Teresa e la Nonna 5

di
genere
incesti

Sono andato a casa di questa stronza vicina di casa a mettere su una tenda. Una tenda che lei e mia nonna Lella hanno deciso di mettere per oscurare la vista al suo balcone visto che la signora Teresa si è lamentata che la guardo quando si esibisce tutta nuda all’aperto.
Ovviamente con mia nonna ci ho fatto la figura del guardone e del segaiolo cosa che mi ha dato non poco fastidio.
Così quando la vecchia Teresa mi ha messo le tette in faccia e mi ha confessato che era tutta una scusa per stare sola con me non ci ho visto più.
Me la sono fatta con tutta la rabbia che avevo in corpo.
Ero lì a scoparmela da quasi un ora.
Le ero già venuto in bocca ed ora le avevo allagato la fregna ma quando si alzò in piedi andando dal suo letto al terrazzo non potei fare a meno di notare con quanta studiata troiaggine si sedeva delicatamente sul catino. La guardai pisciare sul terrazzo. Stavolta da pochi metri e al riparo grazie alla tenda che avevo appena montato.
Lei pisciò tranquilla e non si stupì troppo quando le porsi il cazzo duro per un tris dovuto.
‘Aspetta che la asciugò che sono piena di piscia’.
‘Non è necessario… Tanto non è lì che vado’ ridacchiai io.
La inculai.
Senza vaselina, senza protezioni ma solo con l’insana voglia di spaccarle completamente il culo.
Per fortuna la vecchia non era del tutto vergine nemmeno lì e lo si capì bene quando le infilai il cazzo dentro fino a far sbattere i coglioni sulle sue chiappe. Comunque essendo di grosso calibro riuscii comunque a farla urlare alla grande. “Aia, aia, mi sfondi”.
L’idea che le avrebbe bruciato il culo per qualche giorno mi pareva una bella vendetta.
In perfetta pecorina la montai deciso ad inamidarle il culo.
Era stupendo ed in più avevo quasi la certezza che quell’estate avrei potuto approfittare di quella vecchia puttana quando e come meglio credevo. Dovevo solo stare attento a non far sospettare nulla alla nonna che tanto mi aveva raccomandato di stare lontano da quella stronza pettegola.
Già la mia cara nonna.
Ma dov’era in quel momento la cara nonna?
Ovviamente a controllare che quel pelandrone di suo nipote avesse fatto per bene il lavoro che aveva promesso.
Esattamente davanti a me ritta sull’ultimo gradino della scala a fissarmi mentre inculavo a tutto spiano la vicina di casa.
‘Ciao nonna’ dissi io con un verso soffocato proprio mentre sentivo il terzo schizzo inondare il culo a Teresa.
‘Ciao un bel cazzo’ sbuffò la donna e girato sui piedi ridiscese lentamente la scala.
Teresa ed io ci staccammo in fretta e col mio cazzo ciondoloni e la sua fica ed il suo culo che ancora colavano lo sperma con cui l’avevo riempita raggiungemmo nonna Lella prima che uscisse di casa.
‘Lella aspetta’ la bloccò Teresa.
‘Aspetta cosa… Ormai avete fatto no. Allora finite e poi rimandalo a casa’.
‘Lella… mi spiace’.
‘Ma vaffanculo troiaccia. Lo sapevo io che mi scopavi il nipote. Lo sapevo che eri una vaccaccia’.
‘Nonna mi spiace’.
‘Tu zitto porco che facciamo i conti a casa’.
Per fortuna ero venuto un attimo prima nel culo di Teresa e ora era relativamente molle. Raccolsi i miei vestiti e seguii mesto mesto la nonna a casa. Che figura di merda pensavo.

Poco dopo eravamo in cucina. Io seduto su una sedia con lei a fianco. Sembrava semplicemente inviperita ‘Io lo sapevo. Lo sapevo che era una vecchia porcona. Tutta le storia del guardone. Lo sapevo che voleva fottermi il nipote -brontolava ‘ e tu brutto maiale proprio non resistevi vero. Già quella ha tirato fuori la fica e tu giù. Ma lo sai che quella si fa i ditalini con le carote e le zucchine. Ma tu lo sai sulla verdura quanti microbi ci sono sopra? No dico almeno le lavasse prima…
Pensa ai microbi che aveva nella fica e che adesso hai tu sul pisello’.
Prese da uno scaffale una specie di tubetto molliccio e lo mise sul tavolo. ‘Questa è crema disinfettante per la vagina. Non è il massimo ma la facciamo andar bene. Forza spalmiamola subito prima che ti venga blu’.
Obbedii denudandomi dalla vita in giù.
La nonna poggiò il tubetto sul mio cazzo e premette forte. Con un getto gelido quella specie di gel trasparente mi si posò sul cazzo. Stavo per spalmarlo io stesso quando la nonna con una salviettina mi si mise accanto iniziando a spolverarmi come fossi un mobile. Fregava forte, molto forte, una cosa sempre più simile ad una sega che non mancò di sortire un certo effetto di indurimento.
‘E poi dico io nel culo. Ma lo sai i germi che avrà quella nel culo. Ma davvero vuoi prenderti la gonorrea o chissà cosa. Ma tu sei malato sai’.
‘Scusa nonna’ sussurrai io ma ero così preso a godermi quella che ormai era una sega in piena regola che avevo poco forza di sembrarle pentito.
La cappella era gonfia, l’uccello d’acciaio e stavo godendo a mille. ‘E adesso cosa fai? Mica mi vorrai sborrare in mezzo alla cucina’.
‘Vado in bagno subito’.
‘Si vai in bagno e lavalo come si deve’ disse seria.

Mi misi in piedi nella doccia e aprii l’acqua. Ero ancora triste quando entrò la nonna. Per un attimo ebbi paura che avesse altro da rimproverarmi ma poi mi accorsi che era nuda.
Entrò con me nella vasca e subito mi diede un bacio in bocca strusciandomi le tettone addosso.
Rideva.
“Allora come scopa la baldracca?”.
“In che senso?”.
“Scopa bene. Hai goduto. Te la sei tolta la voglia?”.
“Nonna ma…” balbettavo confuso mentre lei mi segava ben bene.
“Sapevo che ci avrebbe provato. Tutta la scusa di volerti a casa sua, il provocarti. Che stronza vero?”.
“Scusa nonna non volevo”.
“Ha ha ha ma scemotto era ovvio che non avrebbe resistito a questo uccellone e adesso l’abbiamo fregata. Adesso che sa che l’ho vista farsi montare da te dovrà abbassare la testa ogni volta che mi vede perché sarà sempre la vacca che si è fatta montare da mio nipote. Nel culo poi… fantastico. Non potevo arrivare in un momento migliore. Beccata a pisello nel culo come una troia”.
“Quindi stavi scherzando prima?”.
“No, no, quella è davvero una lerciona che avrà microbi e malattie in ogni buco”.
La consapevolezza che nonna Lella fosse fiera di come avevo trombato la Teresa me lo fece venire di marmo.
Lei se ne accorse e subito si voltò con le mani a palmo sul muro e il culo bello dritto.
Le entrai nella figa senza dire una parola.
“Nonna ti confesso che tu sei molto più figa e scopi molto meglio” le sussurrai.
“Puoi dirlo forte amore della nonna” disse lei mentre godeva e ci dava dentro a tutta forza…

FINE
scritto il
2026-09-22
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