidi arrivare nel cortile della cascina un camion adibito a trasposto cavalli.
Il furgoncino era guidato da due donne che vennero accolte dalla nostra Kapo con il massimo dei convenevoli.
Dopo una breve trattativa dove venne stabilito il prezzo del bestiame… le due donne aprirono la porta del camion da dove scesero 22 donne, 2 di colore e 20 bianche che provenivano quasi certamente da qualche isola del oceano pacifico visti i loro tratti somatici.
Erano ben in carne e molto giovani.
Una scena mi colpi molto quando usci il padrone le donne bianche con una velocita incredibile si misero con la faccia a terra mentre con le mani si aprirono il più possibile il culo e le vagine pronte per un eventuale accoppiamento con il padrone.
Le due ragazze di colore invece rimasero in piedi.
Altra stranezza le ragazze bianche sembravano non parlare ma muggire come della vacche.
Dopo poco le due trasportatrici se ne andarono e venne suonata la campana che veniva utilizzata per i raduni sull’aia.
Io e la mia sorellina venimmo portate al loro cospetto dove la Kapo fece vedere alle nuove arrivate il marchio numerico impresso a fuoco sula natica destra a cui sarebbero state sottoposte poco dopo.
La kapo inoltre disse …”faremo sparire dal vostro corpo ogni grammo di grasso e ridendo disse riferendosi a noi due ….vedete come sono in forma queste due bestie dopo un anno scarso di permanenza in questa beauty farm……e scoppio nuovamente in una sonora risata.
Poi prosegui nel discorso spiegando cosa avremmo dovuto fare.
Rivolgendosi alle nuove arrivate disse ..” come potete vedere qui si lavora duro e non c’è tempo per i convenevoli.
Dopo essere state marchiate vi metteremmo gli anelli ai capezzoli al naso e alle labbra della vagina e subito dopo inizierete a lavorare unitamente a questi due cessi ambulanti nel seguente modo:
le macine che vedete saranno smosse da motori elettrici e quindi non sarà più necessaria la forza animale, come è stato sino ad ora per farle funzionare.
Non vi dico la mia felicità che si tradusse in un sorriso e in lacrime di gioia che vennero notate dalla Kapo …la quale mi prese per un’ anello del capezzolo e dopo avermi strattonato a terra mi ordino di leccargli gli stivali sporchi fango.
Ormai come già detto non avevo più dignità e iniziai con la lingua a pulire per bene tutto . la Kapo però indispettita dal mio sorriso prese il frustino e nonostante leccassi come una forsennata mi diede una decina di scudisciate sulle ossa delle natiche gridando a monito di tutte “ per le schiave ridere non è permesso …avete capito bene…. Nessuna rispose” a quel punto la Kapo mi diede un calcio buttandomi a terra e con una rabbia smisurata si scaglio su una delle nuove arrivata frustandola in ogni dove gridandogli “ quando vi parlo dovete rispondere si padrona avete capito …ancora nessuna che rispondeva …”
A quel punto intervenne una delle due ragazze di colore dicendo “ Padrona tranne io e la mia compagna di colore le altre non sanno parlare perché provengono dall’isola dei re…..
Cosa vuoi dire spiegati meglio schiava grido la kapo.
Nell’oceano pacifico esiste un isole dove nel 1700 sbarcarono degli inglesi i quali vista la bellezza del luogo vi si stabilirono definitamente.
Per prima cosa uccisero tutti i maschi locali e schiavizzarono le femmine.
Da quel momento per le malcapitate inizio un percorso di animalizzazione che ha portato queste poverette a non parlare perché vengono allevate sin dalla nascita come se fossero degli animali.
I maschi discendenti sono stati fissati per legge in un massimo di 20 unità e sono stati messi a capo dei 20 piccoli regni in cui è suddivisa l’isola. Al servizio di questi 20 maschi ci sono migliaia di donne animalizzate che provvedono con il loro lavoro a far vivere nel lusso i 20 reucci.
Ogni donna bestia ha un compito…esistono le vacche… normalmente donne con i seni molto grandi che vengono rinchiuse in una stalla dalla quale non usciranno mai sino alla morte.
