Il risarcimento

di
genere
gay

Eravamo rimasti soli per tutta la settimana nella casa al mare della sua famiglia. Fuori il caldo di metà pomeriggio piegava l'aria, ma dentro, con le persiane socchiuse e il ventilatore che girava a vuoto, c'era quel silenzio sospeso tipico delle giornate estive. L'atmosfera ricordava esattamente quelle estati stile Krampack: un misto di noia, confidenza ed esplorazione, dove la complicità tra amici andava ben oltre il normale.
​Tiziano è rientrato in stanza sbattendo leggermente la porta, visibilmente nervoso. Si è buttato sul letto a pancia in su, sbuffando mentre si passava una mano sul viso. La ragazza con cui doveva vedersi gli aveva appena dato buca, e in parte era anche colpa mia: mi ero intromesso nelle loro conversazioni prima, rovinando l'atmosfera e facendola tirare indietro.
​"Complimenti..." ha detto Tiziano girando la testa verso di me, con uno sguardo tra il seccato e l'eccitato. "Mi hai fatto saltare il pomeriggio con lei. Adesso che dovrei fare secondo te? Rimanere qui a guardare il soffitto?"
​Ero seduto sul bordo del letto, del tutto calmo. Sapevo benissimo quanto la sua frustrazione nascondesse in realtà un desiderio accumulato dopo tutte le seghe che ci eravamo fatti a vicenda durante l'estate, e la situazione mi offriva la scusa perfetta per guidare il gioco esattamente dove volevo io.
​"Dai, non fare così..." ho detto con un sorrisetto calmo, senza scompormi. Mi sono alzato, sono andato verso la porta per chiuderla a chiave e mi sono girato a guardarlo. "Se sei rimasto a bocca asciutta per causa mia, posso sempre farti fare di meglio."
​Tiziano mi ha fissato sorpreso, mettendosi a sedere. "In che senso?"
​Non ho risposto a parole. Mi sono avvicinato al letto, mi sono voltato di spalle e mi sono piegato leggermente in avanti, sfilandomi i pantaloncini e mettendomi a gattoni proprio davanti a lui, offrendogli dritto il mio buchino scoperto.
​"Ti ho fatto fare buca con lei? E allora prenditi il mio culo."
​La sua espressione è cambiata all'istante. La rabbia è sparita, sostituita da una scarica improvvisa di eccitazione. Sentirsi offrire un "risarcimento" del genere ha travolto ogni suo freno.
​"Cazzo... dici sul serio?" ha mormorato con la voce già roca per il desiderio, allungando subito le mani per afferrarmi saldamente dai fianchi.
​"Fai sul serio tu," ho risposto senza voltarmi, godendomi quel momento di potere psicologico: lui pensava di rifarsi di un torto, ma in realtà stava cascando dritto nel gioco che avevo orchestrato io.
​Tiziano si è sfilato i pantaloni in fretta. Si è bagnato le dita e la cappella con la saliva e, senza aspettare oltre, ha iniziato a puntare dritto al mio ingresso. Sentire la testa del suo cazzo bagnata e calda che spingeva per entrare mi ha fatto salire un brivido intenso. Con una spinta decisa si è infilato dentro fino in fondo.
​Un gemito soffocato mi è scappato tra le lenzuola. Tiziano ha iniziato a pompare con foga, muovendosi con colpi profondi e regolari, sfogando tutta la tensione accumulata direttamente dentro di me. La sensazione di essere riempito da lui, mentre le sue mani mi stringevano la pelle con forza, regalava a entrambi un appagamento totale.
​Il ritmo si è fatto sempre più rapido. Sotto la spinta dei suoi colpi, sentivo che era arrivato al limite. Con un ultimo affondo disperato si è piantato dentro di me fino all'osso, liberandosi con un lungo sospiro d'estasi e riempiendomi completamente con il suo calore.
​Dopo che ci siamo staccati, siamo rimasti sdraiati sul letto a fianco senza dire una parola per qualche minuto, con il respiro che piano piano tornava regolare. Tiziano guardava il soffitto con un sorriso tra il sorpreso e il soddisfatto. Dopo tutte le seghe estive, quel passaggio al livello successivo era il coronamento naturale delle nostre uscite.
​Mi sono girato su un fianco, appoggiando la testa sul palmo della mano e guardandolo. Il suo cazzo stesse già ricominciando a dare segni di vita sotto il mio sguardo.
​"Comunque..." ha mormorato lui girando la testa verso di me, "se sapevo che la buca di quella mi fruttava questo, la facevo saltare io direttamente."
​"Non ti abituare troppo," ho risposto ridacchiando leggermente, "anche se, considerando le seghe di quest'estate, direi che siamo solo all'inizio."
​Non c'è stato neanche bisogno di aggiungere altro. Tiziano si è rigirato verso di me, facendomi scivolare di nuovo una mano sul fianco. Mi sono rimesso a pancia in giù, offrendomi di nuovo con disinvoltura. Tiziano si è posizionato sopra di me senza fretta, guidando la penetrazione con spintoni lunghi e calcolati. Sentirlo riempirmi per la seconda volta nel giro di un paio d'ore, mentre la luce del pomeriggio iniziava a calare dietro le persiane, ha chiuso il cerchio in modo perfetto.
​Eravamo ancora sdraiati sul letto, stanchi ma appagati dal bis, mentre la luce del tramonto tingeva la stanza di un arancione caldo. Tiziano si è girato su un fianco, appoggiando la testa sul braccio e guardandomi dritto negli occhi con un sorriso diabolico.
​"Sai cosa ti dico?" ha esclamato all'improvviso, con la voce ancora impastata dal piacere. "Se quella stronza prova a farsi viva stasera o domani per cercare di rimediare e organizzare un'altra uscita... sarò io a darle una bella buca."
​Ho alzato un sopracciglio, provocandolo: "Ah sì? E cosa fai al suo posto?"
​Tiziano ha allungato la mano sul mio bacino, stringendomi il fianco con decisione e tirandomi più vicino a sé.
​"Poi torno dritto qui e mi scopo te. Molto meglio che perdere tempo in giro."
scritto il
2026-09-23
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