Ogni nove mesi, senza il minimo riposo fra una gravidanza e l’altra, vengono ingravidate artificialmente con l’impianto di 3 ovuli femminili cosi da massimizzare il numero di nascite.
Inoltre vengono munte ripetutamente durante la giornata per estratte il latte che serve al sostentamento delle tantissime neonate.
Le donne più belle vengono tenute per procreare i maschi che servono per mantenere inalterato il numero di 20.
Altra categoria sono le cavalle da tiro che vengono adibite al trasporto, ai lavori agricoli pesanti e per far muovere tutti i macchinari necessari per produrre tutto ciò che serve sull’isola energia elettrica compresa.
Dopo 3 secoli di soprusi di ogni genere ormai le donne di quell’isola sono regredite ad uno stato animalesco e hanno perso l’uso della parola …trovano normale la loro condizione di sottomissione ….ecco perché prima si sono buttate per terra pronte per l’accoppiamento; sull’isola infatti la legge stabilisce che le donne al cospetto di un uomo si devono mettere faccia a terra e prepararsi all’eventuale accoppiamento.
Come posso parlare con queste decelebrate chiese alla ragazza di colore la Kapo?
Lei ripose “Padrona sono donne come le altre anche se non sanno parlare …se una cosa viene spiegata loro poi fanno come gli animali …ovvio che quando sbagliano capiscono bene solo la frusta cosi capiscono che hanno sbagliato. In fondo sono delle bestie.
Dopo mezzora si fece buio e tutte venimmo messe nella stalla tutte insieme.
Venne come sempre aperto lo sportellino da dove cadeva il pastone nella mangiatoia .
Ovviamente il cibo era molto più del solito e tutte ci ammassammo vicino allo sportellino per mangiare di più . io riuscii a mangiare moltissimo rispetto al solito ..credo a scapito di qualcuna che sarà rimasta digiuna.
La mattina dopo venimmo portate tutte nell’aia dove vennero tutte marchiata dal numero 3 al 24 e dove vennero messe loro gli anelli ai capezzoli al naso e alla vagina.
La kapo poi spiego il lavoro che avremmo dovuto fare…Schiave grido forte come vedete ci sono 4 macine elettriche che vanno alimentate costantemente 24 ore al giorno e vi è quel macchinario che vedete la in fondo che è il generatore di corrente elettrica che deve funzionare pure 24 ore al giorno per alimentare i motori delle macine.
Pertanto sarete suddivise in 3 gruppi da 8 un gruppo lavorerà 8 ore alle ceste per trasportare il materiale che serve ad alimentare le macine poi 8 ore di riposo e di seguito 8 ore al generatore. Lavorerete 7 giorni su 7 365 giorni all’anno senza sosta fino allo sfinimento fisico e mentale.
Quando lavorerete al generatore avrete le plug anali e vaginali per evitare ogni tipo di rilascio di piscio e cacca per evitare di rendere scivoloso la base di tiro.
Lavorerete bendate tanto dovete solo andare in cerchio come delle somare e spingere il generatore.
Vi metteremo attaccati agli anelli dei capezzoli degli elettrodi.
Il generatore infatti ha impostato un limite minimo di giri al minuto stabilito per ora in 10 giri/minuto se scenderete sotto questa velocità si genererà una scarica elettrica ad alta intensità che si scaricherà sugli anelli dei capezzoli e vedrete che non dovrò faticare a frustarvi perché sicuramente aumenterete il passo …..ve lo garantisco.
Durante le 8 ore di pausa mangerete e defecherete.
Lo scopo dell’essere bendate era dovuto al fatto che spesso per l’enorme fatica tante svenivamo e per non farci vedere che a tirare eravamo meno delle otto previste con quel sistema si induceva il nostro cervello a non lamentarsi e a tirare sempre di più per evitare la scossa elettrica che provocava un dolore fortissimo.
Tranne le due ragazze di colore che erano terrorizzate le altre non sembravano aver capito bene cosa le aspettava.

scritto il
2026-08-08
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